TERRADADDA

Cronache (e opinioni) della terra intorno all'Adda a cura di Vercingetorix
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sabato, 31 ottobre 2009

Villa d'Adda: gravi preoccupazioni per l'ASD eccellenza

asdImportante articolo de l'Eco di Bergamo nelle pagine dello sport di oggi, di cui vi riproduco il titolo.

postato da: terradadda alle ore 31/10/2009 17:05 | link | commenti
categorie: villa d adda
giovedì, 29 ottobre 2009

Adda: deludente il filmato di Play Lombardia dedicato al fiume

playLa Regione Lombardia ha varato un portale turistico PlayLombardia con una raccolta di filmati promozionali dedicati a quattro aree tematiche: laghi, vie d’acqua, città d’arte e montagne. Nella sezione vie d’acqua c’è un filmato dedicato al fiume Adda. Un filmato deludente (in pratica una ripresa da una sola imbarcazione di tratti di riva). Nel commendo si dice: “Nel tratto dell'alta pianura, a valle del Lago di Como, si trova il Parco Adda Nord, con le sue immense zone boschive. Interessante la località della palude di Brivio e il suo ecosistema unico, e poi i numerosi monumenti affacciati sulle acque, come il grande ponte di ferro a Paderno e le Chiuse di Leonardo”. Peccato che non si facciano vedere queste cose e ci si sorbiscano alcuni minuti piuttosto noiosi di filmato. E qualcuno potrebbe informare chi ha realizzato il filmato che sull’Adda c’è anche il traghetto leonardesco?
postato da: terradadda alle ore 29/10/2009 10:54 | link | commenti (2)
categorie: adda, sulla rete

Villa d’Adda: resta il palo in mezzo al marciapiedi di San Martirio?

martirioSembrerebbero terminati i lavori di realizzazione del chiosco per la vendita fiori in via San Martirio in prossimità del cimitero, così come sembra completato il tratto di marciapiede prospiciente che da tre anni attendeva di essere terminato, di cui avevo parlato qui e poi qui in occasione del Golden WC Award. Gli autobloccanti e i cordoli sono stati sistemati completamente, così come è stato sistemato un altro tratto di marciapiede dove gli autobloccanti risultavano sconnessi. Il palo della pubblica illuminazione è stato spostato, ma rimane il palo in legno che regge i cavi elettrici con relativo tirante. È mai possibile che si sia completata la pavimentazione senza rimuovere il palo? Il palo resterà ancora lì in mezzo per anni e dobbiamo avviare un lungo dibattito con l’amministrazione comunale come nel caso del palo Enel di via Monte Cucco (vedi qui e qui)? Nel frattempo speriamo che non si verifichi nessun incidente, il palo è pericoloso, ma soprattutto è molto pericoloso il tirante in ferro, che è molto meno visibile e non adeguatamente segnalato, dove può andare a sbattere un pedone ma anche un ciclista. Pensate cosa può succedere a un ciclista che transita anche a velocità moderata e intercetta il cavo all’altezza del collo. Senza dimenticare che il palo lì in mezzo è pericoloso anche per le auto che devono parcheggiare.
postato da: terradadda alle ore 29/10/2009 10:28 | link | commenti (1)
categorie: on the road, villa d adda

Villa d'Adda: alba su Rigurida

rigu
postato da: terradadda alle ore 29/10/2009 09:12 | link | commenti
categorie: cartoline, villa d adda
mercoledì, 28 ottobre 2009

Monte Canto: l’Italcementi toglie i cavi della teleferica

TELEFERICAMiiiiiiiiiiiiii, non ci posso credere. L’Italcementi sta togliendo i cavi della teleferica in territorio di Carvico, quindi si sta procedendo allo smantellamento dei cavi nel tratto tra la cementeria e Pontida attraverso tutto il Monte Canto (i cavi nel tratto da Pontida a Colle Pedrino sono stati già tolti, vedi qui). Adesso resta da sapere quando verranno abbattuti i piloni e i viadotti che in teoria dovrebbero essere eliminati entro il 2010. Per la cronaca vi allego la notizia di quando hanno tolto i carrellini nel settembre del 2006 (vedi qui) e tutti i posti scritti a proposito dello smantellamento della teleferica, vedi in ordine cronologico: qui, qui, qui, qui e qui.
postato da: terradadda alle ore 28/10/2009 15:16 | link | commenti
categorie: carvico, calusco d adda, monte canto

Villa d’Adda: il tecnico comunale sul social network

Come dovreste sapere la legge n. 69 del 18 giugno 2009 ("Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività nonché in materia di processo civile") impone, all’art. 21, comma 1, che tutte le pubbliche amministrazioni debbano rendere note, attraverso i propri siti internet, alcune informazioni relative ai dirigenti (curricula vitae, retribuzione, recapiti istituzionali). Infatti correttamente il comune di Villa d’Adda ha attivato una sezione denominata "Operazione trasparenza" (vedi qui) dove è riportato come d’obbligo il curriculum vitae dell’unico dirigente del comune di Villa d’Adda, cioè quello del segretario comunale dottoressa Alessandra Omboni. Per i casi della vita sono capitato su Netlog (un social network come lo è Facebook) dove il tecnico comunale di Villa d’Adda, geom. Rosamaria Guardascione, ha ritenuto di pubblicare il proprio profilo che è di libero accesso a chiunque (non è necessario registrarsi o essere invitati come amici come accade in altri casi). In questo profilo la professione indicata da Guardascione è “Funzionario PA (pubblica amministrazione) Dirigente”. Ma se fosse dirigente avrebbe avuto l’obbligo di pubblicare il proprio CV sul sito comunale. Dal profilo su Netlog apprendiamo altri particolari del nostro tecnico comunale (che ribadisco è stata lei stessa a rendere pubblici divulgandoli  in rete), dal peso corporeo a come vive, dalla musica preferita all’autore preferito. Tra i tanti particolari di sé che il tecnico comunale rende pubblici apprendiamo che ama le automobili coupé e cabriolet, che ama vestire alla moda e che va a letto tardissimo.
Aggiornamento giovedì mattina. Nottetempo l'utente geo_ross di Netlog che fino a ieri corrispondeva a una femmina di 48 anni di nome Rosamaria Guardascione, è diventato un maschio della Jamaica di 109 anni chiamato "Il mio nome è nessuno, fatti gli affari tuoi" e sono cambiate tutte le note descrittive quindi non più attribuibili in nessun modo al nome precedente cioè Guardascione. Della precedente identità tuttavia si trova ancora traccia nella cache di Google.
postato da: terradadda alle ore 28/10/2009 11:58 | link | commenti
categorie: trasparenza, sulla rete

Villa d’Adda: i lavori per il rifacimento della rete dell’acquedotto

Sull’ultimo numero del bollettino comunale Il Borgo si è parlato degli importanti lavori per il rifacimento di una parte della rete dell’acquedotto Hidrogest a Villa d’Adda. L’amministrazione sostiene che “per motivi di sicurezza antiterrorismo non ci è possibile pubblicare la cartografia con l’ubicazione degli interventi”. Ho avuto un colloquio con il direttore tecnico di Hidrogest, il quale mi comunica che non esiste nessuna normativa antiterrorismo su questo punto. Tanto è che nel dicembre 2007 in un post (che trovate qui) avevo già dato notizia dei lavori che si dovevano fare, delle vie dove ci saranno gli interventi e persino la mappa con indicati i tratti di tubatura che verranno sostituiti.
postato da: terradadda alle ore 28/10/2009 11:19 | link | commenti
categorie: istruzioni per luso, villa d adda
martedì, 27 ottobre 2009

Monte Canto: le balle del PD Isola - Carvico sulla storia del PLIS

Il circolo PD Isola di Carvico (il cui coordinatore è Daniele Mazzola, figlio dell’ ex sindaco di Carvico Livio Mazzola e fondatore e primo presidente del PLIS) ha pubblicato sul proprio sito un testo intitolato La vera storia del PLIS del Monte Canto. Il testo è una ricostruzione ex post della storia del PLIS, ma è non è affatto la verità, ci sono molte cose non veritiere come chiunque abbia letto i post su Terradadda l’argomento sa già da anni. In più si dice di allegare dei documenti che non vengono allegati. Tuttavia non mi limito solo a questa enunciazione ma mi prendo la briga di argomentare o contestare le affermazioni, punto per punto. In blu quanto scritto dal PD Isola Carvico, in carattere nero le mie considerazioni.
Le origini – 1993/1994
Sotto l’impulso del Comune di Carvico si inizia un programma di pulitura dei sentieri, allestimento di bacheche, visite organizzate sulla flora e sulla morfologia del terreno e distribuzione di depliant. A questa iniziativa aderiscono i Comuni di Ambivere, Mapello, Pontida, Sotto il Monte e Villa d’Adda.
Non c’ero non posso dire nulla
L’idea del PLIS – 1999
Carvico e Villa d’Adda lanciano l’idea di un Parco Locale di Interesse Sovracomunale fra i due comuni, vale a dire una libera convenzione tra comuni con l’intento di riservare parte del loro territorio ad uso di Parco così da creare un polmone verde nell’estremo nord dell’Isola Bergamasca.
I comuni di Ambivere, Calusco d’Adda, Mapello, Sotto il Monte, Pontida, Terno d’isola, Chignolo d’Isola e Solza chiedono l’adesione al progetto del PLIS che, a quel punto, prende la denominazione di Parco del Monte Canto e Del Bedesco.
Mai visto nessun documento o articolo di giornale che parlasse dell’idea lanciata dai due comuni, ma sono dettagli che non cambiano nulla.
Il PLIS prende forma – 2003/2004
Da parte della provincia c’è il riconoscimento ufficiale dell’esistenza del PLIS. Questo si accompagna, nel 2004, alla presentazione di 7 obiettivi (potete trovarli per esteso sul nostro sito) che rappresentano il progetto del Monte Canto e che la Regione Lombardia fa propri inserendoli come progetto pilota per lo sviluppo della “Collina Lombarda”.
Lo STER[1] chiede alla Regione Lombardia il finanziamento di tre progetti ambientali in provincia di Bergamo:
- Miniere di Clusone;
- Bosco in Città di Bergamo (attorno al nuovo ospedale);
- Progetto della Collina Lombarda: il PLIS del Monte Canto e Del Bedesco.
Quest’ultimo viene inserito nel programma triennale della Regione Lombardia 2005-2008, la quale si dice pronta a finanziare il progetto con 4 milioni di euro e ne anticipa 300.000€ per mettere alla prova i Comuni sulla gestione del progetto.
Fin qui tutto bene, diciamo che mettere alla prova è un’allocuzione impropria. Il problema è semmai: perché la Regione non ha erogato gli altri milioni di euro. Perché non è stato presentato alcun progetto e perchè il primo non aveva coinvolto gli agricoltori.
Il primo obiettivo: il recupero ambientale – 2005/2007
Dei 7 obiettivi il primo e più urgente è la “Sistemazione dei boschi del Canto”. Il terreno, franoso ed instabile, soffre dell’incuria in cui è lasciato. E’ necessario procedere ad un taglio selettivo del bosco per stabilizzare il terreno. Questo taglio selettivo, secondo i calcoli dell’ERSAF[2] e della STER, è in grado di fornire 7000 tonnellate di legna/anno continuativamente (considerando il tempo di crescita e rinnovo del bosco).
Con una quantità di legna di questo genere è possibile, si calcola, alimentare 14 centrali a biomassa tra le 250 e gli 800 kW termici in grado di riscaldare, tramite teleriscaldamento, gli edifici pubblici di tutti i comuni che formano il PLIS.
Queste cifre assurde e le ho già confutate qui.
Come progetto pilota si decide di partire con la costruzione di una centrale a Calusco d’Adda.
Le amministrazioni, con Carvico comune capofila, riuniscono gli agricoltori locali. A questi viene proposto di provvedere al taglio della legna garantendo un pagamento di 6,5€/quintale (contro un valore di acquisto della legna sul mercato di 4€/quintale), vista la difficoltà di raccolta della legna su pendici come quelle del Monte Canto.
Questa cosa l’ho chiesta e richiesta più volte ma da nessuna parte è saltata fuori una formale proposta economica scritta fatta agli agricoltori. Tuttavia la cifra è risicata e non appetibile considerato la mancanza di rete viaria che rende costoso il taglio e il trasporto del materiale. Mazzola - già fondatore e presidente del PLIS – in altra sede (vedi qui) aveva fornito altre cifre.
Inoltre la stessa Linea Servizi interpellata nel novembre 2007 (vedi qui) aveva detto che avrebbe pagato la legna 4 (diconsi quattro euro al quintale) ma al momento aveva ancora la legna di Carvico.
Il tutto si inquadra nella volontà di sviluppare una filiera del legno corta, che permetta cioè ai coltivatori e alle amministrazioni locali di beneficiare delle risorse naturali presenti nel loro stesso territorio: gli agricoltori tagliano la legna ottenendone un reddito à il comune la brucia producendo calore con cui scaldare i propri edifici, garantendosi un risparmio e migliorando la propria impronta ecologica à il bosco si mantiene pulito ed il nostro territorio collinare si assesta.
Cosa non funziona? Gli agricoltori coordinati dalle loro associazioni di categoria, in particolare dalla Coldiretti, in un primo momento si dicono d’accordo. Poi, al momento della firma dell’accordo, per scelte ancora non chiare, gli agricoltori locali non procedono alla firma.
Gli agricoltori che ho contattato io sostengono di avere avuto solo un incontro di larga massima, ma senza nessuna concreta proposta. Non si può dare la colpa agli agricoltori comunque, ma qualcuno che ha formulato la proposta evidentemente non è riuscito ad essere convincente o la proposta non era economicamente accettabile. Lo stesso ex presidente di ERSAF, Mapelli, con imbarazzo ammetteva il fallimento del progetto agricolo di base (vedi qui). Ma il problema è un altro: le aziende agricole propriamente dette sul Monte Canto sono meno di dieci, il bosco del Monte Canto è di proprietà di tanti piccoli proprietari che non sono stati mai contattati per la cessione della legna.
Non soltanto ma alcuni agricoltori che hanno tagliato la legna in proprio si sono rivolti più volte al PLIS per sapere cosa fare delle legna e come potevano consegnarla. Ad oggi nessuna risposta.
A questo punto l’ERSAF, gestore dei soldi della Regione, si trova costretta a dare in gara il taglio del bosco tramite procedura regionale. L’appalto viene vinto da un’impresa di boscaioli di Varese. Vengono individuati i primi 300.000 m2 di bosco: il taglio produce una quantità di legna pari a 1.200 tonnellate. La legna così raccolta è sufficiente al funzionamento della centrale a biomassa per un totale di circa tre anni.
Chiariamo una cosa fondamentale l’ERSAF aveva un finanziamento regionale che doveva investire entro una certa data pena decadimento. È stato affidato l’incarico ad una ditta specializzata di tagliare i boschi di proprietà del comune di Carvico, la ditta non era pagata a peso per il legno che toglieva, ma pagata per tagliare e basta. Il legno è poi servito per alimentare la centrale di Calusco che è di Linea Servizi. Non è mai stato possibile sapere se Linea Servizi abbia pagato o meno al comune la legna che ha ritirato. Non si è mai capito se gli ettari tagliati siano stati 30 o 60 vedi qui.
In realtà una volta Attilio Bolognini ha risposto per comunicare che gli ettari da tagliare del comune di Carvico erano quindici e da ERSAF avevamo saputo che il contributo per quel taglio (usato per pagare la ditta) era di 100mila euro. 100mila euro, diviso 15 ettari, diviso 600 quintali di legna a ettaro, significa che quella legna è costata solo per il taglio e l'esbosco 11 euro al quintale (vedi qui).
In questi tre anni vengono via via tagliati, per manutenzione da parte dei comuni, altre 300 tonnellate di legna. Questo quantitativo permette di coprire tutte le stagioni di riscaldamento sino all’inverno 2009-2010
Diciamo per precisione fino all’inizio dell’inverno 2009/2010 dal momento che da adesso in poi per alimentare la caldaia di Calusco si usa legna acquistata in Valtellina
Il blocco del PLIS – 2005/2009
Nel 2005 con il cambio delle amministrazioni, due comuni (Sotto il Monte e Pontida), ostacolano i progetti e gli obiettivi del PLIS con accuse quali il costo eccessivo. Rifiutano o ritardano i pagamenti già deliberati dal comune Capofila. Non approvano in tempi rapidi il nuovo statuto voluto da loro stessi. Sotto il Monte in particolare, ha ritardato di tre anni l’approvazione delle modifiche, da loro stessi volute, dello statuto, di fatto paralizzando il funzionamento del PLIS.
Questa politica di insistenti rinvii e indecisioni è continuata sino ad oggi.
Questa è la parte che contiene le balle più clamorose. Domanda: chi è stato in questo periodo il sindaco di Carvico nonché presidente del PLIS. Risposta Attilio Bolognini facente parte di una lista civica di centro sinistra nella quale c’era anche un esponente dei DS  (ora PD) ovvero Livio Mazzola. Le motivazioni sulla modifica dello statuto sono risibili. Il PLIS poteva operare comunque, non ha operato perché Bolognini, peraltro persona rispettabilissima, non ne aveva le capacità e tantomeno ha dimostrato di saper stimolare gli altrui comuni. L’attività si è limitata all’educazione ambientale (cosa che le scuole possono fare benissimo da sole),  contributo a Saperi Sapori e Sipari, contributo per il laghetto di Mapello, contributo per la statua di Santa Barbara. Solo verso la fine del 2008 si è riusciti ad aprire l’ufficio de PLIS (vedi qui) che però ha fatto quasi niente ed già stato chiuso da un pezzo (vedi qui le precisazioni di Bolognini).
I DS hanno dimenticato che il primo a criticare il PLIS in maniera severa è stato lo stesso Mazzola, soprattutto quando ha rotto i rapporti con Bolognini (spaccatura che gli ha fatto poi perdere le elezioni comunali di Carvico di quest’anno) vedi qui il ritaglio del Giornale di Merate con il j’accuse di Mazzola
La situazione attuale – Ottobre 2009
I Sindaci di Pontida, Sotto il Monte e Carvico sono usciti con dichiarazioni sulla inutilità del PLIS e sulla proposta di chiudere definitivamente la convenzione.
Il Sindaco del Comune di Calusco d’Adda asserisce che la legna utilizzata nella centrale a biomassa del suo comune non provenga dal Monte Canto.
No, fatemi capire il sindaco di Calusco ha a disposizione la legna del Monte Canto me non la usa per ripicca e va acquistarla in Valtellina? Ma dai.
A questo punto è opportuno ribattere:
I Sindaci che più hanno ostacolato il funzionamento del PLIS oggi si lamentano della sua inutilità;
Non è proprio così, alcuni hanno criticato, ma si sono anche prodigati i proprio per fare qualcosa sul Monte Canto, vedi la pulizia sentieri fata dai volontari di Mapello e Sotto il Monte nei loro comuni.
 L’amministrazione di Calusco d’Adda si lamenta della fragilità della filiera della legna corta e poi non fa niente per far funzionare l’unico strumento, il PLIS, in grado di renderla possibile.
Che cosa dovrebbe fare, c’è o no un presidente del PLIS che è il responsabile operativo? E poi non dimentichiamo che la centrale a biomassa è di Linea Servizi.
Solo la centrale di Calusco D’Adda, sostituendo le centrali a metano esistenti, ha permesso il risparmio di 120.000 metri cubi di metano/anno, con un notevolissimo abbattimento delle emissioni di gas a effetto serra.
Dati indicativi tutti da dimostrare, che i sembrano esagerati, soprattutto se riferito le cifre fornite da Mazzola nell’incontro con le scuole (vedi ancora qui)
Le due amministrazioni che hanno costruito all’interno del perimetro del Monte Canto sono state:
Le amministrazioni di Sotto il Monte (vedi Piano di Lottizzazione della Botta)
Cerchiamo di non raccontare altre balle e di non ingenerare confusione tra amministrazione e sindaci. La lottizzazione della Botta è stata decisa nel PRG fatta dal suo predecessore, Eugenio Bolognini come ha già detto più volte sui giornali si è trovato la cosa fatta senza poterla modificare.
Voglio anche aggiungere che il sindaco di Sotto il Monte Eugenio Bolognini è stato l'unico a adoperarsi per risolvere il problema della mancanza dell'acqua sul Monte dovuta alla realizzazione della galleria Italcementi che passa sotto il Monte Canto? (vedi qui e qui). E sempre sull'acqua mancante e dove è andata a finire il sottoscritto aveva interpellato l'ARPA (vedi qui e qui). Anche in questa vicenda (Italcementi) come mai il PLIS prima che si iniziassero i lavori di scavo della galleria non si è adoperato per evitare che si verificassero problemi? Chiedetelo a Mazzola.
Le amministrazioni di Pontida (zona Faida) con la concessione per la realizzazione del Centro Benessere e la conseguente chiusura del sentiero che permetteva il transito nei boschi di quella località.
Anche qui le scelte sulla Cascina Faida sono state fatte dall’amministrazione precedente a quelle di Vanalli. E per la cronaca la zona di Faida come la zona di Gambirago  sono escluse dal perimetro del PLIS (vedi i due buchi sulla cartina sempre qui). Chi ha deciso quei due buchi nella perimetrazione del PLIS? Chiedetelo a Mazzola senior.
In ogni caso. come detto. il PLIS non ha alcun potere di determinare le scelte urbanistiche dei comuni all’interno del perimetro del PLIS, e in ogni caso vi consiglio di andare a fare un giro negli altri comuni per vedere cosa è stato costruito all’interno dell’area perimetrata.
Siccome, in questo documento,  non si è parlato della questione della proprietà del borgo del Monte Canto aggiungo che se ne può sapere di più leggendo qui e qui.
A questo punto si capisce cosa queste amministrazioni intendano per “gestione del nostro territorio” e per “sviluppo sostenibile”.
Si capisce perché non vogliano il PLIS e perché puntino a confondere le acque.
IL CIRCOLO DEL PARTITO DEMOCRATICO DI CARVICO, SOTTO IL MONTE e VILLA d’ADDA
A questo punto cari compagni (o come vi chiamate adesso) del PD di Carvico non si capisce di cosa state parlando, che cosa intendete voi per sviluppo sostenibile, e soprattutto non parlate di confondere le acque quando siete i primi a raccontare balle.
postato da: terradadda alle ore 27/10/2009 21:27 | link | commenti (6)
categorie: carvico, monte canto

Villa d’Adda: buca pericolosa in viale delle Industrie

bucaIn viale delle industrie, cioè sulla SP 169 Carvico – Cisano, all’altezza del km 4 c’è una grande buca sull’asfalto proprio in corrispondenza dell’ingresso al Bar Il Ricordo. La buca è molto pericolosa soprattutto per i motociclisti e il luogo è già stato teatro di lievi incidenti. La strada sembra sia di competenza della Provincia, pare che il pericolo sia già stato segnalato da tempo, ma al momento la buca resta lì, si allarga e si approfondisce di giorno in giorno. In attesa di un incidente un po’ più grave quando allora chi di dovere si preoccuperà di ripararla.
postato da: terradadda alle ore 27/10/2009 08:28 | link | commenti
categorie: on the road, villa d adda

L'Isola di notte vista dal Monte Bastia di Bergamo

cantonotteLa fotografia è scattata dalla cima del Monte Bastia di Bergamo. Si vedono le luci dei paesi dell'Isola Bergamasca sulla sinistra, la grande macchia nera a sinistra è il Monte Canto. Una delle due luci rosse al centro, molto evidente anche da lontano, è quella della ciminiera Italcementi di Calusco.

postato da: terradadda alle ore 27/10/2009 08:21 | link | commenti
categorie: cartoline, isola