Il Piano Territoriale Regionale (PTR) ha, in base alla l.r. 12/2005, natura ed effetti di piano territoriale paesaggistico, si è quindi proceduto nel nuovo PTR ad integrare ed aggiornare il precedente Piano Territoriale Paesistico Regionale approvato nel 2001, in linea con la "Convenzione Europea del paesaggio" e con il D. Lgs. 42/2004.
Le nuove misure di indirizzo e di prescrittività paesaggistica tengono infatti conto delle priorità e degli obiettivi messi a sistema dal Piano Territoriale Regionale, e questo ultimo, viceversa, delinea nella declinazione di orientamenti, obiettivi tematici e azioni per lo sviluppo futuro del territorio lombardo, le modalità di integrazione con gli obiettivi di tutela, valorizzazione e riqualificazione dei paesaggi di Lombardia.
territorio. Sono molto interessanti alcune delle mappe allegate al piano. Nella prima si vede come l’area metropolitana della grande Milano (colore viola chiaro) è dilagata fino a comprende tutta la provincia di Milano e l’area pedemontana. Metà dell’Isola, fino all’altezza di Calusco è già compresa nell’area metropolitana, mentre restano fuori i comuni che si abbarbicano sul monte Canto (la liena nera sopra è la statale Briantea). Nella seconda immagine si vedono indicate le di valore naturalistico, in verde tratteggiato il Monte Canto e in verde il parco dell’Adda Nord, mentre in nero-viola le aree urbanizzate. Nella terza immagine si vedono ancora le aree verdi, la zona grigia è l’altopiano che costituisce la gran parte della pianura dell’Isoala Bergamasca, mentre in azzurro si evidenziano gli avvallamenti dell’Adda e del Brembo. Negli allegati sono indicati i luoghi privilegiati dell’identità territoriale. E’ sorprendente che nel territorio che ci riguarda da vicino siano stati inseriti il comune di Imbersago, l’Abbazia di Pontida e il Tempio di San Tomé a Almenno. Possibile che non si sia riusciti ad inserire l’abbazia di Fontanella e qualche altro monumento dell’Isola Bergamasca?
Non è bello da dirsi, ma il caco non se lo caga più nessuno (per usare un linguaggio da adolescenti): il caco non se lo fila più nessuno, colpa forse di un nome “cacofonico”. L’ultimo momento di gloria mediatica di questo frutto è stata la citazione della canzone “La terra dei cachi” di Elio e le Storie Tese.Di Vercingetorix
Abbiamo visto come riguardo al comune di Calusco d’Adda, inusualmente, il Giornale di Merate, nelle pagine Cronache dell’Isola, si è fatto più portatore delle istanze della minoranza che non della maggioranza (lo avevamo già evidenziato qui). E fin qui affari loro, ogni giornale decide cosa vuole fare, potrebbe mantenere un tono neutro e distaccato rifacendosi alla pura cronaca, ma se lo ritiene può schierarsi da una parte politica. Il giudizio lo danno poi i lettori.
Infatti anche nel Giornale di Merate oggi in edicola, due ampi articoli sono dedicati alla minoranza del Consiglio comunale di Calusco, con titoli grandi e persino due belle foto dei consiglieri di minoranza.
Il primo articolo è illuminante. “Punto prelievi, perché non riapre? Lineacomune ha chiesto al sindaco di attivarsi per riportare il servizio in paese. In consiglio si è parlato anche dell’inquinamento e della chiusura di Informagiovani”. Testo: “Un’opposizione agguerrita si è presentata al consiglio comunale di ieri sera, lunedì, con tre interrogazioni su altrettanti tempi peraltro già messi in evidenza sui cartelli che Lineacomune ha esposto in paese…”.
L’altro articolo: “La maggioranza esce dagli enti che operano per la pace”. Testo: “Ha suscitato roventi polemiche all’interno dell’opposizione la decisione dell’Amministrazione comunale discussa ieri sera, lunedì, in consiglio: rescindere l’adesione del coordinamento provinciale e quello nazionale degli enti locali per la pace…”.
Allora l’italiano è l’italiano, e i tempi dei verbi sono chiari. Da come sono scritti i due articoli sembrano il resoconto della cronaca del Consiglio Comunale di ieri sera, al quale noi abbiamo partecipato, e di cui abbiamo dato il nostro resoconto nel post precedente, e quindi sembrerebbe che il cronista del Giornale di Merate sia stato presente in aula a seguire il dibattito.
Ma se si continua a leggere gli articoli si noterà che ci sono solo i testi delle interpellanze delle minoranze e le tesi sempre delle minoranze, e da nessuna parte c’è la risposta alle intepellanze medesime. Curioso, no? Si pubblica il testo delle interpellanze, ma senza dara la risposta. Una informazione molto obiettiva. Se il cronista c’era perché non ha riportato anche le repliche? Ad un certo punto si dice anche, nel primo articolo “Il tema è stato iscritto per la sua discussione anche all’ordine del prossimo consiglio comunale”. Cosa che non è stata detta in consiglio.
Tra l’altro se il cronista del Giornale di Merate fosse stato presente avrebbe dato notizia che le interpellanze erano state spostate in coda al consiglio, con le rimostranze della minoranza.
Bisogna però spiegare alcuni dettagli tecnici a chi non è pratico di come si fanno i giornali. Il Giornale di Merate, seppure in formato di carta da giornale è un settimanale, e chiude la sua impaginazione tra venerdì e sabato. Soltanto se accadono fatti di eccezionale gravità, ma entro la mattinata di lunedì, è in grado di darne notizia il giorno dopo, martedì, giorno di uscita. Solo se i fatti sono di eccezionale gravità e se sono particolarmente svelti a disfare il giornale.
Il consiglio comunale di Calusco è finito dopo le 23,30 di ieri sera, lunedì, e un cronista per quanto molto veloce avrebbe dovuto impiegare un’altra mezz’ora per scrivere il pezzo, mandarlo al giornale per l’impaginazione. Il iornale di Merate non aspetta mezzanotte di lunedì per inserire il resoconto di un consiglio comunale.
Non lo fa nemmeno l’Eco di Bergamo, che pure è un quotidiano vero e proprio (esce tutti i giorni) e ha una possibilità di chiudere alcune pagine anche a tarda notte, ma purché si tratti di fatti gravissimi. Forse se ieri sera al termine del consiglio comunale si verificava un fatto di sangue, che so l’assassinio del Sindaco da parte di uno squilibrato, e se ci fosse stato il cronista de l’Eco la notizia sarebbe apparsa oggi su l’Eco di Bergamo. Ma siccome a parte qualche polemica non è successo niente di grave, se il cronista de l’Eco era presente al consiglio vedremo comparire l’articolo del resoconto del consiglio comunale su l’Eco di domani, mercoledì, oppure il giorno successivo. Non c’è particolarmente fretta.
Qualcuno particolarmente ingenuo potrebbe pensare che i cronisti del Giornale di Merate hanno la sfera di cristallo e quindi erano in grado di prevedere il futuro.
Ma le cose sono andate in un altro modo: il cronista (o i cronisti compiacenti) ha preconfezionato l’articolo e ha riferito di “roventi polemiche” che si sono poi puntualmente verificate, quindi il cronista ha sentito solo quelli dell’opposizione che gli hanno detto : “vedrai che casino faremo in consiglio”.
Si può essere di parte nel riferire l’informazioni, ma essere faziosi fino a raccontare ciò che non succede è grave. Molto grave, gravissimo se lo ha commesso un giornalista con in tasca la tessera dell’Ordine dei Giornalisti.
Non so se avete presente il tennis: anche tu giochi meglio se ti incontri con uno più bravo di te, mentre giochi male se ti incontri con uno che gioca peggio di te. Questo esempio per sintetizzare il consiglio comunale di Calusco di ieri sera. Un consiglio che certo non ha brillato per il livello degli interventi, da una parte e dall’altra. Come diceva Pazzaglia, nell’Altra domenica di Renzo Arbore: “il livello è basso”. Colpa dell’inesperienza dell’attuale maggioranza e della pretestuosità di certi interventi della minoranza (ex maggioranza nella precedente legislatura, che invece le regole di ingaggio in consiglio le dovrebbe conoscere). I toni si sono esasperati inutilmente. L’assessore Cocchi e la consigliera Viscardi hanno continuato a battibeccare tra di loro, segno di antica ruggine tra i due (ma che francamente in un consiglio comunale avanzano), il “traffico” poteva essere meglio diretto dal Sindaco e in questo senso si rimpiange che il comune di Calusco non abbia istituito nel suo statuto la figura del presidente del consiglio che poteva essere impiegata proficuamente in questa assemblea.
In giornate magnifiche come oggi, quando l'aria è tersa, quando al tramonto il cielo sembra incendiarsi, guardate in direzione sud ovest: quella punta che emerge dall'orizzonte è il Monviso (3841 m.).