TERRADADDA

Cronache (e opinioni) della terra intorno all'Adda a cura di Vercingetorix
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mercoledì, 02 dicembre 2009

Villa d’Adda: a proposito della commissione d’inchiesta sull’ufficio tecnico

Deliberazione Consiglio comunale numero 52 del 28 settembre 2009, pubblicata all’albo pretorio dal 20 novembre al 5 novembre
La trattazione dell'argomento si svolge in SEDUTA SEGRETA, avendo il Consiglio comunale deliberato a maggioranza di voti, ai sensi dell'art. 46 del regolamento del Consiglio comunale, il passaggio della seduta da pubblica a segreta.
Il verbale della seduta segreta è redatto in modo da contenere la sintesi della discussione senza scendere in particolari che possano recare danno alle persone, ai sensi dell'art.59 del Regolamento del Consiglio comunale.
Il consigliere Antonio Posa illustra la mozione in oggetto che si allega al presente atto sotto la lettera "A" asserendo che vi sono vari aspetti dell'attività dell'Ufficio tecnico che meritano un approfondimento e la commissione d'inchiesta dovrà valutare l'operato dell'Ufficio e non le persone che vi lavorano.
Interviene il Sindaco dando lettura del documento che sia allega sotto la lettera "B".
Il consigliere Posa fa presente che la legge prevede che venga fatta una valutazione scritta dell'operato degli uffici ciò non significa che la valutazione non possa concludersi positivamente.
Il consigliere Valsecchi chiede perché allora la commissione è stata richiesta solo per l'Ufficio tecnico.
Il consigliere Posa risponde che tutti gli uffici devono essere valutati dal nucleo di valutazione; la valutazione non deve essere vista come un atto ostile.
Il consigliere Roberta Panzeri osserva che già esiste la valutazione del singolo dipendente, inoltre dovrebbe esserci una denuncia formale per istituire una commissione di inchiesta.
Il consigliere Posa ricorda che se la valutazione dei singoli uffici non è mai stata fatta è il momento di sanare questa mancanza.
Questo è il verbale in sintesi della seduta segreta a proposito della mozione presentata dal consigliere Posa con la quale si chiedeva la costituzione di una commissione d’inchiesta. La richiesta è stata bocciata con 9 voti contrari, 3 astenuti e 5 a favore.
Poiché la cosa è stata pubblicata all’albo pretorio è un argomento che è divenuto di pubblico dominio che quindi posso commentare come segue.
Valsecchi non è consigliere, ma assessore esterno, e si chiede è stata chiesta una commissione d’inchiesta e non su tutti gli altri uffici. Interrogativo che ci illumina sull’ampiezza degli orizzonti dell’assessore esterno.
Il consigliere Panzeri - che in consiglio comunale fa l’esegeta del regolamento comunale -  dice una cosa che non sta né in cielo né in terra e né tanto meno sul regolamento: per fare una commissione di inchiesta non è richiesta una denuncia formale alla magistratura.
Le commissioni comunali similmente alle commissioni parlamentari di inchiesta vengono istituite su i temi più vari su istanza del consiglio o del parlamento.
Qui di seguito c’è quanto letto dal sindaco Carsaniga (anch’esso pubblicato)
Risposta a Mozione lista El@ su commissione d'indagine riguardo U.T.
E' lecito aspettarsi da persone che rivestono un ruolo istituzionale la consapevolezza del dovere di adeguare ì propri atti pubblici agli elementari principi della democrazia.
La democrazia vuole che siano tutelati ì diritti di tutti i cittadini e che nessuno possa essere additato, incolpato o sottoposto a processo alcuno sulla base di anonimi ed incontrollate lamentele.
Se di rilevanze penali o amministrative si vuole accusare qualcuno bisogna agire tramite denuncie circostanziate agli organi appropriati, che mettano al contempo la persona accusata nelle condizioni di conoscere da quali rilievi deve difendersi.
Se invece si trattasse di manchevolezze nel rapporto con i cittadini, l'ufficio del Sindaco è sempre stato aperto ad accogliere eventuali lamentele e comunque sempre nella dovuta tutela di tutte le parti coinvolte.
Sta in prima istanza al Sindaco valutare ed approfondire la consistenza di eventuali rilievi, le effettive ragioni, motivazioni e circostanze e prendere, se il caso, eventuali provvedimenti compreso quello richiesto con la mozione dal consigliere Posa.
E' altresì inappropriata e inconsistente la valutazione di incompetenza professionale espressa nella mozione riguardo la "variante di Alzata” in quanto la soluzione adottata dall’ufficio tecnico era formalmente corretta in base alle indicazioni ricevute dagli amministratori.
Si respinge quindi la richiesta di commissione di inchiesta in quanto non sono state addotte motivazioni riscontrabili ed accettabili
Firmato Carsaniga Adelvalda
Il sindaco Carsaniga non faccia tanto la maestrina, e faccia lei un bel ripasso su cosa significa la democrazia. Prima di tutto - come detto più volte -  nessuno ha additato qualcuno in particolare ma si è chiesto di verificare il funzionamento di un ufficio. Per cui Carsaniga prima di scrivere legga bene quello che si chiede. In secondo luogo a proposito di democrazia, l’istituzione di una commissione è prerogativa del consiglio comunale, quindi è il consiglio comunale che è sovrano e si esprime in merito e non il sindaco, il quale deve accettare il responso del consiglio.
Per le denunce circostanziate riguardo a rilevanze penali o amministrative se ci fosse solo il dubbio che vi siano fatti penalmente rilevanti, sia i consiglieri che i cittadini singolarmente si sarebbero rivolti alla magistratura. Ma come detto non era questo l’ambito di lavoro della commissione, nel caso, durante i lavori della commissione istituita, fossero emersi fatti di rilevanza penale la stessa commissione aveva poi l’obbligo di rivolgersi alle sedi opportune.
Le lamentele riguardo al funzionamento dell’ufficio ci sono e sono tutt’altro che anonime, la commissione di inchiesta avrebbe potuto sentire i cittadini (che hanno un nome e cognome) portatori delle lamentele, e se fossero state dirette ad una persona questa aveva tutte le possibilità di difendersi.
L’ufficio del sindaco sarà aperto ad accogliere eventuali lamentele, ma il sindaco prima di tutto non ha memoria perché qualche lamentela l’ha ricevuta (basterebbe per esempio ricordare quelle dei consiglieri di minoranza sugli ostacoli frapposti dall’ufficio tecnico all’accesso ai documenti, e altri fatti per il quale si è chiesto al sindaco di agire anche in ambito disciplinare ma il sindaco non ha agito) e poi talvolta per un cittadino che ha pratiche edilizie in ballo è difficile fare delle lamentele al sindaco riguardo all’ufficio tecnico. Ricordo inoltre che il sindaco non è giudice di sé stesso e dei suoi comportamenti.
Infine l’ultima affermazione è proprio la ciliegina sulla torta. L’ufficio tecnico aveva predisposto un progetto per la realizzazione di una nuova strada (la variante di Alzata, via Aldeni - via Biffi) con una manutenzione straordinaria cosa che non si può fare, tanto è vero che la Provincia di Bergamo si è espressa in proposito e il progetto è stato abbandonato. Quindi quella cosa così non si poteva fare in quel modo. Se l’amministrazione dice all’ufficio tecnico di realizzare un edificio con il tetto al posto delle fondamenta, l’ufficio tecnico non deve fare questo perché ha seguito le indicazioni fornite dall’amministrazione. L’amministrazione è un organo politico e può essere ignorante in materia tecnica. L’ufficio tecnico, lo dice la parola stessa, è un ufficio meramente tecnico e deve attenersi alle leggi e regolamenti, anche quando l’amministrazione gli chiede altro. Per cui Carsaniga non ci racconti la barzelletta del formalmente corretto.
postato da: terradadda alle ore 02/12/2009 11:59 | link | commenti
categorie: villa d adda, vita da consigliere comunale
martedì, 01 dicembre 2009

Villa d’Adda: il consiglio comunale del 27 novembre/3

6. Scioglimento della convenzione per lo svolgimento del servizio di segreteria;
In pratica il segretario comunale Alessandra Omboni ha rassegnato le dimissioni  per la qual cosa viene sciolta la convenzione per il servizio di segreteria tra i comuni di Valsecca, Bottanuco e Villa d’Adda. Sempre per la cronaca Omboni nel suo servizio sostituirà il comune Villa d’Adda con Pontoglio in provincia di Brescia. Voglio ricordar che la minoranza aveva votato contro quando si era modificata la convenzione dando la possibilità ad Omboni di avere anche il comune di Bottanuco. Una scelta che era già il preannuncio dell’intenzione di Omboni di trasferirsi, evidentemente verso lidi più tranquilli ,anche a costo di fare centinaia di chilometri per andare in comuni piuttosto distanti tra di loro.
Approvato con i voti della maggioranza, minoranza contrari.
7. Modifica criteri generali per l'affidamento incarichi di collaborazione, studio, ricerca, consulenza a soggetti estranei all'amministrazione comunale;
In pratica la corte dei conti chiede le modifica di un paio di voci per il regolamento degli incarichi, cancellando la soglia di valore sotto la quale non s i debbono fare gare o confronti. Una precisazione che la minoranza non si spiega e chiede di avere delucidazioni (che verranno date), perché questo se poi negli appalti edili si possono dare incarichi direttamente sotto i 20mila euro’
Maggioranza a favore, minoranza astenuta
8. Adozione piano di recupero "via Alzata";
Si tratta del piano di recupero di due ex cascine situate in Alzata (dove ci sono i ponteggi). Presenta il piano di recupero l’assessore Paggi. Si cerca il proiettore che non c’è, è in biblioteca (ma come si sa che si deve proiettare del materiale in consiglio e non ci si è procurato il proiettore per tempo? Cose che non accadono nei consigli comunali del Burkina Faso). Siamo a ridosso della mezzanotte ed è evidente la fretta dell’amministrazione di approvare questo piano di recupero e quindi si rinuncia a cercare il proiettore. La scena è imbarazzante: l’assessore Paggi mostra i fogli con le tavole da disegno (cosa che ha impedito al pubblico di vedere di cosa si trattava). Le due cascine cambieranno destinazione e diventeranno due palazzine di uffici. All’interno del cortile verranno realizzati 23 posti auto, e un altro parcheggio verrà realizzato accanto a quello già esistente verso Malmetida. Il consigliere Castelletti fa notare che in commissione non si erano esaminati alcuni allegati tecnici perché l’assessore Paggi aveva assicurato che era tutto a posto. Ad un successivo esame si sono evidenziate delle criticità. Castelletti ripromette di non fidarsi più dell’assessore Paggi e di esaminare anche le virgole in futuro. Le criticità: l’accesso è assai difficoltoso e pericoloso (per entrare nel parcheggio  bisogna passare sull’altro lato della carreggiata per imboccare il passaggio) in un punto già molto critico per via della strettoia di Alzata e il flusso di auto generato dagli uffici sarà notevole. Il progettista (che è casualmente è lo stesso che ha redatto il vigente PRG) ha derogato (con autocertificazione) su molti parametri dei rapporti aeroilluminanti e parametri igienici (avete capito derogato: ma – come sostiene l’ufficio tecnico a mezzo stampa -  non erano solo i sostenitori della minoranza che vanno a chiedere deroghe? Che curiosità), gli edifici sono già interessati da lavori con una DIA infine il calcolo dei lavori appare sottostimato e di conseguenza anche l’importo degli oneri che si devono versare al Comune. Paggi sostiene che non si debbono discutere gli aspetti tecnici, e che tutto sarà soggetto con successivo permesso di costruire. La minoranza sostiene invece che bisogna discutere queste cose in questa sede. Paggi dice che per i nuclei di antica edificazione è normale derogare. Arrigoni replica dicendo che non è affatto vero perché in altri casi per lavori fatti in nuclei di antica edificazione l’ufficio tecnico non ha per niente derogato sulla destinazione dei locali in caso di rapporti aeroilluminanti insufficienti. Durante la discussione il padre di Paggi presente tra il pubblico ingiuria il consigliere Arrigoni: un fatto che la dice lunga sul clima e di come si cerca di intimidire la minoranza che fa il proprio dovere verificando che l’amministrazione faccia le cose al meglio nell’interesse della collettività. Domanda: vista l’escalation al prossimo consiglio cosa mi devo spettare? Le minacce o altro? Il sindaco sospende la seduta per cinque minuti, ma non allontana lo spettatore molesto (e già perché è uno dei suoi sostenitori ed è  il papi dell’assessore ai lavori pubblici). La minoranza protesta energicamente sulle scelte e sull’atteggiamento di Paggi. Il quale ad un certo punto dice che il problema dell’accesso si risolverà con specchi e semafori. Ma è fantastico nell’interesse di un privato sottoponiamo la collettività a sottostare al disagio di un semaforo. Poi la sortita di Carsaniga: “Voi in Villa d‘Adda Alta avete il problema di Alzata, noi a Villa d’Adda bassa abbiamo il problema di Viale delle Industrie. Carsaniga è un sindaco meraviglioso, nel senso che non finisce mai di meravigliarci con sciocchezze di questo genere. Già perché  se c’è un problema a Villa d’Adda bassa, quelli di Villa d’Adda alta dovrebbero avere un problema in più?  Perchè se lei si da le martellate sulle mani, agli altri si dovrebbero pestare i piedi? Cos'è una par condico del peggio? Sublime logica, solo Carsaniga è capace di tanto. Castelletti propone di rimandare il piano in commissione urbanistica per rivedere il problema degli accessi. Nonostante la mezzanotte sia passata da un bel pezzo il sindaco non sospende la discussione, ma si va avanti fin quasi le 12,30 (perché tutta questa fretta per questo piano?). Alla fine come sempre si vota. A favore la maggioranza, tranne Perico e Garisto che si astengono, minoranza contraria.
Commento
alza2A proposito della vicenda di Alzata, per mostrarvi in quale considerazione si tengono i responsi dei cittadini vi invito a guardare il file con la relazione delle idee proposte per il PGT dalle associazioni di volontariato e dalla camminata per il paese per dare il proprio contributo di idee illustrato in seduta pubblica (vedi qui, qui e qui) Al procedimento e alla passeggiata hanno partecipato poche persone tra le quali l’assessore Paggi e il di lui papi, non quanto papi, ma quanto rappresentante di una delle associazioni. Immaginiamo quindi la scena che si svolge tra le mura di casa Paggi dove l’assessore Paggi dialoga amabilmente del Piano di Governo del Territorio, con il papi Paggi, non in quanto papi, ma quanto rappresentante delle associazioni e insieme mettono giù le linee guida del PGT. Grazie anche a questo contributo sono state abbozzate le idee che dovrebbero essere recepite dal progettista. Nelle due immagini trovate le proposte elaborate per Alzata, che non mi sembrano esattamente in linea con il piano di recupero di cui si sta parlando. Conosco già l’obiezione: ma  come, ignorante che non sei altro, sono due cose diverse, il Piano di Recupero di cui si parla è ancora nell’ambito del PRG in vigore ad oggi, il PGT è un’altra cosa che verrà elaborata in seguito. Già è come dire: tagliamo i coglioni con il PRG; e poi pensiamo alla procreazione con il PGT.alza1
postato da: terradadda alle ore 01/12/2009 15:35 | link | commenti
categorie: villa d adda, vita da consigliere comunale
lunedì, 30 novembre 2009

Villa d’Adda: il consiglio comunale del 27 novembre/2

2. Comunicazione scioglimento Comuni on line Associati;
Interviene Luigi D’Ambrosio presidente della Comuni Online Associati che da alcune informazioni. L’assemblea dei soci del 18 novembre ha approvato la messa in liquidazione della società, che dal primo gennaio non sarà più operativa, e verrà messa in liquidazione. D’Ambrosio sostiene che non aveva più senso mantenere la società in vita, per vari motivi tra i quali il fatto che i comuni soci non avevano obiettivi comuni e che la regione non avrebbe in futuro distribuito contributi per questo genere di società. La liquidazione produrrà qualche residuo che verrà restituito al comune di Villa d’Adda di circa 14mila euro., inoltre restano alcune macchine che verranno lasciate ai comuni. D’Ambrosio viene incalzato dal consigliere Posa che fa tutta una serie di domande. Su quale è il bilancio finale di COA (ma d’Ambrosio non sa fornire dati), su Proximalab (società che ha gestito alcuni servizi per conto di COA e ora fornisce materiali ala comune, ma la società non ha alcun rapporto vincolante con COA). Posa chiede assicurazioni sul funzionamento dei servizi informatici, D’Ambrosio assicura che dal primo dell’anno funzionerà tutto allo stesso modo. Segue un dibattito tra Posa e D’Ambrosio. D’Ambrosio vorrebbe anche poter dare alcune idee per il futuro, ma Posa gli fa capire che di questo il comune non ha bisogno.
3. Approvazione verbale della seduta del 28 settembre 2009
una formalità, approvato con un astenuto
4. Approvazione verbale della seduta del 14 ottobre 2009;
una formalità, approvato con due astenuti
5. Variazione di assestamento del bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2009;
Espone l’assessore Valsecchi che illustra le cifre e gli stanziamenti, in pratica si cerca di spendere l’avanzo di bilancio percirca 200mila euro. Sono entrati 50mila euro in più con i controlli ICI, segno che molti concittadini si erano distratti in materia e che il comune non aveva fatto molto in passato. Tra le altre spese si spenderanno 30mila euro per un mezzo per la protezione civile. Altri soldi vengono stanziati per il parcheggio del mercato.  Si ipotizzano minori entrate per 70mila euro, solo per gli oneri di urbanizzazone 60mila euro in quanto alcune lottizzazioni non sono partite a causa dell'attuale congiuntura economica. Si apre una discussione sulla questione di alcune voci di bilancio discusse in precedenza, vale a dire la definizione degli interventi sopra i 100mila euro. Sopra i 100mila le opere andrebbero messe nel piano triennale delle opere, ma il comune di Villa d’Adda considera questa cifra al netto dell’iva, mentre altrove si dice il contrario. Il sindaco comunica che ha chiesto un parere alla Corte dei Conti la quale conferma quello che sostiene la minoranza ovvero che i 100mila euro vanno considerati iva compresa in quanto l’iva è un costo. Citando una determina del tecnico comunale il sindaco sostiene che è stato chiesto un parere verbale all’Autorità di Vigilanza sui Contratti pubblici che avrebbe espresso un altro parere. Posa fa notare che il parere della Corte dei Conti è legge. Arrigoni riferisce di avere chiamato l’autorità citata ma che questa non esprime alcun parere verbale Carsaniga, dice allora di avere chiesto anche il parere scritto di cui si è in attesa.
Approvato con i voti della maggioranza, minoranza astenuta.
postato da: terradadda alle ore 30/11/2009 10:55 | link | commenti
categorie: villa d adda, vita da consigliere comunale
lunedì, 02 novembre 2009

Villa d’Adda: il consiglio comunale del 14 ottobre/4 fine

Ultima puntata dell’ultimo consiglio comunale,
6. Interrogazione presentata dal Consigliere Francesco Arrigoni Gruppo Consiliare El@ a proposito del terreno di proprietà comunale destinato a futura piazzola ecologica in via Zappello;
Arrigoni chiede di sapere se la ditta (che per la cronaca che ha usato la piazzola ha pagato un affitto per gli anni in cui l’ha usata e come mai tale terreno non sia recintato e perché altri vi abbiano ancora libero accesso.
L’Assessore Locatelli, si arrabbia e fa come per andarsene, ma poi resta al suo posto.
Il sindaco Carsaniga dice che la ditta non ha pagato l’affitto perché c’era una sorta di scambio: la ditta teneva in deposito del materiale per il comune e sostiene che ora l’area è stata sgomberata.
Arrigoni fa notare che questi “scambi” tra ditta e comune, per correttezza e trasparenza, era opportuno fossero messi per iscritto in un contratto. Riguardo all’area è ancora in uso dalla ditta e per di più è dotata di un cancello che si apre sua una via e pare si stato utilizzato anche da altre ditte per accedere all’area delle cave con le quali è in comunicazione grazie ad uno scivolo in terra. Ora non si capisce perche una o più ditte possano utilizzare un cancello secondario (e la cosa si presuppone debba essere comunicata alle competenti autorità fiscali) che è di proprietà del comune. Ora onde evitare il coinvolgimento del Comune in attività ad esso estranee per una area di sua proprietà Arrigoni chiede che l’area si opportunamente recintata, anche con recinzione provvisoria, onde impedire l’accesso ad altre ditte e consiglia che sia cambiato il lucchetto che chiude il cancello.
(Nota: il giorno dopo l’area risultava opportunamente recintata con rete di cantiere rossa sostenuta da tondini in ferro)
7.  Mozione presentata dal Consigliere Francesco Arrigoni del Gruppo Consiliare El@ prot. per la rimozione del cumulo di pietre sulla strada di Segrè;
Con lo scavo della galleria di Variante Carvico – Villa d’Adda una parte dei detriti sono stati depositati sotto il viadotto in località Selvi e hanno creato una montagna di detriti che deturpa l’ambiente. Si chiede che l’amministrazione si attivi per la rimozione della montagna di detriti che dovrebbe essere compito dell’impresa che ha eseguito i lavori di scavo.
Arrigoni espone la cosa e fa notare che già nel maggio 2007 il capogruppo di Insieme per Villa d’Adda, Gianpaolo Betti, faceva istanza perché la cosa fosse sistemata. Arrigoni chiede che il mucchio di detriti venga rimosso al più presto e invita l’assessore ai lavori pubblici a fare un sopralluogo.
L’assessore ai lavori Pubblici salta su come una molla e dice ad Arrigoni “è lei quello delle denunce le faccia lei”. Dopo di che borbotta frasi “ce l’avete come me, e allora per farvi piacere me ne vado,” e cose del genere.
Arrigoni ribadisce che l’assessore è lui e che faccia dunque il suo lavoro.
Due cose. Per quanto mi riguarda ( e come credo tutti i membri della minoranza) ritengo che l’assessore Locatelli sia incompatibile sin dal primo giorno di insediamento di questa legislatura comunale. La sua carica di Assessore ai lavori pubblici è incompatibile con l’attività che svolge cioè responsabile della maggiore ditta fornitrice di materiali edili del circondario. Cosa evidenziata anche nel DLSG 267/2000: “I componenti la giunta comunale competenti in materia di urbanistica, di edilizia e di lavori pubblici devono astenersi dall'esercitare attività professionale in materia di edilizia privata e pubblica nel territorio da essi amministrato”. Cosa ribadita anche dallo statuto del Nostro Comune,  Che la maggioranza – cavillando – ritenga che la professione va intesa solo per un geometra o un tecnico, è un’interpretazione che va contro al dizionario e al buon senso nel caso di specie. Locatelli – sempre a mio giudizio -  è incompatibile in quanto portatore di interessi personali per la faccenda urbanistica delle cave San Martino. Inoltre ritengo che per le affermazioni fatte a proposito della pulizia del monumento ai caduti, dovrebbe dare le dimissioni. In ogni caso invece di parlare Locatelli farebbe bene a passare ai fatti e trovare un sussulto di dignità per darle davvero le dimissioni.
L’altra cosa. Locatelli lancia un’accusa offensiva ad Arrigoni “è lei quello delle denunce” bollandolo come quello che si dedica a denunziare il prossimo. E questo di per sé  già grave e si aggiunge alle motivazioni di cui sopra per una richiesta di dimissioni. Però l’affermazione di Locatelli fa capire che c’è qualcosa da denunciare e che ad assumersi l'onere debba essere il “denunciatore pubblico” Arrigoni a denunciare.
E no, caro Assessore Locatelli non si fa così. Se lei, a fronte all’invito di un sopralluogo dove c’è un mucchio di detriti, dice che c’è qualcosa da denunciare lo faccia, senza aspettare l’Arrigoni di turno (che non sa di cosa lei stia parlando), perché se sa che c’è qualcosa da denunciare e non lo fa, si mette fuori dalla legge e si rende e complice di qualcuno. Quindi anziché invitare gli altri alla delazione, faccia il suo dovere. Attendiamo notizie in proposito, che certamente Locatelli ci darà al prossimo consiglio comunale, a meno che non sia così cortese da far invece pervenire le sue  gradite quanto attese dimissioni.
In ogni caso la mozione viene approvata all'unanimità.
8.  Interrogazione presentata dal Consigliere Stefano Castelletti del Gruppo Consiliare El@ a proposito del trasporto pubblico degli studenti alle scuole di Villa d’Adda.
Castelletti chiede di sapere dell’incremento delle tariffe per il trasporto, della situazione della sicurezza delle scuole di Peschiera e delle scuole elementari. Risponde l’assessore Agazzi. Le tariffe sono state aumentate secondo fasce di reddito, per il reddito maggiore sono passate da 42 a 50 euro (con sconto per eventuale secondo figlio). Alle scuole elementari è stato predisposto una secondo ingresso che ha risolto alcuni dei problemi all’orario di uscita. A Villa Peschiera le suore dovrebbero adoperarsi per un atro addetto da impiegare nell’ora di punta. Si sta pensando ad un parcheggio in altro sito solo per gli insegnanti e soluzioni per il parcheggio dell’autobus.Castelletti fa notare che 50 euro al mese sono un po’ tanti e che è il costo dell’abbinamento mensile per andare a Bergamo, per fare 20 chilometri anziché uno o due come si fa a Villa d’Adda.
postato da: terradadda alle ore 02/11/2009 11:56 | link | commenti (1)
categorie: villa d adda, vita da consigliere comunale
lunedì, 26 ottobre 2009

Villa d’Adda il consiglio comunale del 14 ottobre/3

4. Mozione presentata dal Consigliere Antonio Posa Gruppo Consiliare El@ per l’attivazione di controlli sugli immobili in affitto;
La mozione del gruppo consiliare El@ chiede che si attivino le apposite convenzioni con le agenzie dello Stato per fare le verifiche sugli immobili onde evitare che vi sia qualcuno che affitta questi immobili a clandestini o peggio a terroristi. Norme di legge prevedono addirittura il sequestro degli immobili e una ricompensa di cui può beneficiare il bilancio del comune.
Breve dibattito.
Mozione approvata all’unanimità.
 5. Mozione presentata dal Consigliere Antonio Posa Gruppo Consiliare El@ per la recessione da Comuni Online Associati;
Il testo della mozione è il seguente: Premesso che: il comune di Villa d’Adda è socio di Comuni Online associati e ha in essere con tale società pubblica una convezione e la fornitura di diversi servizi. Considerato che le prestazioni dei servizi erogati da COA avrebbero potuto essere di qualità migliore, considerato che per la fornitura di attrezzature e programmi si può ricorrere al libero mercato con ottima possibilità di spuntare condizioni e prezzi migliori senza la necessità di partecipare ad una società che comunque ha costi propri. Si chiede di deliberare di cessare ogni convenzione con COA e di mettere in vendita le quote della società.
Posa illustra la mozione precisando alcuni punti e sottolineando come la società sia presieduta da Luigi d’Ambrosio ex assessore nella giunta Carissimi.  Interviene il vicesindaco Carissimi dicendo che si sostiene allora che qualcuno ha rubato? Arrigoni fa notare che abbiamo già evidenziato come alcuni servizi si potevano avere a minore prezzo, e se necessario la minoranza è in grado di documentare la cosa.
Poi il colpo di scena: il sindaco Carsaniga annuncia che con raccomandata dello scorso settembre la COA ha disdettato tutti i contratti e le forniture che aveva in essere da qui alla fine dell’anno e ha convocato per il 18 novembre prossimo l’assemblea per la messa in liquidazione della società.
Clamoroso. La minoranza fa notare che è una fine ingloriosa di una società che avviene alla scadenza del progetto Siscotel per la quale la società ha preso contributi regionali. A questo punto Posa chiede il ritiro della delibera poiché l’intento manifestato della società va nella direzione auspicata dalla minoranza e invita l’amministrazione ad attivarsi per trovare in tempi rapidi una alternativa che possa gestire i sistemi informatici del comune altrimenti a fine anno ci si trova in panne. Con “lungimiranza” invece  Carissimi chiede di aspettare il 18 novembre per decidere, già così in un mese con le feste di mezzo si dovrà trovare una soluzione all’ultimo minuto. Arrigoni fa notare che la messa in liquidazione della società potrebbe rivelarsi un’ulteriore perdita (ovvero al comune potrebbe non essere liquidato proprio niente e addirittura potrebbe essere necessario mettere altri soldi per ripianare eventuali perdite) e si riserva in tal caso di adire alla Corte dei Conti, Inoltre Arrigoni fa notare che c’è il grande rischio che i programmi e i sistemi operativi fatti su misura da COA potrebbero non essere utilizzabili da altre società di informatica e magari si potrebbero perdere molti dati nella migrazione da un sistema all’altro.
Una altra bella avventura di partecipazione del comune di Villa d’Adda che finisce in vacca.
postato da: terradadda alle ore 26/10/2009 18:47 | link | commenti (1)
categorie: villa d adda, vita da consigliere comunale
venerdì, 23 ottobre 2009

Villa d'Adda: il consiglio comunale del 14 ottobre/2

2. Approvazione schema di convenzione per la gestione del servizio di tesoreria;
Scade la convenzione con l’attuale gestore (UBI- Popolare di Bergamo) si propone una nuova convenzione per il bando di concorso. Posa interviene per chiedere di inserire nella convenzione la possibilità di revoca a fronte di inadempienze. Arrigoni chiede invece che con la nuova convenzione venga attivato un terminale POS in comune per consentire di pagare certi diritti direttamente senza passare dalla Tesoreria, tenendo anche conto che il prossimo bando potrebbe essere vinto da un’altra banca che non è a trenta metri dal comune come l’UBI, ma potrebbe essere al centro commerciale.
Approvata all’unanimità
3.  Interrogazione del Gruppo Consiliare El@ a proposito delle attività culturali.
Arrigoni chiede notizie della partecipazione agli spettacoli teatrali, della partecipazione alle mostre e del cinema sotto le stelle.
Assente l’assessore competente (de Liddo) risponde il sindaco Carsaniga. Per la stagione teatrale due anni fa si erano acquistati otto abbonamenti con la possibilità di vendere (quindi a costo ridotto rispetto al biglietto intero) i singoli spettacoli a chi ne facesse richiesta. L’anno successivo gli abbonamenti acquistati si sono ridotti a 4 abbonamenti per 8 spettacoli (. Sono stati utilizzati una volta 6 biglietti, una volta zero, una volta 6 e l’ultima 8) e quest’anno visto lo scarso successo e  l’apertura del Cineteatro San Carlo di Villa d’Adda si è deciso di soprassedere. Le quattro mostre allestite (fiera del libro, tema dell’olocausto, ecc) hanno avuto un buon successo di pubblico soprattutto ragazzi delle scuole.
Per cinema sotto le stelle sono stati organizzati due spettacoli affidati ad una cooperativa. I titoli dei film (di cui avevo parlato qui) sono stati scelti da una commissione cinema giovani (che non si sa bene da chi sia composta). Allo spettacolo del 10 luglio hanno partecipato 6 spettatori, il secondo spettacolo non è stato fatto perché pioveva.
Arrigoni replica per far notare innanzi tutto come la commissione cultura non si riunisce, e come nemmeno la scelta degli spettacoli che si fanno portate per la festa del Fiume (patrocinata dal comune) viene portata in commissione. Cosa che rivela il livello di democrazia di questa amministrazione. Arrigoni ricorda che la festa del Fiume non è stata patrocinata dalla Provincia di Bergamo e che è stato affermato il falso sui volantini e depliant diffusi.
Per quanto riguarda l’aspetto cultuale è evidente, anche alla luce dei dati comunicati - che siamo allo sbaraglio. Per il Cinema sotto le stelle è interessante che ci sia stato bisogno di una commissione per scegliere il titolo “I Love shopping” e la cosa non ha bisogno di ulteriori commenti.
Faccio inoltre notare che per l’unico spettacolo di Cinema sotto le stelle sono stati liquidati alla cooperativa che ha organizzato l’importo di 468 euro, significa che per i sei spettatori alla proiezione il Comune (cioè tutti noi) ha pagato 78 euro a testa. Fantastico.
postato da: terradadda alle ore 23/10/2009 11:59 | link | commenti (2)
categorie: villa d adda, vita da consigliere comunale
mercoledì, 21 ottobre 2009

Villa d’Adda: comportamenti da Ponzio Pilato

Allora, la storia la sapete. Il 18 settembre scrivo un post (vedi qui) segnalando che sul tetto del comune ci sono degli operai che si aggirano sul tetto senza rispettare le norme di sicurezza (imbragatura, corda, ecc.). Il giorno dopo, sabato, mentre io ero fuori casa un tizio – che professava di essere l’impresario che segue i lavori in comune - si presenta a minacciarmi spaventando mia moglie e mio figlio, dicendo che se non toglievo il posta dal sito lunedì sarebbe venuto su con i suoi operai eccetera eccetera (vedi qui). Lunedì il tizio stranamente non si è presentato, peccato perché avrei fatto volentieri la sua conoscenza e avevo una sorpresina per lui. Mi sono rivolto così al sindaco Carsaniga per chiederle in qualità di sindaco, quindi anche di committente dei lavori eseguiti in condizioni di pericolo, un incontro con lei e l’impresario che esegue i lavori (soprattutto per verificare se questi fosse effettivamente il tizio delle minacce). Il sindaco mi dice che va bene e mi farà sapere. E invece non mi fa sapere un bel niente. Sicché il 14 ottobre all’inizio del consiglio comunale, nell’ambito delle comunicazioni permesse in questa sede, riassumo la vicenda agli altri consiglieri e chiedo al sindaco come mai non mi ha chiamato per l’appuntamento promesso. Il sindaco risponde che non ha chiamato e che non parteciperà al’incontro con il sottoscritto e l’impresario ma che senz’altro provvederà a fissare un incontro con il sottoscritto e il sullodato impresario. Oggi telefono nuovamente al sindaco per cercare di fissare un appuntamento con l’impresario. Il sindaco mi chiama e mi dice che non è possibile fissare l’appuntamento perché l’impresario ha detto di non avere nulla da dire al sottoscritto. Magnifico. Naturalmente ringrazio il primo cittadino per la solidarietà espressa nei miei confronti con i fatti e lascio a voi ogni valutazione sulla cosa. A me sembra un atteggiamento della scuola di Ponzio Pilato.
postato da: terradadda alle ore 21/10/2009 19:49 | link | commenti (5)
categorie: villa d adda, vita da consigliere comunale
venerdì, 16 ottobre 2009

Villa d’Adda il consiglio comunale del 14 ottobre/1

Maggioranza 11 (assente De Liddo), minoranza 4 (assente Cattaneo), inizio ore 21,01 fine ore 22,57. Pubblico una ventina di persone.
Un consiglio comunale completamente diverso dal solito dove si è si dibattuto ma senza i toni accesi della tornata precedente.
1 Applicazione della L.R. 16 luglio 2009, n. 13 “Azioni straordinarie per lo sviluppo e la qualificazione del patrimonio edilizio ed urbanistico della Lombardia”;
Si tratta della delibera con la quale il comune recepisce o meno la legge regionale (il Piano casa che consente l’ampliamento fino al 30%) ovvero il comune avrebbe potuto non deliberare e allora la legge sarebbe stata applicata su tutto il territorio comunale). L’amministrazione ha invece deciso di non applicarla nel centro storico e in tutte e zone A (nuclei di antica formazione e assimilabili), nelle zone residenziali pubbliche, nelle aree artigianali e produttive e prescrive che obbligatoriamente i nuovi ampliamenti siano subordinati alla realizzazione della misura prevista di parcheggio (ogni 100 mc. di ampliamento, 10 mq di parcheggio) senza possibilità di monetizzazione. Resta applicata la norma sulle distanze minime in edilizia. Inoltre viene previsto uno sconto del 10% sugli oneri di urbanizzazione, e del 20% per le abitazioni principali (diritto che si può estendere ai figli).
Arrigoni è intervenuto per far notare che una delibera del genere poteva essere accompagnata da un elaborato grafico anche una sola tavola riassuntiva (ma evidentemente il servizio tecnico non ha tempo per queste cose), e per chiedere come mai il divieto di ampliamento non sia stato esteso anche per le abitazioni inserite nel Parco Adda Nord che tutto sommato sono poche. Carissimi è intervenuto per dire che sarebbe stata un’ingiustizia in quanto case distanti pochi metri l’una d’altra avrebbero condizioni diverse (e questa è una motivazione risibile perché anche le case dei centri storici sono a pochi metri da altre zone e hanno disparità di trattamento) e per i parchi la misura di intervento è ridotta.
Da notare le parole che accompagnano il non inserimento delle aree industriali nella possibilità di applicazione della legge: “in quando le stesse principalmente collocate nel’ambito dei confini del Parco Regionale dell’Adda Nord nonché in prossimità di ambiti residenziali si ritiene possano costituire elementi di criticità”. La cosa fa semplicemente sorridere pensando che la precedente amministrazione nella quale all’attuale si riconosce aveva previsto un PII nell’area della cave di San Martino con la costruzione di 33.500 metri quadrati di capannoni per un altezza di dieci metri e ha persino ottenuto lo spostamento del confine del Parco (in corso di approvazione alla regione). Arrigoni è intervenuto su questo punto chiedendo se sia una sorta di ravvedimento dell’amministrazione Carsaniga per la prossima programmazione del PGT con un contenimento di questi insediamenti.. E’ intervenuto l’assessore Paggi per dire che se (si badi bene se) i capannoni saranno fatti verranno fati con criteri non invasivi. L’affermazione di Paggi è interessante anche se ovvia ,perché il PGT è in itinere non si sa ancora cosa prevederà, e nemmeno il progettista ha ancora formulato il suo progetto. E questo dovrebbe saperlo anche Carsaniga che invece nel consiglio comunale del 12 giugno (vedi qui) ha letto quanto segue per autorizzare la permanenza di un capannone provvisorio (costruito dalla ditta cui fa riferimento l’assessore ai Lavori Pubblici)
In considerazione del fatto che è attualmente in corso l'iter per l'approvazione della variante generale al PTC del Parco Adda con conseguente avvio del Piano di Recupero della ex "cava San Martino", che, se approvato secondo la perimetrazione e gli indici planovolumetrici proposti, consentirebbe il mantenimento in loco dell'attuale capannone provvisorio, si è scelto di convenzionare in deroga il mantenimento temporaneo dell'immobile garantendone l'immediata demolizione mediante una fideiussione di € 30.000,00 se non legittimato da regolare Permesso di Costruire entro cinque anni. Il potere di deroga discende direttamente dai principi generali e viene espressamente indicato in materia di piani urbanistici.
Adesso ci faccia Carsaniga sapere se – come è ovvio e giusto immaginare – il PGT non ha ancora deciso se quell’area sarà edificabile perché si è autorizzato il permanere di un capannone provvisorio? Certo intanto il capannone resterà comunque in essere per almeno 15 anni, comunque una soluzione niente male considerando che non si sono pagati gli oneri di urbanizzazione e i costi di costruzione.
Approvato con 14 voti a favore e un astenuto (Arrigoni),
postato da: terradadda alle ore 16/10/2009 13:54 | link | commenti
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mercoledì, 14 ottobre 2009

Villa d’Adda: il consiglio comunale del 28 settembre/5

Interrogazione del gruppo El@ per sapere i componenti delle associazioni che contribuiscono alle proposte per il PGT.
Arrigoni spiega: l’amministrazione Carsaniga ha scelto le associazioni come principali referenti per le proposte del PGT ma di questa cosa non ha informato la minoranza. Spiega come abbia fatto una richiesta per avere informazioni in proposito ma nonostante solleciti molteplici il sindaco non abbia risposto entro i termini di legge. Informa di avere denunciato il sindaco Carsaniga per violazione all’articolo 328 del Codice Penale rifiuto di atti d’ufficio (del quale dà una copia a Carsaniga) e si augura che il magistrato che si esprimerà sul caso voglia comminare al sindaco anche la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici. Arrigoni poi spiega che in un ambito di trasparenza sia lecito sapere chi siano i rappresentanti delle associazioni che partecipano al procedimento del PGT.
Risponde l’assessore all’Urbanistica Paggi che l’amministrazione ha realizzato un processo più articolato di partecipazione, spiega il coinvolgimento alle cittadinanza attraverso le associazione, e ne ha invitate ben 29 e solo 10 hanno dimostrato interesse al procedimento. Ogni associazione è libera di partecipare con uno o più cittadini di volta in volta. Ogni opinione dei partecipanti è a livello personale. E dice che non si devono schedare i cittadini e fare delle liste di proscrizione. L’amministrazione è interessata all’espressione di idee di tutti, ringrazia le associazioni che partecipano al processo di partecipazione.
Arrigoni dice che Paggi non ha risposto e che agitare lo spettro delle liste di proscrizione è semplicemente fuori da ogni regola e contrario ad ogni politica di trasparenza e si chiede se si stia veramente scherzando. E che non ci si permetta di dire che qualcuno chieda la schedatura dei cittadini. Arrigoni dice che è diritto di tutti e delle minoranze sapere quando si volgono le riunioni con i rappresentanti delle associazioni e potervi partecipare. Arrigoni ribadisce che l’arch. Fortini (responsabile per Agenda 21 del procedimento di raccolta) ha detto che tutti i pareri vengono raccolti e verbalizzati, in contrasto con quanto dice Paggi. Arrigoni fa notare che a Paggi probabilmente certe sue erronee convinzioni in materia siano imputabili al fatto che egli sia studente di architettura abbondantemente fuori corso, e perciò forse pure lui ha qualche difficoltà a digerire la materia. Paggi se la prende e interviene per dire che la cosa venga essa a verbale come fatto personale. Il fatto personale può essere invocato quando qualcuno ritiene di essere offeso, ma avere detto la verità sulla condizione scolastica di Paggi non costituisce offesa, anzi è un chiarimento poiché alcuni cittadini ritengono che egli sia architetto.
Arrigoni fa mettere a verbale che aveva diritto di avere l’informazione richiesta e si riserva di fare apposita denuncia per omissione di atti d’ufficio.
Due postille su questo fatto. Alla fine del consiglio comunale il padre dell’assessore Paggi ferma due componenti di El@ per protestare riguardo alle affermazioni di Arrigoni sul figlio. Ora questo atteggiamento è semplicemente penoso: perché il genitore di un assessore va a pietire fuori consiglio con altri consiglieri? Perché? Perché nel caso, non è venuto dal sottoscritto a reclamare? Perché il sottoscritto gli avrebbe risposto di non sapere che a Villa d’Adda gli assessori dovessero essere accompagnati dai genitori, e che il figlio sembrava abbastanza grande da badare a se stesso.
Secondo. Su l’Eco di Bergamo Carsaniga sulla materia del PGT e associazioni fa un’altra affermazione con la quale ancora una volta cerca di cambiare le carte in tavola. Dice al giornalista che non si forniscono i nominativi dei membri delle associazioni che ci sono alle riunioni perché si tutela il loro diritto alla privacy. Ma poi aggiunge che basta partecipare alle riunioni per vedere chi sono. Prima di tutto chiunque partecipa ad un procedimento pubblico non può trincerarsi dietro la privacy. Secondariamente se chiunque può partecipare alle riunioni, chiunque potrà vedere chi sono i rappresentanti delle associazioni se no come fanno i rappresentanti a mantenere la propria privacy? Forse perché partecipano alle riunioni con un lungo cappuccio nero sulla testa? Successivamente alla luce di quanto affermato da Carsaniga ho chiesto alla medesima di dirmi quando sarebbe stata la riunione successiva e che avrei partecipato anche solo in veste di osservatore, ma ancora una volta Carsaniga ha detto che non posso parteciparvi. Come si vede non sanno più cosa raccontare. Alla faccia della trasparenza.
Mozione della lista El@ per la costituzione di una commissione di inchiesta sull’operato dell’ufficio tecnico.
Il capogruppo di El@ Posa spiega che la mozione riguarda il funzionamento del’ufficio e non le persone. Inoltre dice che una commissione può indagare su un qualsiasi tema e non esprimersi necessariamente in maniera negativa ma dire che tutto è a posto e se non si ha nulla da nascondere non vi è nessun problema ad indagare nei limiti dei poteri concessi alle commissioni. Nonostante questo la maggioranza invoca norme del regolamento perché la cosa si discuta in adunanza segreta perché si discuterebbe della moralità. Votazione: la maggioranza si esprime per l’adunanza segreta e per mettere in discussione la mozione alla fine della seduta. Un atteggiamento che è illuminante del concetto di trasparenza della maggioranza. Poiché la discussione è tenuta a seduta segreta in quanto consigliere comunale non vi posso relazionare riguardo alle gravi problematiche che si sono discusse.
La mozione è stata ovviamente respinta dalla maggioranza (con tre astenuti, cosa da sottolineare)
Il sottoscritto esce dall’aula per qualche minuto e poi rientra giusto in tempo per vedere e sentire che il corrispondente de l’Eco di Bergamo è circondato dai membri della maggioranza e Carissimi lo rampogna perché non dà adeguato spazio alla maggioranza. E questa è un’altra cosa da ridere, se non ci fosse da piangere.
postato da: terradadda alle ore 14/10/2009 15:24 | link | commenti (3)
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Villa d’Adda: il consiglio comunale del 28 settembre/4

Mozione del gruppo consiliare El@ sullo stato di conservazione del Monumento ai Caduti
La minoranza presenta una mozione con la quale chiede che venga ripulito e verificato lo stato di conservazione del monumento dei caduti che versa in pessimo stato e come evidenzia il Consigliere Castelletti anche l’aiuola (che guarda caso il giorno successivo al consiglio viene opportunamente tagliata). Caseri si concentra risibilmente sulla distinzione inutile tra monumento e aiuola. Interviene Arrigoni che dice come lo stato del monumento dei caduti sia il simbolo della sciatteria dell’amministrazione, e di come sia semplicemente imbarazzante dover presentare una mozione per un intervento che il comune dovrebbe fare normalmente senza nessuna sollecitazione, e che riguarda la memoria di concittadini che sono morti anche per tutti noi. Se non si farà niente provvederà lui a farlo con il Sidol (è una provocazione). Battibecco articolato su minuzie. Panzeri della maggioranza dice che i caduti non si ricordano con i monumenti (magnifico) e poi ancora Caseri si perde sulla faccenda del Sidol , ricordando che gli interventi necessari sono ben più importanti. Arrigoni dice a Caseri che è stupito perché sembra il tizio che quando gli si indica la luna questi guarda il dito. Interviene Paggi dicendo che l’intervento sul monumento deve essere approvato dalla sovrintendenza e descrivi alcuni problemi strutturali del marmo delle lapidi.
Il sindaco Carsaniga si dice disposto a votare la mozione purché si tolga la frase “ridare dignità alle persone commemorate”. Semplicemente sbalorditivo l’intervento dell’Assessore ai lavori pubblici (nonché presidente del Gruppo Alpini del paese) Locatelli, che dice testuale: “La dignità ai caduti non è espressa con un monumento” e pertanto vota contro.
Commento: c’è solo una parola che può qualificare l’intervento di Locatelli: “vergogna” e una sola richiesta possibile: “dimissioni” da assessore e da capogruppo degli alpini – a mio modo di vedere – chi pronuncia queste parole non è degno di presentarsi il quattro novembre alle commemorazioni al monumento dei caduti che non solo egli trascura (è il responsabile dei lavori pubblici) ma disonora con le parole.
Interviene Carissimi per dire che il monumento ha bisogno di un’opera di ristrutturazione più completa (evviva) ma dice che approvare questa mozione significa dire che gli stradini non fanno il loro lavoro (assurdo).Altre disquisizioni da pelo nell’uovo della maggioranza.
Mozione respinta con i voti della maggioranza (non completa). Una cosa kafkiana che dimostra in che stato confusionale della maggioranza.
Interrogazione del consigliere Posa riguardo al funzionamento  centro ricreativo estivo comunale – CRE (era stata posticipata dal precedente consiglio).
Risponde Carsaniga: al CRE comunale della colonia estiva hanno partecipato 139 ragazzi di cui 80 di villa d’Adda per i quali sono stati spesi 40mila euro più 35 mila per mensa e educatori e altre spese varie: i ricavi sono stati di 26.000 euro di rette, 2mila euro di contributo regionale.
Posa replica dicendo che anche il CRE dell’oratorio è altrettanto importante e dovrebbe avere gli stessi finanziamenti di cui gode il CRE del Comune. Carsaniga interviene per dire che il CRE del comune usa persone pagate, mentre quello dell’Oratorio usa volontari (magari anche l’Oratorio potrebbe assumere qualcuno se avesse gli stessi fondi).
Commento: Fatti due conti: contributi del comune meno rette pagate (anche se il conto è approssimativo, perché i ragazzi partecipano per un numero diverso di settimane ognuno), diviso il numero di ragazzi significa che per ogni ragazzo il comune versa 338 euro. Da notare che ci sono 59 ragazzi che non sono residenti a Villa d’Adda, per i quali il nostro comune ha speso quindi 19.942 euro, e non si capisce perché Villa d’Adda dovrebbe pagare il CRE dei ragazzi degli altri comuni.
Mozione presentata dal Consigliere Castelletti per il palo Enel di via Monte Cucco.
Il consigliere Castelletti chiede si sapere chi ha spostato il palo e quanto è costato. Il palo è stato spostato da Enel, non si sa il costo in quanto è stato pagato dal lottizzante.
postato da: terradadda alle ore 14/10/2009 13:29 | link | commenti (1)
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