TERRADADDA

Cronache (e opinioni) della terra intorno all'Adda a cura di Vercingetorix
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giovedì, 03 dicembre 2009

Monte Canto: il Sindaco di sotto il Monte risponde agli studenti

Il sindaco di Sotto il Monte, Eugenio Bolognini, risponde agli studenti dell’Istituto Secco Suardo che avevano rivolto un appello ai sindaci dei comuni facenti parte del PLIS del Monte Canto pubblicato da alcuni giornali e siti internet tra i quali BergamoNews (vedi qui)

Gentili Studenti della Classe 5aFp,
innanzitutto Vi ringrazio per questo Vostro interessamento alle problematiche ambientali che coinvolgono il nostro territorio.
Sarei, però, curioso di conoscere la fonte delle cosiddette «cattive notizie» riguardanti il progetto PLIS del Monte Canto.
Ho il fondato sospetto che sia la stessa fonte alla quale ho già inviato le mie considerazioni che sono state bellamente ignorate.
Le stesse considerazioni che mi permetto di inviare anche a Voi cercando di far conoscere anche il punto di vista dell’Amministrazione comunale di Sotto il Monte Giovanni XXIII, evitando, una volta ogni tanto, stanchi “manicheismi” che tanto hanno nuociuto anche al funzionamento del PLIS del Monte Canto e del Bedesco.
Conosco il Vostro studio che ho apprezzato ed al quale ho attinto per la stesura delle mie considerazioni.
Ma è necessario precisare che lo strumento del PLIS (Parco Locale di Interesse Sovracomunale) ha finalità sostanzialmente diverse, e comunque che vanno oltre a quello che Voi gli avete attribuito.
Il PLIS non è un progetto per lo sviluppo di fonti energetiche alternative e/o rinnovabili; al limite, queste possono essere un’utile conseguenza di interventi effettuati per la valorizzazione del territorio.
Lo strumento del PLIS dovrebbe essere una forma relativamente agile per creare un accordo tra Amministrazioni comunali al fine della valorizzazione e tutela soprattutto di quelle parti del territorio che meritano un’attenzione particolare.
Tale attenzione deriva dall’esigenza di proteggere e valorizzare gli ambiti che in tale territorio possano rivestire un ruolo di presidio di valori ambientali, di difesa dei caratteri storici e paesaggistici.
L’istituzione di un PLIS, quindi, è un’occasione per condividere obiettivi comuni, riconoscere specifici valori, guardare oltre le pressioni locali e particolari, con un approccio urbanistico ai temi ambientali che sia condiviso e sovracomunale.
La nostra Amministrazione ha sempre condiviso questa impostazione che, però, non è mai stata sviluppata, anche da chi si è fatto poi paladino di non si sa quale difesa del bosco del Canto.
L’esperienza delle biomasse non corre alcun rischio di naufragare; di sottoprodotti forestali, colturali e industriali ce n’è in grande quantità in tutta la Lombardia, come avete avuto modo di argomentare nel Vostro studio.
Per il PLIS, l’esperienza delle biomasse rimane un progetto incompiuto: la famosa filiera bosco – legna – energia, è mancata nella fase più importante o meglio decisiva per il territorio del PLIS.
Non si è riusciti ad interessare il nostro territorio in una corretta manutenzione e valorizzazione dell’ambito boschivo.
Ribadisco che il PLIS del Monte Canto e del Bedesco non è stato ideato per essere un laboratorio di progettazione di sistemi per l’uso di energie rinnovabili e/o alternative; ciò sarebbe dovuto essere al massimo un corollario.
Infatti, realizzare un veicolo elettrico che ha percorso 25 km con 3 g di idrogeno è senz’altro encomiabile, ma si può fare anche senza un PLIS.
Restando a disposizione per eventuali chiarimenti, mi è gradita l’occasione per salutarVi cordialmente e porgerVi i migliori auguri di Buon Natale.
 
IL SINDACO di SOTTO IL MONTE GIOVANNI XXIII
Eugenio BOLOGNINI
postato da: terradadda alle ore 03/12/2009 13:42 | link | commenti
categorie: isola, riceviamo e pubblichiamo, sotto il monte, monte canto
giovedì, 12 novembre 2009

Monte Canto: altre balle sul PLIS del PD mazzolizzato

La faccenda sta diventando un’epopea. Dopo anni di silenzio il Partito Democratico locale (ovvero quello che è oggi il circolo PD di Carvico) in occasione delle votazioni per l’elezione del segretario sente il bisogno di dire la sua sul PLIS del Monte Canto e diffonde un volantino dal titolo “La vera Storia del Monte Canto”(che trovate qui). Ideatore e primo presidente del PLIS è uno dei più illustri esponenti del PD locale cioè Livio Mazzola ex sindaco di Carvico (attuale consigliere di minoranza) e padre di Daniele Mazzola attuale coordinatore del circolo. Riprendo quel post facendo notare che ci sono balle ed inesattezze  (vedi qui) e dopo di nuovo il Circolo del PD riprende il post con le mie precisazioni e ci aggiunge altre precisazioni accusandomi di avere detto inesattezze (vedi qui). Nel frattempo anche il sindaco di Sotto il Monte Eugenio Bolognini, scrive una lunga lettera di risposta al volantino del PD (che trovate in integrale qui).
Come si dice mi corre l’obbligo di smentire alcune delle affermazioni contenute delle risposta del circolo PD (anche se appare chiaro a chiunque che quelle cose le può sapere solo Livio Mazzola e quindi potrebbe anche firmarsi). Ciò che incuriosisce è che tutte queste precisazioni vengano fatte oggi, riproducendo documenti che il sottoscritto ha chiesto di esibire anni fa (e comunque ne mancano ancora, come il progetto in Power Point che non si apre, e alcuni documenti non sono riprodotti in originale) e la eventuale chiarezza non si sia fatta a suo tempo. Comunicazione di servizio al PD questo sito si chiama Terradadda e non Terre Adda. Stavolta non mi metto a puntualizzare su ogni passo della seconda letter del PD (dove pure ci sarebbe da dire), non mi metto a discutere sui momenti in cui si dice che quello che scrivo sono mie interpretazioni (Mapelli sul fallimento progetto agricolo e critiche di Mazzola al PLIS) perché lì ci sono i documenti che parlano, ma mi concentro sui tre fondamentali della faccenda.
(in blu quello che ha scritto il PD di Carvico)
Primo punto, il taglio del bosco
Allora: un po’ di chiarezza. I conti fatti da TerreAdda sono sbagliati perché non è stato capito il meccanismo alla base del pagamento. All’azienda impegnata nel taglio del bosco è stato garantito un pagamento di 6,5€/quintale di legna tagliata. Questa cifra è garantita da due componenti: una contributo dato dall’ERSAF, pari a 0,36€ al metro quadrato di superficie di bosco tagliata ed un contributo dato da Linea Servizi (gestore della caldaia a biomassa di Calusco). La somma di queste due componenti doveva garantire all’agricoltore il pagamento di 6,5€ per quintale di legna tagliata. Qui la risposta fornita già a suo tempo dall’allora assessore all’ambiente di Carvico Anna Bonzi (lettera mai pubblicata o discussa dal sito TerraAdda).
I proprietari sono stati contattati. Ecco qui il link. Dato che si disponeva di una sola caldaia a biomassa e dato che la filiera della legna era ai primi passi si è proceduto ad avvisare per prima cosa i soli proprietari con terreno nel Comune di Carvico.
La ditta non è stata pagata per tagliare e basta: è stata pagata per quintale di legna tagliata. Il contributo dell’ERSAF, come specificato sopra, è per metro quadro, mentre la restante quota per arrivare a 6,5 €/quintale è stata coperta da Linea Servizi. Linea Servizi non paga il Comune per la legna, paga direttamente la ditta scelta per il taglio della legna.
Gli ettari tagliati sono stati 15 + 15 (prima e seconda fase) . L’ERSAF ha dato 108.000€ che, diviso per 30 ettari, danno esattamente 3600€ ad ettaro, pari a 0,36€ al metro quadrato. Come già sopra specificato.
Mazzola aveva parlato di più centrali a biomassa che dovevano partire in tempi brevi. Ma poniamo che si sapesse già che la centrale a biomassa era una sola. Perché si sono contattati solo i proprietari dei boschi di Carvico e non degli altri comuni? Una discriminazione che non si spiega, la legna di Carvico brucia bene come quella dei boschi Villa d’Adda o Mapello. Non sarà mica perché allora Mazzola era sindaco di Carvico e volve farsi bello con i suoi concittadini?
Prima di tutto non è chiaro chi ha tagliato il bosco, la lettera di Bonzi parla di tre aziende agricole e non una. Per cui fateci capire. Alla fine (dopo molti solleciti e anni passati) abbiamo capito che gli ettari tagliati a Carvico sono 30 di cui 15 di proprietà del comune di Carvico e gli altri 15 di chi erano? Chi erano i fortunati proprietari di terreni?
Al di là poi del metodo di calcolo che mescola contributo a metro quadrato con prezzo al quintale della legna e rende difficile capire quanti quintali di legna si tolgono per ogni ettaro di bosco.
Ma se la ditta che è stata pagata 6,5 euro il quintale per la legna che ha tagliato (valore che è dato contributo ERSAF  (3,6 ero al metro quadro più prezzo Linea Servizi ) e il comune di Carvico come detto (e come precisa Bonzi nella lettera) non è stato pagato è la stessa cosa che ho detto io, cioè che la ditta è stata pagata per tagliare la legna, la legna infatti non è sua (cerchiamo di non ciurlare nel manico).
Quello che non si capisce è perché il comune dovrebbe cedere gratuitamente la legna dei suoi boschi alla ditta che taglia e che poi cede a Linea Servizi. Hanno fatto lo stesso i proprietari privati degli altri quindici ettari?
Una cosa da capire inoltre è con quale modalità la legna è stata ceduta a Linea Servizi. Linea servizi ha acquistato la legna pagando la differenza tra il prezzo di 6,5 euro e il contributo (sappiamo che Linea servizi ha pagato all’incirca 4 euro il quintale) quindi il contributo ERSAF vale circa 2 euro il quintale che vale come sconto al prezzo di acquisto di Linea Servizi (la quale peraltro è una SRL che vende il calore prodotto con la legna al comune di Calusco per il riscaldamento). Non c’è qualcosa che non funziona?.  Livio Mazzola in qualità di presidente di Linea Servizi sarebbe così gentile - in una politica di trasparenza - da produrci le fatture di vendita e acquisto della legna?
Punto due. Il funzionamento del PLIS negli anni 2004-2009
Esatto, il problema è ancora lo stesso. Nel 2005 infatti il cambio di amministrazione nei comuni di Pontida e Sotto il Monte e nel 2007 di Calusco d’Adda ha paralizzato il PLIS impedendone il normale funzionamento, lasciando senza risposta anche quegli agricoltori locali disponibili a dare il proprio contributo.
Il PLIS funziona se tutti i comuni voglio collaborare al suo funzionamento. Bolognini Attilio ha senz’altro il demerito di non essere stato sufficientemente incisivo nell’azione di amministratore di Comune Capofila. Livio Mazzola è stato esponente di quella lista come semplice consigliere comunale. Peraltro, larga parte di quella lista ha deciso poi di non ricandidarsi con Bolognini proprio per l’inattività manifestata dall’ex-sindaco non solo riguardo al PLIS.
Le attività di educazione ambientale, Saperi Sapori e Sipari ed il laghetto antincendio di Mapello sono tutte attività svolte durante il mandato di Mazzola Livio come Sindaco del Comune capofila. Questo dimostra che quando c’è la volontà di utilizzare uno strumento come il PLIS questo funziona ed è efficace.
Altra serie di balle , quelli del PD cercano di scaricare le responsabilità agli altri sindaci che non fossero Mazzola e sul suo ex sodale Attilio Bolognini (da cui si è separato durante l’ultima legislazione consiliare). Da notare che nel 2004 e 2005 Mazzola si è comportato come fosse il Presidente del PLIS (quindi lo gestiva lui) finché gli altri sindaci i gli hanno fatto notare che il suolo appartiene al sindaco in carica. Come già detto il PLIS – grazie allo statuto fatto da Mazzola – può deliberare a minoranza bastano cioè quattro voti per approvare qualsiasi cosa e non sembra che ci fossero sette sindaci su dieci che remassero contro per bloccare ogni cosa). Ma a chi la vuole raccontare il PD?
Mazzola si attribuisce il merito anche di educazione ambientale, laghetto Mapello (2007) e Saperi Sipari e Sapori, ma negli anni 2004-2009 sono cose firmate da Attilio Bolognini.
Inoltre la citata lettera di risposta a Arrigoni sui conti della legna è del gennaio 2008 ed è firmata dall’Assessore e Vicesindaco Bonzi (che è molto vicina a Mazzola, e in lista con lui alle ultime lezioni), la stessa Bonzi che da amministratore si è fatta pagare per un incarico svolto all’interno del PLIS con delibera dello stesso comune (vedi qui alla faccia del buon gusto). Quindi Bonzi faceva per nome e conto del PLIS nel 2007/2008, ma secondo il PD erano i sindaci dei comuni di Pontida e Sotto il Monte a bloccare tutto. Il PD ci faccia il piacere di non menare il can per l’aia.
Terzo Punto. La proprietà del Borgo in cima al Canto
Breve storia: il borgo del Monte Canto è stato acquistato per un Milione di Euro con la collaborazione di Comuni (ad eccezione del comune di Ambivere), Provincia di Bergamo e Regione Lombardia. E’ stato poi inserito nel demanio forestale indisponibile della Regione Lombardia così che possa essere tutelato e valorizzato. Nella convenzione è scritto, al punto 4, che  Carvico, in quanto ente capofila, stipulerà appositi accordi con l’ERSAF per la gestione delle aree acquisite. Qui il verbale di acquisto dell’area e del borgo.
Non solo Ambivere non ha pagato ma nemmeno Pontida come è noto Finalmente dopo anni salta fuori il verbale del primo atto del PLIS (che è solo un verbale di intenti perché l’acquisto si è fatto con un atto notarile) che però non dice niente di nuovo (se non informarci che il Compagno Carissimi che dice tanto di tenere al PLIS non c’era a quella riunione). Nel verbale si parla di un diritto di prelazione che nell’atto di vendita redatto dal notaio Mangili non c’è. Capito: non c’è. E anche ci fosse sarebbe una cosa idiota. Dieci comuni comprano insieme a ERSAF- Regione Lombardia il borgo del Monte Canto e i terreni, per un milione di euro pagando circa metà ciascuno. I dieci comuni avrebbero pagato la metà in cambio di un diritto di prelazione (che peraltro non c’è) nel caso Regione Lombardia mettesse in vendita il Borgo e i terreni. Assurdo. I dieci comuni dovevano cointestarsi nella proprietà e gestirla insieme ad ERSAF. Si dice che ERSAF affiderà la gestione del Borgo ma non lo ha ancora fatto. In sintesi i dieci comuni hanno donato mezzo milione di euro alla Regione che si è comperata il borgo, in cambio di niente. Aggiungo infine come ho già detto altrove che il borgo resterà il cumulo di macerie, perché non si troveranno mai 30 milioni di euro per riedificarlo e altri 5 milioni per le strade e il resto. Per poi farci cosa poi? Un bel niente. Cari compagni del PD di Carvico come si dice a Genova è facile fare il finocchio con il culo degli altri.
postato da: terradadda alle ore 12/11/2009 07:50 | link | commenti (1)
categorie: carvico, villa d adda, calusco d adda, sotto il monte, monte canto
lunedì, 02 novembre 2009

Monte Canto: Sotto il Monte risponde al PD di Carvico

OGGETTO:     LA VERA STORIA DEL PLIS DEL MONTE CANTO.
In occasione delle cosiddette «Primarie del Partito Democratico», nei seggi elettorali dell'Isola bergamasca è stato distribuito un documento, inserito anche nel sito del PD dell'Isola,dal titolo: «La vera storia del PLIS del Monte Canto» a firma del Vostro Circolo.
In tale documento si fa una specie di ricostruzione della storia del PLIS del Monte Canto e del Bedesco.
Non mi permetto di confutare le informazioni relative alle cosiddette «origini» in quanto altri e diversi erano gli amministratori di allora.
Ma, se il modo di raccontare le «storie» di quei tempi lo stesso di quello relativo ai tempi più recenti che mi vedono coinvolto in qualità di Sindaco del Comune di Sotto il Monte, allora posso tranquillamente affermare che immutato il Vostro vizio di sottacere la verità ed usare in modo scorretto alcune informazioni.
Intanto ritengo interessante la considerazione relativa al contributo di € 300.000,00 considerato una specie di «messa in prova» dei Comuni da parte della Regione, per verificare se sono bravi!
Quasi che la Regione, non fidandosi dei Comuni, avesse messo sull'avviso gli stessi, nel caso in cui non si fossero comportati bene, che non avrebbero ricevuto più nulla! Mah!
Veniamo al dunque. Come Voi avete riportato, il primo obiettivo di questo fantomatico PROGETTO DELLA COLLINA LOMBARDA era la «Sistemazione dei boschi del Canto».
E chi dimentica i proclami dell'allora sedicente Presidente del PLIS?
Cosa diceva Livio Mazzola nel marzo 2007: «... da sempre, come cittadino, e poi come Sindaco sul finire degli anni '90, mi sono chiesto come era possibile recuperare, salvaguardare, vivere in sintonia con una risorsa così preziosa come il bosco, che nel nostro territorio occupa un'ampia fascia di circa 1.200 ettari intorno al Monte Canto, sostanzialmente abbandonato ad un degrado naturale da circa 60 anni.(esagerato!) Come, quindi, recuperare e rivitalizzare un ambiente che pure in un passato non molto lontano aveva rappresentato una fonte di reddito e di calore per gli abitanti del posto.
Da qui l'idea, insieme con i Sindaci dei dieci Comuni del Comprensorio, di cui Calusco il centro più grande, di dare vita ad un parco, che abbiamo chiamato PLIS del Monte Canto e del Bedesco, col supporto e un finanziamento significativo da parte degli enti territoriali competenti, come la Provincia e la Regione».
(nota:  Si precisa che la Convenzione sottoscritta dai dieci Comuni per il Parco Sovracomunale del Monte Canto e del Bedesco, non prevede alcun Presidente, ma individua il Comune di Carvico quale Ente Capofila con l'incarico del coordinamento organizzativo e amministrativo della gestione. Il Sindaco del comune capofila presiede le riunioni dei Sindaci e può essere sostituito da un suo delegato. Rendo noto che per almeno due anni, anche il sindaco di Carvico, Attilio Bolognini, era convinto che Livio Mazzola fosse il Presidente del PLIS. Quando si parla di autoproclamazione...)
«Si tratta di un Parco in ambito collinare, il più grande della Regione Lombardia, che mira da un lato ad un recupero di attività agricole e forestali abbandonate o molto trascurate negli ultimi anni e dall'altra ad una riqualificazione dell'ambiente e dei prodotti locali al fine di contribuire ad una migliore vivibilità ».
«In questo quadro si inserisce l'utilizzo di quelle parti risultanti dalla pulizia e rinnovamento dei boschi (biomasse) come combustibile per il riscaldamento di tutti gli edifici pubblici nei comuni del PLIS, in sostituzione del metano, una fonte più costosa, non locale, non rinnovabile e più inquinante per quantità di emissione di CO2». (sarà vero?)*
« stato calcolato che quasi 1.200 ettari di bosco possono fornire 7.000 tonnellate di legna ogni anno, con turni per la ricrescita delle piante di 25 anni in una quantità capace di fornire una potenza stimabile in 22.000 Kw. Valutazioni tecniche ci hanno portato a prevedere delle centrali termiche installate in ogni comune e quella di Calusco la prima realizzazione. Stime pi prudenti ci hanno portato a pensare ad una disponibilità di circa metà di quelle 7.000 tonnellate di legna sufficienti ad alimentare dieci centrali (una per comune) di 800 —1.000 Kw».
Che splendido progetto!
Ma qualcuno ci avrà mai creduto?
SOLO UNA COSA CERTA: Il Canto, con terreno franoso ed instabile, sofferente dell'incuria in cui viene lasciato, il quale necessita di un taglio selettivo per stabilizzare il terreno ancora lì come lo hanno lasciato! PIENO DI PROMESSE E DI BUONE INTENZIONI.
L'unica realtà la «Stufa» (come ormai viene chiamata) a Calusco d'Adda: impianto gestito da Linea
Servizi S.r.l. di cui presidente è Livio Mazzola.
Qualcuno si potrà chiedere, ed io sono tra questi, COME MAI SI E’VOLUTO A TUTTI I COSTI PARTIRE AL CONTRARIO?
L'INTERESSE DEI COMUNI ERA QUELLO DI COSTRUIRE UNA «STUFA A LEGNA» oppure quello di realizzare o rendere praticabili alcune strade silvo — pastorali cos da permettere l'accesso ai fondi, condizione indispensabile per il taglio dei boschi e, conseguentemente, rendere pi percorribile e accessibile la nostra collina?
Non so se c'è mai stato un inizio, di certo, da quando sono Sindaco di Sotto il Monte Giovanni XXIII, ma anche prima, i sentieri della collina sono così bellamente mantenuti NON dal PLIS, ma dai generosi volontari del Gruppo ecologico di Sotto il Monte Giovanni XXIII che, con il contributo e in collaborazione con il Comune continuano (potrei dire, nonostante il PLIS) nell'opera di ripristino delle diverse strade campestri rendendole così percorribili agli amatori del trekking e delle mountain bike.
Per non parlare di quanto impegno e fatica, sempre da parte del Gruppo ecologico di Sotto il Monte, vengono dedicati a rendere e mantenere percorribili i sentieri della collina di Sotto il Monte e non solo, sistemandone il fondo e rimuovendo gli alberi che sempre più numerosi cadono sui sentieri ostruendo così il passaggio.
Vogliamo poi parlare di alcune iniziative intraprese dell'Amministrazione comunale di Sotto il Monte a tutela del proprio territorio senza avere neanche un sostegno ancorché morale da parte del PLIS?
Incominciamo dalla più recente, che non è stata poi realizzata secondo le intenzioni ossia la manutenzione della mulattiera che collega Fontanella a Pontida. Anche in questo caso è stato
inspiegabilmente tradito lo spirito secondo il quale bisognava che il PLIS venisse gestito: scelte condivise con l'obiettivo di migliorare la qualità ambientale del nostro territorio.
Numerose sono state a quel tempo le segnalazioni e diversi i sopralluoghi effettuati dall'Assessore all'Ambiente del nostro comune. Ed è grazie al nostro interessamento che l'Assemblea aveva deciso di intervenire. Invece, senza ancora conoscerne i motivi, di fatto sono state realizzate opere senza tener conto delle decisioni prese dai sindaci in assemblea andando così a riqualificare un tratto di mulattiera sostanzialmente già in accettabili condizioni, lasciando in pessime e pericolose condizioni il tratto di strada che avrebbe avuto bisogno di interventi urgenti, anche di messa in sicurezza, a causa di una frana che si verificata nel maggio 2008 , sprecando così soldi e diventando ridicoli agli occhi dei numerosi frequentatori di quei luoghi.
Qualcuno ricorderà l'impegno mio e dell'Assessore all'Ambiente di Sotto il Monte nell'affrontare la problematica riferita alla pratica dell'attività sportiva Softair nei boschi del Canto. Tale attività consisteva nell'esercizio di giochi che simulavano tecniche ed esercitazioni belliche o militari.
Al di Ià di considerazioni di carattere etico che ci avevano portato a ritenere "inopportuna" tale attività «sportiva» nel paese che ha dato i natali a papa Giovanni XXIII, era comunque necessario intervenire per porre fine al "disturbo" che tale presenza nei boschi arrecava a escursionisti e/o cicloamatori che tutte le domeniche percorrevano i sentieri della nostra collina, oltre al fatto che i boschi frequentati da questi "guerrieri" erano cosparsi di "palline bianche" di dubbia o nulla biodegradabilità.
E che dire della vicenda PROSCIUGAMENTO SORGENTI DEL CANTO a seguito della realizzazione del tunnel dell'Italcementi?
Nel luglio 2004, pochi giorni dopo il nostro insediamento, siamo venuti a conoscenza della problematica ed abbiamo immediatamente coinvolto la Provincia ed i Comuni potenzialmente coinvolti di Pontida e Carvico. Il nostro intervento mirava a fare chiarezza sulle cause che hanno determinato tale fenomeno coincidente, peraltro, con l'inizio dei lavori di scavo della galleria di servizio alla Cementeria Italcementi di Calusco d'Adda. Dopo diverse riunioni, sempre sollecitata dalle Amministrazioni comunali interessate dal "fenomeno", la Provincia ha costituito un "Tavolo Tecnico" con il compito di interloquire direttamente con lo staff tecnico della Società Italcementi e predisporre uno studio per la valorizzazione della circolazione idrica superficiale e sotterranea lungo il tracciato della galleria. Tale Tavolo Tecnico stato coordinato dalla Provincia di Bergamo con la partecipazione di tutti i soggetti interessati e supportato da alcuni esperti del Politecnico di Milano con l'incarico di procedere all'effettuazione dello studio. La conclusione dello studio ha confermato l'effettiva interferenza della galleria con le sorgenti almeno in località Caneve nel Comune di Sotto il Monte Giovanni XXIII.
Dopo un primo e maldestro tentativo di individuare il PLIS, o meglio, il suo sedicente presidente, come unico interlocutore di Italcementi per la valutazione di eventuali interventi cosiddetti compensativi o di mitigazione del fenomeno, a seguito della ferma opposizione a questa soluzione da parte mia, si è stabilito che a seguire le fasi successive nella gestione della problematica fosse direttamente il nostro comune ed i rappresentanti dell'Italcementi.
Dopo un incontro, assolutamente interlocutorio, avvenuto nel settembre 2006 , la Giunta di Sotto il Monte Giovanni XXIII ha voluto avere un quadro più completo della situazione idrogeologica che si era venuta a creare dopo la realizzazione della galleria, incaricando un geologo, a spese del nostro comune, perché effettuasse tale approfondimento. Il professionista ha concluso i suoi lavori nell'estate del 2007 confermando l'effettiva interferenza del tunnel non solo per le sorgenti in località Caneve, ma anche per quelle che si sono prosciugate in località Porcile e dintorni, sempre nel territorio di Sotto il Monte Giovanni XXIII.
Abbiamo poi richiesto un nuovo incontro presso l'Assessorato all'Ambiente della Provincia di Bergamo che si svolto il 9 novembre 2007 al quale avevano partecipato anche il Sindaco di Carvico in rappresentanza dei comuni aderenti il PLIS del Monte Canto e del Bedesco, i rappresentanti di
Italcementi e il prof. Francani del Politecnico di Milano. In tale sede si è deciso che Italcementi e il Comune di Sotto il Monte Giovanni XXIII concordassero insieme le soluzioni più idonee e percorribili al fine di concretizzare, finalmente, le opere di attenuazione e compensazione del fenomeno legato al prosciugamento delle sorgenti.
Da allora sono avvenuti diversi incontri nei quali l'Amministrazione comunale di Sotto il Monte Giovanni XXIII ha messo sul tavolo della discussione le proprie richieste finalizzate a ripristinare il pi possibile la situazione preesistente al prosciugamento delle sorgenti e ad individuare eventuali interventi compensativi. Tale confronto non si ancora concluso ma bisogna rendere merito alla nostra Amministrazione di aver tenuto aperto un tavolo che qualcuno voleva chiuso e sepolto, a nome e per conto del PLIS del Monte Canto e del Bedesco, con compensazioni ridicole già il 13 marzo 2006.
Tutti questi interventi sono stati effettuati dall'Amministrazione comunale di Sotto il Monte Giovanni XXIII. Quella che viene indicata come nemica del PLIS e quindi dell'Ambiente!
E il PLIS nel frattempo dov'era?
Nel frattempo, il "grande" presidente del PLIS stava costruendo la centrale a biomasse in quel di Calusco.
Cito ancora Livio Mazzola del 2007: «Ma l'aspetto pi rilevante il fatto che la FILIERA BOSCO — LEGNO — ENERGIA rappresenta un circolo virtuoso, tutto locale, e cioè senza costi economici e ambientali per il trasporto del legno da siti lontani come la Croazia o la Svezia...».
A sentire l'attuale Sindaco di Calusco d'Adda non sembra che le cose stiano in questi termini.
L'impressione che si ricava da tutto ci che il PLIS stato semplicemente costruito attorno ad una grande STUFA A LEGNA. L'obiettivo era la centrale a biomasse.
L'idea di PLIS dell'Amministrazione di Sotto il Monte Giovanni XXIII, da me presieduta, sempre stato altro! E lo abbiamo previsto anche come obiettivo del nostro PGT:
-           Continuare nell'impegno di realizzare o rendere praticabili alcune strade silvo — pastorali. Infatti, solo permettendo l'accesso ai fondi per il taglio dei boschi potremo garantire la possibilità di rendere sempre pi fruibile la nostra collina;
-           Continuare nell'opera di ripristino delle diverse strade campestri che possono essere rese percorribili dagli amatori del trekking e della mountain bike;
-           Favorire i produttori agricoli e valorizzare il loro ruolo anche per la salvaguardia del territorio. Si vogliono quindi salvaguardare le aziende attive e favorire la nascita di altre, in particolare di quelle che hanno interesse ad instaurare un rapporto diretto produttore — consumatore. In quest'ottica si vuole lavorare per la creazione di condizioni più favorevoli per quanto concerne la vendita dei prodotti agroalimentari;
Favorire la conservazione di alcuni aspetti ambientali legati all'agricoltura (vigneti, castagneti, frutteti, ecc.) permettendo agli operatori di realizzare, a seconda delle necessità , piccoli allevamenti come attività complementari. Tali forme di agricoltura aiutano ad una migliore conservazione del territorio altrimenti incolto e abbandonato;
-           Favorire il mantenimento ed il recupero dei vigneti ormai dismessi a causa della malattia che ha colpito le nostre viti negli ultimi anni.
Questa la realtà !
E cosa dire delle motivazioni che Voi del Circolo del Partito Democratico avete addotto per spiegare l'EVIDENTE FALLIMENTO DEL PROGETTO PLIS?
Colpevoli di tale fallimento sembrerebbero essere, prima di tutti, gli agricoltori locali che pare non abbiano accettato le allettanti proposte del "presidente" del PLIS Livio Mazzola.
A quanto sembra, ma non dato ancora oggi avere la certezza, i signori agricoltori, dopo un entusiastico assenso al progetto, supportati altrettanto entusiasticamente dalla Coldiretti, improvvisamente, per motivi ASSOLUTAMENTE NON CHIARI O POCO CHIARI (come affermato dagli estensori del documento del PD), hanno negato qualsiasi adesione stimolati in questo dalla loro associazione di categoria.
Ho visto nel sito di TERRADADDA, per questa specifica questione, argomentazioni più che esaustive sulle vere motivazioni che hanno portato gli agricoltori a non aderire alle proposte del PLIS.
Penso non ci sia motivo per non credere che la scelta degli agricoltori sia stata ovvia e chiarissima.
Considerato che gli agricoltori lavorano per ottenere un reddito, hanno ritenuto non ci fosse alcuna convenienza nel tagliare i boschi alle cifre proposte senza peraltro avere la possibilità di accedere ai fondi in modo adeguato.
Prova ne che i boschi sono ancora lì , INACCESSIBILI E ABBANDONATI «AD UN DEGRADO NATURALE».
Siamo per tutti curiosi di sapere dove sono localizzati i primi 300.000 m2 di bosco tagliato da un'impresa di boscaioli di Varese e chi fossero i proprietari di tali boschi (si mormora sia il Comune di Carvico...).
Che poi la legna raccolta fosse sufficiente al funzionamento della centrale a biomasse per almeno tre anni, si scontra con quanto affermato dal Sindaco di Calusco d'Adda secondo il quale la legna non proviene dal Canto ma viene acquistata altrove (Valtellina?).
Veniamo infine al presunto ostracismo dei Comuni di Sotto il Monte Giovanni XXIII e di Pontida nei confronti del funzionamento del PLIS.
Per Pontida credo che il Sindaco Vanalli non abbia difficoltà a confutare certe affermazioni e a smentire le "fandonie" raccontate in questo documento e altrove.
Per quel che mi riguarda, sono molto curioso di sapere quali siano gli elementi in possesso del Circolo del PD per affermare che la mia Amministrazione abbia ostacolato i progetti e gli obiettivi del PLIS.
E’ completamente falso quanto affermato a proposito del ritardo dei pagamenti previsti per la partecipazione all'acquisto del Borgo del Canto.
Anche se noi, con tutta probabilità , non avremmo mai aderito ad una simile iniziativa (partecipare all'acquisto di immobili, per conto d'altri, in territorio di altro Comune, senza avere alcun diritto né di proprietà né di prelazione!), considerato che stata una scelta fatta dai nostri predecessori, i quali avevano già deliberato e previsto la copertura finanziaria, abbiamo onorato tale impegno senza alcun ritardo a noi attribuibile.
La faccenda della ritardata approvazione delle modifiche allo statuto (che non esiste — una pura e semplice "convenzione") addirittura ridicola e non merita altri commenti.
Vorrei anche capire in che modo l'Amministrazione di Sotto il Monte Giovanni XXIII avrebbe più di tutti ostacolato il funzionamento del PLIS visto che, ai sensi dell'art. 11 della Convenzione approvata con Delibera del Consiglio Comunale di Sotto il Monte Giovanni XXIII, n. 37 del 26.062003, prevede che «Le decisioni saranno assunte con il voto favorevole di almeno quattro enti interessati sia in prima che in seconda convocazione». Di fatto, anche senza l'appoggio del Comune di Sotto il Monte, le decisioni potevano essere tranquillamente prese.
Circa l'accusa a noi rivolta di aver costruito all'interno del perimetro del Monte Canto, precisando che, secondo noi tale "perimetro" stato tracciato senza alcuna logica tanto che al suo interno si trovano centri edificati, cave (vedi Italcementi) e altre situazioni non previste n prevedibili all'interno di un Parco Locale di Interesse Sovracomunale, non ho alcuna difficoltà a ribadire quanto già pi volte detto a Vostri rappresentanti di Sotto il Monte Giovanni XXIII in risposta ad un loro volantino grondante demagogia da ogni frase.
Il Piano di Lottizzazione denominato "Botta" era già previsto da almeno 20 anni nel Piano Regolatore. Considerata la notevole volumetria a suo tempo concessa e considerato anche che, secondo le regole previste, tale volumetria avrebbe dovuto essere realizzata solo in una zona ben delimitata del Piano di Lottizzazione, l'impatto volumetrico sarebbe stato assolutamente inaccettabile dal punto di vista ambientale. il caso di precisare che tale Lottizzazione non era inserita nel perimetro del PLIS e tanto meno (contrariamente a quanto affermato) nel perimetro del Monte Canto (?). Forse avrebbe potuto essere inserito nel perimetro del cosiddetto «Bedesco» se qualcuno si fosse preso la briga di considerare tale possibilità . Ma il Bedesco non mai interessato a qualcuno, nemmeno ai cosiddetti "fondatori" del PLIS che hanno escogitato questa "trovata" per poter coinvolgere alcuni comuni, almeno a quel tempo, "amici", nel progetto del Canto secondo la regola non scritta: più siamo e più contiamo.
Tornando al "famoso" PL Botta, visto che non era possibile impedire la realizzazione di questa lottizzazione , si è cercato quanto meno di attenuare tale impatto consentendo una distribuzione dei fabbricati su una superficie maggiore a vantaggio di un minore impatto degli edifici altrimenti "arroccati" su una stretta superficie a ridosso della collina che avrebbero causato un effetto visivo non compatibile con il contesto ambientale.
Per permettere ciò, abbiamo semplicemente "rettificato" il perimetro del PLIS senza alcun "stravolgimento" urbanistico.
Nonostante quello che qualcuno vuol far credere, l'attuale maggioranza che amministra Sotto il Monte Giovanni XXIII, confermata con più del 50 dei consensi nelle ultime elezioni, ha attivato tutte le procedure necessarie per una corretta redazione del PGT, al fine di garantire una urbanizzazione sostenibile.
Non vogliamo aprire alcuna polemica nei confronti delle scelte di chi ci ha preceduto, vogliamo semplicemente che ognuno si assuma le proprie responsabilità e che non ci vengano attribuite scelte da noi mai fatte, ma, eventualmente soltanto ereditate.
In conclusione, in questa vicenda, ho avuto la netta impressione che qualcuno voglia cercare di mettere contro le varie amministrazioni facendo apparire alcuni comuni come se fossero amministrati da gente che non ha in alcun conto la tutela dell'ambiente e del proprio territorio.
Mi sento di dire, senza timori, che tale accusa non riguarda me e non riguarda l'amministrazione da me presieduta. Nessuno potrà mai accusarci di non essere sensibili alle problematiche ambientali. E se siamo sempre stati critici nei confronti della conduzione del PLIS, perché volevamo una gestione magari con un'impronta meno personalistica e per più concreta; che potesse realizzare progetti con una valenza più diretta sul nostro territorio.
Se qualcuno volesse minimamente analizzare quanto da noi fatto per l'ambiente in questi anni troverebbe che quanto da me dichiarato non infondato:
-           Adesione al progetto di AGENDA 21 con approvazione della convenzione per l'attuazione di AGENDA 21 LOCALE.
-           Attivazioni di azioni di contrasto a tutti quei comportamenti che possono creare difficoltà alla fruizione, da parte dei cittadini, del nostro prezioso patrimonio collinare (motocross, soft — air, ecc.).
-           Ripristino di alcune strade campestri: Via Grumello, via Zandona e via Ca' Cristalli.
Soluzione mediata della questione legata al disseccamento delle sorgenti in località Caneve e Porcile dopo il passaggio della Galleria Italcementi come gi in precedenza descritto.
-           Nell'ambito del RISPARMIO ENERGETICO
CENTRO SPORTIVO: Istallazione di pannelli solari sulla copertura e smantellamento delle centrali termiche del Centro Anziani, rendendole sottostazioni così da eliminare la presenza di gas metano all'interno di tale centro.
SCUOLA PRIMARIA (elementari): Si è proceduto alla sostituzione dei serramenti e alla realizzazione dell'isolamento termico a cappotto per soddisfare i requisiti di risparmio energetico.
NUOVA CENTRALE TERMICA: Realizzazione di una centrale termica che, collegata alla nuova rete di distribuzione dell'impianto di teleriscaldamento di quartiere, servir la scuola primaria, la scuola secondaria, la palestra scolastica, la nuova sala civica e il municipio, eliminando cos tutte le caldaie di questi edifici che necessitavano, tra l'altro, di una riqualificazione importante.
NUOVA BIBLIOTECA: Un edificio altamente tecnologico alimentato da pompe di calore ad alta efficienza collegate ad un impianto a sonde geotermiche. Tale tipologia impiantistica permetterà di ridurre i costi di gestione annuali per il riscaldamento e il raffreddamento dell'edificio rispetto ad un impianto tradizionale.
RIDUZIONE DEI COSTI DI ENERGIA ELETTRICA: Sono in corso di realizzazione impianti fotovoltaici sulla nuova sala civica e sulle scuole primarie e secondarie realizzati anche con il contributo della Regione Lombardia. Non si dimentichi che gli impianti sono finanziati anche da un incentivo statale, erogato dal Gestore dei Servizi Elettrici (GSE), chiamato Costo Energia. L'insieme degli incentivi (regionale e statale) permetterà al Comune di ammortizzare l'investimento in soli 6 anni.
E sul fronte urbanistico, in controtendenza rispetto alle scelte urbanistiche di molti Comuni, anche limitrofi, e consci delle quantità e qualità dei servizi e delle infrastrutture esistenti, non abbiamo approvato varianti al Piano Regolatore Generale per l'inserimento di aree edificabili di completamento, interrompendo un modus operandi che le precedenti Amministrazioni avevano utilizzato per un ventennio.
I vari cantieri privati presenti sul territorio, come il P.L. Botta o il P.L. Gerole, non sono altro che la concreta attuazione di quanto già previsto dal Piano Regolatore Generale, frutto delle scelte urbanistiche fatte negli anni'8O.
La proposta che noi abbiamo fatto ai nostri cittadini, indipendentemente dal futuro del PLIS è stata quella di dedicare una particolare attenzione alla salvaguardia della nostra collina e alla necessità di riscrivere una vecchia disposizione di tutela assoluta ormai non più applicabile, «l'intangibilità dello stato dei luoghi», sostituendola con una nuova disciplina, che permetta la valorizzazione del patrimonio ambientale e del patrimonio edilizio esistente in zone di particolare pregio. Per questo è indispensabile sostenere e favorire lo sviluppo delle attività degli operatori economici già presenti sul territorio, acconsentendo agli stessi di recuperare i vecchi nuclei o i singoli fabbricati dismessi e di realizzare le infrastrutture necessarie a rendere economicamente sostenibili i loro investimenti in loco.
Tutte cose che la minoranza consiliare di Sotto il Monte Giovanni XXIII che fa espresso riferimento al Partito Democratico ha sempre osteggiato, più per partito preso che per reale convinzione.
Mi auguro che si possa porre fine al più presto ad ogni forma di strumentalizzazione senza avere ogni volta la necessità di contrapporci in nome di non si sa bene quale interesse di partito.
L'attuale Amministrazione di Sotto il Monte Giovanni XXIII, e chi ci conosce lo può confermare, non si mai schierata per partito preso nelle varie scelte che hanno interessato i Comuni dell'Isola, ma ha sempre cercato di tutelare gli interessi del Comune che rappresenta cercando anche di trovare convergenze importanti con gli altri.
Permettetemi alla fine un invito, rivolto a tutti. Smettiamola con le contrapposizioni strumentali e demagogiche! Noi bravi, tuteliamo l'ambiente e il Canto. Gli altri cattivi, vogliono cementificare la collina! Guardiamo per una volta la collina con gli occhi del cittadino dell'Isola! Ammiriamola nei momenti del suo più naturale splendore, apprezziamo i suoi colori, i suoi profumi e le sue voci d'autunno!
Se anche fossimo amministratori mediocri o, peggio ancora, incapaci, non è mai successo che la collina venisse deturpata da costruzioni neanche prima dell'avvento del PLIS.
Quindi, non c' bisogno di utilizzare il PLIS come una sorta di baluardo a difesa della collina contro quei barbari che vorrebbero «cementificarla»! Non c' mai stato questo pericolo.
Tutti quanti abbiamo a cuore la nostra collina!
Con il PLIS si sarebbe potuto valorizzarla di più ! Avrebbe permesso di essere più uniti nelle intenzioni! Così non è stato. Se cos non sarà nemmeno nel futuro, rassegnamoci pure a non avere pi il PLIS.
Ma la collina sarà comunque tutelata.
Di questo sono assolutamente convinto!
Rinnovando la mia disponibilità er qualsiasi collaborazione che possa avere il fine di garantire ai nostri cittadini un territorio più vivibile, mi gradita l'occasione per porgere i più cordiali saluti.
 
IL SINDACO di SOTTO IL MONTE GIOVANNI XXIII
Eugenio Bolognini
postato da: terradadda alle ore 02/11/2009 16:33 | link | commenti
categorie: riceviamo e pubblichiamo, carvico, sotto il monte, monte canto
sabato, 17 ottobre 2009

Isola: finanziato il distretto diffuso del commercio di Calusco

La Regione Lombardia ha deciso di finanziare 32 distretti diffusi nella regione. Si tratta di un intervento per sostenere il piccolo commercio locale (vedi qui). Tra i trentadue distretti diffusi che percepiranno il finanziamento vi è anche quello di Calusco, Villa d’Adda, Carvico e Sotto il Monte (di cui avevo parlato qui) al quale verrà erogata la cifra di 420mila euro, suddivisa a metà tra comuni e negozi che hanno aderito al progetto.
postato da: terradadda alle ore 17/10/2009 17:27 | link | commenti
categorie: carvico, villa d adda, calusco d adda, sotto il monte

Monte Canto: il PLIS verso la chiusura

Ieri si è tenuta a Carvico l’assemblea del PLIS del Monte Canto e del Bedesco a cui hanno partecipato i sindaci (o loro delegati) dei dieci comuni che compongono la convenzione (il cui testo trovate qui). Questo è quanto potuto appurare da alcune fonti. Sono emerse le criticità del progetto, anche strutturali come (quello che si era sempre detto su questo sito) della disomogeneità tra la realtà del Monte Canto e la propaggine dei bedeschi che interessano più i comuni di Solza, Terno e Chignolo. Si è preso atto della situazione e al momento la posizione è questa: i comuni favorevoli allo scioglimento sono Carvico, Pontida, Sotto il Monte (che peraltro rappresentano grossa parte del territorio del Monte Canto) e Calusco, indecisi Terno e Ambivere (comune questo che sempre assente alle assemblee) contrari Villa d’Adda, Solza, Mapello e Chignolo (ma non in maniera assoluta quest’ultimo). In ogni caso Calusco ha ribadito di voler uscire ad ogni costo, anche unilateralmente dalla convenzione del PLIS (che prevede una disdetta da comunicare entro certi tempi, per cui se oggi Calusco recedesse dovrebbe rimanere nella convenzione fino alla fine del prossimo anno). Nella scelta pesano anche motivi di immagine, perché comunque la chiusura dovrebbe essere motivata e qualcuno potrebbe usarla come argomento politico. La decisione definitiva verrà presa entro quindici giorni quando verrà fatta un’altra riunione.
martedì, 13 ottobre 2009

Sotto il Monte: cose giovannee a Venezia

papagiovanni
postato da: terradadda alle ore 13/10/2009 18:54 | link | commenti
categorie: sotto il monte
venerdì, 09 ottobre 2009

Calusco-Carvico-Sotto il Monte: quando finiamo la pista ciclabile?

pista-cicloAl convegno degli Stati Generali l’assessore alla pianificazione territoriale Lanzani ha sostenuto che la pista ciclabile tra Calusco e Sotto il Monte è terminata e mancano solo i cartelli segnaletici. Ora ci piacerebbe sapere chi è che informa l‘assessore Lanzani perché le cose non stanno così. La pista ciclabile tra Calusco e Carvico è interrotta (vedi foto) e si ferma al confine tra i due Comuni, manca un tratto di circa duecento metri che deve collegare il tratto di Calusco con quello di Carvico (quello strettissimo, realizzato in epoca Mazzola). La pista ciclabile si snoda in comune di Carvico con un percorso bizzarro e contorto (ribattezzato dai locali “la pista ciclabile di ciòk", vedi quello che avevo scritto in proposito) che si ferma in mezzo ai campi al confine con Sotto Il Monte. Ora io voglio vedere un turista straniero percorrere il tratto “dei ciok” e sentire poi cosa pensa degli italiani. Ma soprattutto vorrei sapere quando diavolo si completa questa pista ciclabile e soprattutto quando si farà il tratto di pista ciclabile - quello veramente necessario - accanto alla SP 166 (via Pedrinelli di Carvico) che si colleghi con il tratto esistente verso Terno.
Il lettore M. ci segnala che della pista ciclabile ha paralto anche il sito del Touring Club.
postato da: terradadda alle ore 09/10/2009 09:50 | link | commenti (1)
categorie: isola, carvico, calusco d adda, sotto il monte
lunedì, 05 ottobre 2009

Isola: la sfilata degli Stati Generali a Filago

stati2stati1Momento di spettacolo e folclore ieri a Filago per gli Stati Generali dell’Isola conclusi con la sfilata ed esibizione di gruppi musicali, accompagnati dai 21 gonfaloni dei comuni dell’Isola Bergamasca seguiti dai rispettivi sindaci (o rappresentanti delegati). Da notare la partecipazione per la prima volta (lo scorso anno era assente) del sindaco di Villa d’Adda Adelvalda Carsaniga, in completo rosso che a qualcuno ha ricordato – mutatis mutandis – la protagonista di “The woman in red” di Gene Wilder.
sabato, 03 ottobre 2009

Monte Canto: il sindaco di Sotto il Monte protesta per la strada di Fontanella

Oggetto: PLIS del Monte Canto e del Bedesco: riqualiticazione di parte della strada comunale denominata «di Porcile» e tracciati pedonali connessi.
Facendo riferimento a comunicazione da parte dell'E.R.S.A.F. del 13 luglio 2009 (ns. prot. n. 6430 del 21/07/2009) relativa alla riqualificazione di parte della strada comunale denominata «di Porcile» e tracciati pedonali connessi, verificato che trattasi di interventi riguardanti solo la parte insistente sul Comune di Pontida, considerato che la parte di "mulattiera" più bisognosa di interventi di manutenzione straordinaria risultava essere quella della parte più bassa del tracciato, insistente anche sul territorio del Comune di Sotto il Monte Giovanni XXIII, sulla quale, peraltro, si è verificata una frana il 18 maggio 2008, con la presente sono a chiedere:
1. Quali sono i provvedimenti adottati dall'Assemblea dei Sindaci afferenti al PLIS del Monte Canto e del Bedesco che hanno determinato la destinazione delle risorse economiche per tale intervento.
2. Quale sia il motivo che ha determinato la scelta progettuale in essere non tenendo conto delle maggiori e più urgenti necessità di intervento nella parte più bassa di detta strada considerate anche le numerose segnalazioni e i diversi sopralluoghi effettuati anche con l'Assessore all'Ambiente Donato Locatelli del nostro Comune ed il geom Roberto Previtali, progettista dell'intervento.
È alquanto paradossale che si siano investite risorse per la riqualificazione di un tratto di strada, tutto sommato già in accettabili condizioni, e si sia lasciato in pessime e pericolose condizioni il tratto di strada che avrebbe avuto bisogno di interventi urgenti, anche di messa in sicurezza. Siamo, ancora una volta, in presenza di spreco di denaro pubblico! È, semplicemente, VERGOGNOSO!
Resto in attesa di una risposta ai suesposti quesiti precisando che, qualora, come probabile, si rivelasse l'utilizzo di fondi provenienti dal PLIS del Monte Canto e del Bedesco che l'Assemblea dei Sindaci aveva diversamente destinato, lo scrivente si vedrà costretto a rivedere la posizione del proprio Comune all'interno del PLIS con la fondata possibilità di sciogliere la convenzione stipulata con Deliberazione del Consiglio Comunale di Sotto il Monte Giovanni XXIII il 26 giugno 2003.
È gradita l'occasione per porgere i più cordiali saluti.
Il Sindaco di Sotto il Monte Giovanni XXIII
Eugenio Bolognini
postato da: terradadda alle ore 03/10/2009 17:03 | link | commenti
categorie: riceviamo e pubblichiamo, sotto il monte, monte canto
giovedì, 24 settembre 2009

Sotto il monte: la seconda fiera delle energie rinnovabili

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postato da: terradadda alle ore 24/09/2009 10:33 | link | commenti (1)
categorie: sotto il monte