TERRADADDA

Cronache (e opinioni) della terra intorno all'Adda a cura di Vercingetorix
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sabato, 28 febbraio 2009

Calusco: fallito il tavolo tecnico per Italcementi

tavolo“Dopo sette fette hanno capito che era polenta”. Debbo dire, con tutto il rispetto per le persone coinvolte (precisando anche che probabilmente al posto loro sarei caduto nella stessa “trappola”) che questo è il giudizio finale che posso esprimere sul tavolo tecnico di confronto con Italcementi. Il tavolo tecnico è stato istituito cinque anni fa da 12 comuni circondanti Calusco d’Adda (compreso) anche sulla sponda lecchese, per dialogare con Italcementi a proposito dello stabilimento di Calusco e delle sue emissioni nell’ambiente. Lo scopo del tavolo era di ottenere da Italcementi compensazioni ambientali a fronte dei disagi che ricadevano sul circondario, un comprensorio di 12 comuni con circa 100mila abitanti. Le compensazioni potevano essere l’asfalto foto catalitico che assorbe le polveri sottili e l’impianto di alberi. Il tavolo tecnico è riuscito nell’opera di convincere Italcementi a non bruciare rifiuti tossici nocivi nel forno della cementeria di Calusco. Ma per il resto niente. Il forno della cementeria è divenuto anche un bruciatore per rifiuti urbani, la cui quota è aumentata nel corso degli anni, pur restando le emissioni nei limiti di legge. L’autorizzazione per bruciare i rifiuti viene data dalla Provincia di Bergamo, altre autorizzazioni sono date dalla Regione, perciò né il comune di Calusco né tantomeno quelli circostanti hanno voce in capitolo. Quindi di fatto il tavolo era ed è impotente. Italcementi ha cambiato in questi cinque anni varie volte la persona designata a trattare (e con ogni nuova persona si doveva cominciare da capo) e l’ultimo arrivato lo scorso anno ha detto: “C’è la crisi, non abbiamo soldi, non possiamo fare niente”. Come è chiaro Italcementi con grande abilità ha preso per il naso i suoi interlocutori, ha finto di trattare, ma non ha trattato un bel niente (tanto è vero che non ha firmato alcun accordo né stanziato preventivamente alcuna cifra in bilancio) ha scientemente procrastinato nel solo intento di ottenere ciò che ha ottenuto. E’ evidente che adesso non si può chiudere la stalla quando i buoi sono scappati e gli unici accordi in più – oltre al rispetto della legge – che si potevano ottenere si potevano fare quando si stava progettando l’impianto di Calusco. Dopo non si può fare più nulla. E a questo proposito voglio ricordare ciò che è successo nel caso della galleria sotto il Monte Canto, e i “benefici” che l’ambiente e il Monte Canto hanno ottenuto. Che gli amministratori locali si siano dimostrati “troppo buoni” in passato con Italcementi lo si è detto più volte. Italcementi potrà sempre dire che rispetta le leggi paga le tasse, da’ lavoro ai dipendenti e altro non è tenuta a fare. E che si sia seduta ad un tavolo pur sapendo di non voler fare nulla non è assolutamente rilevante se non dal punto di vista morale. Ed è certo che ora Italcementi non si siederà più a nessun tavolo, si fa gli affari suoi e ciccia, come è suo perfetto diritto. I comuni oltre che recriminare ora possono fare solo una azione di “moral suasion”, persuasione morale, magari anche con qualche azione eclatante. Ma non credo spunteranno molto. Certo è che la collettività si godrà le emissioni di Italcementi, e non sappiamo quali ricadute abbiano sulla salute pubblica perché non è stata fatta alcuna indagine in proposito.
Di tutta la conferenza stampa l’unica cosa che si è detta che desta gravi preoccupazione sono alcuni dati sulle emissioni della fornace di Italcementi. E’ vero che Italcementi rispetta i parametri di legge sulle emissioni, ma queste emissioni sono misurate in quantità (microgrammi) per metro cubo. Ma non c’è nessuna regolamentazione per la quantità giornaliera. Ovvero la legge non fa distinzione se si emettono 100 o 1.000 o 100.000 metri cubi. Vi interesserà sapere che la ciminiera di Italcementi emette 320mila metri cubi di aria a ottanta gradi di temperatura (con relativi residui di PM10 e altri materiali, dati comunicati alla conferenza stampa) all’ora (avete capito bene all’ora): fanno 7,68 milioni di metri cubi  di aria al giorno cioè 2.803 milioni di metri cubi l’anno. Fate un po’ voi i conti. Come ha fatto notare qualcuno se una pagliuzza ti cade in testa non ti fa assolutamente niente, ma se ti cade un balla di paglia in testa ti rompi l’osso del collo. Respirate e intanto meditate: Memento homo, quod pulvis es et in pulverem reverteris
postato da: terradadda alle ore 28/02/2009 17:22 | link | commenti (1)
categorie: isola, adda, villa d adda, calusco d adda

Carvico: ciò che resta del parco

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postato da: terradadda alle ore 28/02/2009 09:30 | link | commenti (6)
categorie: carvico
venerdì, 27 febbraio 2009

Villa d’Adda: il consiglio comunale del 26 febbraio

Presenti: maggioranza 14 (assenti Turani e Pressiani); minoranza 4 (assente Posa). Pubblico 30 persone circa. Inizio 21.05 fine 23.05, durata due ore circa
Approvazione verbale della seduta del 29 gennaio 2009;
Il consigliere Arrigoni fa notare che nella votazione sulla convenzione con la ASD Villa d’Adda non si è riportato che il consigliere Perico della maggioranza si era astenuto come la minoranza. La delibera viene corretta.
Approvato con 10 voti a favore e 4 astenuti.
2. Adozione Piano di recupero “Via Caderico”;
Illustra l’assessore Paggi un piano ben congegnato e illustrato, un intervento piccolo e armonico in una piccola costruzione storica.
Approvato all’unanimità
3. Adozione Piano di Recupero “S. Andrea”; 
Il consigliere Cattaneo si allontana dall’aula perché parente del proprietario dell’area. Illustra l’assessore Paggi. Il nocciolo è la dislocazione dei due corpi degli immobili, consentita dal PRG, Paggi sostiene una versione interpretativa moderna. Arrigoni interviene dicendo che il progetto stravolge completamente il genius loci di questo antico borgo “sacro” alla collettività di Villa d’Adda. Innanzitutto si poteva pensare alla viabilità pedonale con sottopassaggio della nuova variante per mantenere l’antico percorso Porto – Borgo. C’è il problema della via Nosea che ha già questo calibro da più di vent’anni e perciò le aree che erano del privato sono di fatto usucapite del comune. Non si è pensato alla destinazione pubblica del luogo (sulla chiesa verrà messo un vincolo archeologico per le sepolture) e realtivi parcheggi. Ma la cosa più grave è la realizzazione di due nuove villette, in cambio della volumetria abbattuta, che non c’entrano nulla con il contesto: un tetto a un solo spiovente, le vetrate che guardano la chiesa. E poi da nessuna parte risultano delle prescrizioni riguardo agli scavi quando, da una relazione della dottoressa Fortunati della Sovrintendenza ai Beni Archeologici, è detto chiaramente che la gran parte delle sepolture potrebbero essere fuori dalla ex chiesa.
Progetto approvata con 10 voti a favore, 2 astenuti e uno contrario (Arrigoni)
4. Rettifica regolamento per la Commissione per il paesaggio;
Il regolamento viene modificato su richiesta della Regione Lombardia con norme più restrittive anche a proposito delle incompatibilità
Il consigliere Arrigoni rimarca la faccenda dell’Incompatibilità dell’Arch Travaglini membro della commissione paesaggio e autore del piano cave. Paggi dice che non esiste incompatibilità perché il parere sul’area è competenza del Parco Adda Nord.
Approvato 10 a favore, 4 astenuti
5. Approvazione del progetto di aggregazione industriale e territoriale di Unigas s.r.l. mediante individuazione con procedura di evidenza pubblica di partner strategico privato di minoranza: Approvazione della concessione e conferimento a Unigas s.r.l. delle quote di Blue Meta S.p.A. e successiva fusione della stessa con la società di vendita del partner strategico privato di minoranza. Deliberazioni attuative;  
Interviene a spiegare Livio Mazzola (Amministratore) ex direttore tecnico di Blue Meta e presidente di Linea Servizi. Una faccenda complessa. In pratica si da mandato a Blue meta di cedere metà delle quote a Unigas come aumento di capitale) l’altra metà verrà pagata ai soci di Unigas (quindi anche il comune di Villa d’Adda) quando verrà trovato il partner strategico. Tutta questa cosa si fa per adeguarsi alle normative di legge e a creare una società che abbia almeno un bacino di 150mila utennti considerato minimale.
Approvato con 10 voti a favore e 4 astenuti.
Arrigoni esprime alcune perplessità sul buon esito di tutta la transazione.
6. Approvazione della convenzione e dello statuto per la costituzione dell’autorità d’ambito in forma di consorzio ex. Art. 31 del D. Lgs. 267/00 e S.M.I.;
Spiega Arnoldi (Presidente) amministratore delegato di Hidrogest. Un’altra questione formale per il cambiamento giuridico dell’ATO , autorità di bacino dell’acqua. Arrigoni evidenzia che il Comune di Villa d’Adda con Hidrogest è in causa appunto contro una delibera di ATO per la cessione di Hidrogest a Uniacque.
Approvato con 10 voti a favore e 4 astenuti.
Degli ultimi due punti all'ordine del giorno ne parlo in un prossimo post.
postato da: terradadda alle ore 27/02/2009 17:03 | link | commenti (8)
categorie: villa d adda, vita da consigliere comunale

Villa d'Adda: diventa volontario per salvare gli anfibi

gev.gifDa diversi anni le Guardie Ecologiche del Parco Adda Nord, nel periodo Marzo - Aprile, svolgono, in due aree situate nel Comune di  Villa d'Adda, campagne salvataggio di anfibi evitando che attraversino sedi viarie per recarsi al fiume e riprodursi. Tra le specie che interessano la nostra zona si trovano esemplari di Rana di lataste (Rana Latastei), Rana agile (Rana Dalmatina), Rana verde minore (Rana Esculenta), Rospo comune (Bufo Bufo), Tritone crestato (Tritus Carniflex) e Salamandra pezzata (Salamandra Salamandra). Il progetto di salvataggio, patrocinato dalla Regione Lombardia è stato riconosciuto nel 2001 dal D.A.P.T.F. - Declino of Amphibians Population Task Force ed è coordinato dalla Stazione Sperimentale per lo Studio e la Conservazione degli Anfibi in Lombardia presso la Comunità Montana Valle Cavallina.

Chiunque intenda aderire all'iniziativa come volontario,  può comunicare il proprio nominativo e un recapito telefonico all'Ufficio Vigilanza Ecologica del Parco Adda Nord (ufficiovigilanza@parcoaddanord.it tel. 02-9091229 fax 029090096).  Le operazioni di salvataggio si effettuano in serate particolarmente umide e piovose quindi bisognerà munirsi di stivali, torcia elettrica, mantella o altro indumento impermeabile, guanti e giubbino rifrangente.

postato da: terradadda alle ore 27/02/2009 11:39 | link | commenti (2)
categorie: adda, istruzioni per luso, villa d adda

Carvico: c'era una volta il parco delle rimembranze

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postato da: terradadda alle ore 27/02/2009 09:43 | link | commenti (7)
categorie: carvico
giovedì, 26 febbraio 2009

Villa d’Adda: per Openpolis De Liddo diventa De Lippo

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Per i politici non esiste la privacy. Chiunque venga eletto in un consiglio comunale, provinciale, regionale o in Parlamento viene accuratamente schedato dal sito Openpolis, un database mostruoso, non esente però da errori. In uno dei quali è incappato l’Assessore allo Sport e Cultura di Villa d’Adda, Giuseppe Davide de Liddo, il cui cognome è stato storpiato in De Lippo. L’interessato può comunque provvedere a segnalare l’errore direttamente dalla sua scheda sul sito di Openpolis (vedi qui).
postato da: terradadda alle ore 26/02/2009 10:41 | link | commenti (2)
categorie: villa d adda, sulla rete

L’ignobile farsa dei referendum

Italo di lotta e di potere di Massimo Gramellini da La Stampa

Ascoltavo ieri al telegiornale il dichiaratore del Pdl Italo Bocchino sostenere con sconvolgente sincerità che sì, certo, far pronunciare gli italiani sul referendum anti-casta nello stesso giorno in cui già si recheranno alle urne per le elezioni europee e provinciali avrebbe consentito all'erario un risparmio secco di 400 milioni di euro, ma che le esigenze di cassa devono inchinarsi all'autentica priorità: mandare in bianco la consultazione popolare.
Ora, la cosa straordinaria non è che il simpatico Bocchino ammetta davanti alle telecamere che la casta ha un tale terrore di qualsiasi referendum che anziché cercare di vincerli preferisce boicottarli, spostando la data del voto nella pancia dell'estate con una spiccata preferenza per il 32 luglio. O meglio: sarebbe una cosa straordinaria in un Paese normale. Molto meno nel nostro, dove ne accadono di più straordinarie. Per esempio questa: l'onorevole Bocchino è un membro del comitato promotore del referendum. Ma non di un referendum sull'abolizione della grammatica o sulla sostenibilità ambientale delle pastiglie alla menta. No. Del medesimo referendum di cui ora, con coerenza cristallina, auspica il fallimento. C'è quindi un Bocchino di lotta che ha girato l'Italia per raccogliere firme a favore del bipartitismo. E un Bocchino di governo che si batte per vanificare l'attività del suo sosia, arrivando a giustificare uno sperpero di denaro pubblico come il minore dei mali. Attendo con impazienza l'irruzione in scena del terzo Bocchino. Quello che indirà un referendum per l'abrogazione degli altri due.

postato da: terradadda alle ore 26/02/2009 09:24 | link | commenti (6)
categorie: istruzioni per luso, sulla rete

Carvico: si tagliano gli alberi nella piazza del comune

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Cominciato l'abbattimento degli aberi nella piazza davanti al comune. Non si sono visti attivisti ecologici incatenarsi agli alberi.

postato da: terradadda alle ore 26/02/2009 09:09 | link | commenti (23)
categorie: carvico