TERRADADDA

Cronache (e opinioni) della terra intorno all'Adda a cura di Vercingetorix
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domenica, 15 novembre 2009

Isola: il terzo numero di Insula

insulaPoche settimane fa alla fiera del libro di Brembate Sopra hanno presentato il terzo numero di Insula: Rassegna di studi sull’Isola Brembana (Sarebbe interessante che Promoisola ci spiegasse una volta per tutte come si chiama il nostro territorio: se Isola Brembana come dice la Rivista oppure Isola Bergamasca come diciamo tutte e come è il titolo dell’associazione intercomunale, CIB, Comunità dell’Isola Bergamasca.
In questo numero c’è un primo capitolo dedicato al censimento delle strutture materiale storiche dell’Isola Brembana (Filago, Marne, Solza e Madone). Un secondo capitolo è dedicato alla Criminalità nell’Isola Brembana (1862-1931) con un paio di notizie che riguardano anche Villa d’Adda:
Il 9 marzo 1868 in Villa d’Adda, Carlo Caseri, un contadino di 47 anni del paese accoltella Giacomo Formenti durante una lite in osteria e poi lo getta nella scarpata sottostante e viene condannato ai lavori forzati a vita. Successivamente però il Formenti si costituisce e gli vengono riconosciute le attenuanti dello stato d’ira e condannato a soli due anni di prigione.
Due cittadini ventenni Giacomo Aldeni di Villa d’Adda e Antonio Colleoni di Calusco vengono processati per concorso in omicidio di Raffaele Ragazzi il 17 maggio 1908 in Villa d’Adda.
Un altro capitolo è dedicato ai Miracoli nell’Isola Brembana. Per Villa d’Adda di accenna appena  eventi miracolosi della Madonna di Tassodine, ma si parla per molte pagine di un presunto miracolo avvenuto a Cadernoldo. Nella notte del 16 dicembre 1619 a Ca’ de Arnoldi si verificò un incendio nella casa di Messer Alessandro Crotti della famiglia Arnoldi, ramo della famiglia Locatelli. Pare che l’incendio sia stato spento gettando sopra un vestito e invocando la Madonna di Carnate e questo incendio si spense. C’è tutta la lunga storia del riconoscimento del miracolo e della devozione protrattasi per anni, fino a quando la curia non riconobbe effettivamente il miracolo e ne proibì la devozione.
PS: il volume di può acquistare da Promoisola a Ponte San Pietro, il sito qui.
postato da: terradadda alle ore 15/11/2009 18:02 | link | commenti
categorie: isola, lbri
domenica, 08 febbraio 2009

Monte Canto: le immagini su Rapsodia Bergamasca

san-bartoNascosto in un angolo di una libreria ho scovato “Rapsodia bergamasca” libro del 1993 di tradizioni bergamasche scritto da Umberto Zanetti con fotografie di Aldo Monti. Il libro in copertina ha la fotografia del borgo di San Bartolomeo sul Monte Canto (vedi immagine). Il capitolo “La campagna e il calendario” (pag. 183) contiene una sere di immagini del villaggio in cima la monte, presumibilmente scattate prima del 1980 visto che alcune case sono ancora in piedi. Così per ricordarci com’era il villaggio.
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postato da: terradadda alle ore 08/02/2009 17:27 | link | commenti
categorie: lbri, monte canto
giovedì, 22 gennaio 2009

Isola: la diffamazione corre sul blog

Al Sindaco comune di Medolago
Al capogruppo di "Insieme per Medolago"
Al consigliere indipendente Scotti Gianpaolo
Egregi signori,
apprendiamo dal blog di Bottanuco e Cerro http://www.bottanucoecerro.net la notizia di una denuncia che avrebbe colpito recentemente un blog dell'Isola.
Considerando che non sono molti i blog dell'Isola e rilevando una chiusura temporanea della Gazzetta di Medolago http://lagazzettadimedolago.blogspot.com  , blog che tratta argomenti e notizie del nostro comune, si è compreso che si trattava proprio di questo.
Vogliamo riportare un passaggio che condividiamo, riportato nel post che dava la notizia su Bottanucoecerro:
" …Basta poco, infatti, per trovare un appiglio e denunciare, scoraggiando i blogger e magari intimidendo gli utenti. Il primo risultato, ad esempio, è che quel blog ha chiuso la possibilità di commentare le notizie. Non sempre i commenti sono intelligenti, come succede nei milioni di blog in tutto il mondo, ma servono a far interagire la gente, a spingerla al confronto, a dargli «voce», nel bene e nel male, e qualche volta la discussione si fa interessante e stimolante. Ormai perfino i siti dei quotidiani, come Corriere e Repubblica, offrono la possibilità di commentare gli articoli. Esiste il diritto alla libertà d'opinione e d'espressione. Ovviamente, esiste anche il diritto a non essere diffamati. Ma basta una cosa, come sappiamo, per conciliare il tutto e stare sereni: il buon senso."
Siamo quindi a chiedere se l'amministrazione e i consiglieri comunali di Medolago intendono solidarizzare e sostenere il gestore del blog che offre innanzitutto un prezioso servizio di informazione e la possibilità di espressione e di pensiero per i nostri cittadini.
 Grazie e Distinti Saluti
 Roberto Amato
Referente per il circolo PD di Solza-Medolago

Pubblico questa missiva con il mio commento. Chi scrive (cioè io) cerca sempre di esprimere le sue opinioni e le sue critiche senza l’intento di diffamare il prossimo. Ciò non toglie che qualcuno possa sentirsi diffamato anche per poco e si rivolge alla magistratura. Ma bisogna anche dire che la minaccia di querela è sempre un ottimo deterrente perché nessuno ha voglia di affrontare un giudizio anche quando sa di essere innocente perché deve spendere i soldi dell’avvocato e spesso il maggiorente del tal paese che magari hai criticato ha tanti soldi che spendere due o tre mila euro solo per farti vedere lui è una sciocchezza. Il problema vero sono i commenti, in questo sito (Terradadda) sono di fatto consentiti a tutti che raramente si firmano con il loro nome vero. E c’è sempre qualcuno che passa il segno e scrive cattiverie e puttanate. Per ciò ho messo il filtro alla pubblicazione dei commenti. Nonostante ciò sono stato contattato più di una volta dalla polizia postale per fornire gli estremi di alcuni commentatori che qualcuno ha voluto denunciare. Il buon senso non sempre basta.
postato da: terradadda alle ore 22/01/2009 17:46 | link | commenti (2)
categorie: isola, medolago, istruzioni per luso, lbri, sulla rete, solza
lunedì, 22 dicembre 2008

Pontida: la Someansa, per ricordare il passato

someansaLa someansa (letteralmente la somiglianza) in bergamasco è la fotografia. Alla Someansa l‘amministrazione comunale di Pontida (nella foto il sindaco e onorevole Pierguido Vanalli) ha dedicato un libro (che verrà distribuito gratuitamente a tutte le famiglie di vanalliPontida) che un raccolta di fotografie e cartoline d’epoca. Ci sono le persone, le manifestazioni, le processioni, la vita pubblica, la vita privata, la vita lavorativa. Certo non manca nemmeno la guerra. E poi c’è un sezione dedicata ai luoghi e alle architetture. Un libro soprattutto fotografico con poche didascalie, un grosso lavoro di ricerca per ricordare come era  il paese e confrontarlo come è adesso agli albori del terzo millennio quando si può fregiare del titolo di Città. Ai pontidesi toccano le emozioni dei ricordi e le possibilità di fare i raffronti con tempo che fu.
postato da: terradadda alle ore 22/12/2008 11:26 | link | commenti (2)
categorie: lbri, pontida
giovedì, 13 novembre 2008

Isola: tutti gli organi delle chiese

organoAlla terza uscita i quaderni dell’Isola editi da Promoisola (il cui presidente è Silvano Ravasio) cambiano pelle e diventano un libro vero e proprio. Non più un libro brossurato dedicato ai vari temi del territorio, ma un libro rilegato monografico. Il libro è “Organi e organari dell’Isola bergamasca” (364 pagine, 30 euro acquistabile da Promoisola) scritto da Stefano Bertuletti maestro d’organo, insegnate, scrittore. Si tratta di un accurato censimento di tutti gli organi delle chiese dell’Isola Bergamasca, suddivise nei tre vicariati che insistono sul territorio (Capriate – Chignolo - Terno; Mapello - Ponte San Pietro,  Dalmine - Stezzano). Un gran bel lavoro di censimento di tutti gli organi esistenti. Il lavoro è preceduto da un’introduzione che spiega la storia e il funzionamento dei vari tipi di organi. Un capitolo è dedicato alle famiglie storiche degli organari, cioè i costruttori di organi, tra cui i mitici Bossi. E infine una sezione per ogni organo di ogni chiese. Per la serie piccoli campanilismi segnaliamo che a Villa d’Adda sono censiti tre organi. L’organo della Chiesa dell’Istituto San Giuseppe, un Piccinelli del 1966. L’organo della cappella dell’Istituto del Suore del Sacro Cuore di Peschiera, un Louis Debierre del XIX. Ma certamente uno dei vanti della nostra comunità è l’organo della Parrocchiale di Sant’Andrea realizzato nel 700 di Serassi e Bossi . L’organo ha una storia piuttosto avventurosa, con episodi di spionaggio industriale per i quali vi rimando alla lettura del libro. Si cita poi anche l’organo seicentesco presumibilmente un Bossi che era presente nella vecchia chiesa parrocchiale di San’Andrea in Catello, trasportato poi nell’attuale parrocchiale. A detta dell’autore (e anche di altri esperti) ‘organo della parrocchiale è uno strumento di qualità con tonalità fuori dal comune (specie il registro di flauto in quinta, il corno inglese soprano e il violoncello soprano). C’è poi la misteriosa storia di un altro organo quello che era nella chiesa di San Giovanni Evangelista che viene citato l’ultima volta nel 1858: “vi è anche un piccolo organo che si crede della Fabbrica Serassi, ma ora è molto sconcertato” (trovo bellissimo l’uso del termine sconcertato usato in maniera letterale). Aspettiamo ansiosi l’anno prossimo per il volume successivo, e magari seguendo questo filone – sempre per stare in tema di campanilismi - potrebbe essere dedicato alle campane delle parrocchiali (quelle che ce l’hanno ancora).
postato da: terradadda alle ore 13/11/2008 11:33 | link | commenti
categorie: isola, lbri, villa d adda
lunedì, 10 novembre 2008

Per la serie letture istruttive

cemento
postato da: terradadda alle ore 10/11/2008 19:14 | link | commenti (5)
categorie: istruzioni per luso, lbri
giovedì, 08 maggio 2008

Se non volete incazzarvi, non leggete questo libro

deriva
La Deriva è di fatto il seguito de "La Casta" il fortunato libro dei giornalisti del Corriere della Sera Gianantonio Stella e Sergio Rizzo (di cui avevamo parlato alla sua uscita qui). Se vi eravate arrabbiati leggendo le nefandezze e gli sprechi narrati nel primo volume è meglio che non leggete questo libro perché vi arrabbierete ancora di più. Stella e Rizzo con dovizia di documentazione, raccontano vizi e sprechi di un paese alla deriva, di un paese, l’Italia, che sta scivolando verso un piano inclinato perdendo giorno dopo giorno autorevolezza e posizioni nelle classifiche internazionali.
E’ spiegato bene nel primo capitolo in questo passaggio: “Può capitare che un Paese, per eccesso di sicurezza, per cecità, per scelta ripetuta e scellerata di offrirsi ai maghi delle emozioni che più promettono, possa rallentare, fermarsi, arretrare. E’ questo il rischio che corre l’Italia se rifiuta di vedere le cose come stanno. Se racconta a se stessa di avere solo una febbriciattola passeggera. Se non accetta di prendere atto che ora andiamo alla deriva. E che, senza una svolta, uno scatto di orgoglio, una consapevolezza condivisa di alcune scelte da fare, rischia il naufragio.
Ernesto Galli della Loggia lo ha spiegato bene: “L’Italia ha soprattutto bisogno di verità. Ha un gran bisogno che finalmente si squarci il velo di silenzi, di reticenze, spesso di vere e proprie bugie, che per troppo tempo il Paese ha steso sulla sua effettiva realtà”. Sulla scuola, sulla pubblica amministrazione, sulla giustizia, sulla magistratura, sulle Regioni, sulla criminalità, sull’impunità dei reati economici e cosi via in un vortice di conformismo pubblico che è ormai diventato una cappa insopportabile. Per mettersi in moto l’Italia ha bisogno, prima di qualunque programma, ha bisogno di una grande operazione verità".
Tra i vari capitoli, molto interessante quello dedicato alla burocrazia: “Bolli, bolli, fortissimamente bolli”. Ci torneremo sopra.
postato da: terradadda alle ore 08/05/2008 16:03 | link | commenti (11)
categorie: lbri
mercoledì, 26 marzo 2008

Così perdiamo il Nord

illyConosciamo personalmente Riccardo Illy (imprenditore della Illy Caffè, è stato sindaco di Trieste e Governatore uscente del Friuli Venezia Giulia) e lo stimiamo come una persona di grande rigore morale, di grande concretezza e moderazione, ma nel suo ultimo libro “Così perdiamo il Nord” (Mondadori, 98 pagine 14,50 euro) Illy fa un quadro della situazione che – con intelligenza – pone seriamente il problema della separazione del Nord Italia dal resto della nazione, un’analisi molto lucida e molto più dura degli slogan che talvolta abbiamo sentito pronunciare da esponenti della Lega Nord.
E’ un libro agile che si legge in meno di tre ore, Vercingetorix ve lo consiglia caldamente.
Di seguito riproduciamo alcuni brani scelti che servono a dare un’idea dei contenuti del libro.
“Stiamo perdendo il Nord e soltanto un sussulto di riformismo serio e coraggioso, che abbiano come principali obiettivi un riassetto istituzionale fondato sul federalismo e una nuova politica fiscale potrà restituircelo.
Quando dico “noi” parlo delle energie migliori che abbiamo nei due schieramenti politici, di quelle intelligenze laiche decise a confrontarsi sul terreno delle proposte concrete senza incatenarsi necessariamente al vincolo delle appartenenze.
Ecco perché se non vogliamo perdere il Nord consegnandolo nelle mani di un localismo gretto e asfittico dobbiamo considerare il federalismo come una scelta necessaria e non soltanto un’opzione tra le tante, o peggio, un trucco per addomesticare il malcontento.
L’Italia è stata salvata dall’Euro. Ecco allora l’altro paradosso: soltanto adesso che siamo in Europa – quell’Europa tanto criticata dal Carroccio – la secessione può essere considerata un’ipotesi realistica. Soltanto sulla carta però. La dilagante insofferenza verso tutte le istituzioni, infatti, ha sottratto peso specifico e capacità d’attrazione: i cittadini hanno perso fiducia e sembrano più inclini alla rassegnazione che alla rivolta.
Il federalismo rimane più che necessario se vogliamo davvero arginare il progresso di disgregazione sociale in atto e ricucire un rapporto tra cittadini e istituzione.
L’Italia è stata governata per secoli dalla monarchia e quindi nel cittadino sopravvive molto spesso una mentalità da suddito. L’avvento della Repubblica purtroppo non ha mutato granché questo atteggiamento: lo spirito di sudditanza verso la famiglia reale si è trasferito su dirigenti e funzionari della pubblica amministrazione.
Così il cerchio si chiude: con una politica che abdica alla sua funzione di indirizzo e una burocrazia arcigna, se non addirittura ostile, i cittadini si trasformano in sudditi che elemosinano una cortesia invece che pretendere il rispetto di un diritto”.
postato da: terradadda alle ore 26/03/2008 09:12 | link | commenti (10)
categorie: istruzioni per luso, lbri
mercoledì, 16 gennaio 2008

Ma dove vivi? Un libro da leggere

Di Vercingetorix
dovevivi“Ma dove vivi” è il titolo di un libro di Edoardo Salzano (Corte del Fontego, Venezia 2007, euro 14,90), professore emerito di Urbanistica all’Università di Venezia. Un libro divulgativo sull’urbanistica intesa come strumento per il corretto vivere, la cui lettura raccomandiamo a tutti, specialmente ai Villadaddesi (e in particolare agli amministratori presenti e futuri) per prendere maggiore coscienza riguardo all’urbanistica, in vista della redazione del PGT Piano di Governo del Territorio, che la prossima amministrazione comunale sarà chiamata a realizzate e che deciderà il destino Urbanistico del paese per i prossimi due decenni. Vi proponiamo un interessante brano tratto dall’introduzione.

“Siamo individui e siamo membri di una comunità. L’individualità è la nostra prima natura: l’abbiamo espressa fin dalla nascita del genere umano. La socialità è la nostra seconda natura: l’abbiamo faticosamente acquisita nel crescere della civiltà umana. Se vogliamo che la città sia migliore di quella di oggi, quando ci occupiamo di essa dobbiamo esprimere la nostra seconda natura. Il primo passo da compiere è quindi sentirci cittadini: occuparci della nostra città (nel senso ampio di “territorio urbanizzato”) in quanto “bene comune”: poiché essa è un tutto organico, nel quale tutte le parti sono solidalmente legate tra loro. Non somma di interessi di individui, di famiglie e di gruppi, ma espressione di una comunità di cui noi siamo parte.
Ecco in che senso è necessario partecipare alle politiche di governo della città. Dobbiamo intervenire, valutare, proporre, e non lasciare che siano altri, sia pure eletti da noi, a decidere per nostro conto. Ma dobbiamo farlo esprimendo gli interessi di ciascuno di noi perché comuni.
Per intervenire, valutare, proporre bisogna, prima, conoscere: conoscere la realtà nella quale viviamo, che è una realtà ampia, complessa, ricca di stratificazioni; conoscere i suoi problemi, che hanno anch’essi molte facce, molte cause, molte implicazioni; conoscere gli strumenti mediante i quali si può intervenire per cambiarla.”

postato da: terradadda alle ore 16/01/2008 06:52 | link | commenti (1)
categorie: lbri, villa d adda, dizionario 2008 villadadda
mercoledì, 21 novembre 2007

Siamo Celti ma anche Longobardi

Di Vercingetorix
longobardiI nomi e la loro etimologia sono importanti. Si fanno tante iniziative inutili nel nome della riscoperta delle proprie radici, quando a volte basterebbe sapere esattamente cosa significano i nomi che si utilizzano correntemente. Per esempio il nome della nostra regione la Lombardia, discende da “Longobardia” , la terra dei Longobardi, un popolo il cui nome a sua volta deriva dal germanico “Langbärte” “gente dalla lunga barba”.  Come si vede dalla locandina riprodotta nell’immagine i Longonbardi in inglese sono i Lombards e in italiano i Lombardi, cioè noi per l’appunto. I Longobardi erano una popolazione barbara originaria dello Jutland, passata per la Pannonia, per stabilirsi stabilmente nel nord Italia nel 568 con re Alboino. Il Regno Longobardo (segnato dalle vicende di Agilulfo, Teodolinda e Rotari) terminò nel 774 quando il re dei Franchi Carlo Magno li sconfisse definitivamente. Tutto questo per dire che c’è una interessante mostra sui Longobardi, “Dalla caduta dell’impero all’alba della civiltà” che si svolge a Torino a Palazzo Bricherasio ed è aperta fino al 6 gennaio prossimo (catalogo di Silvana Editoriale). Merita una visita. E se mai ci andrete, andate a visitare anche il magnifico Museo Egizio situato a poche centinaia di metri.
postato da: terradadda alle ore 21/11/2007 09:44 | link | commenti
categorie: iniziative, lbri