TERRADADDA

Cronache (e opinioni) della terra intorno all'Adda a cura di Vercingetorix
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lunedì, 31 marzo 2008

Lo zen e l’arte del volantinaggio

di Vercingetorix
Come ogni buon candidato che si rispetti anche il sottoscritto si è ritrovato a fare la sua parte nel volantinaggio, cioè recapitare i volantini di propaganda elettorale nelle casella della posta dei cittadini di una determinata parte del paese che ti è stata assegnata. Quindi ci si mette le scarpe comode e si incomincia con pazienza a recapitare volantini. Una delle prime cose che maturi è la solidarietà con i postini, i quali non solo devono risolvere intricati percorsi nelle viuzze, ma devono schivare ostacoli di ogni genere, auto parcheggiate, accessi scomodi e soprattutto cani che abbaiano a chiunque si avvicina alla cassetta della posta. La seconda cosa che impari è che è meglio piegare i volantini a casa e non per strada, perché quando decidi di volantinare soffia sempre vento e i fogli ti volano dappertutto e non trovi mai il posto per appoggiarti. Ma potrebbe essere peggio, perché potrebbe piovere. Poi devi sapere bene piegare il volantino, che è di formato A4 e va piegato preferibilmente in tre sul lato più corto per farlo entrare anche nelle cassette più piccole, perché se lo pieghi a metà sul lato più lungo il volantino non entra tutto (e se resta fuori c’è sempre qualcuno pronto a sfilarlo per farti dispetto). Con il volantinaggio impari a conoscere il tuo paese davvero bene, ad accorgerti di ingressi, di stradine, di viottoli, di passaggi che non avevi mai notato di come gli abitanti del tuo paese abbiano una predilezione a erigere barriere e steccati che servono a delimitare anche il più piccolo angolo. Dopo avere frequentato molti indirizzi ti viene spontaneo di metterti dalla parte dei postini e di fare un referendum perché le cassette delle poste abbiano una grandezza minima decisamente superiore all'attuale: in alcune cassette riesci a infilarci a malapena una busta. Gli stili della cassette postali sono rivelatrici del carattere del loro proprietario, alcune sono ordinate, altre sono da scalcagnate, alcune hanno nomi illeggibili, altre sono scomodissime. E ti auguri che la cassetta della posta non sia lo specchio della casa. Per quando riguarda lo stile della cassetta sono molto gettonate le riproduzioni delle cassetta con il marchio delle regie poste. Ma dopo aver fatto un paio di giri ti prende lo sconforto perché hai la netta sensazione che i volantini non li legga nessuno: alcune cassette così piene che non ci infili  più niente. Il volantino elettorale viene scambiato per la pubblicità e la sciura che incontri spesso ti fa notare che gli stai dando fastidio con il tuo volantino. Qualcun altro ti fa capire che stai facendo un lavoro inutile, perché tanto non hanno tempo da perdere con il tuo volantino, né con quelli numerosi della lista concorrente, né tanto meno con gli altri volantini dei partiti politici che stanno arrivando a pioggia. Perché capisci che la politica – anche quella locale - è qualcosa di molto distante dalla gente. Tu continui il tuo lavoro, finisci i tuoi volantini, torni a casa e intanto mediti sull’arte del volantinaggio.
postato da: terradadda alle ore 31/03/2008 16:52 | link | commenti (1)
categorie: istruzioni per luso

Pecore a Villa d'Adda

pecore
postato da: terradadda alle ore 31/03/2008 07:51 | link | commenti (2)
categorie: cartoline, villa d adda
sabato, 29 marzo 2008

Villa d’Adda: il pericolo del bivio di Odiago

Di Vercingetorix
bivio-odiagoUno dei problemi irrisolti della viabilità di Villa d’Adda è l’innesto tra la strada provinciale per Odiago (frazione di Pontida) e la SP 169 che porta a Cisano. Come è noto, grazie alla galleria della variante e al nuovo tratto dell’asse interurbano si è venuta a creare un percorso preferenziale per tutti coloro che gravitano sull’asse Bergamo – Lecco – Como, con conseguente incremento di traffico sula SP 169 che attraversa Villa d’Adda Bassa, cioè viale delle industrie. La qual cosa rende maggiormente pericoloso l’incrocio per Odiago, e ci si augura che vi smetta mano onde evitare incidenti che molto spesso vengono evitati all’ultimo minuto solo per miracolo.
rota1
Chi arriva da Odiago non ha una buona visibilità sull’incrocio, perché la strada si immette in un punto più basso rispetto al rettilineo del provinciale, perché la vista sul provinciale a sinistra è coperta dal muro in pietra e non c’è nemmeno visibilità a destra sulla strada che sale e perché l’incrocio è posto quasi a 180 gradi e perché appunto in discesa con scarsa visibilità (vedi fotografia). In più chi arriva da Odiago e gira a destra verso Cisano – Brivio, deve fare una curva molto larga e spesso, finisce per invadere la corsia di marcia opposta.
Pur non essendo urbanisti ci permettiamo di proporre una soluzione che metterebbe in sicurezza l’incrocio e verrebbe a collegarsi con la nuova rotonda in progetto all’uscita di via Robasacchi.
Nella prima immagine si vede l’estratto del PRG di Villa d’Adda vigente nel quale (linee rosse) è inserito il progetto della nuova rotatoria nella intersezione con via Robasacchi, la qual cosa mette in sicurezza l’innesto di via Robasacchi ma non risolve il problema dell’innesto della via per Odiago anche se la rotatoria perlomeno rallenterà i pazzi che percorrono il rettilineo di viale dell’industria a forte velocità.
rota2
L’idea potrebbe essere quella che cerchiamo di rappresentare nella seconda immagine. Si tratta di realizzare sì la rotonda ma di innestarla direttamente con il bivio di Odiago per mezzo di una strada parallela (segnata in viola) che dalla strada per Odiago va nella rotonda. Mentre la strada provinciale che esce dalla rotonda seguirebbe un percorso parallelo ma separato (linea gialla). In questo modo chi arriva da Odiago non può girare a destra per Cisano – Brivio, ma deve arrivare alla rotonda dove può immettersi per andare sia in direzione di Villa d’Adda – Carvico – che in direzione Cisano Brivio. Tutto questo in assoluta sicurezza. E’ realizzabile questo progetto?
postato da: terradadda alle ore 29/03/2008 11:35 | link | commenti (5)
categorie: on the road, villa d adda
venerdì, 28 marzo 2008

Isola: comunicare cosa è e dove è

di Vercingetorix
Dobbiamo dire che non siamo per i cartelli aggiuntivi. Cioè non generalmente non ci piacciono quei cartelli stradali che si aggiungono sotto il nome del comune. Non ci piacciono molto i cartelli con il nome in dialetto del paese. Ma soprattutto aborriamo i cartelli dei gemellaggi e peggio di ogni cosa il cartello che annuncia che il comune è denuclearizzato. Ma ogni tanto qualche cartello va messo in più specialmente quando si tratta di informare il viaggiatore ignaro che quel comune appartiene ad una ben determinata comunità. E’ il caso del territorio nel quale viviamo l'Isola bergamasca, o Isola Brembana, territorio ben delimitato e riconosciuto già dal XI sec. L’isola bergamasca è quel territorio compreso tra i fiumi Adda e Brembo, delimitato a nord dal Monte Canto, una specie di grande triangolo con la punta rivolta verso il basso, composto da 21 comuni. Primo problema: moltissimi degli abitanti di dei ventuno comuni non sanno cos’è l’Isola bergamasca, né sono consapevoli di abitare in un territorio chiamato Isola Bergamasca. Secondo problema: quasi nessuno di coloro che transitano – per lavoro, per turismo – in uno dei 21 comuni sa di essere nell’Isola Bergamasca. Quindi bisogna dirglielo. E per dirglielo l’unico modo è quello di mettere dei cartelli sotto il cartello stradale posto all’ingresso del comune un altro cartello turistico con scritto “paese dell’Isola Bergamasca”. Basterebbe metterlo sotto ai cartelli dei comuni periferici, dai quali si accede all’Isola Bergamasca. E poi ci sono tutte le altre azioni di informazione da mettere in atto – corsi di educazione, materiali, depliant, internet – ma questo è un compito che svolgerà, si spera, Promoisola l’associazione per la promozione tutristica dei comuni dell’Isola.
postato da: terradadda alle ore 28/03/2008 09:39 | link | commenti (9)
categorie: isola, cartelli

Carvico: domenica festa di primavera

festa-prima
postato da: terradadda alle ore 28/03/2008 09:01 | link | commenti (4)
categorie: iniziative, carvico
giovedì, 27 marzo 2008

Skyline del Monte Canto visto dal Monte Bastia di Bergamo

canto

Da sinistra si riconoscono la Torre Italcementi, il Monte Giglio, Galgina, il Monte Canto, Il Monte Rosa sullo sfondo e la Riviera sopra Pontida e Palazzago.

postato da: terradadda alle ore 27/03/2008 07:47 | link | commenti
categorie: cartoline, monte canto
mercoledì, 26 marzo 2008

Così perdiamo il Nord

illyConosciamo personalmente Riccardo Illy (imprenditore della Illy Caffè, è stato sindaco di Trieste e Governatore uscente del Friuli Venezia Giulia) e lo stimiamo come una persona di grande rigore morale, di grande concretezza e moderazione, ma nel suo ultimo libro “Così perdiamo il Nord” (Mondadori, 98 pagine 14,50 euro) Illy fa un quadro della situazione che – con intelligenza – pone seriamente il problema della separazione del Nord Italia dal resto della nazione, un’analisi molto lucida e molto più dura degli slogan che talvolta abbiamo sentito pronunciare da esponenti della Lega Nord.
E’ un libro agile che si legge in meno di tre ore, Vercingetorix ve lo consiglia caldamente.
Di seguito riproduciamo alcuni brani scelti che servono a dare un’idea dei contenuti del libro.
“Stiamo perdendo il Nord e soltanto un sussulto di riformismo serio e coraggioso, che abbiano come principali obiettivi un riassetto istituzionale fondato sul federalismo e una nuova politica fiscale potrà restituircelo.
Quando dico “noi” parlo delle energie migliori che abbiamo nei due schieramenti politici, di quelle intelligenze laiche decise a confrontarsi sul terreno delle proposte concrete senza incatenarsi necessariamente al vincolo delle appartenenze.
Ecco perché se non vogliamo perdere il Nord consegnandolo nelle mani di un localismo gretto e asfittico dobbiamo considerare il federalismo come una scelta necessaria e non soltanto un’opzione tra le tante, o peggio, un trucco per addomesticare il malcontento.
L’Italia è stata salvata dall’Euro. Ecco allora l’altro paradosso: soltanto adesso che siamo in Europa – quell’Europa tanto criticata dal Carroccio – la secessione può essere considerata un’ipotesi realistica. Soltanto sulla carta però. La dilagante insofferenza verso tutte le istituzioni, infatti, ha sottratto peso specifico e capacità d’attrazione: i cittadini hanno perso fiducia e sembrano più inclini alla rassegnazione che alla rivolta.
Il federalismo rimane più che necessario se vogliamo davvero arginare il progresso di disgregazione sociale in atto e ricucire un rapporto tra cittadini e istituzione.
L’Italia è stata governata per secoli dalla monarchia e quindi nel cittadino sopravvive molto spesso una mentalità da suddito. L’avvento della Repubblica purtroppo non ha mutato granché questo atteggiamento: lo spirito di sudditanza verso la famiglia reale si è trasferito su dirigenti e funzionari della pubblica amministrazione.
Così il cerchio si chiude: con una politica che abdica alla sua funzione di indirizzo e una burocrazia arcigna, se non addirittura ostile, i cittadini si trasformano in sudditi che elemosinano una cortesia invece che pretendere il rispetto di un diritto”.
postato da: terradadda alle ore 26/03/2008 09:12 | link | commenti (10)
categorie: istruzioni per luso, lbri

Il voto utile

salvadanaio
postato da: terradadda alle ore 26/03/2008 08:29 | link | commenti
categorie: ridiamoci sopra
martedì, 25 marzo 2008

Calusco: semifinali di Neverland

neverland
postato da: terradadda alle ore 25/03/2008 07:09 | link | commenti (7)
categorie: iniziative, calusco d adda