E’ che in certi paesi dell’Isola siamo troppo avanti e non ce ne rendiamo conto. Se andate a Milano in questi giorni a Milano troverete Piazza della Scala occupata da grosse lumache di plastica di colore fucsia. Si tratta di una installazione di cracking - art una forma espressiva provocatoria che utilizza materie riciclate. Milano non è più la capitale morale del nostro paese, episodi come questo dimostrano che il capoluogo lombardo è sempre indietro, tanto da dover copiare idee (realizzate magari con altri materiali) messe in atto da piccoli comuni molti anni prima. E’ chiaro a chiunque che Milano ha copiato l’installazione della lumaca nella rotatoria di Carvico in via Santa Maria, che Terradadda aveva inserito nella memorabilia già nel lontano 2006 (vedi qui). Ma dobbiamo innanzitutto rendere giustamente merito a chi ha fortemente voluto questa installazione Carvico cioè all’allora sindaco Livio Mazzola. Ora aspettiamo la Sovrintendenza dei beni Architettonici perchè metta sotto tutela il manufatto di Carvico.
Ad un certo punto salendo per la strada di Tassodine si incontra il pregevole manufatto che vedete ritratto nella fotografia. Si è voluto fare passare sopra il rigagnolo il tubo della fognatura che scende del golden WC di Tassodine. Il tubo è poi stato fissato con due gettate di cemento a forma tondeggiante. Una cosa semplicemente obbrobriosa. Si poteva fare passare il tubo sotto il rigagnolo con uno scavo più profondo? Sono certo che mi risponderebbero che costava troppo e che ci sono problemi tecnici . Ma se proprio si deve fare come si è fatto (cioè fare passare il tubo sopra al rigagnolo) è possibile che anziché due mucchi di cemento, che nemmeno un bambino di otto anni avrebbe fatto così brutti, non c’era un’altra soluzione? Non si poteva fare un manufatto di una forma regolare utilizzando qualche pietra locale per definirlo? No troppo costoso? Mi piacerebbe sapere chi è il genio dell’architettura che ha pensato la soluzione che vediamo. Il tecnico comunale? Il progettista dei lavori? L’assessore all’urbanistica o l’Assessore ai lavori pubblici? Coraggio non siate timidi, fatemelo sapere così informiamo la cittadinanza.

"Dies aureo signanda lapillo" (letteralmente un giorno da segnare con una pietra d’oro). I romani segnavano i giorni fausti con una pietruzza bianca e i giorni infausti con una nera. I giorni memorabili venivano segnati con una piccola pepita d’oro. Oggi per l’Isola bergamasca è una data storica, da segnare
con una pepita d'oro.Alle 12,45, con tre quarti d’ora di ritardo rispetto all’orario fissato, e con quattordici anni di ritardo rispetto ai tempi di realizzazione dei lavori, è stato inaugurato il penultimo tratto dell’Asse Interurbano, quello che da Bonate Sopra porta a Mapello- Presezzo – Terno. L’apertura
ufficiale della strada sarà tra mezz’ora alle 14 in punto.
Muscilli, capo compartimento dell’Anas della Lombardia, ha sostanzialmente ringraziato tutti. Bettoni è stato sintetico, dicendo di lasciare perdere il passato, perché nel bene e nel male una cosa è stata fatta, bisogna guardare avanti. Lasciando capire che si devono cambiare le cose per poter operare al meglio. Bonacina, sindaco di Presezzo e presidente della Comunità dell’Isola si è detto contento soprattutto per Presezzo, ma per tutta l’Isola e si è sbilanciato nel dire che entro un anno l’asse sarà finito e arriverà fino alla statale Briantea.
Quindi benedizione di don Giacomo Invernizzi “Signore benedici tutti coloro che percorreranno questa strada”. Poi inno nazionale e taglio del nastro collettivo sotto la prima galleria. Infine l’immancabile rinfresco offerto dall’impresa costruttrice.
Avete presente la Madonna delle Caneve? Uno dei luoghi più belli di Sotto il Monte ai piedi del Monte Canto, proprio all’inizio della strada sterrata che sale sul monte. Molti storpiano il nome in Madonna delle Canne, e qualcuno tra i più giovani ha preso alla lettera la denominazione, tanto da pensare che sia un santuario dedicato alle canne, ma un certo tipo di canne e infatti nottetempo si ritrovano colà per farsi qualche spinello ovverosia canna. In realtà Caneve, come Canva, significa cantina, quindi Madonna delle Cantine perché qui vi erano una serie di cantine interrate dove si conservava il vino. Il santuario era uno dei luoghi preferiti di Giovanni Roncalli, Papa Giovanni XXIII, che qui si ritirava spesso in preghiera.
Tra le cose più mirabili dell’Isola Bergamasca certo non potevamo tralasciare la pista ciclabile di Carvico. Quest’opera destinata a passare alla storia è stata realizzata ala fine del 2003 grazie al finanziamento speciale erogato per le opere che dovevano migliore l’accesso a Sotto il Monte città natale di Angelo Roncalli, Papa Giovanni XXIII. La pista è stata realizzata a partire da circa duecento metri della rotonda della Voltolina di Calusco fino a duecento metri oltre la banca Popolare di Bergamo in via Pedrinelli, in direzione Terno d’Isola. La pista è stata realizzata con ogni cura un manto in resina rossastra che evidenzia perfettamente il percorso, un piccolo cordolo di granito, talvolta riempito di porfido altre volte adibito ad aiola piantumato con piante di rosa e siepina. In più è stata dotata di una serie di paletti con un illuminazione apposita in aggiunta a quella stradale già in essere.
La pista fa parte di quel tracciato che una volta completato dovrebbe collegare la stazione ferroviaria di Calusco al centro di Sotto Il Monte, così che i pellegrini possano raggiungere il paese del Beato anche con il velocipede. Peccato che i treni che possono trasportare le biciclette che fermano a Calusco siano quasi inesistenti. Ma comunque la pista la dovrebbero usare tutti i ciclisti. Gli è però che la pista è poco agevole per i ciclisti, infatti la percorrono in pochissimi, ed è evitata accuratamente da tutti i ciclisti che fanno attività sportiva. Noi su quella strada ci passiamo abbastanza spesso, ma mai abbiamo vito un ciclista sulla pista. Come si può vedere dalle immagini la pista attraversa una serie di passaggi carrali e il ciclista che la percorre è tenuto a dare la precedenza, come ricordato dai segnali di precedenza dipinti a terra. Sicché il ciclista deve percorrere la pista con estrema prudenza, a passo d’uomo, controllando attentamente il sopraggiungere di veicoli che escono dai cancelli, per non finire stampato su qualche cofano di automobile, per di più marchiato come colpevole di non aver rispettato la precdenza (senza considerare che su alcuni passaggi carrali manca la segnaletica).
Per di più la pista ha larghezza varabile dai 90 centimetri, dove un ciclista passa appena, a oltre tre metri. Tre metri proprio in corrispondenza con la svolta a destra di via Pedrinelli per chi arriva da Calusco. Questo geniale allargamento fatto in curva ha impedito di ricavare una corsia carrale per dare la destra libera agli automobilisti, sicché quando il semaforo è rosso, dopo le prime tre auto ferme, non resta più spazio per girare e le altre auto si incolonnano. Nelle ore di punta la colonna arriva all’indietro sino al bivio per Baccanello, e quindi gli abitanti di Carvico e Calusco di godono due chilometri di automobili ferme con il motore acceso con sommo giovamento alla salute per via dello smog e del rumore. Contestualmente gli automobilisti si divertono immensamente mettendo a dura prova il sistema nervoso e cercano di sfogare il loro compiacimento indirizzando parole di lode al geniale progettista della pista.
Come se non bastasse accanto alla pista abbiamo detto ci sono le aiuole con le siepine e le rose, un verde che quindi ha bisogno di manutenzione, che costa qualcosa ai contribuenti a fronte di risultati estetici e pratici discutibili. Per di più le aiuole sono irrigate e anche in questo caso il cittadino si chiede come ha fatto il comune di Carvico ad avere l’allacciamento dalla Hidrogest che gestisce l’acquedotto, quando la Hidrogest dice che non può dare alcun allacciamento per usi irrigui (vedi qui quanto già scritto sullo stesso tema per il comune di Sotto il Monte).
Senza contare anche in questo caso c’è il costo dell’acqua, che il comune si presuppone paghi, che quindi ricade sui contribuenti cittadini, gli stessi che fanno la coda per mezz’ore. Infine la pista ciclabile è illuminata con speciali faretti ogni dieci metri. Non bastava l’illuminazione stradale già esistente che da una quantità di luce più che sufficiente, c’era proprio bisogno di creare uno spreco energetico? E poi dopo una certa ora non si potrebbero spegnere i faretti? Non risulta infatti che alle due – tre di notte i pellegrini si dirigano a Sotto il monte in bicicletta.
La rotonda nasce come tutte le rotonde con lo scopo di migliorare la circolazione, eliminare i pericoli e le insidie di un incrocio e naturalmente di dare un contributo fondamentale all’estetica del territorio comunale. La rotatoria è al centro della confluenza di quattro strade, collocata in posizione leggermente soprelevata rispetto alle strada di accesso con rampe in porfido e pietra di Luserna, è realizzata con un cordolo in granito circondato da un marciapiede di pietra grigia di Luserna.