TERRADADDA

Cronache (e opinioni) della terra intorno all'Adda a cura di Vercingetorix
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giovedì, 14 maggio 2009

Terradadda: traguardo del mezzo milione di visite

vercingetorixPochi istanti fa Terradadda ha raggiunto il traguardo di 500mila pagine viste dal 14 luglio 2006 (il numero di visitatori unici ovviamente è molto inferiore). Le 200mila pagine erano state raggiunte il 28 giugno dello scorso anno (vedi qui). Questo è il 1959esimo post inserito (numero che è una singolare coincidenza per il sottoscritto). Anche se qualcuno non mi vuole bene, anche se qualcuno vuole mettermi a tacere con gli stessi metodi che usa Previti, anche se qualcuno mi molesta, io vado avanti. Grazie a tutti coloro che mi leggono. Vercingetorix.

postato da: terradadda alle ore 14/05/2009 14:37 | link | commenti (7)
categorie: fondamentali
mercoledì, 01 aprile 2009

TERRADADDA CHIUDE: è un pesce d'aprile

fi

Anche quest'anno il tradizionale pesce d'aprile ha avuto effetti sorprendenti. Gli è che la gente non guarda più il calendario e non si ricorda di quello che ho combinato l'anno scorso. E' successo un putiferio, telefonate, mail, sms, molti che mi portavano la loro solidarietà e altri che mi invitavano a resistere. Qualcuno ha espresso la sua pubblica soddisfazione sbeffeggiandomi. All'amo hanno abboccato in diversi, tra cui Carvico Blog, compresi anche quelli di Bergamo News che però l'hanno presa sportivamente (vedi qui). Mi spiace per quelli che si sono preoccupati per me e mi auguro che mi perdonino lo scherzo. So di avere dato un piccolo contributo alla ripresa dei consumi in un momento di crisi, perchè alcuni, anche astemi, hanno festeggiato acquistando bottiglie più o meno pregiate per brindare alla notizia della mia "dipartita internettiana  e politica". La morale è sempre quella: non prendiamoci troppo sul serio. E godetevi questo bel pesce d'aprile di Hyeronimus Bosch.


C'è un giorno in cui si deve prendere atto della realtà dei fatti e trarne le conclusioni. Questo giorno è arrivato. Dopo più di tre anni di attività  e migliaia di post Terradadda chiude. Per tanti  motivi. Per motivi economici, perchè gestire un blog comporta comunque un costo (server, provider, programma, tempo). Perchè faccio tutto da solo senza che nessuno mi possa aiutare.  Per stanchezza, perchè vi assicuro che non è facile scrivere ogni giorno tre o più post sui vari argomenti, documentarsi, fare le fotografie. Per il lavoro quello principale che in questo momento di crisi richiede tutto il mio tempo e il mio impegno. Per la famiglia alla quale mi devo dedicare maggiormente. E poi le pressioni, le rotture di anima, gli avvocati, le rogne legali, la polizia postale. E poi anche i motivi della politica che nel mio piccolo faccio a livello locale: un impegno che ho sottovalutato, troppo gravoso e con scarsi risultati, unito a un certo discorso e  sui tempi e modi della politica stessa che francamente mi hanno disgustato. Per tutti questi motivi, e molti altri che non vi sto a raccontare, ho deciso di chiudere. Terradadda finisce qui oggi con questo ultimo post. Ringrazio tutti quelli che mi hanno seguito in questi anni e li saluto calorosamente. Tra qualche giorno quando scadrà il contratto con il provider tutto il sito verrà cancellato. Poichè ho anche maturato una scelta professionale ben precisa che richiede numerosi spostamenti in sedi differenti non compatibili con i miei impegni politici locali, nei prossimi giorni rassegnerò anche  le dimissioni da consigliere comunale a Villa d'Adda. Mi dispiace non posso fare altrimenti, ringrazio tutti coloro che mi avevano dato la loro fiducia e gli amici della lista El@, Addio.

 

postato da: terradadda alle ore 01/04/2009 07:42 | link | commenti (14)
categorie: fondamentali
mercoledì, 18 marzo 2009

La burocrazia uccide lo spirito di questo paese

Ieri ho partecipato per la prima volta in vita mia – quale spettatore - all’apertura delle buste presentate per una gara pubblica, nella fattispecie il bando per la selezione del progettista del PGT (Piano di Governo del Territorio). Sia ben chiaro una cosa: le considerazioni che faccio non riguardano tanto questo bando in particolare, ma in generale il modo di fare i bandi pubblici (se tutti si svolgono nello stesso modo). Al concorso per il progettista hanno partecipato nove architetti o studi associati di architetti. Ogni concorrente ha presentato una busta sigillata che a sua volta conteneva altre tre buste sigillate: una per la domanda vera e propria, una per l’offerta economica, una per l’offerta tecnica.
La commissione esaminatrice era composta dai due tecnici comunali di Villa d’Adda Guardascione e Magni, dall’architetto Tancredi del comune di Calusco e dal geom. Russi del comune di Solza. La commissione ha preso nota che in sala era presente il sottoscritto, come successivamente ha preso nota (dell’ora di entrata e di uscita) della presenza per dieci minuti del sindaco Carsaniga e del consigliere Pressiani (immaginate che menata diventava con un pubblico di 50 persone che andavano e venivano). Si sono esaminate le buste e si è scartata quella di un concorrente perché pur essendo regolarmente sigillata con ceralacca non era firmata sul lembo come prevedeva il punto quattro del bando. Dopo di che si sono aperte le buste, verificato che tutte la altre tre buste contenute di ogni concorrente fossero sigillate e firmate sul lembo. E stavolta tutte erano a posto. Dopo di che si è iniziata l’apertura della busta contenente la domanda di ogni concorrente. Tre concorrenti nonostante avessero presentato la fidejussione e tutto il resto  (persino la fotocopia della carta d’identità: si gira tutta l’Europa senza esibire un documento ma si deve produrre la fotocopia della carta di identità, incredibile) non avevano barrato alcune voci della domanda (tipo: è uno studio obbligato all’assunzione obbligatoria di disabili? Rispetta i contratti nazionali di lavoro? È soggetto a controllo esterno?) sono stati eliminati dal concorso.  Nel caso degli studi associati con cinque professionisti si è dovuta esaminare la domanda con decine di voci per piascun professionista. A uno mancava anche l’elenco dei progetti realizzati per la verità, ma uno in particolare è stato eliminato perché non aveva barrato un punto della domanda ed è proprio il caso di dire: per un punto Martin perse la cappa.
Dopo più di un’ora e mezza era finita questa prima fase e su nove concorrenti ne sono stati eliminati quattro per un cavillo, capite quattro su nove, quasi la metà. Al che il sottoscritto ha lasciato l’aula e la cosa è stata accuratamente segnata dalla commissione. Dopo di che restava da esaminare l’offerta tecnica di ciascun concorrente che non avesse nessunissimo piccolo difetto o vizio, quindi l‘offerta tecnica, quindi la commissione avrebbe valutato i concorrenti e oggi si saprà il nome del concorrente vincitore, al quale verrà fatta un’assegnazione provvisoria perché poi dovrà dare una dimostrazione reale di tutte le cose che ha dichiarato (e quindi produrre altra carta e certificati) e anche se una sola cosa di quelle cose che ha dichiarato dovesse essere difforme gli viene tolta l’assegnazione.
Io sono rimasto turbato dall’esperienza perché questo mi da’ la misura di come la burocrazia sia il vero cancro che piano piano uccidendo il nostro Paese (l’Italia). Per carità tutto è stato rispettato fin nel minimo dettaglio, la commissione ha applicato e regole del bando alla lettera, ma è proprio questo il problema ci si accanisce su particolari di nessuna importanza, ma si perde di vista l’obiettivo principale, in questo caso aggiudicare il bando al progettista migliore con la migliore idea.
Capite un concorrente è stato scartato perché non ha firmato una busta perfettamente sigillata (dove non c’era alcun dubbio che fosse la sua busta e che fosse integra) solo perché non aveva firmato il lembo. Poteva essere il migliore studio di architettura del mondo che aveva presentato un fantastico progetto, ma viene bocciato per una firma. Poteva essere Frank Gehry o Mario Botta e veniva bocciato. Così come altri tre concorrenti sono stati bocciati per una minuzia frutto di una piccola dimenticanza  e magari questi potevano avere presentato progetti fantastici e avere un curriculum eccelso. Magari poi qualche altro concorrente è stato eliminato per qualche atro vizio. Ma si può vivere così? Mi appello ai ministri Brunetta e Calderoli, non si può semplificare ed eliminare la parte formale e burocratica del concorso? Non si può per esempio sostituire tutte le cavillose domande con un certificato unico, un documento elettronico che attesti che il tale professionista è abilitato a fare certi concorsi e basta e che poi le commissioni si riuniscano solo per valutare la bontà dei progetti e dei curricula presentati? E’ così difficile?
La burocrazia bi-direzionale
E un’altra riflessone mi è venuta. Cioè la bidirezionalità della burocrazia, ovvero la burocrazia è assolutamente inflessibile quando viene applicata dal pubblico sul privato (come in questo caso del concorso). ma assolutamente indulgente verso sé stessa. Ovvero se il burocrate alias pubblico funzionario produce un documento non solo con vizi di forma, ma concettualmente sbagliato passa lo stesso perché sub judice allo stesso burocrate che si auto-assolve. Così si cassa un architetto da un concorso perché non ha firmato il lembo di una busta, ma invece si accetta che un segretario comunale (un funzionario che guadagna fior di soldi) faccia una delibera piena di strafalcioni dove non indica nemmeno il giorno in cui deve avvenire la cosa fondamentale oggetto della delibera oppure un tecnico comunale progetti una strada nuova in mezzo al bosco con vicolo geologico con una semplice pratica di manutenzione straordinaria. E le cose vanno avanti perché anche se qualcuno riuscirà mai ad accorgersi che la delibera o il progetto è sbagliato o viziato e lo segala, cosa fa il burocrate? La corregge e prosegue nel suo intento, senza nessuna giustificazione: mai e poi mai casserà il suo documento riconoscendo l'errore o il vizio. Mica si boccia una cosa fatta dal burocrate per un cavillo. E intanto noi assistiamo impotenti alle manifestazioni di questa burocrazia bizantina - borbonica costosa e gravosa, felici e contenti.
postato da: terradadda alle ore 18/03/2009 08:36 | link | commenti (10)
categorie: fondamentali, istruzioni per luso, villa d adda
venerdì, 06 marzo 2009

I referendum si tengano con le votazioni europee per una vera democrazia

europeeIo sono uno di quegli 820.000 cittadini che hanno firmato per il referendum indetto al comitato Segni per modificare la legge elettorale. I primi due riguardano il premio di maggioranza e l’impossibilità di collegare le liste). In particolare sostengo le motivazioni che sono alla base del terzo referendum, quello che vorrebbe impedire ai candidati di candidarsi in più collegi, perché la politica sia veramente elettiva e non una forma di cooptazione. Oggi succede che i grandi leader si candidano come capolista in più collegi, e risultando poi eletti in più collegi, quindi scelgono il collegio nel quale vogliono risultare eletti, mentre per gli altri subentra il secondo degli eletti. In questo modo il leader ha la facoltà di cooptare chi gli piace e escludere uno che non è funzionale. E questo è la negazione della volontà degli elettori. Certo ci sarebbe da pensare anche al ripristino della possibilità di esprimere preferenze, ma sarà un passo successivo.
C’è adesso la questione di quando tenere i referendum la soluzione più logica e più economica è quella di fare un election day il 6-7 luglio in concomitanza con le elezioni europee e amministrative.  Alcuni partiti si sono opposti, preferendo far svolgere la votazione in un altro giorno. Ma ciò significa sabotare i referendum perché in questo modo la gente (gli elettori) sarà demotivata ad andare una seconda volta immediatamente successiva, e ciò farebbe mancare il quorum invalidando i referendum. E ciò comporterebbe un maggiore costo sia per allestire una seconda macchina elettorale (seggi, scrutatori, ecc.) si per i costi che dovrebbero sostenere gli elettori, il tutto valutato in un cifra superire ai 400 milioni di euro. Cifra che in questi tempi di crisi stringente si potevano spendere in iniziative di assistenza verso i più deboli oppure per la sicurezza. Facciamo in modo per quanto ci è possibile perché i referendum si tengano nello stesso giorno della tornata elettorale: come cittadini per la democrazia e come contribuenti per il risparmio di una cifra enorme.
Qui trovate il sito di un sodalizio di cittadini che combatte questa battaglia.
postato da: terradadda alle ore 06/03/2009 10:51 | link | commenti (3)
categorie: iniziative, fondamentali, istruzioni per luso
sabato, 25 ottobre 2008

Provincia di Bergamo: il convegno sul Piano di Governo del Territorio

ptcp
E’ stato molto interessante il convegno di ieri pomeriggio organizzato dalla Provincia di Bergamo che riguardava le linee guida per il PGT. Una mezza giornata ben spesa. C’erano moltissimi tecnici e amministratori e tra questi anche il giovane assessore all’urbanistica di Villa d’Adda che speriamo faccia tesoro di ciò che si è detto. In particolar modo ho apprezzato l’assessore alla pianificazione territoriale Felice Sonzogni (è la prima volta che lo sentivo, ma è notevole) che ha detto le cose in maniera molto chiara e ha enunciato ottimi principi tutti condividibili e in più ha messo in guardia gli amministratori su certe scelte e derive che potranno avere gravi conseguenze. Innazitutto Sonzogni ha dato alcune cifre sullo stato dell’arte della programmazione urbanistica in provincia di Bergamo, riguardo al PGT e le cifre sono lontane da quanto detto dai giornali: su 244 comuni bergamaschi  9 comuni hanno approvato il PGT, 10 comuni hanno adottato il PGT, 51 comuni stanno per adottare il PGT, 101 comuni hanno avviato il procedimento del PGT, e 73 non hanno ancora avviato il procedimento, ma in realtà solo 39 comuni (quindi una netta minoranza) non hanno fatto nulla per quanto riguarda il PGT (dalle nostre parti ci sono Villa d’Adda e Pontida che possono farsi vanto di questo). Sonzogni ha stigmatizzato l’uso da parte dei comuni dei PII (Pian Integrati di Intervento) che sono scorciatoie pericolose.
Ecco alcuni passaggi significativi.
La distorcente economica
Le amministrazioni locali anche per comprensibili ragioni economiche considerano l’attività edilizia essenziale e irrinunciabile fonte di risorse economiche per il comune. Tali risorse, un tempo funzionali al mantenimento e potenziamento dei servizi , oggi servono in parte anche per sostenere le spese correnti.
La crisi economica delle finanze comunali rende ancor più necessaria la disponibilità di tali risorse.
Ma è vero che gli oneri di urbanizzazione sono una risposta positiva?
La risorsa oneri è definita nella quantità e si esaurisce nel tempo dopo cinque anni (media rilevata) resta il costo di erogazione dei servizi che per gli abitanti nuovi va a carico della fiscalità generale.
Quindi si può dire che gli oneri (di urbanizzazione) passano, mentre gli abitanti e i costi restano.
Il vuoto
I vuoto sono i vecchi immobili lasciati vuoti da coloro che vanno a vivere in ambienti nuovi e migliori.
Entro limiti equilibrati il vuoto è necessario per garantire la rotazione.
Oltre tale limite il vuoto è un problema collettivo.
L’erogazione dei servizi a tariffa fa riferimento agli utenti reali.
La differenza tra utenti reali e utenti teorici determina costi a carico della collettività.
(ovvero il comune deve comunque fare l’acquedotto per raggiungere tutte le abitazioni, anche se poi l’acqua viene erogata solo alle case abitate , così per luce, gas e altri servizi)
Il dimensionamento, la realizzazione e la gestione dei servizi e delle infrastrutture deve fare riferimento al potenziale abitativo e non ai residenti (residenti teorici vuoto + pieno).
Il vuoto è quindi un costo a carico della comunità.
La fenomenologia del vuoto è problema di sostenibilità anche a livello di area vasta (PTCP). 1/segue
postato da: terradadda alle ore 25/10/2008 13:00 | link | commenti
categorie: fondamentali, isola
martedì, 30 settembre 2008

Autorevolezza dello Stato, non autoritarismo

Ottimo come sempre Massimo Gramellini sulla Stampa di oggi
Com’è la vita vista dalle telecamere interne di un supermarket? Più o meno così: due ragazzi di Padova accusati di aver rubato vengono aggrediti dal magazziniere, che ne afferra uno per il collo e lo sbatte sopra la cassa per riempirlo di sberle mentre i clienti continuano a cercare offerte fra gli scaffali.
Ai ladri siamo abituati. Agli indifferenti anche. È l’ira dei giustizieri il vero salto di qualità. La prima ad accorgersene è stata la fiction televisiva con Dexter, il serial killer che fa secchi gli assassini impuniti. È diventato un idolo, l’erede universale del «Giustiziere della notte» e del «Borghese piccolo piccolo». Il milanese di colore che rubava biscotti non è stato ucciso in quanto nero, ma perché rubava biscotti: ci si è buttati sul razzismo per non dover ammettere che la verità fa persino più paura. Naturalmente non tutti aggrediscono il primo mascalzoncello che passa. Ciascuno reagisce in base all’indole. Lo Stato è nato proprio per tenere a bada i maneschi e gli iracondi. Oggi si sta spappolando perché ha perso la forza della legge, al cui posto è cresciuta una percezione diffusa di impunità. Impuniti il ladruncolo e lo spacciatore, ma impuniti anche l’onorevole di Montecitorio e il manager di Wall Street, la cui bramosia non frenata da regole ha prodotto il già tristemente mitico Duemilaotto, che passerà alla storia della finanza creativa come il Quarantotto a quella delle monarchie assolute. Per questo chi chiede più Stato per le strade e in economia non è un nostalgico dell’autoritarismo ma dell’autorevolezza, che è ben altra cosa.
postato da: terradadda alle ore 30/09/2008 17:31 | link | commenti (3)
categorie: fondamentali, sulla rete
giovedì, 25 settembre 2008

La minaccia di bocciare lede la libertà morale

"Se continui a non studiare io ti boccio". Quante volte ho sentito questa frase? Ricordo benissimo che era un leitmotiv anche se è passato molto tempo da quando frequentavo le aule scolastiche. A me non lo dicevano, non avevano il coraggio e non ne avevano il motivo. Io ero bravissimo a scuola, ero un genietto. Scrivevo canzoni in latino, musicavo a cha cha cha Tirteo e Callino, odiavo solo la filosofia e la storia ma non tanto da non prendere almeno sette. Insomma ero un secchione. Ma molti altri no. E i professori qualche volta li avvertivano che se continuavano a prendere due finivano bocciati. Non era una bella scena. Anche io avrei preferito professori più avvolgenti, professori che usassero il fascino della loro materia piuttosto che la minaccia della catastrofe per convincere gli studenti a studiare. Ma nessuno è perfetto. L'ultima cosa che mi veniva in mente, però, era che la minaccia di bocciatura potesse essere, come ha deciso la corte di Cassazione con la sentenza 36700, una minaccia aggravata, "una ingiusta prospettazione" che "ingenerava forti timori, incidendo sulla libertà morale dei ragazzi". Qualcuno si è chiesto: "Ma dove vivono questi giudici? Questi giudici hanno figli?" Se i loro figli un giorno li mandano a quel Paese io sono sicuro che loro gli dicono: "Se continui così non esci per una settimana". Che cos'è? Minaccia aggravata? E quando questi giudici parcheggiano in terza fila davanti al palazzo di Giustizia e il vigile va da loro dicendo che se non levano di torno la macchina gli fanno una multa, loro che fanno? Arrestano i vigili perché incidono sulla loro libertà morale?
Da Claudio Sabelli Fioretti
postato da: terradadda alle ore 25/09/2008 16:41 | link | commenti (8)
categorie: fondamentali, sulla rete

Villa d’Adda: le regole per le affissioni non sono uguali per tutti

Scriviamo questa cosa pur sapendo di avere la riprovazione di qualcuno che sostiene non si debbano fare le battaglie per le piccole cose. E invece io sono assolutamente convinto che le cose grandi si cambiano proprio dalle cose piccole, e non certo per una mera questione di principio, ma piuttosto per un principio di equità e reciprocità.
La questione è quella dell’imposta di bollo non pagata per i manifesti affissi dalla Cooperativa il Fiume per pubblicizzare la festa del fiume a Villa d’Adda. Il sottoscritto – quale consigliere comunale – ha presentato un’interrogazione e chiede al sindaco notizie sulla faccenda.
Il sindaco Carsaniga risponde in aula (vedi qui) dicendo che la Cooperativa il Fiume non paga l’affissione perché è un’associazione di volontariato e perché la festa è patrocinata dal comune.
Il sindaco in questo caso ha mentito due volte: la Cooperativa il Fiume non è un’associazione di volontariato, ma una cooperativa che gestisce il bar della colonia estiva (centro don Bosio) e il comune ha dato un atto di indirizzo per finanziare la festa del fiume ma non ha dato nessun patrocino (vedi qui).
In ogni caso abbiamo sentito un esperto che si occupa di queste cose all’interno di un altro comune che spiega la cosa tecnicamente di seguito.
Le pubbliche affissioni (l'affissione di manifesti, striscioni e quant'altro) sono soggette al pagamento del relativo tributo, a partire dai comuni di 3000 abitanti in su.
E' bene precisare che l'applicazione dei tributi comunali non ha assolutamente nulla di discrezionale da parte del comune: la loro applicazione è obbligatoria ed irrinunciabile.
La materia è regolata dal decreto legislativo n. 507 del 15.11.1993, capo I, articoli dal 18 al 24.
E in particolare:
- l'art. 21, che parla delle esenzioni (è esente l'affissione relativa ad attività istituzionali del comune svolte in via esclusiva)
- l'art. 20, che si riferisce alle riduzioni (comitati, associazioni, fondazioni senza fini di lucro, attività patrocinate dal comune, annunci mortuari, religiosi, patriottici ecc.)
Nel caso di specie, la cooperativa, autorizzata anche alla somministrazione di alimenti e bevande (bar, ecc...):
a) è altro dal comune, quindi non può essere esente
b) in presenza del patrocinio comunale, beneficia della riduzione del 50 % dell'importo da pagare
c) qualora i manifesti fossero affissi negli appositi spazi gratuiti comunali, l'esenzione (sempre che ci sia il patrocinio) spetta per non più dello spazio corrispondente al 10 % degli spazi totali e l'affissione deve avvenire a cura della cooperativa e non del comune (art. 20.2 del citato dlgs. 507). In questo caso però i manifesti non devono contenere messaggi pubblicitari, (quindi devono riportare solo informazioni e programma della manifestazione, senza altri loghi o riferimenti di marchi ecc...).
La somministrazione di alimenti e bevande è per definizione attività commerciale: una sentenza della Commissione Tributaria nega la riduzione d'imposta in presenza di attività a scopo di lucro, come appunto è quella commerciale.
Guarda caso dopo la segnalazione del sottoscritto la giunta comunale di Villa d’Adda ha adottato due delibere:
Numero 98 del 22-08-2008
INAUGURAZIONE NUOVA SEDE DELLE ASSOCIAZIONI DI VILLA D'ADDA - AUTORIZZAZIONE AFFISSIONI NELLE BACHECHE COMUNALI SENZA ONERI
Numero 99 del 22-08-2008
CONCESSIONE PATROCINIO ALLA MANIFESTAZIONE "MANGIARE L'ADDA 2008" - RICONOSCIMENTO ESENZIONE CANONE COSAP.
Delibere fatte con l’evidente intento di “parasi il culo” dopo la mia segnalazione, ma che di fatto evidenziano le irregolarità commesse per quanto riguarda la Cooperativa Il Fiume.
Adesso al sindaco di Villa d’Adda non resta che autodenunciarsi per l’evasione dell’imposta fatta dal comune con regolarizzazione della cosa presso l’Agenzia delle Entrate e alla polizia municipale di provvedere in proposito.
Tutto questo non a caso, perché se chiunque di noi avesse provato ad affiggere i manifesti senza pagare l’imposta sarebbe stato immediatamente perseguito. Così come chiunque di noi cittadino ritarda il pagamento di una multa anche di un giorno viene perseguito. L’amminstrazione comunale deve dare il buon esempio, non il cattivo esempio.
mercoledì, 10 settembre 2008

La mediocrità non conosce vergogna

Io non penso che gli italiani siano oggi peggiori di come erano una volta. Nè penso che il popolo sia bue, a meno di non eliminare ogni sospetto di presunzione intellettuale da questo giudizio e dire che siamo tutti popolo, e tutti buoi. Penso però che esistano classi e ruoli storicamente privilegiati, storicamente “illuminati” e storicamente investiti dall’obbligo di essere da modello per gli altri. Sono state le classi colte - colte per loro fortuna ed eredità - a guidare i progressi civili, culturali e scientifici della razza umana e delle nazioni democratiche. A guidare i popoli verso il progresso. Sono stati gli intellettuali, i politici, i leader del passato, a modellare i nostri valori e definire le cose che riteniamo giuste. A giungere a una condivisione su cosa fosse giusto e cosa sbagliato e a trasmettere questi sentimenti ai “popoli”.

Gli italiani del passato non erano migliori di quelli di oggi. Ma avevano vergogna dei propri difetti, delle proprie meschinità, delle proprie cattiverie. O almeno li sapevano sbagliati. Perché qualcuno gli aveva insegnato che c’era il giusto e lo sbagliato (con molti dubbi in mezzo, ma anche diverse certezze).

Ecco, secondo me oggi non lo insegna più nessuno. Lo sbagliato è stato sdoganato. La mediocrità non conosce vergogna né sanzione: anzi a volte è premiata. E se siete superficiali potete prendere questo come un elitismo giorgiobocchista, e pensare che sto prendendomela con gli elettori di destra che votano Berlusconi perché sono stupidi. Balle. Questo è un modo sciocco e pigro di archiviare questo ragionamento. Io invece sto dicendo che in Italia le classi e le persone deputate a essere modello per gli altri se la sono data a gambe, e anzi hanno preso a modello le mediocrità più comuni. Come ho scritto altre volte, i leader politici eletti non sono più persone “migliori di noi” (e votate per questo), ma uguali a noi (facendosene un vanto), e anche peggiori di noi (per il nostro compiacimento). Se un tempo desiderare il male altrui era sanzionato da un sistema di valori trasmesso dalla cultura nazionale, oggi alcuni dei pensatori e leader di riferimento persino li promuovono, l’egoismo e il desiderio del male altrui. La mediocrità.

Il pezzo integrale su Wittgenstein di Luca Sofri qui.

postato da: terradadda alle ore 10/09/2008 15:36 | link | commenti (1)
categorie: fondamentali

Villa d’Adda: tattiche di consiglio comunale/1

ordine
Ieri si è tenuto un consiglio comunale piuttosto agitato, di cui vi riferiremo. Intanto vi facciamo notare alcune tattiche adottate dall’Amministrazione Carsaniga per gestire il consiglio comunale e le comunicazioni che lo riguardano. La prima è quella di dire senza dire. Ovvero comunicare quello che si deve comunicare, ma senza precisare. Quello che vedete pubblicato nell’immagine è la convocazione del consiglio comunale di ieri, lo stesso testo è affisso nelle bacheche comunali. Per quanto riguarda le interrogazioni inserite nell’ordine del giorno queste vengono così definite:
5 Interrogazione presentata dal Consigliere Francesco Arrigoni prot. 6130 del 29 luglio 2008;
6. Interrogazione presentata dal Consigliere Francesco Arrigoni prot. 6131 del 29 luglio 2008;
7. Mozione presentata dalla lista El@ prot. 6133 del 29 luglio 2008.
8. Interrogazione presentata dal Consigliere Fabio Villa prot. 6877 del 03 settembre 2008;
9. Interrogazione presentata dal Consigliere Stefano Castelletti prot. 6879 del 03 settembre 2008.
Cioè una semplice citazione in linguaggio burocratico ma che non dice quale è l’oggetto della interrogazione. Come è noto le interrogazioni sono uno dei pochi strumenti che ha la minoranza per chiedere conto delle azioni della maggioranza, cercando di mettere a nudo delle problematiche.
Ma il cittadino che vede affisso l’ordine del giorno come fa a sapere di che cosa si tratta? Non può saperlo. Mentre invece se sapeva che la prima interrogazione di Arrigoni Riguardava la cooperativa Il Fiume, magari poteva essere interessato a partecipare al consiglio comunale per sentire cosa si diceva. Così poteva sapere che la seconda riguardava i campi magnetici dell’elettrodotto che attraversa il paese e la ripercussione sulla salute dei cittadini. Così poteva sapere che la terza interrogazione riguardava gli annosi problemi di via Messo e che la quarta riguardava il caso del palo in mezzo alla strada di via Montecucco.
Invece riportando le interrogazioni con solo il numero di protocollo, si finisce per non dire niente. Un bel modo di fare trasparenza, Un modo di dire le cose senza dirle, che non è certo patrimonio della democrazia. Diclaimer: come è noto, il titolare di questo blog è anche consigliere di minoranza in Comune a Villa d'Adda.
postato da: terradadda alle ore 10/09/2008 10:59 | link | commenti (7)
categorie: fondamentali, villa d adda