Se avete i l tempo di consultare il sito del comune di Villa d’Adda troverete una sezione degli strumenti urbanistici (vedi qui) dove c’è la mappa del comune di Villa d’Adda con il piano regolatore ultima versione. Questo consentirebbe a ogni cittadino di verificare dove è il suo terreno e forse anche di ottenere un certificato urbanistico. Personalmente ritengo che questa implementazione di mappa sia molto costosa e di scarsa utilità. A mio giudizio basta e avanza avere pubblicato il PRG in formato PDF che si può consultare quando si vuole ed è molto più preciso (e poi una volta scaricato uno ne fa quello che vuole), il certificato urbanistico si può chiedere per posta elettronica e ricevere per posta. E poi il certificato urbanistico (a meno che uno non faccia il costruttore) è un documento che cerca forse una volta o due nella sua vita. Ma intanto la mappa vettoriale c’è sul sito, ma non è collaudata perché non corrisponde al rilievo aereo fotogrammetrico. Il programma è gestito con un’applicazione che si chiama “catwiev”, che è basata sui dati forniti dall’Agenzia del Territorio (l’ufficio del catasto). Le vecchie mappe cartacee sono dei primi anni del ‘900. Recentemente COA (Comuni Online Associati) che gestisce il servizio ha cercato di caricare i dati forniti dal catasto ma questi sono tutti sballati. Bisogna aspettare che il catasto faccia lo stretching, l’allungamento delle particelle catastali in questo caso, perché – ci hanno spiegato – la sovrapposizione tra vecchie mappe catastali e reali, è stata fatta a partire dal centro del paese e più ci si allontana da esso la corrispondenza va a farsi benedire, e quindi bisogna stiracchiare i mappali per farli corrispondere. Bene aspettiamo che siano finiti gli esercizi di stretching e poi vediamo se e come funziona l’ambaradan. Soprattutto ci piacerebbe sapere quando è costata questa faccenda, cosa che non si è riusciti a sapere – more solito – nemmeno con un’interpellanza in consiglio comunale.
Ennesima perdita dell'acquedotto, questa volta in via Tedolda a Villa d'Adda bassa. C'è già un segno di vernice blu e quindi già stamattina i tecnici di Hidrogest dovrebbero intervenire per le riparazioni. Cose che succedono a Villa d'Acqua.


Villa d’Adda invece (a differenza di Calusco) è a favore della pace e ostenta nella home page del sito internet comunale il logo con bandiera arcobaleno delle Città per
Aggiornamento: qui trovate lo statuto del coordinamento provinciale enti per la pace, pubblicato sul sito del comune, e dove è indicato che si è esclusi dall'associazione se non si è in regola con il pagamento delle quote. Quindi se è vero che il comune non ha pagato le quote degli ultimi due anni siamo fuori, indi possiamo anche ammainare la bandiera dal sito. Pace amen.
Nonostante il comune di Calusco abbia deciso da tempo di uscire dal Coordinamento della Città per la pace (vedi qui), e già l’anno scorso ha tolto la bandiera della pace dalla home page del sito comunale, ma se andate al sito degli enti locali per la pace, nella sezione Lombardia scoprirete che il Comune di Calusco d’Adda figura ancora tra gli associati e la scheda pubblicata (vedi immagine) riporta ancora il nome del precedente sindaco. Basta poco per aggiornare.
Quello che vedete è il titolo dell’articolo pubblicato da Illecodibergamo sabato scorso. In sintesi dopo una lunga trattativa tra comune e Parco Adda Nord , quest’ultimo accetta di stralciare
Cominciano i caldi estivi e vi propongo un giochino modello settimana enigmistica: osservate il manifesto e notate il particolare che non va. Beh, ve lo dico io: l’assessorato ai servizi sociali. Non esistono gli assessorati, ma il sindaco dà le deleghe agli assessori per alcune funzioni. A Villa d’Adda abbiamo il massimo numero di assessori possibili per un comune con il nostro numero di abitanti. Tra di essi non vi è l’assessore ai lavori sociali (perché la delega se l’è mantenuta il sindaco). No assessore, comunque no assessorato. Dettagli certo, rispetto a cose ben più importanti e gravi. Ma anche i dettagli vogliono la loro parte.