I giovani mettono in atto forme di protesta innovative. A Villa d’Adda un gruppo di giovani ha creato un gruppo su Facebook intitolato “Asfaltiamo via Caderico e via Cadestore”. Un trentina di giovani si sono aggregati per protestare a proposito dello stato del fondo stradale nelle due vie citate. Il linguaggio usato per esternare il proprio disappunto è tipico dei giovani d’oggi, si parla di sospensioni che si rompono e si fanno riferimenti indelicati (ah ehm) al comune che butta via i soldi. Se può interessare ai componenti di questo gruppo di Facebook si sappia che nelle pieghe del bilancio il comune ha reperito nelle pieghe del bilancio circa 33mila euro per l’asfaltatura delle strade (che non si sa quando sarà fatta). Qualcosa mi dice che le due vie saranno in cima alla lista di quelle che verranno asfaltate (anche se con 33mila euro non si va tanto lontano), ma non certo perché un gruppetto di giovani ha protestato su Facebook.
Appello ai sindaci dei dieci comuni facenti parte del Parco Locale del Monte Canto e del Bedesco
Volontari di Carvico e Villa d'Adda al lavoro questa mattina per continuare la pulizia del torrente Grandone iniziata qualche settimana fa (vedi qui). La stessa pulizia che è stata fatta nel 2006 (vedi qui). E la domanda che mi pongo ancora una volta: se noi cittadini paghiamo un balzello al Consorzio di Bonifica che avrebbe appunto il compito di tenere puliti i corsi d'acqua, perchè sono sempre i volontari a fare questi lavori?
Presenti maggioranza 12 (Paggi arriva un’ora dopo, così come Carissimi se ne andrà alle 11), minoranza 5, Pubblico una ventina di persone. Presente il capitano dei carabinieri della compagnia di Zogno Bentivogli, il comande della stazione Carabinieri di Calusco maresciallo A.S. UPS Bertuletti e il suo vice Maresciallo capo Belvedere. Il sindaco Carsaniga dopo un breve discorso di ringraziamento, visibilmente commossa consegna una pergamena con un encomio solenne al Maresciallo Belvedere e al comandante dei vigili di Villa d’Adda Scacchetti per il loro eroico comportamento per averla liberata dallo squilibrato che la teneva in ostaggio in un fatto di alcuni mesi fa. Baci e abbracci, foto ufficiali.
Al convegno di Milano di Legambiente (vedi post precedente) ho avuto finalmente il piacere di conoscere e sentire paralare la dottoressa Elena Tironi, funzionario della provincia di Brescia (settore ente parchi) e direttore del PLIS del Basso Brembo (per questo ruolo è dipendente part time di uno dei comuni di questo PLIS), cioè la persona nominata quale coordinatore del PLIS del Monte Canto e del Bedesco (vedi quello che ho detto qui e qui). Tironi ha illustrato il lavoro fatto al PLIS del Basso Brembo (trovate qui la sua relazione). Il PLIS del Basso Brembo funziona nonostante l’alternanza delle amministrazioni comunale che si succedono (le opposizioni che prima contestavano, ora sostengono il PLIS). Le riunioni organizzative sono frequenti e soprattutto hanno un coordinatore, la Tironi appunto che opera con continuità (mica come il PLIS del Monte Canto dove le riunioni si fanno un paio di volte l’anno, e il coordinatore non c’è mai stato). Nel PLIS del Basso Brembo sono stati fatti diversi interventi. E’ stato fatto un corso per guardie volontarie che appositamente formate e incaricate sorvegliano il territorio (la cosa che qualcuno, come il sottoscritto, ha più volte richiesto nel PLIS del Monte Canto non c’è e nessuno ha mai fatto nulla per farla). Sono fatti diversi corsi di educazione ambientale che coinvolgono diverse scolaresche (e questo in parte è stato fatto anche nel PLIS del Monte Canto). Ci sono aree educative e pannelli informativi. Si è pure fatta una struttura per un semenzaio e la propagazione delle piante. Sfruttando la legge per i boschi di città e relativi contributi sono stati piantati diversi ettari di boschi con varie essenze di piante ed alberi (più che boschi tecnicamente sarebbero da chiamare arboreti). Ogni pianta ha il nome di un bambino il quale potrà vedere crescere il proprio albero per tutta la vita. Questi arboreti servono anche come spazio educativo per fare conoscere le varie piante ai ragazzi. I “boschi” realizzati in questo PLIS sono aree agricole non più coltivate o addirittura ex discariche. L’iniziativa è lodevole soprattutto per un’area fortemente urbanizzata e industrializzata dove prevalgono le pianure e i boschi sono piuttosto scarsi, i boschi certamente servono da polmone verde per le aree urbane, anche se personalmente l’impianto di questi boschi in filari perfettamente allineati e con tutori di plastica (vedi foto) non mi piace per niente (per usare un eufemismo), centinaia e centinaia di metri di pali di plastica (e magari c’è un metodo più ecologico per proteggere le piante che non sia quello di intubarle).
Settimana scorsa, mercoledì, ho speso mezza giornata a Milano per seguire i lavori del convegno di Legambiente “Parchi locali di interesse sovra comunale, dossier 2009”. Nel corso del convegno più volte si è sottolineato il potenziale dei PLIS come strumento per il contenimento del consumo del territorio e sono state presentate varie relazioni. Alcune di queste le trovate a questo link. Convegno interessante che ha fornito numeri sui PLS (che stanno crescendo a vista d’occhio) e al momento in Lombardia uno soltanto dei PLIS ha chiuso. Il sottoscritto è intervenuto per far notare che è vero che quando i PLIS funzionano possono fare ottimi progetti per la salvaguardia del verde, proporre progetti di educazione ambientale, e altre iniziative, ma non hanno alcun potere in materia urbanistica che è nelle mani dei comuni. In questo senso è intervenuta anche Elena Tironi del PLIS del Basso Brembo la quale ha evidenziato come il PLIS non ha avuto modo di fare alcuna osservazione sul progetto della Pedemontana (che ha tagliato in due il PLIS) perché non ha una forma giuridica, e ha dovuto proporre le proprie osservazioni attraverso i singoli comuni. Gli esponenti di Legambiente sostengono che il PLIS non è imposto, ma nasce dalla volontà dei sindaci di tutelare il territorio e quindi non possono poi negare questa cosa. Il sottoscritto ritiene invece che spesso il PLIS sia un alibi verde per molti sindaci: Facciamo un bel PLIS, gli diamo pochi soldi (che servono soprattutto a pagare quatto consulenti organici a chi amministra il PLIS), partecipiamo una volta all’anno a una riunione in cui non si combina una mazza, ma possiamo dire di avere un parco e di essere paladini del verde. Più concreta la posizione di Maria Luisa Decarli direttrice del PLIS Grugno Torto Villoresi che ammette la difficoltà dei PLIS nel contenimento dello sviluppo urbanistico e come questo nella realtà del suo PLIS sia sempre frutto di una contrattazione e di appelli al buon senso, una sorta di moral suasion, ma niente di più. Si è fatto notare che con la recente approvazione della Rete Ecologica Regionale, i PLIS nell’ambito dei corridoi ecologici dovrebbe essere tenuti debitamente in considerazione in fase di realizzazione dei PGT. Dovrebbero, il condizionale è d’obbligo.Buongiorno, sono le 11.20 di giovedì e sul sito del comune di Villa d'Adda non è ancora stato dato l'annuncio del consiglio comunale (e relativo ordine del giorno). Provvedo alla mancanza pubblicando di seguito il ricco ordine del giorno. Perchè ho la sensazione che l'amministrazione Carsaniga non abbia una gran voglia di dare pubblicità ai consigli comunali e agli argomenti che si trattano?
Aggiornamento: alle ore 9 di venerdi 27 ancora nessuna notizia del consiglio comunale di stasera sul sito internet del comune Perchè si tace questa informazione?
Incidente poco prima delle otto stamattina alla rotatoria sulla SP (166) di Carvico, all'imbocco di via don Pedrinelli. Forse a causa della nebbia un'automobile è saltata sullo spartitraffico e ha centrato il palo della luce (grazie al lettore SC per la foto). Bisogna dire che l'arrotondamento della curva in quel luogo non è proprio perfetto come dissi qui anni fa.