Riccardo Illy è un imprenditore di successo (la sua famiglia è quella della nota marca di caffè) prestato alla politica. Eletto come indipendente prima come sindaco di Trieste, poi come Parlamentare e poi per due mandati (il secondo in corso) come presidente della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia. Ha pubblicato qualche mese fa un libro: “La Rana cinese", Mondadori, 14 euro). Il titolo fa riferimento a una storiella verosimile. Se metti una rana nell’acqua fredda e la porti lentamente all’ebollizione, la rana non si accorge del lento progredire della temperatura, e muore bollita. Se invece la butti nell’acqua calda, la rana si scotta, ma balza fuori dalla pentola e si salva, seppure con qualche danno. E’ una metafora che si può applicare a molti settori della vita. In particolare al mondo economico con riferimento alla competizione globale dei mercati stranieri sempre più pressante ma soprattutto al settore della vita pubblica e politica, dove Illy ha acquisito una lunga esperienza.
Fortunatamente, per certi versi, l’inverno 2006/2007 verrà ricordato come uno dei più miti degli ultimi duecento anni. Per questo la notizia della non entrata in funzione della centrale di teleriscaldamento di Calusco d’Adda è passata inosservata. La centrale, come detto ai megafoni della stampa locale, doveva entrare in funzione lo scorso novembre (parole, parole, promesse, promesse) e avrebbe dovuto essere alimentata dalla legna del Monte Canto, attraverso un progetto di filiera bosco-energia messo a punto dal PLIS del Monte Canto. Ad oggi la centrale di teleriscaldamento non è entrata in funzione, per una serie di ritardi e problemi tecnici. Tra qualche giorno dovrebbe essere effettuato l’allacciamento dell’Enel e la centrale entrerà in funzione solo poche ore per essere collaudata. D’altronde non avrebbe potuto funzionare perché la legna del Monte Canto non è ancora stata tagliata, e tra due giorni finisce la stagione silvana (aggettivo che non è relativo a un nome proprio, ma alla selva, il bosco), cioè il periodo entro il quale è permesso – per le norme della Regione Lombardia – tagliare la legna dei boschi, e quindi da dopodomani nessuno potrà più tagliare la legna nei boschi del Monte Canto. Non soltanto ma al momento nessuno di coloro che hanno tagliato autonomamente (significa senza finanziamenti, senza contributi, senza il PLIS, senza niente) la legna (come quello che ha tagliato la legna raffigurata nell'immagine), nonostante le richieste, non sanno come consegnare la legna a Linea Servizi (la società proprietaria dell’impianto di teleriscaldamento, e dell’impianto di cippatura del legno) né se e come verrà loro pagata.
Nel PRG è segnata in rosso una nuova strada che da via Cadernoldo porterà a Carvico (nella zona del Serraglio). Più che una nuova strada di tratta dell’allargamento di due stradine sterrate (larghe poco più di un sentiero) denominate via Cornelle e via Cornalida, che passano in mezzo al bosco e sono delimitate sui lati da muri e recinzioni.
Nelle tre immagini successive alle mappe vedete il percorso attuale salendo da Carvico, via Cornalida, via Cornelle. Nella quarta immagine il tratto in salita da via Cornalida alla Corte del Noce (via Biffi).
La seconda domanda è: non è meglio invece collegare Carvico con via Biffi passando per la zona dove c’è il ristorante la Corte del Noce?
Il collegamento tra Carvico e via Biffi risolverebbe anche il problema della strettoia di via Alzata (di cui abbiamo parlato qui e qui) senza abbattere nessuna delle vecchie case, creando la tanto attesa via di fuga per tutta la parte alta del paese (Valle e località circostanti). La possibilità è stata anche presa
in esame dal Sindaco di Villa d’Adda come riportato su Illecodibergamo (vedi qui).
Secondo anche facendo la strada dalla Corte del Noce fino a Carvico resta sempre cosa fare in via Biffi che non ha nessun problema in altezza, ma è stretta anche se non strettissima, e andrebbe opportunamente allargata (però sembra che la cosa si in linea di principio fattibile dal momento che alcuni proprietari di case hanno chiesto di realizzare dei garage interrati e quindi le due cose potrebbero andare di pari passo). Terzo: il problema ambientale. Nessuno farà opposizione perché si fa una nuova strada carrabile nel bosco?
Da qualche giorno sono state pubblicate le statistiche del Ministero delle Finanze per il calcolo dell’addizionale IRPEF, statistiche che mostrano i redditi delle persone fisiche paese per paese relativo all’anno fiscale 2004 (un po’ in ritardo, perché in un paese che è la settima potenza mondiale economica ci aspetteremmo già di poter leggere i dati dell’ultima dichiarazione dei redditi 2005 presentata nel 2006). Abbiamo dato un’occhiata ai dati di alcuni paesi dell’Isola bergamasca e abbiamo scoperto che Villa d’Adda conquista il titolo per il maggior reddito pro capite (tutti i dettagli su numero di contribuenti e fasce di contribuzione li vedete nell’immagine sopra). Il gettito totale di Villa d’Adda è di 52.777.356 euro attribuibile a 2.411 contribuenti per un reddito medio di 21.890 euro virgola qualcosa. Al secondo posto Sotto il Monte con gettito di 43.191.632 euro, 2.015 contribuenti, reddito medio 21.435 euro. Al terzo posto Carvico: 52.083.894 di gettito, 2.492 contribuenti, 20.900 euro di reddito medio. Seguono Solza con 18.672.299 di gettito, 899 contribuenti e 20.770 euro di reddito medio e Calusco d’Adda con 90.830.024 euro di gettito, 4.672 contribuenti e 19.441 euro di redito medio pro capite.
Si apre oggi, e durerà fino al primo aprile, al castello di Solza, la mostra "L'Immagine e la parola". E' aperta solo nei fine settimana e durante la settimana su prenotazione al 035.4948138. Organizzata dal comune di Solza con l'associazione Lunanuova è una mostra dedicata ai libri antichi pubblicati tra il cinquecento e il novecento. Tra i volumi in mostra ve ne sono alcuni di pregevoli come alcune edizioni rare di titoli famosi tra le quali un "Vocabolario dell'Accademia della Crusca" del seicento e "Lo Spirito delle leggi" di Montesquieu del settecento. C'è anche uno spazio dedicato ai libri per bambini.
Oggi la questione dei lavori di via Messo e di Alzata è finita sulle pagine de Illecodibergamo. Alla vicenda Terradadda aveva già dedicato alcuni post (l’ultimo di via Messo qui, l’ultimo di Alzata qui). Gli articoli del giornale orobico li trovate qui cliccando sulle due icone: 

Ricordate la notizia della sistemazione di via Gavardo (vedi qui) il Comune di Villa d’Adda ha deciso di sistemare il tratto iniziale di via Gavardo con il rifacimento del muro di pietra al belvedere dell’acquedotto, in parte crollato e pericolante e con la posa di due liste di pietra nel tratto iniziale. I lavori di demolizione e costruzione sono durati tre settimane. Il muro in pietra (che ha oltre un secolo di storia) è stato rifatto in cemento armato ma non nello stesso modo. Il muro prima non era perpendicolare ma in pendenza e alto più di un metro e sessanta. Adesso il muro è a piombo sulla scarpata sottostante e alto solo un metro e dieci rispetto al livello della strada soprastante. E in più il muro non è stato raccordato come si deve al muro preesistente. In questo modo la strada nel punto più vicino alla piazzola del belvedere si è allargata di circa un metro. Il muro in cemento armato anziché essere rivestito in pietra come detto e annunciato sui giornali è stato semplicemente strullato, ovvero intonacato con calce e ghiaietto. Se è stato strullato significa che non verrà mai più ricoperto con le pietre come programmato. Il risultato come si può vedere nella prima foto nel lato che dà sulla strada è una boiata pazzesca. Un pugno negli occhi terrificante che la dice lunga dell’attenzione al paesaggio in questo comune.
Come si dice in Veneto: “peso el tacon del buso, peggio la pezza del buco”.
Primo giorno di primavera. Procedono alacremente i lavori per la realizzazione delle rotatorie a Carvico (la SP 166 e all’incrocio con la SP 169) , ormai in via di completamento. Entrambe le rotonde sono state dotate di un marciapiede in cubetti di porfido e all’interno di ognuna è stata posta una montagnetta di terra che verrà presto inerbita. Sono già al loro posto i pali dell’illuminazione stradale. Ma nella rotatoria vicino al ristorante albergo Giovanni, di fronte alla Imec e alla Carvico è spuntato un coso, che potete vedere nella foto. Una specie tronco di cono molto appuntito che assomiglia a un missile oppure alla punta di un grattacielo. Qualcuno sa cos’è, a cosa serve e se vuole rappresentare qualcosa?di Vercingetorix
ALZATA : Le forche caudine
A grande richiesta dedichiamo la seconda puntata sulla conoscenza del Piano Regolatore Generale di Villa d'Adda alla località Alzata. Alzata è una delle località più antiche del paese, risale ad epoca medioevale. Tanto è che gli edifici sono classificati come zona A "Nuclei di Antica Edificazione". E' il punto di passaggio obbligato per raggiungere le località Valle, Tassodine, Messo, Rigorida, Malmetida, Pradella, Mazzo e Gavardo. E' una strettoia dove i grandi mezzi non riescono a passare. Più volte in questo punto sono transitati mezzi di grandi dimensioni che hanno danneggiato i muri degli edifici adiacenti, con somma incazzatura degli abitanti del luogo. Per sopperire a questo il Comune di Villa d'Adda ha messo dei cartelli con una sbarra che vietano il passaggio ai mezzi più larghi di 2,30 metri e più alti di 3,20 metri. Non soltanto, l'Ufficio Tecnico prescrive espressamente che per tutti i lavori che si effettuano a monte di questa strettoia vengano usati dei mezzi di dimensioni apposite. Nonostante i divieti talvolta passano dei mezzi più alti e più larghi (vedi anche quello in fotografia che è passato giusto a pelo) rischiando ogni volta di incastrarsi bloccando la circolazione con grave rischio in caso di emergenza. Più di una volta la sbarra è stata divelta da mezzi più alti. La sbarra si può aprire e le chiavi le hanno alla Polizia Municipale. In alcuni casi la sbarra è stata aperta per consentire il passaggio si mezzi più alti, in altri casi invece il permesso di aprire la sbarra è stato negato. Sta il fatto che chi costruisce a monte della strettoia deve usare mezzi piccoli e fare a meno delle betoniere con conseguente notevole aggravio dei costi.
In un precedente PRG era previsto che la strettoia di Alzata venisse aggirata realizzando una nuova strada che da Carvico saliva lungo il torrente Grandone e sbucasse alla Malmetida. Il progetto però è stato bocciato dalla Regione Lombardia. Il PRG ora prevede che la strettoia venga allargata. Vedete nel particolare della mappa ci sono due piccole righe rosse significa che lì è previsto l'abbattimento. Le norme del PRG prevedono che in cambio di quell'abbattimento il proprietario (o proprietari) potranno edificare una certa altra cubatura. Per l'intervento il comune ha già stanziato più di centomila euro. Ci sono alcune cose da capire. Prima di tutto il Comune riuscità a convincere i proprietari ad abbattere la casa e traslocare altrove? Era proprio necessario demolire edifici storici per allargare la strada? Ma soprattutto non si potevano programmare meglio i tempi di sviluppo del territorio, ovvero non era meglio prima provvedere a creare un accesso adeguato alla zona di Valle e poi permettere la costruzione di nuovi edifici?