TERRADADDA

Cronache (e opinioni) della terra intorno all'Adda a cura di Vercingetorix
- -
AVVISO: per commentare bisogna essere utenti Splinder registrati. Per divenire utenti Splinder è necessario registrarsi a www.splinder.com
In ogni caso il gestore del blog declina ogni responsabilità per i commenti inseriti da altri.

DISCLAIMER

Archivio

oggi
dicembre 2009
novembre 2009
ottobre 2009
settembre 2009
agosto 2009
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
--- 2008 ---
--- 2007 ---
--- 2006 ---

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
giovedì, 19 novembre 2009

Carvico: la rotonda della lumaca ha fatto scuola

lumacaE’ che in certi paesi dell’Isola  siamo troppo avanti e non ce ne rendiamo conto. Se andate a Milano in questi giorni a Milano troverete Piazza della Scala occupata da grosse lumache di plastica di colore fucsia. Si tratta di una installazione di cracking - art una forma espressiva provocatoria che utilizza materie riciclate. Milano non è più la capitale morale del nostro paese, episodi come questo dimostrano che il capoluogo lombardo è sempre indietro, tanto da dover copiare idee (realizzate magari con altri materiali) messe in atto da piccoli comuni molti anni prima. E’ chiaro a chiunque che Milano ha copiato l’installazione della lumaca nella rotatoria di Carvico in via Santa Maria, che Terradadda aveva inserito nella memorabilia già nel lontano 2006 (vedi qui). Ma dobbiamo innanzitutto rendere giustamente merito a chi ha fortemente voluto questa installazione Carvico cioè all’allora  sindaco Livio Mazzola. Ora aspettiamo la Sovrintendenza dei beni Architettonici perchè metta sotto tutela il manufatto di Carvico.
postato da: terradadda alle ore 19/11/2009 16:32 | link | commenti
categorie: memorabilia, carvico
sabato, 08 agosto 2009

Villa d’Adda: strada per Tassodine, un piccolo capolavoro dell’architettura

tasso4Ad un certo punto salendo per la strada di Tassodine si incontra il pregevole manufatto che vedete ritratto nella fotografia. Si è voluto fare passare sopra il rigagnolo il tubo della fognatura che scende del golden WC di Tassodine. Il tubo è poi stato fissato con due gettate di cemento a forma tondeggiante. Una cosa semplicemente obbrobriosa. Si poteva fare passare il tubo sotto il rigagnolo con uno scavo più profondo? Sono certo che mi risponderebbero che costava troppo e che ci sono problemi tecnici . Ma se proprio si deve fare come si è fatto (cioè fare passare il tubo sopra al rigagnolo) è possibile che anziché due mucchi di cemento, che nemmeno un bambino di otto anni avrebbe fatto così brutti, non c’era un’altra soluzione? Non si poteva fare un manufatto di una forma regolare utilizzando qualche pietra locale per definirlo? No troppo costoso? Mi piacerebbe sapere chi è il genio dell’architettura che ha pensato la soluzione che vediamo. Il tecnico comunale? Il progettista dei lavori? L’assessore all’urbanistica o l’Assessore ai lavori pubblici? Coraggio non siate timidi, fatemelo sapere così informiamo la cittadinanza.
postato da: terradadda alle ore 08/08/2009 10:52 | link | commenti (1)
categorie: memorabilia, villa d adda, monte canto
giovedì, 25 settembre 2008

Carvico: lo splendore della teleferica Italcementi

carre
Avevamo visto tutti, o quasi tutti, i cavalcavia della teleferica Italcementi che serviva a trasportare il materiale cavato a Col Pedrino di Palazzago fino allo stabilimento di Calusco, ma questo che vedete nella foto ci mancava. La teleferica Italcementi è inutilizzata da due anni e più da quando è entrata in funzione la nuova galleria che da Col Pedrino trasporta una quantità dieci volte superiore (rispetto ai volumi trasportabili con la teleferica) a Calusco. Italcementi dovrebbe rimuoverla interamente, ma graziosamente gli enti pubblici le hanno lasciato quattro anni di tempo per farlo fino al 2011 (chi vuole rileggersi tutta la storia veda qui). Nel frattempo in molti, specialmente i carvichesi si godranno a lungo lo spettacolo di questi mostri di ferro e cemento: la rassegnazione è il sentimento più diffuso tra i cittadini, nessuno dirà niente. Finché la teleferica e i viadotti, in totale assenza di manutenzione, non cominceranno a perdere qualche pezzo che magari cade sulla tua di automobile e allora si comincerà a strillare. Nel frattempo godetevi l’immagine di questo bel monumento in mezzo ai campi che non avevamo mai visto neppure noi, una stazione della teleferica di Italcementi con gli scambi. Un pezzo che va iscritto a buon diritto nei memorabilia.
postato da: terradadda alle ore 25/09/2008 13:52 | link | commenti (3)
categorie: memorabilia, isola, carvico, calusco d adda, monte canto
mercoledì, 16 luglio 2008

Villa d’Adda: il cartello della variante a imperitura memoria

cartello-galleria
Di Vercingetorix
Resistere, resistere, resistere. Questo il motto di qualcuno che deciso di resistere a oltranza riguardo all’ormai famoso cartello dei lavori della variante Carvico – Villa d’Adda con relativa galleria che da otto anni a questa parte è li ad arrugginire, e ricordarci gli epocali ritardi con cui l’opera è stata realizzata. Avevano segnato l’inutilità della presenza del cartello, poi durante l’esercitazione di protezione civile Leonardo (vedi qui) lo avevano accuratamente ricoperto di manifesti e speravamo quindi che, divenuto inutile definitivamente fosse rimosso. Invece no,  qualcuno con spazzola e pazienza ha rimosso i manifesti e lo ha riportato al primigenio splendore vedi foto sul far della sera (da notare di sfondo la luna quasi piena).  Ancora un po’ di anni e verrà messo sotto tutela dalla sovrintendenza ai beni storici e culturali. A imperitura memoria merita di essere inserito nei memorabilia.
postato da: terradadda alle ore 16/07/2008 08:20 | link | commenti (2)
categorie: memorabilia, cartelli, carvico, villa d adda
venerdì, 13 luglio 2007

Asse interurbano: inaugurato alle 12,45

Di Vercingetorix

ina5"Dies aureo signanda lapillo" (letteralmente un giorno da segnare con una pietra d’oro). I romani segnavano i giorni fausti con una pietruzza bianca e i giorni infausti con una nera. I giorni memorabili venivano segnati con una piccola pepita d’oro. Oggi per l’Isola bergamasca è una data storica, da segnare ina4con una pepita d'oro.Alle 12,45, con tre quarti d’ora di ritardo rispetto all’orario fissato, e con quattordici anni di ritardo rispetto ai tempi di realizzazione dei lavori, è stato inaugurato il penultimo tratto dell’Asse Interurbano, quello che da Bonate Sopra porta a Mapello- Presezzo – Terno. L’apertura ina3ufficiale della strada sarà tra mezz’ora alle 14 in punto.
Pubblico delle grandi occasioni: polizia, carabinieri, agenti della polizia locale, funzionari dell’Anas, molti sindaci dell’Isola Bergamasca con fascia tricolore, parlamentari e il tagliatore di nastri per antonomasia “ol Betù”, alias Valerio Bettoni, presidente della Provincia di Bergamo. In più una quantità di fotografi e operatori delle televisioni. Discorsi ufficiali molto brevi. L’ing. ina2Muscilli, capo compartimento dell’Anas della Lombardia, ha sostanzialmente ringraziato tutti. Bettoni è stato sintetico, dicendo di lasciare perdere il passato, perché nel bene e nel male una cosa è stata fatta, bisogna guardare avanti. Lasciando capire che si devono cambiare le cose per poter operare al meglio. Bonacina, sindaco di Presezzo e presidente della Comunità dell’Isola si è detto contento soprattutto per Presezzo, ma per tutta l’Isola e si è sbilanciato nel dire che entro un anno l’asse sarà finito e arriverà fino alla statale Briantea.
ina1Quindi benedizione di don Giacomo Invernizzi “Signore benedici tutti coloro che percorreranno questa strada”. Poi inno nazionale e taglio del nastro collettivo sotto la prima galleria. Infine l’immancabile rinfresco offerto dall’impresa costruttrice.
Nella prima foto il taglio del nastro collettivo.
Nella seconda foto la benedizione di don Giacomo Invernizzi
Nella terza foto il dirigente dell’Anas Muscilli e il presidente della Comunità dell’Isola Bonacina
Nella quarta foto, ritratto di gruppo dei sindaci con fascia
Nella quinta foto l’assessore provinciale della viabilità Valter Milesi e il sindaco di Ponte San Pietro Giuliana Reduzzi (ed ex parlamentare) che però si è presentata senza la bottiglia di Champagne che anni fa aveva promesso avrebbe aperto in questa occasione.

postato da: terradadda alle ore 13/07/2007 13:28 | link | commenti (5)
categorie: on the road, memorabilia, isola
sabato, 27 gennaio 2007

Sotto il Monte: il sottopasso delle Caneve

di Vercingetorix
sottopasso-caneveAvete presente la Madonna delle Caneve? Uno dei luoghi più belli di Sotto il Monte ai piedi del Monte Canto, proprio all’inizio della strada sterrata che sale sul monte. Molti storpiano il nome in Madonna delle Canne, e qualcuno tra i più giovani ha preso alla lettera la denominazione, tanto da pensare che sia un santuario dedicato alle canne, ma un certo tipo di canne e infatti nottetempo si ritrovano colà per farsi qualche spinello ovverosia canna. In realtà Caneve, come Canva, significa cantina, quindi Madonna delle Cantine perché qui vi erano una serie di cantine interrate dove si conservava il vino. Il santuario era uno dei luoghi preferiti di Giovanni Roncalli, Papa Giovanni XXIII, che qui si ritirava spesso in preghiera.
Per raggiungere il santuario nella parte terminale della strada si deve passare sotto all’ardito sottopasso ritratto in fotografia. Un manufatto in cemento armato, in stile italcementizio, che perfettamente si adatta all’ambiente con la grazia di un pugno in un occhio e deturpa uno degli angoli più belli e visitati della cittadina natale del Beato Giovanni. Probabilmente molti anni fa serviva come protezione per la teleferica dell’Italcementi che passava lì sopra,  ma la teleferica da lì stata spostata da moltissimi anni e quindi il sottopasso non serve più? Perchè non abbatterlo allora? Perché costa, ovviamente e probabilmente il comune di Sotto il Monte non ha né la voglia né i soldi per farlo (ma per esempio non si potrebbero utilizzare una parte dei fondi per la legge speciale sui Sotto il Monte per demolire questo obbrobrio?). Ma la demolizione non avrebbe potuta farla Italcementi? Probabilmente sì, ma intanto quel viadotto è li da decine di anni.
Si era detto che Italcementi una volta messa a regime la galleria per il trasporto materiale di cava avrebbe smantellato la teleferica e i viadotti (vedi qui). Ma se i viadotti della vecchissima teleferica, quella che precedeva l’esistente, sono ancora lì come questo delle Caneve, mettetevi il cuore in pace perché anche quelli dell’attuale teleferica resteranno lì, per i secoli nei secoli, amen.
postato da: terradadda alle ore 27/01/2007 08:06 | link | commenti
categorie: memorabilia, sotto il monte, monte canto
sabato, 12 agosto 2006

Memorabilia: la pista ciclabile a Carvico

di Vercingetorix 
coda-incrocioTra le cose più mirabili dell’Isola Bergamasca certo non potevamo tralasciare la pista ciclabile di Carvico. Quest’opera destinata a passare alla storia è stata realizzata ala fine del 2003 grazie al finanziamento speciale erogato per le opere che dovevano migliore l’accesso a Sotto il Monte città natale di Angelo Roncalli, Papa Giovanni XXIII. La pista è stata realizzata a partire da circa duecento metri della rotonda della Voltolina di Calusco fino a duecento metri oltre la banca Popolare di Bergamo in via Pedrinelli, in direzione Terno d’Isola. La pista è stata realizzata con ogni cura un manto in resina rossastra che evidenzia perfettamente il percorso, un piccolo cordolo di granito, talvolta riempito di porfido altre volte adibito ad aiola piantumato con piante di rosa e siepina. In più è stata dotata di una serie di paletti con un illuminazione apposita in aggiunta a quella stradale già in essere. massima-largezzaLa pista fa parte di quel tracciato che una volta completato dovrebbe collegare la stazione ferroviaria di Calusco al centro di Sotto Il Monte, così che i pellegrini possano raggiungere il paese del Beato anche con il velocipede. Peccato che i treni che possono trasportare le biciclette che fermano a Calusco siano quasi inesistenti. Ma comunque la pista la dovrebbero usare tutti i ciclisti. Gli è però che la pista è poco agevole per i ciclisti, infatti la percorrono in pochissimi, ed è evitata accuratamente da tutti i ciclisti che fanno attività sportiva. Noi su quella strada ci passiamo abbastanza spesso, ma mai abbiamo vito un ciclista sulla pista. Come si può vedere dalle immagini la pista attraversa una serie di passaggi carrali e il ciclista che la percorre è tenuto a dare la precedenza, come ricordato dai segnali di precedenza dipinti a terra. Sicché il ciclista deve percorrere la pista con estrema prudenza, a passo d’uomo, controllando attentamente il sopraggiungere di veicoli che escono dai cancelli, per non finire stampato su qualche cofano di automobile, per di più marchiato come colpevole di non aver rispettato la precdenza (senza considerare che su alcuni passaggi carrali manca la segnaletica). pista-senza-precedenzaPer di più la pista ha larghezza varabile dai 90 centimetri, dove un ciclista passa appena, a oltre tre metri. Tre metri proprio in corrispondenza con la svolta a destra di via Pedrinelli per chi arriva da Calusco. Questo geniale allargamento fatto in curva ha impedito di ricavare una corsia carrale per dare la destra libera agli automobilisti, sicché quando il semaforo è rosso, dopo le prime tre auto ferme, non resta più spazio per girare e le altre auto si incolonnano. Nelle ore di punta la colonna arriva all’indietro sino al bivio per Baccanello, e quindi gli abitanti di Carvico e Calusco di godono due chilometri di automobili ferme con il motore acceso con sommo giovamento alla salute per via dello smog e del rumore. Contestualmente gli automobilisti si divertono immensamente mettendo a dura prova il sistema nervoso e cercano di sfogare il loro compiacimento indirizzando parole di lode al geniale progettista della pista.
precdenze-su-pistaCome se non bastasse accanto alla pista abbiamo detto ci sono le aiuole con le siepine e le rose, un verde che quindi ha bisogno di manutenzione, che costa qualcosa ai contribuenti a fronte di risultati estetici e pratici discutibili. Per di più le aiuole sono irrigate e anche in questo caso il cittadino si chiede come ha fatto il comune di Carvico ad avere l’allacciamento dalla Hidrogest che gestisce l’acquedotto, quando la Hidrogest dice che non può dare alcun allacciamento per usi irrigui (vedi qui quanto già scritto sullo stesso tema per il comune di Sotto il Monte). irrigazione-pistaciclabileSenza contare anche in questo caso c’è il costo dell’acqua, che il comune si presuppone paghi, che quindi ricade sui contribuenti cittadini, gli stessi che fanno la coda per mezz’ore. Infine la pista ciclabile è illuminata con speciali faretti ogni dieci metri. Non bastava l’illuminazione stradale già esistente che da una quantità di luce più che sufficiente, c’era proprio bisogno di creare uno spreco energetico? E poi dopo una certa ora non si potrebbero spegnere i faretti? Non risulta infatti che alle due – tre di notte i pellegrini si dirigano a Sotto il monte in bicicletta.
Ultimo aggiornamento
Con il prossimo settembre – da informazioni raccolte da un cittadino all'ufficio tecnico di Carvico - dovrebbero iniziare i lavori per la realizzazione della nuova rotatoria di Carvico (il condizionale è d’obbligo perché in precedenza si diceva dovessero iniziare a ottobre dello scorso anno). Chi sopravvivrà allo smog e allo stress vedrà.
postato da: terradadda alle ore 12/08/2006 16:25 | link | commenti (2)
categorie: on the road, memorabilia, carvico
giovedì, 06 luglio 2006

Memorabilia

Memorabilia è una rubrica, cioè categoria di post, che questo blog vuole dedicare alle opere più mirabili progettate e costruite delle pubbliche amministrazioni della Terradadda negli ultimi anni. Un raccolta sistematica dei piccoli e grandi capolavori che abbelliscono la nostra terra,  che ci inorgogliscono, arricchiscono il nostro senso di appartenenza, e ci ricordano che siamo cittadini di una terra fortunata. Poiché siamo distratti e troppo presi dal nostro lavoro talvolta succede che non ci accogliamo delle cose belle che ci circondano. Ecco perché si rende necessaria questa rubrica dedicata alle “ottave meraviglie della Terradadda”. Naturalmente ci auguriamo che i lettori di Terradadda si attivino per inviarci le segnalazioni delle meraviglie di casa nostra.
 
La rotonda lumaca di Carvico
di Vercingetorix
rotonda-lumacaLa rotonda nasce come tutte le rotonde con lo scopo di migliorare la circolazione, eliminare i pericoli e le insidie  di un incrocio e naturalmente di dare un contributo fondamentale all’estetica del territorio comunale. La rotatoria è al centro della confluenza di quattro strade, collocata in posizione leggermente soprelevata rispetto alle strada di accesso con rampe in porfido e pietra di Luserna, è realizzata con un cordolo in granito circondato da un marciapiede di pietra grigia di Luserna.
E’ un’opera evidentemente autoreferenziale, dove al centro del cerchio erboso in rilievo è posta una scultura in legno che raffigura una lumaca (helix pomata). E’ chiara l’intenzione di usare il gasteropodo, il cui guscio si sviluppa seguendo le linee di cerchi sempre più ampi a spirale, come metafora della rotonda, della circolarità della vita, della rotazione dei mezzi meccanici. Ma è altrettanto evidente che la lumaca è  pure un monito messo li per condannare la freneticità della vita quotidiana, l’eccesso di velocità, e a invitare tutti a una vita più piacevole e lenta (non a caso la lumaca è anche il simbolo dell’associazione Slow Food) e più tranquilli.
Purtroppo in più di un occasione ignoti automobilisti  - incuranti del monito riguardo alla velocità  o abbagliati dalla bellezza dell’opera – hanno travolto l’aiuola e il pregiato manufatto ligneo. Fortunatamente ogni volta la lumaca è stata restaurata e ricollocata al suo posto, ed è sempre lì quasi a volerci dire: resistere, resistere, resistere.
postato da: terradadda alle ore 06/07/2006 19:10 | link | commenti
categorie: memorabilia, carvico