TERRADADDA

Cronache (e opinioni) della terra intorno all'Adda a cura di Vercingetorix
- -
AVVISO: per commentare bisogna essere utenti Splinder registrati. Per divenire utenti Splinder è necessario registrarsi a www.splinder.com
In ogni caso il gestore del blog declina ogni responsabilità per i commenti inseriti da altri.

DISCLAIMER

Archivio

oggi
dicembre 2009
novembre 2009
ottobre 2009
settembre 2009
agosto 2009
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
--- 2008 ---
--- 2007 ---
--- 2006 ---

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
martedì, 09 giugno 2009

Isola : Carissimi rieletto consigliere provinciale per il PD (con l'aiuto del PDL)

serafLa foto è tratta dal sito de l'Eco di Bergamo
Serafino Carissimi, ex sindaco di Villa d’Adda (e ora vicesindaco) viene rieletto consigliere provinciale nelle file del Partito Democratico nel Collegio di Calusco (che comprende Calusco, Solza, Suisio, Medolago, Villa d’Adda, Sotto Il Monte, Carvico). Carissimi raccoglie 3.366 voti (è il maggior numero di preferenze del PD bergamasco alle provinciali) con una percentuale sui voti del collegio del 21,59%. Interessante la dinamica dei voti nei vari paesi. A Calusco e Medolago Carissimi prende sostanzialmente gli stessi voti del PD alle Europee. A Solza e Suisio – stranamente – Carissimi prende meno voti del PD alle Europee. Negli altri paesi Carissimi raccoglie voti anche da altre coalizioni a Sotto il Monte 100 voti in più (va detto che è il suo paese natale), a Carvico 53 in più. Ma a Villa d’Adda c'è il dato più significativo dove a fronte di 457 voti dati al PD alle europee (18%, cioè anche ben sotto la media provinciale e di collegio) Carissimi raccoglie 735 voti (30% dei voti del paese). Se si tiene conto che la Lega a Villa d'Adda ha votato uniformemente alle Europee e alla Provinciali (rispettivamente 871 e 864) significa che la Lega non ha votato Carissimi, ma che Carissimi ha attinto ben 278 voti dagli altri schieramenti. Siccome UDC e Di Pietro, seppure con qualche voto di differenza si sono rivotati, significa che buona parte dei 278 voti di differenza a favore PD a Villa d’Adda tra Europee e Provinciali vengono dal PDL, cioè una buona fetta del PDL villadaddese ha votato PD alle Provinciali. Infatti a Villa d’Adda alle Europee il PDL ha preso 708 voti, alle Provinciali 469 (-239 voti). Per i confronti a Villa d’Adda vedi qui risultati europee e qui risultati provinciali.
postato da: terradadda alle ore 09/06/2009 09:29 | link | commenti (2)
categorie: analisi, isola, medolago, carvico, villa d adda, calusco d adda, sotto il monte, solza, suisio
giovedì, 09 aprile 2009

Villa d’Adda: che cosa succederà nel PDL locale?

A Bergamo c’è stato un  terremoto politico nel Partito della Libertà. Lo annuncia oggi Illecodibergamo. Il nuovo coordinatore provinciale del PDL sarà Carlo Saffiotti che sostituisce Marco Lionello Pagnoncelli (che ricordiamolo è dell’Isola Bergamasca essendo di Bottanuco, consigliere regionale, ex assessore regionale all’ambiente giubilato, e ora sottosegretario in Regione) in carica da otto anni quale coordinatore di Forza Italia. C’è da chiedersi se il terremoto politico con epicentro a Bergamo avrà ripercussioni anche nel PDL a Villa d’Adda. E in particolare cosa ne sarà di Alfredo Frigerio che fino a ieri era il coordinatore comunale di Forza Italia (con ben 23 iscritti tesserati). Ora anche a Villa d’Adda si dovrà costituire la sezione del PDL e si dovranno fare le elezioni per la nomina del segretario comunale. Sarà riconfermato Frigerio? E poi c’è la questione delle elezioni provinciali. Correva voce che Alfredo Frigerio potesse essere il candidato del PDL per la nostra circoscrizione, ma ora che Pagnoncelli (al quale Frigerio è molto vicino) è stato liquidato, che ne sarà di Frigerio? Sarà candidato o verrà scelto qualcun altro?
postato da: terradadda alle ore 09/04/2009 11:13 | link | commenti (6)
categorie: analisi, villa d adda
venerdì, 13 marzo 2009

L’Isola non si ferma mai

Pubblico integralmente l’articolo analisi che appare sull’ultimo numero del Giornale dell’Isola adesso in distribuzione. Sottoscrivo totalmente.
Come tutti gii anni, grazie alla - col­laborazione degli Uffici Anagrafici dei nostri Comuni., abbiamo rac­colto i dati relativi agli abitanti del nostro territorio per confrontarli con gli anni precedenti. Anche per il 2008 una costante: la popolazione dell'Isola continua ancora ad aumentare di un 2,04% (come nel 2007), portando così il totale dei re­sidenti isolani a ben 114.916 unità. I 21 Comuni dell'Isola - dal 1951 ad oggi in (57 anni), sono quindi più che raddoppiati (+107,55%), con alcuni comuni (che abbiamo evidenziato) addirittura TRIPLICATI. I cantieri di edilizia privata ancora aperti (nonostante 1a crisi e il numero sempre più elevato di appartamenti nuovi e vecchi in­venduti e sfitti) fanno presagire un trend in continua crescita anche per un prossimo futuro. Come già abbiamo Segnalato negli anni passati, la densità abitativa peggio­ra ulteriormente, raggiungendo 1.198,8 abitanti per km2. A questo costante incremento non ha certo fatto seguito - di pari passo - l' indispensabile aumento dei servi­zi a favore della popolazione residente (trasporti,'assistenza medica e sociale, ecc.) penalizzando in modo significativo sia le finanze delle pubbliche amministrazioni (che si sono illuse di poter sistemare tutto con quegli' oneri di urbanizzazione – una volta incassati - perdono però totalmente la loro efficacia) e, soprattutto, sui cittadini che si trovano ormai inseriti in un territorio altamente antropizzato e privo di un ambiente sostenibile, come l’Isola era in grado di assicurare ancora solo pochi lustri or sono.
I nuovi Piani di Governo del territorio (ex Piani regolatori) non fanno - per altro - spe­rare in un futuro migliore. Continuano, in fatti, gli ampliamenti edificatori e la costante riduzione del pochissimo vende rimasto. Quanti mesi serviranno perché si incominci ad aggredire anche le pochissime riserve rimaste (Parchi e Plis compresi)? Temiamo pochi, perché la costante ricerca di un "reddito immediato" fa perdere di vista anche alle più assennate amministrazioni il vero bene comune: il territorio e la sua sostenibilità!
G.P.
postato da: terradadda alle ore 13/03/2009 09:13 | link | commenti (3)
categorie: analisi, isola
mercoledì, 18 febbraio 2009

Isola: le sagge parole del Manzoni (Pierangelo)

A pensare che il territorio dell’Isola è già stato troppo sfruttato e che l’espansione urbanistica ha raggiunto livelli esasperati, siamo in tanti e di diverso orientamento politico. Nei suoi editoriali è un tema ricorrente, così come l'invito a fermarsi. Tuttavia siamo ancora una minoranza oppure questa opinione non costituisce elemento determinante ed incisivo tale da influenzare e persuadere gli amministratori locali? Se posso prendere ad esempio il mio comune, oltre alle cave e al recupero naturalistico delle stesse abbiamo introdotto nel programma amministrativo uno stop all’espansione edilizia. Inoltre, a differenza di altri comuni e nonostante un territorio estremamente esiguo come dimensione (circa 1,3 Kmq), abbiamo inserito aree nel Parco Adda, così come nel Parco del Monte Canto, laddove altri le tolgono. Ma può immaginare che anche i nostri cittadini guardandosi in giro, confrontando ciò che fanno gli altri comuni in termini di opere o a livello di imposte, si interroghino se ne valga la pena e di conseguenza giungano a chiedere altro agli amministratori. E' evidente che anche il più mediocre amministratore sia in grado di reperire risorse svendendo il territorio e purtroppo queste sono scelte irreversibili."
In sostanza chiedo a voi quanto può pagare in termine di consenso una scelta di qualità rispetto alla quantità? C'è il rischio che pavento io, ossia che la maggioranza dei nostri cittadini in fondo premi "chi fa" senza guardare tanto "come"?

Inserisco in un post a parte il commento di Pierangelo Manzoni assessore a Solza. Io condivido la sua posizione e voi?

postato da: terradadda alle ore 18/02/2009 09:15 | link | commenti (9)
categorie: analisi, isola
domenica, 12 ottobre 2008

Villa d’Adda: tutto quello che avreste voluto sapere sull’inciucio/1

DEFINIZIONE
Dizionario De Mauro Paravia:
Singolare maschile
Nel linguaggio giornalistico, accordo informale fra forze politiche di ideologie contrapposte che mira alla spartizione del potere
Wikipedia alla voce inciucio:
Il termine inciucio deriva dall'espressione dialettale napoletana 'nciucio che significa spettegolare parlando fitto ed a bassa voce. È di origine onomatopeica, richiama il ciu-ciu che si percepisce dal chiacchiericcio di due persone.
È di recente entrato a far parte dell'italiano gergale del giornalismo politico per indicare un accordo sottobanco, un compromesso riservato tra fazioni formalmente avversarie, ma che in realtà attuano, anche con mezzi ed intenti poco leciti, una logica di spartizione del potere.
Nella politica italiana
Il termine è entrato nel gergo della politica italiana in seguito all'uso che ne fece il giornalista Mino Fuccillo, in un'intervista a Massimo D'Alema per il quotidiano la Repubblica, il 28 ottobre 1995. Da allora, "inciucio" è divenuto un termine comune per riferirsi ad un accordo informale fra forze politiche di ideologie contrapposte che mette in atto un do ut des o addirittura una vera e propria spartizione del potere. Nel caso italiano, un tacito patto di non-belligeranza sarebbe stato stipulato, secondo alcuni giornalisti, tra Massimo D'Alema, presidente dei Democratici di Sinistra, allora ancora segretario, e Silvio Berlusconi, durante una cena a casa di Gianni Letta, il cd. "patto della crostata" (in riferimento al dolce preparato per quell'occasione dalla signora Letta)....
Più in generale, l'accusa di inciucio è usata non di rado da una parte dello schieramento  ogni volta che qualche politico di tale schieramento persegue l'obiettivo di accordarsi con lo schieramento contrapposto, anche se tale accordo è ricercato alla luce del sole o verte sulle regole comuni (accordi bipartisan).
Poiché la politica italiana ha storicamente visto molti episodi in tale direzione (primo dei quali, ancora nel Regno del Piemonte, fu quello tra Cavour ed Urbano Rattazzi, all'epoca definito assai più aulicamente 'il connubio' ) Angelo Panebianco - in un suo commento sul Corriere della sera del 17 dicembre 2007 intitolato 'Il dialogo e i suoi nemici' - ha scritto: "a proposito di inciucio: non esiste forse un rapporto fra la decadenza politica di un Paese e la volgarità e la sciatteria del suo linguaggio politico?".
Bibliografia
Inciucio. Come la sinistra ha salvato Berlusconi. La grande abbuffata RAI e le nuove censure di regime, da Molière al caso Celentano. L'attacco all'Unità e l'assalto al Corriere. (Peter Gomez e Marco Travaglio, 2005, BUR Biblioteca Universale Rizzoli, ISBN 88-17-01020-0).
Citazione
“Non vorrete mica che facciamo l’inciucio?” Frase pronunciata da Alfredo Caseri al primo consiglio comunale del 22 aprile 2008 dell’amministrazione Carsaniga. Caseri capogruppo del gruppo di maggioranza “Insieme per Villa d’Adda” si rivolgeva a Antonio Posa capogruppo del gruppo di minoranza El@. Posa aveva chiesto che El@ in quanto minoranza, ma assai rappresentativa (45,1% dei voti) potesse intervenire nella determinazione delle linee programmatiche dell’amministrazione.
postato da: terradadda alle ore 12/10/2008 09:37 | link | commenti (2)
categorie: analisi, istruzioni per luso, vita da consigliere comunale
domenica, 05 ottobre 2008

L'Italia invasa dal cemento

Che effetto vi farebbe se vi dicessero che su tutto il territorio del Lazio e dell'Abruzzo non esiste più un solo filo d'erba, neanche un orto; che le due Regioni sono state completamente, e dico completamente, cementificate? Sono sicuro che la maggioranza degli italiani inorridirebbe. Forse avrebbero una reazione un po' diversa tutti quelli che a vario titolo sono invischiati in speculazioni edilizie. O gli amministratori che devono fare cassa con gli oneri di urbanizzazione, ma credo, anzi spero, che non siano i più.
Se invece siete tra i più, sentite questa: negli ultimi 15 anni, se si fa un confronto tra i censimenti agricoli del 1990 e del 2005, in Italia sono spariti più di 3 milioni di ettari di superfici libere da costruzioni e infrastrutture, un'area più grande del Lazio e dell'Abruzzo messi insieme. Poco meno di 2 milioni di ettari erano superfici agrarie. Però nessuno sembra inorridire. Forse sarà a causa di una mentalità diffusa secondo la quale se non si costruisce non si fa, non c'è progresso economico. E questo lo dimostrano i programmi elettorali e la composizione delle liste stesse, soprattutto quelle relative alle elezioni amministrative: fateci caso, sono sempre infarcite di soggetti con evidenti interessi nell'edilizia. Sarà un caso?
Dal 1950 a oggi abbiamo perso il 40% dei territori liberi nel nostro Paese, negli ultimi anni il consumo medio annuo è addirittura cresciuto rispetto agli anni passati, quelli del boom economico (ed edilizio). Non ci sono solo gli "eco-mostri", tanti, che urlano con violenza tutta la loro protervia (sintomo di grande ignoranza) nel deturpare paesaggi e luoghi incantevoli lungo coste, colline e montagne del nostro Paese. Ci sono tanti "eco-mostriciattoli", e c'è tutta una tendenza a fuggire dall'ambiente urbano, sempre più brutto, caotico e poco salutare, per riparare in campagna, a colpi di villette che mangiano terreno utile alla produzione di cibo e tirano pugni in quegli occhi che ancora cercano bellezza. Prendiamo poi in considerazione l'edilizia per le attività produttive, dalle schiere di scatoloni di cemento che si snodano ininterrotte lungo molte nostre strade, fino al piccolo capannone isolato che abbagliati imprenditori ergono alle pendici (se non proprio in cima, perché nella mia Langa succede anche questo) di una collina particolarmente bella.
L'Italia è al primo posto in Europa per la produzione e il consumo di cemento armato, 46 milioni di tonnellate l'anno: le cave legali e abusive hanno un impatto paesaggistico tremendo, e i cementifici inquinano molto, mangiandosi vigne, campi coltivati, boschi, o compromettendo l'ecosistema di quelli viciniori che gli sopravvivono. Il tutto per foraggiare la costruzione selvaggia di villette a schiera, outlet, depositi e quant'altro. Non posso che sottoscrivere le parole di Giorgio Bocca quando, trovatosi a percorrere l'autostrada tra Milano e Firenze, scrive: "Il primo tratto tra Milano e Lodi si merita questo titolo: la scomparsa del paesaggio. La pianura del Po, "la più fertile e ricca regione d'Europa", come diceva quel re di Francia di nome Enrico, illustre invasore, la pianura dei pioppi e delle marcite, dei fontanili che sgorgano nei prati di erba medica, il paese di Bengodi, delle montagne di cacio e di ravioli, dei campanili svettanti nel verde, delle abbazie e delle cattedrali, dei battisteri policromi, degli Stradivari e dei culatelli è scomparso, sommerso da una distesa ininterrotta di fabbriche e fabbrichette".
Non c'è limite al brutto, al volgare, ed è giusto paragonare l'inghiottimento di un battistero policromo alla scomparsa di un prodotto gastronomico tradizionale. Riporto un'altra volta il dato: quasi 2 milioni di ettari di suolo agricolo sono spariti, come dire l'intero Veneto. Se da una parte ci scandalizziamo giustamente perché sparisce il bello - e viva le iniziative meritorie, come ad esempio quelle del FAI e di Legambiente, che ci documentano con regolarità le brutture peggiori e sanno coinvolgere i cittadini nella denuncia - la morte dei suoli agricoli sembra invece non interessare. È uno dei più grandi mutamenti che il nostro Paese ha subito nel secondo dopoguerra e non accenna a diminuire: sparisce la campagna, insieme ai contadini, si perdono spesso i terreni più fertili in pianura e in prima collina. Gli appezzamenti che resistono sembra che stiano lì, in attesa che qualcuno ci speculi su, perché diciamolo pure: non c'è bisogno di nuove case, l'edilizia è soltanto un'opportunità di investimento per chi già possiede bei capitali.
Il suolo, se non muore a colpi di fertilizzanti e pesticidi, sparisce: se la sua tutela non entrerà presto a far parte dell'agenda politica delle amministrazioni sarà ora che ci sia una mobilitazione popolare in sua difesa. È uno scempio senza fine, che pregiudica la qualità delle nostre vite in termini ecologici e anche gastronomici. Sì: gastronomici, perché ne va anche del nostro cibo, della sua qualità, della sua varietà e della possibilità di poterlo comprare senza che provenga da un altro continente, con tutti gli enormi problemi che ne conseguono.
L'ambiente è un diritto garantito dalla nostra Costituzione e non può esserci tutela dell'ambiente senza tutela del mondo rurale, sia per quanto riguarda la sua produttività, sia per quanto riguarda la sua bellezza. Gli enti locali fanno poco, anzi proprio loro vedono nell'edificabilità dei terreni agricoli e dei suoli liberi una via per fare quadrare i propri bilanci. La politica di Palazzo non se ne cura, e se pare normale da parte di chi governa e ha costruito le sue fortune proprio sull'edilizia, il silenzio dell'opposizione sulla tutela dei terreni agricoli diventa sempre più assordante. Il problema infatti è più che mai politico, oltre che etico e culturale.
Mancano delle politiche di territorio, come per esempio accade invece in Germania, dove per legge si cerca di riutilizzare aree già consumate e dimesse piuttosto che invadere nuovi campi, nuovo suolo, nuova agricoltura, paesaggi. Inoltre, i tedeschi, cercano di compensare nuove occupazioni andando ad agire su altre aree, con interventi di permeabilizzazione o naturalizzazione (contro il dissesto geologico, piantando nuovo verde). Tutto questo lo fanno senza rinunciare all'occupazione in edilizia, e certo senza aumentare il numero dei senzatetto. È solo questione di organizzazione, di razionalizzazione, e soprattutto di sentire il problema, che è gravissimo.
So che anche in alcune Regioni ci sono stati alcuni isolati interventi normativi tesi a migliorare la situazione ma bisogna per forza fare di più. Che si favorisca con incentivi la distruzione di obbrobri costruiti negli anni '60 e già fatiscenti per riedificarci sopra qualcosa di bello, che si realizzino recuperi dell'archeologia industriale o di quelle aree urbane fortemente degradate: il lavoro per i costruttori non mancherebbe di certo. Che si tutelino per legge le aree rurali più importanti, come fossero Parchi Nazionali.
Lasciate stare i suoli agricoli, sono una risorsa insostituibile, pulita, bella e produttiva. Sono il luogo che ci fa respirare, che riempie gli occhi, che ci dà da mangiare e che custodisce la nostra memoria, la nostra identità. Continuare a distruggerli, dopo tutto lo scempio che è già stato fatto, non è da Paese civile e un Paese civile dovrebbe predisporre i giusti strumenti di tutela per dare più scuse a chi lo fa.


Questo l'articolo di Carlin Petrini  apparso oggi su Repubblica. Conosco Carlin Petrini e so per certo che non è mai stato a Villa d'Adda, ma certi brani di ciò che scrive sembrano una cronaca fedele di ciò che è successo ( e di ciò che sta accadendo) nel nostro comune. E in quelli vicini.
postato da: terradadda alle ore 05/10/2008 19:16 | link | commenti (3)
categorie: analisi, isola, istruzioni per luso, villa d adda
venerdì, 29 agosto 2008

Isola: si può fare un coordinamento delle feste?

Di Vercingetorix

Da Ferragosto in poi nei paesi dell’Isola si susseguono feste una dietro l’altra. Feste di qua, feste di là. Feste organizzate da comuni, feste organizzate da pro loco, feste organizzate da associazioni di volontariato, feste organizzate da cooperative. Un sacco di feste che spesso si tengono in contemporanea in paesi confinanti. D’accordo l’orgoglio di campanile, ma forse si potrebbe fare un tavolo di coordinamento almeno a livello di Isola. Per esempio con Isola Folk un tentativo in questa direzione è stato fatto, ma senza che tutti i comuni abbiano aderito. Il punto riferimento di questa pianificazione dovrebbe essere Promoisola associazione di promozione culturale costituita tra i comuni, ma sembra che per quanto si adoperi l’associazione e il suo presidente, Silvano Ravasio, non riesca a mantenere le fila di una strutturazione organica del calendario festeggiamenti. Cosa che è comprensibile se poi l’associazione ha a che fare con  singoli sindaci che ti chiedono 250 euro per patrocinare la festa che si fa nel loro comune organizzata dalla tale cooperativa. Al di la dei contenuti il problema maggiore è proprio quello fisico del calendario. Prima di tutto non sembra azzeccatissima la scelta di fare le feste nel mese di agosto quando una buona parte dei residenti è in vacanza, e d’altronde non ci troviamo in località di turistiche (mare o montagna) dove per l’appunto le feste si fanno in occasione del massimo del pienone ferragostano. E poi con numerose sovrapposizioni. Guardiamo solo a domani sabato 30 agosto: a Calusco nell’ambito della rassegna Isola Folk  Terre Miste, a Villa d’Adda prosegue la Festa sul Fiume con Milonguenando (tango argentino), a Carvico ballo liscio con l’orchestra Zodiaco. E ci riferiamo solo ai tre comuni e più vicini tra di loro. Queste frammentazioni e sovrapposizioni fanno sì che le feste di paese restino tali, attirando pressoché solo gli abitanti di quel luogo. Mentre invece con un programma più articolato, si potrebbe realizzare un calendario di appuntamenti di maggiore respiro che possa dare più opportunità ai cittadini dei vari comuni dell’Isola (ai quali non costa molto spostarsi nel paese accanto), ma soprattutto attirare pubblico da altri luoghi e incrementare realmente la promozione dell’Isola bergamasca. Insomma invece di pensare in piccolo, si potrebbe pensare in grande.

postato da: terradadda alle ore 29/08/2008 11:01 | link | commenti (13)
categorie: analisi, isola, carvico, villa d adda, calusco d adda
venerdì, 15 agosto 2008

Imbersago: cartolina di Ferragosto

imbersago
di Vercingetorix
Ferragosto. Mattina iniziata con un bel temporale di quelli tosti sul Monte Canto, fortunatamente è durato solo una dozzina di minuti. Comunque niente gita fuori porta. Approfittando di una schiarita prima della seconda ondata di temporale prevista, abbiamo scattato questa fotografia di Imbersago vista dalle pendici del Monte Canto villadaddese. Al centro il paese, circondato da campi di grano e da boschi, sopra la collina, e sullo sfondo la pianura padana con le cime dei grattacieli di Milano sullo sfondo. Imbersago tutto sommato è un bel paese, ben tenuto e in posizione amena. Ma potrebbe essere un paese ancora più bello se non avesse quell’alto palazzo nel centro che ne turba l’armonia del paesaggio. Ci chiediamo: a posteriori gli amministratori di quel paese darebbero nuovamente un permesso di costruire per quell'edificio, che avrà portato ad incassare qualche onere di urbanizzazione in più a suo tempo, ma ha irrimediabilmente rovinato l’armonia dei luoghi? La stessa cosa sta succedendo ora a Calusco d’Adda dove si vogliono fare due torri gemelle che avranno un forte impatto sul paesaggio (come lo ha già avuto la torre dell’Italcementi che si vede benissimo anche da Città Alta). E forse con il PGT (Piano di Governo del Territorio) accadrà anche in altri comuni. La domanda di questo Ferragosto guastato dal maltempo è la seguente: il paesaggio, l’estetica del paese, l’impatto ambientale sono qualcosa che appartiene alla comunità, oppure ha ragione quel costruttore che in un commento a proposito del progetto delle torri gemelle di Calusco ha scritto: “gli imprenditori utilizzano i LORO soldi come vogliono non come dicono gli altri”?
postato da: terradadda alle ore 15/08/2008 10:55 | link | commenti (2)
categorie: cartoline, analisi, calusco d adda, imbersago
venerdì, 08 febbraio 2008

Il fare non è nè di destra nè di sinistra

“L’elettorato non si divide più tra destra e sinistra, ma tra l’antipolitica e la politica del fare. I cittadini chiedono ai politici di mettersi insieme di fare qualcosa di buono”. Parole di Sergio Chiamparino, sindaco di Torino. Che ne pensate?
postato da: terradadda alle ore 08/02/2008 18:05 | link | commenti (2)
categorie: analisi, dizionario 2008 villadadda
martedì, 08 gennaio 2008

DIZIONARIO DI VILLA D’ADDA 2008/1

A come ABITANTI
A Villa d’Adda ad oggi si contano 4552 abitanti. C’è stata una crescita di 357 abitanti rispetto a quelli censiti nel 2001, si sono quasi raddoppiati rispetto al 1961. Gli altri dati che illustrano la crescita sono:
Anno 2001 - 4195 abitanti (+ 492 rispetto al decennio precedente)
Anno 1991 - 3703 abitanti (+ 432 rispetto al decennio precedente)
Anno 1981 - 3271 abitanti (+ 398 rispetto al decennio precedente)
Anno 1971 - 2873 abitanti (+ 309 rispetto al decennio precedente)
Anno 1961 - 2564 (cifra che è rimasta grosso modo la stessa per tutto il secolo precedente).
Però con tutte le nuove costruzioni che sono state fatte negli ultimi anni, e quelle in corso di completamento è ragionevole pensare che entro l’ anno Villa d’Adda potrebbe superare la quota di 5.000 abitanti (cosa che tra l’altro cambierà anche il regime amministrativo del comune e i compensi agli amministratori). In più si deve aggiungere che vi sono ancora alcune aree edificabili dove non sono stati nemmeno fatti progetti e che ci sono svariati immobili disabitati che potrebbero essere recuperati e ristrutturati, e una volta realizzati e ristrutturati anche questi si potrebbero aggiungere tranquillamente altri 500-700 abitanti, se non di più.

Questo post fa parte del progetto di un dibattito di idee per una Villa d’Adda migliore in vista delle elezioni comunali del 2008 (è spiegato qui). Tutti possono intervenire con un contributo di idee, suggerimenti, critiche. Questi post sono raggruppati sotto Dizionario 2008 Villadadda
postato da: terradadda alle ore 08/01/2008 20:58 | link | commenti (3)
categorie: analisi, villa d adda, dizionario 2008 villadadda