OGGETTO: LA VERA STORIA DEL PLIS DEL MONTE CANTO.
In occasione delle cosiddette «Primarie del Partito Democratico», nei seggi elettorali dell'Isola bergamasca è stato distribuito un documento, inserito anche nel sito del PD dell'Isola,dal titolo: «La vera storia del PLIS del Monte Canto» a firma del Vostro Circolo.
In tale documento si fa una specie di ricostruzione della storia del PLIS del Monte Canto e del Bedesco.
Non mi permetto di confutare le informazioni relative alle cosiddette «origini» in quanto altri e diversi erano gli amministratori di allora.
Ma, se il modo di raccontare le «storie» di quei tempi lo stesso di quello relativo ai tempi più recenti che mi vedono coinvolto in qualità di Sindaco del Comune di Sotto il Monte, allora posso tranquillamente affermare che immutato il Vostro vizio di sottacere la verità ed usare in modo scorretto alcune informazioni.
Intanto ritengo interessante la considerazione relativa al contributo di € 300.000,00 considerato una specie di «messa in prova» dei Comuni da parte della Regione, per verificare se sono bravi!
Quasi che la Regione, non fidandosi dei Comuni, avesse messo sull'avviso gli stessi, nel caso in cui non si fossero comportati bene, che non avrebbero ricevuto più nulla! Mah!
Veniamo al dunque. Come Voi avete riportato, il primo obiettivo di questo fantomatico PROGETTO DELLA COLLINA LOMBARDA era la «Sistemazione dei boschi del Canto».
E chi dimentica i proclami dell'allora sedicente Presidente del PLIS?
Cosa diceva Livio Mazzola nel marzo 2007: «... da sempre, come cittadino, e poi come Sindaco sul finire degli anni '90, mi sono chiesto come era possibile recuperare, salvaguardare, vivere in sintonia con una risorsa così preziosa come il bosco, che nel nostro territorio occupa un'ampia fascia di circa 1.200 ettari intorno al Monte Canto, sostanzialmente abbandonato ad un degrado naturale da circa 60 anni.(esagerato!) Come, quindi, recuperare e rivitalizzare un ambiente che pure in un passato non molto lontano aveva rappresentato una fonte di reddito e di calore per gli abitanti del posto.
Da qui l'idea, insieme con i Sindaci dei dieci Comuni del Comprensorio, di cui Calusco il centro più grande, di dare vita ad un parco, che abbiamo chiamato PLIS del Monte Canto e del Bedesco, col supporto e un finanziamento significativo da parte degli enti territoriali competenti, come la Provincia e la Regione».
(nota: Si precisa che la Convenzione sottoscritta dai dieci Comuni per il Parco Sovracomunale del Monte Canto e del Bedesco, non prevede alcun Presidente, ma individua il Comune di Carvico quale Ente Capofila con l'incarico del coordinamento organizzativo e amministrativo della gestione. Il Sindaco del comune capofila presiede le riunioni dei Sindaci e può essere sostituito da un suo delegato. Rendo noto che per almeno due anni, anche il sindaco di Carvico, Attilio Bolognini, era convinto che Livio Mazzola fosse il Presidente del PLIS. Quando si parla di autoproclamazione...)
«Si tratta di un Parco in ambito collinare, il più grande della Regione Lombardia, che mira da un lato ad un recupero di attività agricole e forestali abbandonate o molto trascurate negli ultimi anni e dall'altra ad una riqualificazione dell'ambiente e dei prodotti locali al fine di contribuire ad una migliore vivibilità ».
«In questo quadro si inserisce l'utilizzo di quelle parti risultanti dalla pulizia e rinnovamento dei boschi (biomasse) come combustibile per il riscaldamento di tutti gli edifici pubblici nei comuni del PLIS, in sostituzione del metano, una fonte più costosa, non locale, non rinnovabile e più inquinante per quantità di emissione di CO2». (sarà vero?)*
« stato calcolato che quasi 1.200 ettari di bosco possono fornire 7.000 tonnellate di legna ogni anno, con turni per la ricrescita delle piante di 25 anni in una quantità capace di fornire una potenza stimabile in 22.000 Kw. Valutazioni tecniche ci hanno portato a prevedere delle centrali termiche installate in ogni comune e quella di Calusco la prima realizzazione. Stime pi prudenti ci hanno portato a pensare ad una disponibilità di circa metà di quelle 7.000 tonnellate di legna sufficienti ad alimentare dieci centrali (una per comune) di 800 —1.000 Kw».
Che splendido progetto!
Ma qualcuno ci avrà mai creduto?
SOLO UNA COSA CERTA: Il Canto, con terreno franoso ed instabile, sofferente dell'incuria in cui viene lasciato, il quale necessita di un taglio selettivo per stabilizzare il terreno ancora lì come lo hanno lasciato! PIENO DI PROMESSE E DI BUONE INTENZIONI.
L'unica realtà la «Stufa» (come ormai viene chiamata) a Calusco d'Adda: impianto gestito da Linea
Servizi S.r.l. di cui presidente è Livio Mazzola.
Qualcuno si potrà chiedere, ed io sono tra questi, COME MAI SI E’VOLUTO A TUTTI I COSTI PARTIRE AL CONTRARIO?
L'INTERESSE DEI COMUNI ERA QUELLO DI COSTRUIRE UNA «STUFA A LEGNA» oppure quello di realizzare o rendere praticabili alcune strade silvo — pastorali cos da permettere l'accesso ai fondi, condizione indispensabile per il taglio dei boschi e, conseguentemente, rendere pi percorribile e accessibile la nostra collina?
Non so se c'è mai stato un inizio, di certo, da quando sono Sindaco di Sotto il Monte Giovanni XXIII, ma anche prima, i sentieri della collina sono così bellamente mantenuti NON dal PLIS, ma dai generosi volontari del Gruppo ecologico di Sotto il Monte Giovanni XXIII che, con il contributo e in collaborazione con il Comune continuano (potrei dire, nonostante il PLIS) nell'opera di ripristino delle diverse strade campestri rendendole così percorribili agli amatori del trekking e delle mountain bike.
Per non parlare di quanto impegno e fatica, sempre da parte del Gruppo ecologico di Sotto il Monte, vengono dedicati a rendere e mantenere percorribili i sentieri della collina di Sotto il Monte e non solo, sistemandone il fondo e rimuovendo gli alberi che sempre più numerosi cadono sui sentieri ostruendo così il passaggio.
Vogliamo poi parlare di alcune iniziative intraprese dell'Amministrazione comunale di Sotto il Monte a tutela del proprio territorio senza avere neanche un sostegno ancorché morale da parte del PLIS?
Incominciamo dalla più recente, che non è stata poi realizzata secondo le intenzioni ossia la manutenzione della mulattiera che collega Fontanella a Pontida. Anche in questo caso è stato
inspiegabilmente tradito lo spirito secondo il quale bisognava che il PLIS venisse gestito: scelte condivise con l'obiettivo di migliorare la qualità ambientale del nostro territorio.
Numerose sono state a quel tempo le segnalazioni e diversi i sopralluoghi effettuati dall'Assessore all'Ambiente del nostro comune. Ed è grazie al nostro interessamento che l'Assemblea aveva deciso di intervenire. Invece, senza ancora conoscerne i motivi, di fatto sono state realizzate opere senza tener conto delle decisioni prese dai sindaci in assemblea andando così a riqualificare un tratto di mulattiera sostanzialmente già in accettabili condizioni, lasciando in pessime e pericolose condizioni il tratto di strada che avrebbe avuto bisogno di interventi urgenti, anche di messa in sicurezza, a causa di una frana che si verificata nel maggio 2008 , sprecando così soldi e diventando ridicoli agli occhi dei numerosi frequentatori di quei luoghi.
Qualcuno ricorderà l'impegno mio e dell'Assessore all'Ambiente di Sotto il Monte nell'affrontare la problematica riferita alla pratica dell'attività sportiva Softair nei boschi del Canto. Tale attività consisteva nell'esercizio di giochi che simulavano tecniche ed esercitazioni belliche o militari.
Al di Ià di considerazioni di carattere etico che ci avevano portato a ritenere "inopportuna" tale attività «sportiva» nel paese che ha dato i natali a papa Giovanni XXIII, era comunque necessario intervenire per porre fine al "disturbo" che tale presenza nei boschi arrecava a escursionisti e/o cicloamatori che tutte le domeniche percorrevano i sentieri della nostra collina, oltre al fatto che i boschi frequentati da questi "guerrieri" erano cosparsi di "palline bianche" di dubbia o nulla biodegradabilità.
E che dire della vicenda PROSCIUGAMENTO SORGENTI DEL CANTO a seguito della realizzazione del tunnel dell'Italcementi?
Nel luglio 2004, pochi giorni dopo il nostro insediamento, siamo venuti a conoscenza della problematica ed abbiamo immediatamente coinvolto la Provincia ed i Comuni potenzialmente coinvolti di Pontida e Carvico. Il nostro intervento mirava a fare chiarezza sulle cause che hanno determinato tale fenomeno coincidente, peraltro, con l'inizio dei lavori di scavo della galleria di servizio alla Cementeria Italcementi di Calusco d'Adda. Dopo diverse riunioni, sempre sollecitata dalle Amministrazioni comunali interessate dal "fenomeno", la Provincia ha costituito un "Tavolo Tecnico" con il compito di interloquire direttamente con lo staff tecnico della Società Italcementi e predisporre uno studio per la valorizzazione della circolazione idrica superficiale e sotterranea lungo il tracciato della galleria. Tale Tavolo Tecnico stato coordinato dalla Provincia di Bergamo con la partecipazione di tutti i soggetti interessati e supportato da alcuni esperti del Politecnico di Milano con l'incarico di procedere all'effettuazione dello studio. La conclusione dello studio ha confermato l'effettiva interferenza della galleria con le sorgenti almeno in località Caneve nel Comune di Sotto il Monte Giovanni XXIII.
Dopo un primo e maldestro tentativo di individuare il PLIS, o meglio, il suo sedicente presidente, come unico interlocutore di Italcementi per la valutazione di eventuali interventi cosiddetti compensativi o di mitigazione del fenomeno, a seguito della ferma opposizione a questa soluzione da parte mia, si è stabilito che a seguire le fasi successive nella gestione della problematica fosse direttamente il nostro comune ed i rappresentanti dell'Italcementi.
Dopo un incontro, assolutamente interlocutorio, avvenuto nel settembre 2006 , la Giunta di Sotto il Monte Giovanni XXIII ha voluto avere un quadro più completo della situazione idrogeologica che si era venuta a creare dopo la realizzazione della galleria, incaricando un geologo, a spese del nostro comune, perché effettuasse tale approfondimento. Il professionista ha concluso i suoi lavori nell'estate del 2007 confermando l'effettiva interferenza del tunnel non solo per le sorgenti in località Caneve, ma anche per quelle che si sono prosciugate in località Porcile e dintorni, sempre nel territorio di Sotto il Monte Giovanni XXIII.
Abbiamo poi richiesto un nuovo incontro presso l'Assessorato all'Ambiente della Provincia di Bergamo che si svolto il 9 novembre 2007 al quale avevano partecipato anche il Sindaco di Carvico in rappresentanza dei comuni aderenti il PLIS del Monte Canto e del Bedesco, i rappresentanti di
Italcementi e il prof. Francani del Politecnico di Milano. In tale sede si è deciso che Italcementi e il Comune di Sotto il Monte Giovanni XXIII concordassero insieme le soluzioni più idonee e percorribili al fine di concretizzare, finalmente, le opere di attenuazione e compensazione del fenomeno legato al prosciugamento delle sorgenti.
Da allora sono avvenuti diversi incontri nei quali l'Amministrazione comunale di Sotto il Monte Giovanni XXIII ha messo sul tavolo della discussione le proprie richieste finalizzate a ripristinare il pi possibile la situazione preesistente al prosciugamento delle sorgenti e ad individuare eventuali interventi compensativi. Tale confronto non si ancora concluso ma bisogna rendere merito alla nostra Amministrazione di aver tenuto aperto un tavolo che qualcuno voleva chiuso e sepolto, a nome e per conto del PLIS del Monte Canto e del Bedesco, con compensazioni ridicole già il 13 marzo 2006.
Tutti questi interventi sono stati effettuati dall'Amministrazione comunale di Sotto il Monte Giovanni XXIII. Quella che viene indicata come nemica del PLIS e quindi dell'Ambiente!
E il PLIS nel frattempo dov'era?
Nel frattempo, il "grande" presidente del PLIS stava costruendo la centrale a biomasse in quel di Calusco.
Cito ancora Livio Mazzola del 2007: «Ma l'aspetto pi rilevante il fatto che la FILIERA BOSCO — LEGNO — ENERGIA rappresenta un circolo virtuoso, tutto locale, e cioè senza costi economici e ambientali per il trasporto del legno da siti lontani come la Croazia o la Svezia...».
A sentire l'attuale Sindaco di Calusco d'Adda non sembra che le cose stiano in questi termini.
L'impressione che si ricava da tutto ci che il PLIS stato semplicemente costruito attorno ad una grande STUFA A LEGNA. L'obiettivo era la centrale a biomasse.
L'idea di PLIS dell'Amministrazione di Sotto il Monte Giovanni XXIII, da me presieduta, sempre stato altro! E lo abbiamo previsto anche come obiettivo del nostro PGT:
- Continuare nell'impegno di realizzare o rendere praticabili alcune strade silvo — pastorali. Infatti, solo permettendo l'accesso ai fondi per il taglio dei boschi potremo garantire la possibilità di rendere sempre pi fruibile la nostra collina;
- Continuare nell'opera di ripristino delle diverse strade campestri che possono essere rese percorribili dagli amatori del trekking e della mountain bike;
- Favorire i produttori agricoli e valorizzare il loro ruolo anche per la salvaguardia del territorio. Si vogliono quindi salvaguardare le aziende attive e favorire la nascita di altre, in particolare di quelle che hanno interesse ad instaurare un rapporto diretto produttore — consumatore. In quest'ottica si vuole lavorare per la creazione di condizioni più favorevoli per quanto concerne la vendita dei prodotti agroalimentari;
Favorire la conservazione di alcuni aspetti ambientali legati all'agricoltura (vigneti, castagneti, frutteti, ecc.) permettendo agli operatori di realizzare, a seconda delle necessità , piccoli allevamenti come attività complementari. Tali forme di agricoltura aiutano ad una migliore conservazione del territorio altrimenti incolto e abbandonato;
- Favorire il mantenimento ed il recupero dei vigneti ormai dismessi a causa della malattia che ha colpito le nostre viti negli ultimi anni.
Questa la realtà !
E cosa dire delle motivazioni che Voi del Circolo del Partito Democratico avete addotto per spiegare l'EVIDENTE FALLIMENTO DEL PROGETTO PLIS?
Colpevoli di tale fallimento sembrerebbero essere, prima di tutti, gli agricoltori locali che pare non abbiano accettato le allettanti proposte del "presidente" del PLIS Livio Mazzola.
A quanto sembra, ma non dato ancora oggi avere la certezza, i signori agricoltori, dopo un entusiastico assenso al progetto, supportati altrettanto entusiasticamente dalla Coldiretti, improvvisamente, per motivi ASSOLUTAMENTE NON CHIARI O POCO CHIARI (come affermato dagli estensori del documento del PD), hanno negato qualsiasi adesione stimolati in questo dalla loro associazione di categoria.
Ho visto nel sito di TERRADADDA, per questa specifica questione, argomentazioni più che esaustive sulle vere motivazioni che hanno portato gli agricoltori a non aderire alle proposte del PLIS.
Penso non ci sia motivo per non credere che la scelta degli agricoltori sia stata ovvia e chiarissima.
Considerato che gli agricoltori lavorano per ottenere un reddito, hanno ritenuto non ci fosse alcuna convenienza nel tagliare i boschi alle cifre proposte senza peraltro avere la possibilità di accedere ai fondi in modo adeguato.
Prova ne che i boschi sono ancora lì , INACCESSIBILI E ABBANDONATI «AD UN DEGRADO NATURALE».
Siamo per tutti curiosi di sapere dove sono localizzati i primi 300.000 m2 di bosco tagliato da un'impresa di boscaioli di Varese e chi fossero i proprietari di tali boschi (si mormora sia il Comune di Carvico...).
Che poi la legna raccolta fosse sufficiente al funzionamento della centrale a biomasse per almeno tre anni, si scontra con quanto affermato dal Sindaco di Calusco d'Adda secondo il quale la legna non proviene dal Canto ma viene acquistata altrove (Valtellina?).
Veniamo infine al presunto ostracismo dei Comuni di Sotto il Monte Giovanni XXIII e di Pontida nei confronti del funzionamento del PLIS.
Per Pontida credo che il Sindaco Vanalli non abbia difficoltà a confutare certe affermazioni e a smentire le "fandonie" raccontate in questo documento e altrove.
Per quel che mi riguarda, sono molto curioso di sapere quali siano gli elementi in possesso del Circolo del PD per affermare che la mia Amministrazione abbia ostacolato i progetti e gli obiettivi del PLIS.
E’ completamente falso quanto affermato a proposito del ritardo dei pagamenti previsti per la partecipazione all'acquisto del Borgo del Canto.
Anche se noi, con tutta probabilità , non avremmo mai aderito ad una simile iniziativa (partecipare all'acquisto di immobili, per conto d'altri, in territorio di altro Comune, senza avere alcun diritto né di proprietà né di prelazione!), considerato che stata una scelta fatta dai nostri predecessori, i quali avevano già deliberato e previsto la copertura finanziaria, abbiamo onorato tale impegno senza alcun ritardo a noi attribuibile.
La faccenda della ritardata approvazione delle modifiche allo statuto (che non esiste — una pura e semplice "convenzione") addirittura ridicola e non merita altri commenti.
Vorrei anche capire in che modo l'Amministrazione di Sotto il Monte Giovanni XXIII avrebbe più di tutti ostacolato il funzionamento del PLIS visto che, ai sensi dell'art. 11 della Convenzione approvata con Delibera del Consiglio Comunale di Sotto il Monte Giovanni XXIII, n. 37 del 26.062003, prevede che «Le decisioni saranno assunte con il voto favorevole di almeno quattro enti interessati sia in prima che in seconda convocazione». Di fatto, anche senza l'appoggio del Comune di Sotto il Monte, le decisioni potevano essere tranquillamente prese.
Circa l'accusa a noi rivolta di aver costruito all'interno del perimetro del Monte Canto, precisando che, secondo noi tale "perimetro" stato tracciato senza alcuna logica tanto che al suo interno si trovano centri edificati, cave (vedi Italcementi) e altre situazioni non previste n prevedibili all'interno di un Parco Locale di Interesse Sovracomunale, non ho alcuna difficoltà a ribadire quanto già pi volte detto a Vostri rappresentanti di Sotto il Monte Giovanni XXIII in risposta ad un loro volantino grondante demagogia da ogni frase.
Il Piano di Lottizzazione denominato "Botta" era già previsto da almeno 20 anni nel Piano Regolatore. Considerata la notevole volumetria a suo tempo concessa e considerato anche che, secondo le regole previste, tale volumetria avrebbe dovuto essere realizzata solo in una zona ben delimitata del Piano di Lottizzazione, l'impatto volumetrico sarebbe stato assolutamente inaccettabile dal punto di vista ambientale. il caso di precisare che tale Lottizzazione non era inserita nel perimetro del PLIS e tanto meno (contrariamente a quanto affermato) nel perimetro del Monte Canto (?). Forse avrebbe potuto essere inserito nel perimetro del cosiddetto «Bedesco» se qualcuno si fosse preso la briga di considerare tale possibilità . Ma il Bedesco non mai interessato a qualcuno, nemmeno ai cosiddetti "fondatori" del PLIS che hanno escogitato questa "trovata" per poter coinvolgere alcuni comuni, almeno a quel tempo, "amici", nel progetto del Canto secondo la regola non scritta: più siamo e più contiamo.
Tornando al "famoso" PL Botta, visto che non era possibile impedire la realizzazione di questa lottizzazione , si è cercato quanto meno di attenuare tale impatto consentendo una distribuzione dei fabbricati su una superficie maggiore a vantaggio di un minore impatto degli edifici altrimenti "arroccati" su una stretta superficie a ridosso della collina che avrebbero causato un effetto visivo non compatibile con il contesto ambientale.
Per permettere ciò, abbiamo semplicemente "rettificato" il perimetro del PLIS senza alcun "stravolgimento" urbanistico.
Nonostante quello che qualcuno vuol far credere, l'attuale maggioranza che amministra Sotto il Monte Giovanni XXIII, confermata con più del 50 dei consensi nelle ultime elezioni, ha attivato tutte le procedure necessarie per una corretta redazione del PGT, al fine di garantire una urbanizzazione sostenibile.
Non vogliamo aprire alcuna polemica nei confronti delle scelte di chi ci ha preceduto, vogliamo semplicemente che ognuno si assuma le proprie responsabilità e che non ci vengano attribuite scelte da noi mai fatte, ma, eventualmente soltanto ereditate.
In conclusione, in questa vicenda, ho avuto la netta impressione che qualcuno voglia cercare di mettere contro le varie amministrazioni facendo apparire alcuni comuni come se fossero amministrati da gente che non ha in alcun conto la tutela dell'ambiente e del proprio territorio.
Mi sento di dire, senza timori, che tale accusa non riguarda me e non riguarda l'amministrazione da me presieduta. Nessuno potrà mai accusarci di non essere sensibili alle problematiche ambientali. E se siamo sempre stati critici nei confronti della conduzione del PLIS, perché volevamo una gestione magari con un'impronta meno personalistica e per più concreta; che potesse realizzare progetti con una valenza più diretta sul nostro territorio.
Se qualcuno volesse minimamente analizzare quanto da noi fatto per l'ambiente in questi anni troverebbe che quanto da me dichiarato non infondato:
- Adesione al progetto di AGENDA 21 con approvazione della convenzione per l'attuazione di AGENDA 21 LOCALE.
- Attivazioni di azioni di contrasto a tutti quei comportamenti che possono creare difficoltà alla fruizione, da parte dei cittadini, del nostro prezioso patrimonio collinare (motocross, soft — air, ecc.).
- Ripristino di alcune strade campestri: Via Grumello, via Zandona e via Ca' Cristalli.
Soluzione mediata della questione legata al disseccamento delle sorgenti in località Caneve e Porcile dopo il passaggio della Galleria Italcementi come gi in precedenza descritto.
- Nell'ambito del RISPARMIO ENERGETICO
CENTRO SPORTIVO: Istallazione di pannelli solari sulla copertura e smantellamento delle centrali termiche del Centro Anziani, rendendole sottostazioni così da eliminare la presenza di gas metano all'interno di tale centro.
SCUOLA PRIMARIA (elementari): Si è proceduto alla sostituzione dei serramenti e alla realizzazione dell'isolamento termico a cappotto per soddisfare i requisiti di risparmio energetico.
NUOVA CENTRALE TERMICA: Realizzazione di una centrale termica che, collegata alla nuova rete di distribuzione dell'impianto di teleriscaldamento di quartiere, servir la scuola primaria, la scuola secondaria, la palestra scolastica, la nuova sala civica e il municipio, eliminando cos tutte le caldaie di questi edifici che necessitavano, tra l'altro, di una riqualificazione importante.
NUOVA BIBLIOTECA: Un edificio altamente tecnologico alimentato da pompe di calore ad alta efficienza collegate ad un impianto a sonde geotermiche. Tale tipologia impiantistica permetterà di ridurre i costi di gestione annuali per il riscaldamento e il raffreddamento dell'edificio rispetto ad un impianto tradizionale.
RIDUZIONE DEI COSTI DI ENERGIA ELETTRICA: Sono in corso di realizzazione impianti fotovoltaici sulla nuova sala civica e sulle scuole primarie e secondarie realizzati anche con il contributo della Regione Lombardia. Non si dimentichi che gli impianti sono finanziati anche da un incentivo statale, erogato dal Gestore dei Servizi Elettrici (GSE), chiamato Costo Energia. L'insieme degli incentivi (regionale e statale) permetterà al Comune di ammortizzare l'investimento in soli 6 anni.
E sul fronte urbanistico, in controtendenza rispetto alle scelte urbanistiche di molti Comuni, anche limitrofi, e consci delle quantità e qualità dei servizi e delle infrastrutture esistenti, non abbiamo approvato varianti al Piano Regolatore Generale per l'inserimento di aree edificabili di completamento, interrompendo un modus operandi che le precedenti Amministrazioni avevano utilizzato per un ventennio.
I vari cantieri privati presenti sul territorio, come il P.L. Botta o il P.L. Gerole, non sono altro che la concreta attuazione di quanto già previsto dal Piano Regolatore Generale, frutto delle scelte urbanistiche fatte negli anni'8O.
La proposta che noi abbiamo fatto ai nostri cittadini, indipendentemente dal futuro del PLIS è stata quella di dedicare una particolare attenzione alla salvaguardia della nostra collina e alla necessità di riscrivere una vecchia disposizione di tutela assoluta ormai non più applicabile, «l'intangibilità dello stato dei luoghi», sostituendola con una nuova disciplina, che permetta la valorizzazione del patrimonio ambientale e del patrimonio edilizio esistente in zone di particolare pregio. Per questo è indispensabile sostenere e favorire lo sviluppo delle attività degli operatori economici già presenti sul territorio, acconsentendo agli stessi di recuperare i vecchi nuclei o i singoli fabbricati dismessi e di realizzare le infrastrutture necessarie a rendere economicamente sostenibili i loro investimenti in loco.
Tutte cose che la minoranza consiliare di Sotto il Monte Giovanni XXIII che fa espresso riferimento al Partito Democratico ha sempre osteggiato, più per partito preso che per reale convinzione.
Mi auguro che si possa porre fine al più presto ad ogni forma di strumentalizzazione senza avere ogni volta la necessità di contrapporci in nome di non si sa bene quale interesse di partito.
L'attuale Amministrazione di Sotto il Monte Giovanni XXIII, e chi ci conosce lo può confermare, non si mai schierata per partito preso nelle varie scelte che hanno interessato i Comuni dell'Isola, ma ha sempre cercato di tutelare gli interessi del Comune che rappresenta cercando anche di trovare convergenze importanti con gli altri.
Permettetemi alla fine un invito, rivolto a tutti. Smettiamola con le contrapposizioni strumentali e demagogiche! Noi bravi, tuteliamo l'ambiente e il Canto. Gli altri cattivi, vogliono cementificare la collina! Guardiamo per una volta la collina con gli occhi del cittadino dell'Isola! Ammiriamola nei momenti del suo più naturale splendore, apprezziamo i suoi colori, i suoi profumi e le sue voci d'autunno!
Se anche fossimo amministratori mediocri o, peggio ancora, incapaci, non è mai successo che la collina venisse deturpata da costruzioni neanche prima dell'avvento del PLIS.
Quindi, non c' bisogno di utilizzare il PLIS come una sorta di baluardo a difesa della collina contro quei barbari che vorrebbero «cementificarla»! Non c' mai stato questo pericolo.
Tutti quanti abbiamo a cuore la nostra collina!
Con il PLIS si sarebbe potuto valorizzarla di più ! Avrebbe permesso di essere più uniti nelle intenzioni! Così non è stato. Se cos non sarà nemmeno nel futuro, rassegnamoci pure a non avere pi il PLIS.
Ma la collina sarà comunque tutelata.
Di questo sono assolutamente convinto!
Rinnovando la mia disponibilità er qualsiasi collaborazione che possa avere il fine di garantire ai nostri cittadini un territorio più vivibile, mi gradita l'occasione per porgere i più cordiali saluti.
IL SINDACO di SOTTO IL MONTE GIOVANNI XXIII
Eugenio Bolognini