TERRADADDA

Cronache (e opinioni) della terra intorno all'Adda a cura di Vercingetorix
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giovedì, 03 dicembre 2009

Monte Canto: il Sindaco di sotto il Monte risponde agli studenti

Il sindaco di Sotto il Monte, Eugenio Bolognini, risponde agli studenti dell’Istituto Secco Suardo che avevano rivolto un appello ai sindaci dei comuni facenti parte del PLIS del Monte Canto pubblicato da alcuni giornali e siti internet tra i quali BergamoNews (vedi qui)

Gentili Studenti della Classe 5aFp,
innanzitutto Vi ringrazio per questo Vostro interessamento alle problematiche ambientali che coinvolgono il nostro territorio.
Sarei, però, curioso di conoscere la fonte delle cosiddette «cattive notizie» riguardanti il progetto PLIS del Monte Canto.
Ho il fondato sospetto che sia la stessa fonte alla quale ho già inviato le mie considerazioni che sono state bellamente ignorate.
Le stesse considerazioni che mi permetto di inviare anche a Voi cercando di far conoscere anche il punto di vista dell’Amministrazione comunale di Sotto il Monte Giovanni XXIII, evitando, una volta ogni tanto, stanchi “manicheismi” che tanto hanno nuociuto anche al funzionamento del PLIS del Monte Canto e del Bedesco.
Conosco il Vostro studio che ho apprezzato ed al quale ho attinto per la stesura delle mie considerazioni.
Ma è necessario precisare che lo strumento del PLIS (Parco Locale di Interesse Sovracomunale) ha finalità sostanzialmente diverse, e comunque che vanno oltre a quello che Voi gli avete attribuito.
Il PLIS non è un progetto per lo sviluppo di fonti energetiche alternative e/o rinnovabili; al limite, queste possono essere un’utile conseguenza di interventi effettuati per la valorizzazione del territorio.
Lo strumento del PLIS dovrebbe essere una forma relativamente agile per creare un accordo tra Amministrazioni comunali al fine della valorizzazione e tutela soprattutto di quelle parti del territorio che meritano un’attenzione particolare.
Tale attenzione deriva dall’esigenza di proteggere e valorizzare gli ambiti che in tale territorio possano rivestire un ruolo di presidio di valori ambientali, di difesa dei caratteri storici e paesaggistici.
L’istituzione di un PLIS, quindi, è un’occasione per condividere obiettivi comuni, riconoscere specifici valori, guardare oltre le pressioni locali e particolari, con un approccio urbanistico ai temi ambientali che sia condiviso e sovracomunale.
La nostra Amministrazione ha sempre condiviso questa impostazione che, però, non è mai stata sviluppata, anche da chi si è fatto poi paladino di non si sa quale difesa del bosco del Canto.
L’esperienza delle biomasse non corre alcun rischio di naufragare; di sottoprodotti forestali, colturali e industriali ce n’è in grande quantità in tutta la Lombardia, come avete avuto modo di argomentare nel Vostro studio.
Per il PLIS, l’esperienza delle biomasse rimane un progetto incompiuto: la famosa filiera bosco – legna – energia, è mancata nella fase più importante o meglio decisiva per il territorio del PLIS.
Non si è riusciti ad interessare il nostro territorio in una corretta manutenzione e valorizzazione dell’ambito boschivo.
Ribadisco che il PLIS del Monte Canto e del Bedesco non è stato ideato per essere un laboratorio di progettazione di sistemi per l’uso di energie rinnovabili e/o alternative; ciò sarebbe dovuto essere al massimo un corollario.
Infatti, realizzare un veicolo elettrico che ha percorso 25 km con 3 g di idrogeno è senz’altro encomiabile, ma si può fare anche senza un PLIS.
Restando a disposizione per eventuali chiarimenti, mi è gradita l’occasione per salutarVi cordialmente e porgerVi i migliori auguri di Buon Natale.
 
IL SINDACO di SOTTO IL MONTE GIOVANNI XXIII
Eugenio BOLOGNINI
postato da: terradadda alle ore 03/12/2009 13:42 | link | commenti
categorie: isola, riceviamo e pubblichiamo, sotto il monte, monte canto
lunedì, 30 novembre 2009

Isola: l'appello del PD per il PLIS Monte Canto

appello_x_plisAppello ai sindaci dei dieci comuni facenti parte del Parco Locale del Monte Canto e del Bedesco
Il nostro territorio, l’Isola, sta assistendo da anni ad un con­sumo del suolo massiccio e continuo. Molte amministra­zioni hanno costruito riem­piendo quei pochi spazi ver­di rimasti a separare i confini dei nostri paesi. Permangono, ad oggi, pochissimi territori a bosco o a campo coltivato. I nostri torrenti hanno percor­si obbligati e ormai possiamo guidare da Calusco d’Adda a Bergamo senza trovare un po’ di terreno non costruito.
Quel poco che ci rimane è individuabile nella lunga stri­scia del parco dell’Adda Nord, nelle zone del Parco sovra co­munale del Brembo e dal no­stro Parco sovra comunale del Monte Canto e del Bedesco.
Il nostro parco, per funzionare ed essere utile, ha bisogno di un piano sovra comunale di valorizzazione del patrimonio agro-forestale. Servono com­petenze, strutture adeguate accompagnate da investi­menti e risorse economiche. E’ evidente che i nostri comu‑ni, agendo ognuno per conto proprio, non possono e non potranno mai avere fondi e competenze sufficienti per un serio progetto di riqualificazio­ne e tutela del nostro territorio.
Le risorse vanno quindi cer­cate altrove, in particolare tra i Fondi Europei che la Regio­ne Lombardia mette a dispo­sizione per progetti dall’alto valore ambientale. Le espe­rienze dei Parchi sovra comu­nali del Brembo, del Bosco in Città di Bergamo e delle Mi­niere di Clusone ci insegna­no che Comuni in grado di presentarsi compatti e con un programma preciso pos­sono ottenere grandi risultati.
Agendo come singoli ammini­stratori non potrete far arriva­re sul nostro territorio i finan­ziamenti necessari né potrete organizzare attività durature e coordinate in difesa del no­stro patrimonio ambientale.
La nostra collina, e voi ben lo sapete, va amata, protet­ta, curata quotidianamente per un motivo molto sem­plice ma importantissimo: ci fa vivere tutti meglio.
Il Parco sovra comunale è nato sei anni fa per rendere possibile tutto questo. Que­sto strumento, fintanto che è stato messo in condizione di funzionare, ha portato avanti numerosi progetti ed ha avu­to la forza di attrarre i finanzia­menti necessari per realizzar­li. Lasciare il Parco in questo stato di apnea è un danno a noi e alle future generazioni.
Tocca a voi, attuali ammini­stratori dei nostri comuni, far rivivere lo strumento del Parco. Voi ne siete i titolari, vostra la responsabilità del suo funzionamento o del suo abbandono. Il nostro appel­lo è di portare avanti questo strumento, valorizzarlo e farlo funzionare. E’ tempo di rimettersi in cammino: per la salva­guardia del nostro territorio, per l’ambiente, per il futuro, per uno sviluppo sostenibile.
Partito Democratico zona Isola
postato da: terradadda alle ore 30/11/2009 09:36 | link | commenti (3)
categorie: isola, riceviamo e pubblichiamo, monte canto, solza
sabato, 28 novembre 2009

Carvico: volontari al lavoro per pulire il Grandone

grandoneVolontari di Carvico e Villa d'Adda al lavoro questa mattina per continuare la pulizia del torrente Grandone iniziata qualche settimana fa (vedi qui). La stessa pulizia che è stata fatta nel 2006 (vedi qui). E la domanda che mi pongo ancora una volta: se noi cittadini paghiamo un balzello al Consorzio di Bonifica che avrebbe appunto il compito di tenere puliti i corsi d'acqua, perchè sono sempre i volontari a fare questi lavori?

postato da: terradadda alle ore 28/11/2009 09:47 | link | commenti (3)
categorie: isola, carvico, villa d adda
venerdì, 27 novembre 2009

PLIS, l’esperienza del Basso Brembo: ailanto mò te spianto

conv2Al convegno di Milano di Legambiente (vedi post precedente) ho avuto finalmente il piacere di conoscere e sentire paralare la dottoressa Elena Tironi, funzionario della provincia di Brescia (settore ente parchi) e direttore del PLIS del Basso Brembo (per questo ruolo è dipendente part time di uno dei comuni di questo PLIS), cioè la persona nominata quale coordinatore del PLIS del Monte Canto e del Bedesco (vedi quello che ho detto qui e qui). Tironi ha illustrato il lavoro fatto al PLIS del Basso Brembo (trovate qui la sua relazione). Il PLIS del Basso Brembo funziona nonostante l’alternanza delle amministrazioni comunale che si succedono (le opposizioni che prima contestavano, ora sostengono il PLIS). Le riunioni organizzative sono frequenti e soprattutto hanno un coordinatore, la Tironi appunto che opera con continuità (mica come il PLIS del Monte Canto dove le riunioni si fanno un paio di volte l’anno, e il coordinatore non c’è mai stato). Nel PLIS del Basso Brembo sono stati fatti diversi interventi. E’ stato fatto un corso per guardie volontarie che appositamente formate e incaricate sorvegliano il territorio (la cosa che qualcuno, come il sottoscritto, ha più volte richiesto nel PLIS del Monte Canto non c’è e nessuno ha mai fatto nulla per farla). Sono fatti diversi corsi di educazione ambientale che coinvolgono diverse scolaresche (e questo in parte è stato fatto anche nel PLIS del Monte Canto). Ci sono aree educative e pannelli informativi. Si è pure fatta una struttura per un semenzaio e la propagazione delle piante. Sfruttando la legge per i boschi di città e relativi contributi sono stati piantati diversi ettari di boschi con varie essenze di piante ed alberi (più che boschi tecnicamente sarebbero da chiamare arboreti). Ogni pianta ha il nome di un bambino il quale potrà vedere crescere il proprio albero per tutta la vita. Questi arboreti servono anche come spazio educativo per fare conoscere le varie piante ai ragazzi. I “boschi” realizzati in questo PLIS sono aree agricole non più coltivate o addirittura ex discariche. L’iniziativa è lodevole soprattutto per un’area fortemente urbanizzata e industrializzata dove prevalgono le pianure e i boschi sono piuttosto scarsi, i boschi certamente servono da polmone verde per le aree urbane, anche se personalmente l’impianto di questi boschi in filari perfettamente allineati e con tutori di plastica (vedi foto) non mi piace per niente (per usare un eufemismo), centinaia e centinaia di metri di pali di plastica (e magari c’è un metodo più ecologico per proteggere le piante che non sia quello di intubarle).
Tutto molto interessante. L’unica mia perplessità riguarda la lotta all’ailanto. L’ailanto è una pianta infestante che si propaga accidentalmente (di solito con lo spostamento della terra di scavi, e qui è accaduto con lo spostamento del materiale di scavi dell’asse interurbano), il PLIS del Brembo sta conducendo una campagna per l’eliminazione di questa specie forestiera. Ora non mi sembra esattamente una priorità per un territorio che ha ben più gravi problematiche ecologiche, per fare un paragone mi sembra voler fare una cura di bellezza alle ciglia di un paziente ammalato di cancro. Però se ce la prendiamo con le specie alloctone, domani dalle nostre parti cominciamo con il taglio sistematico delle robinie o del pino strobo che si sono adattati in molti ambiti del Monte Canto (il pino strobo che lo ha messo la Forestale qualche anno fa, una scelta assolutamente funesta). La cosa curiosa è che la dottoressa Tironi – come da lei affermato si sta apprestando a realizzare un piano di intervento per l’espianto dell’ailanto che coinvolgerà oltre ai comuni del Basso Brembo anche due comuni del PLIS del Monte Canto e del Bedesco e cioè Terno d’Isola e Chignolo.
postato da: terradadda alle ore 27/11/2009 18:49 | link | commenti (3)
categorie: isola, terno d isola, villa d adda, monte canto
giovedì, 26 novembre 2009

I PLIS servono a salvaguardare il territorio?

conv1Settimana scorsa, mercoledì, ho speso mezza giornata a Milano per seguire i lavori del convegno di Legambiente “Parchi locali di interesse sovra comunale, dossier 2009”. Nel corso del convegno più volte si è sottolineato il potenziale dei PLIS come strumento per il contenimento del consumo del territorio e sono state presentate varie relazioni. Alcune di queste le trovate a questo link. Convegno interessante che ha fornito numeri sui PLS (che stanno crescendo a vista d’occhio) e al momento in Lombardia uno soltanto dei PLIS ha chiuso. Il sottoscritto è intervenuto per far notare che è vero che quando i PLIS funzionano possono fare ottimi progetti per la salvaguardia del verde, proporre progetti di educazione ambientale, e altre iniziative, ma non hanno alcun potere in materia urbanistica che è nelle mani dei comuni. In questo senso è intervenuta anche Elena Tironi del PLIS del Basso Brembo la quale ha evidenziato come il PLIS non ha avuto modo di fare alcuna osservazione sul progetto della Pedemontana (che ha tagliato in due il PLIS) perché non ha una forma giuridica, e ha dovuto proporre le proprie osservazioni attraverso i singoli comuni. Gli esponenti di Legambiente sostengono che il PLIS non è imposto, ma nasce dalla volontà dei sindaci di tutelare il territorio e quindi non possono poi negare questa cosa. Il sottoscritto ritiene invece che spesso il PLIS sia un alibi verde per molti sindaci: Facciamo un bel PLIS, gli diamo pochi soldi (che servono soprattutto a pagare quatto consulenti organici a chi amministra il PLIS), partecipiamo una volta all’anno a una riunione in cui non si combina una mazza, ma possiamo dire di avere un parco e di essere paladini del verde. Più concreta la posizione di Maria Luisa Decarli direttrice del PLIS Grugno Torto Villoresi che ammette la difficoltà dei PLIS nel contenimento dello sviluppo urbanistico e come questo nella realtà del suo PLIS sia sempre frutto di una contrattazione e di appelli al buon senso, una sorta di moral suasion, ma niente di più. Si è fatto notare che con la recente approvazione della Rete Ecologica Regionale, i PLIS nell’ambito dei corridoi ecologici dovrebbe essere tenuti debitamente in considerazione in fase di realizzazione dei PGT. Dovrebbero, il condizionale è d’obbligo.
postato da: terradadda alle ore 26/11/2009 19:21 | link | commenti (3)
categorie: isola, monte canto
venerdì, 20 novembre 2009

Isola: l’avanzata del cemento

avanzatacementoLeggetevi l’articolo di oggi su Illecodibergamo di cui vi riproduco il titolo. Contiene numeri impressionanti: oggi giorno in Provincia di Bergamo si perde 1,6 ettari di superficie verde (un campo e mezzo di calcio), nel periodo tra il 1999 e il 2005 sono stati costruiti 2008 ettari, la superficie costruita in provincia occupa il 14% del territorio un consumo che è elevatissimo “superiore al boom degli anni 60”. “In dieci anni in Bergamasca si è costruito l’equivalente di una città con il territorio uguale a Bergamo”. “Condomini, villette a schiera e capannoni, abbiamo invaso il nostro territori: una sorta di esercito di occupazione”. Un altro articolo titola: “L’impatto ambientale non va ignorato. Si è costruito troppo e spesso è mancato il rispetto per la natura”.
“Al grande consumo ecologico si aggiunge il fatto che non si costruisce bene, non si realizzano interventi per mitigare l’impatto del cemento”. L’ultima frase di questo secondo articolo  è bellissima: “... c’è da sperare nei nuovi piani naturalistici comunali che aiutino a considerare il valore paesistico delle zone e quindi facciano comprendere dove intervenire con le lottizzazioni per conservare le aree di maggiore pregio naturalistico”. A Villa d’Adda dopo averla letta questa frase i cittadini si stanno sbellicando dalle risate.
postato da: terradadda alle ore 20/11/2009 10:32 | link | commenti
categorie: isola, villa d adda
giovedì, 19 novembre 2009

Isola – Monte Canto: il reticolo idrico

idrica-cantoL’immagine che vedete è il reticolo idrico del Monte Canto e dell’Isola bergamasca. Sempre che interessi, ecco la legenda: il bollino viola corrisponde al Torrente Sonna e i suoi affluenti (lato nord Monte Canto), bollino giallo e linea rossa fiume Adda, bollino azzurro Torrente Grandone, bollino verde Torrente Buliga e infine bollino blu Torrente Dordo.
postato da: terradadda alle ore 19/11/2009 16:00 | link | commenti (2)
categorie: isola, adda, monte canto
mercoledì, 18 novembre 2009

Isola: asse interurbano completo a marzo 2010

Sempre Ilecodibergamo (vedi qui) ci informa che l'asse interurbano sarà completato entro il prossimo mese d marzo. Per quella data dovrebbero essere terminati i lavori di approntamento del tratto Presezzo - Mapello con il raccordo sulla Statale Briantea. BergamoNews (vedi qui) invece riferisce della data di maggio 2010. E che sarà mai due mesi più o due mesi meno, quando l'opera è in ritardo di soli 21 anni, ma non si può avere tutto dalla vita, nè dall'ANAS.

postato da: terradadda alle ore 18/11/2009 22:47 | link | commenti (1)
categorie: on the road, isola
domenica, 15 novembre 2009

Isola: il terzo numero di Insula

insulaPoche settimane fa alla fiera del libro di Brembate Sopra hanno presentato il terzo numero di Insula: Rassegna di studi sull’Isola Brembana (Sarebbe interessante che Promoisola ci spiegasse una volta per tutte come si chiama il nostro territorio: se Isola Brembana come dice la Rivista oppure Isola Bergamasca come diciamo tutte e come è il titolo dell’associazione intercomunale, CIB, Comunità dell’Isola Bergamasca.
In questo numero c’è un primo capitolo dedicato al censimento delle strutture materiale storiche dell’Isola Brembana (Filago, Marne, Solza e Madone). Un secondo capitolo è dedicato alla Criminalità nell’Isola Brembana (1862-1931) con un paio di notizie che riguardano anche Villa d’Adda:
Il 9 marzo 1868 in Villa d’Adda, Carlo Caseri, un contadino di 47 anni del paese accoltella Giacomo Formenti durante una lite in osteria e poi lo getta nella scarpata sottostante e viene condannato ai lavori forzati a vita. Successivamente però il Formenti si costituisce e gli vengono riconosciute le attenuanti dello stato d’ira e condannato a soli due anni di prigione.
Due cittadini ventenni Giacomo Aldeni di Villa d’Adda e Antonio Colleoni di Calusco vengono processati per concorso in omicidio di Raffaele Ragazzi il 17 maggio 1908 in Villa d’Adda.
Un altro capitolo è dedicato ai Miracoli nell’Isola Brembana. Per Villa d’Adda di accenna appena  eventi miracolosi della Madonna di Tassodine, ma si parla per molte pagine di un presunto miracolo avvenuto a Cadernoldo. Nella notte del 16 dicembre 1619 a Ca’ de Arnoldi si verificò un incendio nella casa di Messer Alessandro Crotti della famiglia Arnoldi, ramo della famiglia Locatelli. Pare che l’incendio sia stato spento gettando sopra un vestito e invocando la Madonna di Carnate e questo incendio si spense. C’è tutta la lunga storia del riconoscimento del miracolo e della devozione protrattasi per anni, fino a quando la curia non riconobbe effettivamente il miracolo e ne proibì la devozione.
PS: il volume di può acquistare da Promoisola a Ponte San Pietro, il sito qui.
postato da: terradadda alle ore 15/11/2009 18:02 | link | commenti
categorie: isola, lbri

Isola: la pista ciclabile incompiuta su l’Eco

Anche Illecodibergamo si è accorto della pista ciclabile incompiuta tra Calusco e Sotto il Monte e oggi ne ha fatto un articolo con richiamo in prima pagina. La pista ciclabile che doveva essere già terminata lo scorso anno ed è tutt’ora incompiuta in due tratti. Qui trovate la versione online de l’articolo de l'Eco e qui quello che avevo scritto l’ultima volta.

postato da: terradadda alle ore 15/11/2009 17:58 | link | commenti
categorie: isola, carvico, calusco d adda