“Dopo sette fette hanno capito che era polenta”. Debbo dire, con tutto il rispetto per le persone coinvolte (precisando anche che probabilmente al posto loro sarei caduto nella stessa “trappola”) che questo è il giudizio finale che posso esprimere sul tavolo tecnico di confronto con Italcementi. Il tavolo tecnico è stato istituito cinque anni fa da 12 comuni circondanti Calusco d’Adda (compreso) anche sulla sponda lecchese, per dialogare con Italcementi a proposito dello stabilimento di Calusco e delle sue emissioni nell’ambiente. Lo scopo del tavolo era di ottenere da Italcementi compensazioni ambientali a fronte dei disagi che ricadevano sul circondario, un comprensorio di 12 comuni con circa 100mila abitanti. Le compensazioni potevano essere l’asfalto foto catalitico che assorbe le polveri sottili e l’impianto di alberi. Il tavolo tecnico è riuscito nell’opera di convincere Italcementi a non bruciare rifiuti tossici nocivi nel forno della cementeria di Calusco. Ma per il resto niente. Il forno della cementeria è divenuto anche un bruciatore per rifiuti urbani, la cui quota è aumentata nel corso degli anni, pur restando le emissioni nei limiti di legge. L’autorizzazione per bruciare i rifiuti viene data dalla Provincia di Bergamo, altre autorizzazioni sono date dalla Regione, perciò né il comune di Calusco né tantomeno quelli circostanti hanno voce in capitolo. Quindi di fatto il tavolo era ed è impotente. Italcementi ha cambiato in questi cinque anni varie volte la persona designata a trattare (e con ogni nuova persona si doveva cominciare da capo) e l’ultimo arrivato lo scorso anno ha detto: “C’è la crisi, non abbiamo soldi, non possiamo fare niente”. Come è chiaro Italcementi con grande abilità ha preso per il naso i suoi interlocutori, ha finto di trattare, ma non ha trattato un bel niente (tanto è vero che non ha firmato alcun accordo né stanziato preventivamente alcuna cifra in bilancio) ha scientemente procrastinato nel solo intento di ottenere ciò che ha ottenuto. E’ evidente che adesso non si può chiudere la stalla quando i buoi sono scappati e gli unici accordi in più – oltre al rispetto della legge – che si potevano ottenere si potevano fare quando si stava progettando l’impianto di Calusco. Dopo non si può fare più nulla. E a questo proposito voglio ricordare ciò che è successo nel caso della galleria sotto il Monte Canto, e i “benefici” che l’ambiente e il Monte Canto hanno ottenuto. Che gli amministratori locali si siano dimostrati “troppo buoni” in passato con Italcementi lo si è detto più volte. Italcementi potrà sempre dire che rispetta le leggi paga le tasse, da’ lavoro ai dipendenti e altro non è tenuta a fare. E che si sia seduta ad un tavolo pur sapendo di non voler fare nulla non è assolutamente rilevante se non dal punto di vista morale. Ed è certo che ora Italcementi non si siederà più a nessun tavolo, si fa gli affari suoi e ciccia, come è suo perfetto diritto. I comuni oltre che recriminare ora possono fare solo una azione di “moral suasion”, persuasione morale, magari anche con qualche azione eclatante. Ma non credo spunteranno molto. Certo è che la collettività si godrà le emissioni di Italcementi, e non sappiamo quali ricadute abbiano sulla salute pubblica perché non è stata fatta alcuna indagine in proposito.
Da diversi anni le Guardie Ecologiche del Parco Adda Nord, nel periodo Marzo - Aprile, svolgono, in due aree situate nel Comune di Villa d'Adda, campagne salvataggio di anfibi evitando che attraversino sedi viarie per recarsi al fiume e riprodursi. Tra le specie che interessano la nostra zona si trovano esemplari di Rana di lataste (Rana Latastei), Rana agile (Rana Dalmatina), Rana verde minore (Rana Esculenta), Rospo comune (Bufo Bufo), Tritone crestato (Tritus Carniflex) e Salamandra pezzata (Salamandra Salamandra). Il progetto di salvataggio, patrocinato dalla Regione Lombardia è stato riconosciuto nel 2001 dal D.A.P.T.F. - Declino of Amphibians Population Task Force ed è coordinato dalla Stazione Sperimentale per lo Studio e la Conservazione degli Anfibi in Lombardia presso la Comunità Montana Valle Cavallina.
Chiunque intenda aderire all'iniziativa come volontario, può comunicare il proprio nominativo e un recapito telefonico all'Ufficio Vigilanza Ecologica del Parco Adda Nord (ufficiovigilanza@parcoaddanord.it tel. 02-9091229 fax 029090096). Le operazioni di salvataggio si effettuano in serate particolarmente umide e piovose quindi bisognerà munirsi di stivali, torcia elettrica, mantella o altro indumento impermeabile, guanti e giubbino rifrangente.

Italo di lotta e di potere di Massimo Gramellini da
Ascoltavo ieri al telegiornale il dichiaratore del Pdl Italo Bocchino sostenere con sconvolgente sincerità che sì, certo, far pronunciare gli italiani sul referendum anti-casta nello stesso giorno in cui già si recheranno alle urne per le elezioni europee e provinciali avrebbe consentito all'erario un risparmio secco di 400 milioni di euro, ma che le esigenze di cassa devono inchinarsi all'autentica priorità: mandare in bianco la consultazione popolare.
Ora, la cosa straordinaria non è che il simpatico Bocchino ammetta davanti alle telecamere che la casta ha un tale terrore di qualsiasi referendum che anziché cercare di vincerli preferisce boicottarli, spostando la data del voto nella pancia dell'estate con una spiccata preferenza per il 32 luglio. O meglio: sarebbe una cosa straordinaria in un Paese normale. Molto meno nel nostro, dove ne accadono di più straordinarie. Per esempio questa: l'onorevole Bocchino è un membro del comitato promotore del referendum. Ma non di un referendum sull'abolizione della grammatica o sulla sostenibilità ambientale delle pastiglie alla menta. No. Del medesimo referendum di cui ora, con coerenza cristallina, auspica il fallimento. C'è quindi un Bocchino di lotta che ha girato l'Italia per raccogliere firme a favore del bipartitismo. E un Bocchino di governo che si batte per vanificare l'attività del suo sosia, arrivando a giustificare uno sperpero di denaro pubblico come il minore dei mali. Attendo con impazienza l'irruzione in scena del terzo Bocchino. Quello che indirà un referendum per l'abrogazione degli altri due.
Cominciato l'abbattimento degli aberi nella piazza davanti al comune. Non si sono visti attivisti ecologici incatenarsi agli alberi.