La località si chiama Porto di Villa d’Adda. Un termine un po’ esagerato. E’ vero che è il punto dove attracca il traghetto, a ma a parte questo la località in riva al fiume Adda è più che altro un deposito di imbarcazioni. Ci sono una ventina di barchette di plastica legate alla barriera in ferro sulla riva proprio accanto alla strada. Per lasciare la propria barca in riva al fiume non si paga nulla bisognerebbe chiedere un permesso alla polizia municipale che rilascia un numero con cui identificare la barca. Di questi numeri ne abbiamo visti solo alcuni. La maggior parte della barche messe lì sembra abbandonata a sé stessa. Come quella che si vede in primo piano nella fotografia: sono venti giorni che non piove e dentro c’è ancora l’acqua, segno che questa imbarcazione non viene usata. Abbiamo la sensazione che poiché non costa nulla parcheggiare la barca molti ne approfittino per lasciare lì la barca piuttosto che mettersela in garage. Chissà perché dall’altra parte della riva del fiume a Imbersago la situazione non è questa. Non si può fare qualcosa perché il porto di Villa d’Adda abbiamo un migliore decoro? Basterebbe poco, basterebbe far pagare un minimo la concessione per l’attracco della barca e forse allora anche i proprietari avranno maggiore cura delle loro barche. Della cosa ne avevamo parlato già molti mesi fa (vedi qui) ma evidentemente il decoro del porto di Villa d’Adda non interessa a nessuno.
Lo sapete che noi di Terradadda da tempo ci battiamo contro l’iniquo tributo che ingiustamente tutti noi proprietari di terreni e di immobili dobbiamo versare al Consorzio di Bonifica della Media Pianura Bergamasca. Ci siamo battuti a suo tempo per ottenere una rappresentanza nel Consorzio (senza ahinoi riuscirci), ma continuiamo a batterci perché questa odiosa imposizione venga abolita. Avevamo già scritto di una proposta di legge che andava in questo senso (vedi qui). Adesso c’è un’altra sentenza che va nella direzione di quanto noi sosteniamo da tempo.
Sezioni unite civili della Cassazione: la valutazione spetta ai giudici tributari. Criterio dell'utilità per contributi e terreni scelti
Freno ai poteri impositivi dei consorzi di bonifica. Deve essere rispettato il criterio dell'utilità tanto nell'individuazione dei terreni coinvolti quanto nella determinazione del dovuto. E spetta al giudice tributario compiere questa verifica.
Le sezioni unite civili della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16428 del 26 luglio 2007 (presidente Vittoria, relatore Cicala), intervengono nella dibattuta materia dei contributi dei consorzi accusati dagli oppositori di estendersi coinvolgendo immobili che non traggono beneficio dall'attività consortile. Chiedendo contributi a chi pur sarebbe astrattamente compreso nel consorzio ma non trae beneficio concreto perché i soldi andrebbero in spese generali e non in opere di bonifica. In questa direzione la sentenza n. 36/05/07 del 30 maggio 2007 della Commissione tributaria regionale dell'Umbria (presidente Renzo, relatore Quarchioni) ha affermato: «Il contributo consortile non può diventare un'imposta fondiaria, deve restare un contributo per opere a vantaggio del fondo».
Se avete percorso la variante Villa d'Adda - Carvico avrete notato all’accesso del nuovo tratto di strada (su entrambi i lati) il cartello azzurro con la sagoma di un’automobile come quello che vedete nella fotografia. Il cartello significa che la strada è percorribile solo con veicoli a motore, motociclette(di qualsiasi cilindrata), automobili, camion,
ecc.
ai più, onde evitare problemi non sarebbe il caso di metterci anche i tradizionali cartelli di divieto di transito per pedoni e ciclisti? Meglio un’informazione in più che una in meno, specie quando si tratta dell' incolumità delle persone.
Finalmente venerdì sera c’è stata l’apertura della variante Villa d’Adda Carvico, e anche se mezzo mondo è ormai in ferie, i benefici già si notano soltanto 48 ore dopo l’inaugurazione. Niente più traffico pesante nei centri di Carvico e Villa d’Adda, maggiore tranquillità, meno inquinamento. Adesso però bisogna vedere come funziona a regime la variante e per scoprirlo bisognerà attendere i primi di settembre quando riaprono le scuole. Ci sono però alcuni aspetti della variante che non ci convincono sotto il profilo della sicurezza. Ecco quali sono, partendo dalla rotonda della Valtulina di Carvico andando verso Villa d’Adda.Anche ieri si è superata la soglia di allarme della concentrazione di ozono rilevata dalla stazione ARPA di Calusco (il link è nella colonna a destra del sito). Il valore limite è di 240 ng/m3, ma ieri è stata raggiunta quota 251 ng/m3. Già qualche giorno fa era già stata superata la soglia di allarme (ne avevamo parlato qui) con un valore 252 ng/m3. Che sta succedendo?
La prima buona notizia è che hanno sistemato il cartello alla rotatoria di via Pedrinelli (incrocio SP 166 e SP 169): è stato tolta l’indicazione per Lecco (ne avevamo parlato qui)e reso visibile il cartello che vieta l’accesso ai mezzi pesanti (vedi foto 1). Qui il cartello che indica
Milano fornisce una distanza di 45 chilometri. Il cartello messo 800 metri dopo alla rotonda della Valtulina (vedi foto 2) indica Milano a 35 chilometri. In ottocento metri non si possono esser fatti 10 chilometri. Quale cartello ha ragione? Il primo Milano (il centro di Milano) consultando
Google Earth dista da Carvico 45 chilometri e qualcosa) però prendendo la strada da Calusco, Verderio, Vimercate, ecc. Se si prende l’autostrada a Capriate i chilometri (sempre per il centro di Milano, uscendo a viale Forlanini). diventano 54. Ci sono poi i nuovi cartelli della variante che indicano correttamente la direzione Lecco, Como e Villa d’Adda, ma a questo punto per facilitare gli automobilisti si poteva anche indicare Brivio e Cisano Bergamasco. Si è sempre in tempo a metterli dopo.
Grande partecipazione popolare. Un sacco di gente. Sindaci con fascia tricolore come piovesse. Polizie municipali in alta uniforme, Carabinieri, Polizia dello Stato, Guardie Forestali. Nel frattempo la banda suonava motivetti vari tra i quali "Brazil". Ol Betù, alias il Presidente della Provincia Valerio Bettoni, è arrivato alle
18,25. E giustamente si è scusato per il ritardo. Ha fatto un discorso piano e diretto – assai condivisibile - come suo stile, intercalato con quei motti in bergamasco che fanno molta presa. Sintesi:
“Guardiamo avanti, ci sono stati dei problemi, li abbiamo affrontati, abbiamo speso il doppio dei soldi preventivati, ma seppure tardi i risultati li abbiamo raggiunti. E adesso ci sono altri interventi per il bypass di Cisano e la viabilità del lato ovest della Provincia”.
Serafino Carissimi, sindaco di Villa d’Adda, in giacca rossa di circostanza (che sta a significare la sua appartenenza), ha riassunto la vicenda della variante che è iniziata nel lontano 1993 con una proposta dell provincia di variantina (che dal cimitero doveva arrivare a Volpino), poi abbandonata in favore dell’attuale
variante. Tra le tante cose Carissimi ha ricordato l’impegno della ditta Locatelli e Manuel un giovane operaio che qui ha lavorato stroncato da un male incurabile. Pressoché
inascoltati gli interventi di prammatica dei sindaci di Carvico e Calusco. Poi ancora gli interventi degli assessori provinciali Milesi e Sonzogni che hanno sottolineato le difficoltà. E’ intervenuto anche il proprietario dell’impresa Luca
Locatelli che ha ricordato le notevoli difficoltà dell’inaugurazione dell’opera. A Carissimi alla fine gli hanno messo in mano un mazzo di rose per festeggiarlo, neanche fosse una miss. Dopo di che benedizione del parroco di Villa
d'Adda don Renato del Bello, Poi inno nazionale e alle 18,48 il taglio ufficiale del nastro del quale non abbiamo l’immagine perché travolti dalla calca di gente (la vedrete domani sui giornali). Molti applausi tra il numeroso e debordante pubblico. Poi tutti senza ritegno si sono avventati sul rinfresco gentilmente offerto. Tutto sommato bella cerimonia senza eccessi e senza troppi salamelecchi. Tanta gente presente che stava a significare le aspettative degli abitanti di Villa d’Adda e Carvico che attendevano questa opera stradale fondamentale. La strada è poi stata veramente aperta al traffico automobilistico intorno alle 20,15. Tutto è bene ciò che finisce (anche se tardi) bene. Ma … (il seguito ai prossimi post).
Fervono gli ultimi preparativi per l’apertura della variante. Gli stradini di Villa d’Adda e Carvico, i cantonieri della Provincia stanno correndo per preparare gli ultimi dettagli. La nuova strada è stata accuratamente spazzolata all’alba. Si fanno gli ultimi ritocchi ai cartelli. Alla rotatoria di via Pedrinelli a Carvico (tra la SP 166 e la SP 169) sono già stati posizionati i cartelli con il divieto di accesso ai mezzi pesanti (escluso residenti e carico e scarico) basta solo togliere la plastica nera che li copre. Però perché indicare la direzione Lecco (27 km) verso i centri storici di Carvico e Villa d’Adda? Questo indirizzerà in quella direzione gli automobilisti e magari anche qualche camionista che non conosce bene i luoghi. Ricordiamoci che le nostre strade sono percorse ogni giorno da camionisti che vengono da ogni parte del mondo e che spesso non parlano nemmeno l’italiano. In più moltissimi automobilisti e camionisti si affidano al navigatore satellitare, e finché la mappa satellitare non verrà aggiornata con l’aggiunta della variante in galleria (ma qualcuno della Provincia o della Regione potrebbe già adoperarsi per segnalarlo ai vari Tom Tom e Garmin), il navigatore indicherà ancora la vecchia strada.
Lo sappiamo oggi è il gran giorno. Tra meno di dieci ore si aprirà la tanto attesa variante Villa d’Adda – Carvico. Alle 18 ci sarà una folla di autorità per il taglio del nastro. Sindaci, assessori, consiglieri comunali, consiglieri provinciali, consiglieri regionali, parlamentari, l’immancabile tagliatore ufficiale di nastri Valerio Bettoni, ol Betù, Presidente della Provincia. Si dice che
verrà anche il presidente della Regione Roberto Formigoni,e fors’anche un ministro. Insomma sono rimasti solo posti in piedi. In queste poche ore però tra gli abitanti dei due paesi insieme alla gioia per l’evento, insieme al disappunto per i ritardi con i quali l’opera è stata realizzata, comincia a farsi strada un inaspettato sentimento di nostalgia. Tra poche ore tutto sarà finito, molti di coloro che abitano sul percorso della SP 169 o ci passano tutti i giorni cominceranno a provare la nostalgia, quel disagio dovuto
alla mancanza di una cosa che ti è familiare. Ce la faremo ad abituarci alla mancanza dei vetri e dei lampadari che vibrano al passaggio di ogni TIR? Ce la faremo ad abituarci senza quel fumo nero che si deposita sui polmoni e sulle finestre? Ce la faremo a fare a meno del rumore incessante dei camion che ingranano una marcia, delle accelerate improvvise,
delle brusche frenate, riusciremo a prendere sonno lo stesso? La vita scorrerà tranquilla senza più quel pizzico di brivido quotidiano quando il TIR passandoti a pochi centimetri ti risucchia nella sua scia, quando due TIR si incastrano nella strettoia, quando l’autoarticolato che scende a 80 all’ora dalla discesa di Peschiera punta nella tua direzione di anziano o bambino che stai lentamente attraversando le strisce? Cosa faremo senza più provare quella sensazione eccitante di pericolo nel sapere che un TIR che ha preso la rincorsa ti può entrare nel tinello di casa mentre stai guardando il telegiornale? Ce la faremo senza tutto questo?
Su tutto il percorso della SP 169 (dovremmo dire ormai la vecchia SP 169) che attraversa il paese di Villa d’Adda sono stati messi cartelli come quello che vedete nella foto scattata alla rotonda di Volpino, con un grande -1. Manca un giorno al D-Day al giorno fatidico della liberazione dal traffico pesante del paese rivierasco quando verrà inaugurata e aperta la tanto attesa galleria con variante. In paese si preparano colossali festeggiamenti. Tutti pronti ad aprire le bottiglie migliori. Qualcuno giura che per l’occasione riuscirà a fare bere fino all’ebbrezza anche il primo cittadino Serafino Carissimi che come è noto – ahinoi - è astemio.