TERRADADDA

Cronache (e opinioni) della terra intorno all'Adda a cura di Vercingetorix
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mercoledì, 28 febbraio 2007

Monte Canto: lo smantellamento della teleferica, la telenovela continua/3

di Vercingetorix
telef-pontidaRicordate? Un cittadino aveva chiesto informazioni per sapere quando sarà smantellata la teleferica dell’Italcementi che passa sul Monte Canto (ne abbiamo già parlato qui e qui). Già perché sui giornali certi amministratori dicono che la teleferica si toglierà, ma nessuno si premura di dire come e e quando. Sicché ci sono cittadini curiosi che si ricordano le promesse degli amministratori e chiedono di sapere quando verranno mantenute. Questa semplice informazione un cittadino l’ha chiesta prima al Comune di Calusco d’Adda, il quale ha rimandato alla Provincia di Bergamo, dopo aver richiesto alla Provincia il cittadino lo ha chiesto nuovamente al Comune di Calusco. Nel frattempo sono giunte le risposte della Provincia di Bergamo e quelle del Comune di Calusco, che riproduciamo qui di seguito. E si commentano da sole.
Il cittadino ha chiesto solamente di sapere quando la teleferica verrà smantellata, invece di tutto questo via vai di lettere e protocolli (ovvero tempo e denaro pubblico) che si trincerano dietro la forma non bastavano due righe che dicevano: caro cittadino L’Italcementi si è impegnata a rimuovere la teleferica entro e non oltre la data tale. Saluti.
Invece no le burocrazie di Comune e Provincia spendono ore e svariate lettere scritte trincerandosi dietro il rispetto della forma. Tradotto in altre parole stanno dicendo al cittadino: non è che ti voglio negare l’informazione, ma c’è una forma da rispettare, quindi l’informazione la puoi chiedere alla Provincia, la quale ha l’informazione ma chiede alla ditta di dirgliela in maniera formale per attendere alla formalità della richiesta del cittadino, e il comune ribadisce che avendo che l’informazione è delle Provincia e anche se il Comune ha questa informazione tu la devi chiedere formalmente a loro.
Ecco uno splendido esempio della burocrazia all’italiana, che non viene fatta da burocrati di regioni del meridione (dove si sarebbero potuti beccare l’accusa di lassismo e bizantinismo), ma da strutture amministrative di una delle regioni più ricche ed efficienti del mondo.
Dire che tutto questo è fantozziano è dire poco.
Eccovi il carteggio.
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Provincia di Bergamo
Bergamo,15 FEB 2007
Oggetto: Richiesta informazioni
Teleferica della ditta Italcementi spa
Spett.le Italcementi S.p.A. Via Camozzi 121 Bergamo
Spett.le Comune di 24030 Palazzago
Spett.le Comune di 24039 Sotto il Monte Giovanni XXIII
Spett.le Comune di 24030 Carvico
Spett.le Comune di 24030 Pontida
Spett.le Comune di 24033 Calusco d’Adda
Con riferimento all'oggetto, si comunica che un cittadino, in data 2 gennaio 2007, ha presentato istanza al Presidente della Provincia di Bergamo, ai sensi della L. n. 241/1990, pervenuta all'Ufficio Cave provinciale in data 23/01/2007, per l'estrazione dì copia della convenzione con la quale la Ditta Italcementi S.p.A. si impegnava alla realizzazione del tunnel di collegamento tra le cave di Colle Pedrino e Monte Giglio, nonché allo smantellamento della teleferica. Si informa, a tale proposito che, considerata la natura di dato ambientale delle informazioni richieste, l'accesso sarà consentito al soggetto richiedente, così come disposto dal D.Lgs. 195/2005 in materia di accesso all'informazione ambientale.
Si coglie l'occasione per richiedere, a codesta Spettabile Ditta, precisazioni in merito alla presentazione del progetto, contenente i tempi e le modalità di smantellamento dell’attuale struttura della funicolare aerea esistente nonché di recupero delle aree, in relazione ai programmi di ammodernamento della cementerai di Calusco d’Adda, ricordando che la presentazione di tale progetto rientra tra gli impegni assunti dalla Ditta Italcementi SPA nell’ambito della Conferenza dei Servizi del 3 maggio 2000.
Si invita a comunicare le informazioni richieste entro 20 giorni da ricevimento della presente.
In attesa di quanto sopra nei termini indicati, si porgono cordiali saluti.
Firmato il Dirigente del settore
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Comune di Calusco d’Adda
Calusco 22 febbraio 2007
Oggetto: Atti amministrativi disciplinanti la "Realizzazione di Collegamento con nastri sotterranei tra la Cava di Colle Pedrino in Palazzago ed i depositi di Monte Giglio Calusco d'Adda" da parte di Italcementi S.p.A.
Riscontro, a Vs. richiesta in data 12.02.2007, prot. 00240.
A riscontro Vs. richiesta indicata in oggetto si conferma quanto sostanzialmente già comunicatoLe dal Responsabile del Servizio Ambiente con e-mail in data 20.12.2006, ed espressamente:
L'intervento in premessa rientra nell'ambito del Piano di rinnovamento della Cementeria di Calusco d'Adda e prevede la realizzazione di un nastro trasportatore installato in tunnel che sostituirà la teleferica esistente;
L'intervento risulta disciplinato da Provvedimento emesso dalla Provincia di Bergamo e trasmesso agli Enti interessati con nota in data 22.05.2000, prot. n. 61523 CP/dz, relativo alla III Conferenza di Servizi per la valutazione sotto il profilo amministrativo/autorizzativo della fattibilità dell'intervento ai sensi della Legge 241/1990.
Il Verbale della Conferenza disciplina nel dettaglio le condizioni e le tempistiche dell'intervento in ragione della valenza sovra comunale dell'opera.
La S.V., in considerazione della specificità delle informazioni richieste, è invitata a contattare la Provincia di Bergamo per la consultazione degli atti del procedimento istruiti dall'Ente medesimo.
E' opportuno, nell'interesse dello stesso richiedente, ed ai fini dell'ottenimento della più completa documentazione comprensiva di eventuali aggiornamenti, che la richiesta di duplicazione degli atti amministrativi sia indirizzata all"Ente responsabile del procedimento presso cui la pratica risulta istruita.
Gradita è l'occasione per porgere i più cordiali saluti.
Firmato il Sindaco
postato da: terradadda alle ore 28/02/2007 15:14 | link | commenti (9)
categorie: trasparenza, istruzioni per luso, calusco d adda, monte canto

Villa d'Adda: consiglio comunale del 26 febbraio

Aggiornamento sulla partecipazione popolare al consiglio comunale di Villa d'Adda di lunedì sera 26 gennaio. Il numero di partecipanti è in linea con le ultime sessioni, cioè una sola persona. Ad un certo punto però il pubblico è improvvisamente raddoppiato perché il consigliere e assessore Luigi D'Ambrosio  - con grande correttezza istituzionale, che gli rende onore - ha rassegnato le dimmissioni (a causa dell'incompatibilità tra le funzioni di consigliere e di amministratore di una società partecipata dal Comune) e subito dopo è passato a far parte del pubblico. A Luigi D'Ambrosio è subentrato il primo dei non eletti Luca Turani (che aveva ottenuto 11 preferenze alle elezioni), che però era già nella Giunta del Comune di Villa d'Adda con incarico tecnico esterno di  Assessore all'Ambiente.

Turani resta Assessore all'Ambiente. Per pochi giorni il sindaco Carissimi avrà l'interim anche per le Finanze fino a quando verrà pubblicato un decreto sindacale (cioè del Sindaco) con il quale verrà nominato Assessore alle Finanze Emanuele Valsecchi che è già Assessore alle Politiche Giovanili.

postato da: terradadda alle ore 28/02/2007 09:06 | link | commenti (3)
categorie: villa d adda
martedì, 27 febbraio 2007

Villa d'Adda: sotto il viadotto pietre al posto del cemento

di Vercingetorix
VIADOTTO-RITO2Proseguono i lavori per terminare la galleria che collegherà direttamente Villa d’Adda a Carvico, bypassando l’abitato di Villa d’Adda. Contestualmente si sta completando la strada che da Sant’Andrea in Cartello conduce verso la Capora – Vanzone di Calusco d’Adda. Un strada sterrata che adesso passa sotto l’imponente viadotto sul Rio del Rito che esce dalla galleria in costruzione. A monte della strada, sotto la galleria è stato realizzato un imponente muro di cemento armato. Temevamo che viadotto-conpietrefosse lasciato così, con un impatto ambientale decisamente pesante, restando visibilissimo da molto lontano. Invece fortunatamente (vedi foto prima e dopo) da poco il muro è stato accuratamente rivestito in sassi di pietra e l’effetto è molto più accettabile. Certo resta sempre il viadotto sul fiume Rito con i piloni in cemento armato, e a quelli proprio non ci si può fare nulla, ma è un prezzo che si deve pagare se si vuole salvare Villa d’Adda dalla morsa del traffico.
postato da: terradadda alle ore 27/02/2007 14:27 | link | commenti (5)
categorie: on the road, villa d adda
lunedì, 26 febbraio 2007

Carvico: onore ai caduti

di Vercingetorix

caduti-carvicoCerto che a volte è strano. Ci sono persone che vogliono dare ad altri lezioni di buona educazione e civiltà. Ma non lo fanno certo con il buon esempio. Non vogliamo fare la retorica dei luoghi sacri, né quelli a Dio, né a quelli alla patria. Però un minimo di pubblico, per un qualsiasi angolo del territorio comunale. Non si pretende molto. Si vorrebbe soltanto che ognuno si comporti con gli spazi pubblici come si comporta a casa propria. Non crediamo che la gente viva a casa propria con l’immondizia, le scatolette sparse e le cicche di sigarette buttate ovunque. Perché allora questa gente non si comporta allo stesso modo fuori casa? Perché come sigarette-cadutisempre, lo abbiamo detto più volte, se la cosa è di tutti finisce per essere di nessuno. E certa gente smette di fare certe cose soltanto se c’è il vigile che gli là multa, altrimenti se ne frega. E non si può nemmeno contare sulla buona volontà di qualcun altro. Perché se quel qualcuno prova ad apostrofare il maleducato che butta una cicca di sigaretta per terra rischia di prendersi qualche parolaccia o anche peggio. Però un minimo di decoro lo si desidera. Ecco allora le fotografie che mostrano la situazione che si presenta in pieno centro a Carvico al monumento dei caduti, a quel monumento che commemora quelli che per la Patria hanno dato la vita. E il segno di rispetto? Cicche di mozziconi buttate da tutte le parti da fumatori che ignorano le più elementari regole di buona educazione.

postato da: terradadda alle ore 26/02/2007 14:14 | link | commenti
categorie: istruzioni per luso, carvico
sabato, 24 febbraio 2007

Villa d’Adda: nuove viti ai viticoltori

di Vercingetorix
sindaco-vitiEx vitae, vitam. Dalla vite, la vita, dicevano gli antichi. La vite è uno dei più ricorrenti simboli della cristianità, e simbolo appunto della vita, nonché mezzo e strumento per produrre il vino. Ispirandosi a questo motto per il terzo anno consecutivo il sindaco del Comune di Villa d’Adda, Serafino Carissimi, oggi in Municipio (vedi le fotografie), ha distribuito gratuitamente alcune migliaia di barbatelle (le barbatelle sono le piccole viti, già innestate, con le radici, pronte ad essere impiantate) ai viticoltori villadaddesi. Un tempo la viticoltura a Villa d’Adda era molto diffusa e i vigneti si spingevano fino oltre i 500 metri sul livello del mare sul Monte Canto (dove c’erano numerosi terrazzamenti, viti1oggi completamente inghiottiti dal bosco). Negli ultimi anni il grosso della viticoltura di questo comune sopravvive sul versante occidentale del Monte Canto, su quell’ampia riviera che dalla Rossera degrada verso il fiume Adda. Da tempo una buona parte delle viti stanno morendo perché colpite dalla flavescenza dorata. L’unico modo per combattere questa malattia è quello di reimpiantare nuove viti che sostituiscano le vecchie viti malate e naturalmente quelle già morte. La coltivazione della vite oltre che per sindaco-viti2produrre il vino è importante perché costituisce un importante presidio dell’uomo. Specialmente in condizioni difficili, come Villa d’Adda , dove i vigneti sono collocati su terrazzamenti o in forte pendenza, la coltivazione della vite ha un ruolo importante per la tutela dell’ambiente e per la prevenzione di dissesti idrogeologici. Tranne un paio di eccezioni i viticoltori di Villa d’Adda hanno a disposizione ciascuno una piccola superficie vitata e coltivano poche decine di viti per produrre solo vino per il proprio consumo. I cartello-vitiviticoltori sono quasi tutti pensionati che perpetrano la tradizione coltivando i vigneti come si è sempre fatto da generazioni. L’Amministrazione di Villa d’Adda, grazie ad una speciale convenzione con i vivai Vitis di Rauscedo, acquista ogni anno qualche migliaio di viti che distribuisce gratuitamente ai singoli viticoltori. Le barbatelle di vite distribuite sono delle varietà cabernet e merlot, cioè le varietà autorizzate per la produzione del Valcalepio DOC, il vino a Denominazione di Origine Controllata della Bergamasca. Un’iniziativa lodevole che da’ un contributo significativo e concreto alla salvaguardia della realtà agricola del comune in riva all’Adda.
postato da: terradadda alle ore 24/02/2007 18:28 | link | commenti
categorie: villa d adda, monte canto
venerdì, 23 febbraio 2007

Calusco d’Adda: doppio percorso per la pista ciclabile

di Vercingetorix
mappa-caluscoSono in corso a Calusco d’Adda i lavori di costruzione della pista ciclabile lungo la Strada Provinciale 170, altresì nota come Rivierasca dell’Adda. Il lavori sono partiti con molto ritardo a causa del lungo contenzioso con i frontisti e del cambio di progetto in corsa (ne abbiamo già parlato qui). Contestualmente da un’altra parte di Calusco, sul margine orientale del territorio comunale è in costruzione un’altra pista ciclabile. Questa dovrebbe essere la pista che si realizza in base ai finanziamenti di una legge speciale per Sotto il Monte per la beatificazione di Papa Giovanni XXIII (perché la cosa si prevede incrementerà notevolmente i flussi turistici). Poiché Sotto il Monte non è raggiunto dalla ferrovia si stanno costruendo due tratti di pista ciclabile che collegano il paese del Beato con le due più vicine stazioni ferroviarie. Il pista1primo tratto, quello che collega Terno d’Isola con Sotto il Monte è quasi completato. Mentre il secondo è in corso di realizzazione appunto sul margine est del comune di Calusco e si congiungerà con la pista ciclabile già costruita dal comune di Carvico che passa sulla SP 169 (della quale abbiamo già parlato qui), per poi proseguire sempre sulla SP 169 da Carvico fino a raggiungere Sotto il Monte.
Però ci si chiede, a Calusco era proprio necessario fare due piste ciclabili che assolvono allo stesso pista2compito? Per fare capire meglio ciò di cui stiamo parlando si guardi l’immagine di apertura con la mappa aerea di Calusco (grazie a Google Earth). In blu è segnato il tratto in costruzione della pista ciclabile comunale progettata più di dieci anni fa sulla Rivierasca (a cui fa riferimento la prima fotografia dei lavori stradali). In verde chiaro il tratto della pista ciclabile in costruzione (con i fondi legge Sotto il Monte) che dalla Rivierasca prende via San Lorenzo e percorre il confine tra la zona industriale e i campi, pista3passa accanto alla Stazione Ecologica passa attorno alla rotonda tra Carvico e Calusco e andrà ad innestarsi sulla pista ciclabile di Carvico (a cui fanno riferimento la altre fotografie dove si vede la staccionata in legno).
Però anziché fare il tracciato in verde (che sembra a tutti gli effetti è un doppione, e quindi una doppia spesa di soldi pubblici), non si poteva costruire un tratto di pista ciclabile che colleghi le due rotonde (tratto in rosso), tra la rotonda alla fine della Rivierasca pista4e la rotonda tra Carvico e Calusco? Questo tratto potrebbe rivelarsi di grande utilità per tutti quei ciclisti che dal centro di Calusco vogliono andare a Carvico. E per i ciclisti che dalla stazione di Calusco vogliono andare a Sotto il Monte, passare per la pista blu e poi per quella rossa non cambia assolutamente rispetto a pista5fare la pista in verde. E se non si fa il tratto di pista in rosso gli abitanti  di Calusco per andare a Carvico in sicurezza, dovrebbero scendere verso sud per poi utilizzare la pista che parte da via San Lorenzo (e sono circa 800 metri in più). Un po’ complicato ci sembra.
postato da: terradadda alle ore 23/02/2007 16:30 | link | commenti
categorie: on the road, isola, calusco d adda
giovedì, 22 febbraio 2007

Villa d’Adda: il meritorio restauro delle scalette pedonali

di Vercingetorix
operai-scalettaFa piacere scoprire che c’è un’amministrazione (e naturalmente i funzionari preposti alla viabilità) come quella di Villa d’Adda, che non pensa solo ai percorsi delle automobili, ma anche a quelli dei pedoni, anche se questi sono una minoranza, anche se il territorio del comune è abbastanza vasto e i percorsi pedonali sono quindi lunghi e la qual cosa può scoraggiare i più pigri e gli anziani a percorrerli. E poi di certo ci sono anche molti villadaddesi che certe scalette non sanno nemmeno dove sono. Peccato perché per certi versi Villa d’Adda ha delle analogie con il capoluogo Bergamo: la parte alta e la parte bassa, il Monte Bastia a Bergamo, il Monte Canto a Villa d’Adda, le numerose scalette di Bergamo Scorlazzino, Scorlazzone, Fontanabrolo, la Rossera, le Cornelle e le altre a Villa d’Adda. Certo però anche a Villa d’Adda è giusto  pensare anche a quei turisti che nel tempo scaletta-rossera1libero per rilassarsi percorrono i sentieri e le vecchie stradine ai piedi del Monte Canto per godere della natura e della tranquillità lontano da automobili, da rumori ed odori. Abbiamo incrociato gli operai comunali di Villa d’Adda che nei ritagli di tempo stanno pulendo la strada comunale della Rossera, che è poi una vecchia scaletta acciottolata che sta sopra la località Rossera. Con un paziente lavoro di “pic e pala” stanno togliendo la terra che si è depositata nel corso dei decenni e ripristinando l’antico acciottolato e togliendo i rovi. Lo fanno nei ritagli di tempo che avanza dalle altre incombenze della manutenzione della vasta rete viaria di Villa d’Adda. Quest’anno fortunatamente non ha quasi nevicato per cui è avanzato un po’ più di tempo da dedicare alla manutenzione della viabilità minore. Prima della scaletta-rosserascaletta della Rossera, negli scorsi anni è stata sistemata perfettamente anche la scaletta che dalla Rossera arriva in via Cuna (che va detto non è riportata nemmeno nella mappa stradale comunale). Resta da sistemare anche il tratto che da via Cuna scende verso via Fontana, cioè via Ceregallo e la scaletta delle Cornelle. Però qui non basta la manutenzione, ma sono necessari lavori di consolidamento e restauro dei gradoni ormai quasi completamente spariti. Lavori per i quali il Comune di Villa d’Adda probabilmente i fondi non li ha, ma magari con una azione di volontariato la cosa si può risolvere. Ci facciamo interpreti per un appello per salvare anche questa scaletta. Ci si potrebbe aggregare ad Alpini e altri volontari per una giornata di “pic e pala” per salvare il tratto di scaletta delle Cornelle. Qualcuno ci sta?
postato da: terradadda alle ore 22/02/2007 11:07 | link | commenti (1)
categorie: on the road, villa d adda, monte canto
mercoledì, 21 febbraio 2007

Villa d’Adda: consiglio comunale con dimissioni clamorose

di Vercingetorix
paesaggio-villaddaConsiglio comunale lunedì 26 febbraio alle ore 21 a Villa d’Adda, a poca distanza dal precedente consiglio dell’ 8 febbraio (due in un mese, non staremo esagerando?).
L’ordine del giorno è di quelli tranquilli. Revisione dell’art. 4 della Convenzione del PLIS Monte Canto e approvazione del piano di recupero in loc. Selve. Ordinaria amministrazione, sembrerebbe. Ma, c’è una notizia bomba. Al primo dei punti in discussione ci sono anche le dimissioni del consigliere di maggioranza Luigi D’Ambrosio con la sua surroga. Una novità perché in questo consiglio le dimissioni le danno soprattutto i consiglieri di minoranza (due negli ultimi consigli). E adesso piombano a ciel sereno quelle di Luigi D’Ambrosio, che non è un consigliere qualsiasi, ma è anche l’assessore alle finanze e alla programmazione, nonché presidente della Comuni Associati Online, la srl che costruisce i siti internet per diversi comuni tra i quali appunto Villa d’Adda. Insomma il detentore di un ruolo chiave, l’”intellighenzia” di questa amministrazione, e considerato da molti uno dei candidati più accreditati alla successione dell’attuale sindaco Serafino Carissimi (che non può presentarsi per il terzo mandato) insieme all’altro consigliere, attuale vicesindaco e assessore alla cultura, Fabrizio Burgio. Le motivazioni delle dimissioni sarebbero legate ad un articolo della legge finanziaria che vieta ai consiglieri eletti di sedere anche in consigli di amministrazione di società partecipate dalle amministrazioni pubbliche (nel caso di D’Ambrosio, il conflitto si pone con la Comuni Associati Online, appunto). Le interpretazioni della finanziaria sembra che non sollevino un conflitto con l’incarico di assessore esterno, quindi in teoria il sindaco Carissimi potrebbe conferire a D’Ambrosio l’incarico di assessore esterno per aggirare l’ostacolo. Però sembra (sembra), che questa strada non verrà perseguita, quindi D’Ambrosio si dedicherà alla Comuni Associati Online che è una realtà economica importante che coinvolge molte amministrazioni pubbliche, cosicché per Burgio sembrerebbe spianata la strada per candidato sindaco dell’attuale coalizione di maggioranza per le prossime elezioni comunali (maggio 2008).
postato da: terradadda alle ore 21/02/2007 14:25 | link | commenti (2)
categorie: trasparenza, villa d adda
martedì, 20 febbraio 2007

Monte Canto: dove è finita l’acqua?

di Vercingetorix
grandone-seccoRicapitoliamo i fatti. Sul Monte Canto c’erano alcune sorgenti e un torrente, il Grandone, entro i quali scorreva sempre l’acqua, magari non tantissima, ma in maniera costante tutto l’anno. Da sempre, stagioni secche, come stagioni piovose. L’Italcementi scava il tunnel  (le cui caratteristiche si trovano qui) che collega Calusco con Colle Pedrino per il trasporto del materiale di cava che sostituisce l’obsoleto e lento impianto di trasporto in teleferica (il quale dovrebbe essere smantellato, ma nessuno riesce a sapere come e quando vedi qui). Non appena il tunnel passa sotto il Canto l’acqua sparisce. Prima domanda possibile che nel fare gli studi e i progetti quelli di Italcementi non sapevano che avrebbero trovato le falde acquifere? Può una società come Italcementi non avere i mezzi tecnici per fare le opportune verifiche? Lo sapevano benissimo, tant’è che nel protocollo di intesa - che è del 2002 - che sta alla base della realizzazione della galleria è già previsto che l’acqua intercettata venga scaricata nel Grandone. Infatti quando scavano la galleria si trovano un fiume di acqua. E provano a contattare la Hidrogest per cedergli dell’acqua che è perfettamente potabile, secondo loro. E non si capisce come avrebbero potuto fare una cosa del genere, dal momento che l’acqua è un bene pubblico. Quelli della Hidrogest dicono che non vogliono l’acqua, perché l’acqua acqua-grandonescorrendo nel tunnel dove ci sono carrelli, macchine, e quindi grasso, olio, e polvere potrebbe essere contaminata e quindi non più potabile. Dopo qualche mese tutti si accorgono che l’acqua sul Monte Canto è sparita e quindi la Provincia di Bergamo decide di capire quello che è successo (il classico chiudere la stalla quando i buoi sono scappati) e l’Italcementi commissiona uno studio al Politecnico di Milano (i risultati si possono leggere qui) che è un capolavoro di funambolismo. Leggete da voi.  Prima dice “evidenziando che la scomparsa delle sorgenti sarebbe da ricondurre all'effettiva interferenza del tunnel sulla circolazione idrica sotterranea per le zone di Calusco, Carvico e della Madonna delle Canne”, E poi: “così come la scomparsa delle sorgenti nella zona del Monte Canto non sarebbe da ricondurre all'interferenza del tunnel sulla circolazione sotterranea, bensì al perdurare di mancate o scarse precipitazioni atmosferiche nel periodo 2000-2005.” Sicché, conclude: “Lo studio acqua-grandone1condotto dal Politecnico di Milano non ha evidenziato una relazione di casualità tra lo scavo della galleria e la variazione del regime delle sorgenti qui esistenti nella zona del Monte Canto”.
Quindi pur non c’entrando nulla nella faccenda l’Italcementi si è impegnata (vedi sempre la pagina della Provincia) a immettere lo scarico del drenaggio della galleria nel torrente Grandone, in prossimità di Calusco e invece il pompaggio del pozzo piezometrico (in località Madonna delle Caneve), circa un litro al secondo, verrà immesso nuovamente attraverso un contributo erogato al PLIS.
tubo-piezoNelle fotografie si vede sopra il Grandone (a Sotto il Monte, sopra Madonna delle Caneve)  in secca, poi  l’acqua che esce in prossimità della nuova rotonda tra Calusco e Carvico e va poi nel Grandone passando nei pressi della stazione ecologica. Prima domanda, ma se quest’acqua attraversa tutto il tunnel Italcementi dove ci sono oli, grassi e polveri, è un’acqua che si può immettere nel torrente senza depurazione? Oppure l’acqua viene opportunamente depurata prima di essere immessa nel Grandone? Ma magari a questo quesito una risposta la potrà dare l’ARPA (Agenzia Regionale Protezione Ambiente). Nell’altra foto si vede un tubo con lucchetto che è l’uscita del famoso pozzo piezometrico (sopra Madonna delle Caneve) dal quale dovrebbe uscire l’acqua da rimettere nelle parte bassa del Grandone (e sopra?). Ma questo quando avverrà? E intanto l’acqua del pozzo dove va a finire?
postato da: terradadda alle ore 20/02/2007 08:51 | link | commenti (3)
categorie: trasparenza, isola, calusco d adda, monte canto
lunedì, 19 febbraio 2007

Villa d’Adda: lezioni di civiltà ed educazione

di Vercingetorix
spazzaturabelvederePerché certa gente quando esce non si comporta come a casa sua? La domanda sorge spontanea dopo una passeggiata domenicale nella quale si è avuto modo di passare dal Belvedere dell’acquedotto di Villa d‘Adda. Punto panoramico – come dice la parola stessa - tappa di molti escursionisti della domenica. Ma anche punto di sosta notturno per molti che si appartano in prossimità della piazzola per andare in camporella, per farsi una canna o assumere in altro modo sostanze stupefacenti. Il problema non è tanto cosa costoro facciano, perché in fondo sono affari loro, ma che questi tizi utilizzano la scarpata e il terreno sottostante come discarica. Come si può vedere dalla foto il terreno sottostante è ricolmo di rifiuti di ogni genere: plastica, lattine, bottiglie, scatolette, siringhe, preservativi, carta e generi vari.  Oltre che deturpare l’ambiente la faccenda costituisce un pericolo, perché già altre volte si è avuta notizia di un agricoltore che si è punto accidentalmente con una siringa infetta che non aveva visto. Se uno si porta delle lattine di birra da bere, gli costa così tanto riportarsele appresso vuote? Evidentemente sì. I tizi che si comportano così, a casa loro vivono nell’immondizia? Costoro sarebbero felici se tutti coloro che passano gettassero quelle immondizie nel loro tinello o nella loro cameretta? Tra poco la strada verso l’acquedotto verrà lastricata in pietra per consentire l’accesso più comodo anche a questi signori. E poi qualcuno penserà di risolvere il problema delle immondizie mettendo un cestino (cosa che significa un aggravio di costi per il Comune, perché il cestino periodicamente bisogna svuotarlo). Ma nel caso – se possiamo permetterci – sconsigliamo la cosa perché siamo pronti a scommettere che il cestino verrebbe come minimo incendiato e subito dopo divelto e gettato di sotto.
postato da: terradadda alle ore 19/02/2007 10:59 | link | commenti (2)
categorie: istruzioni per luso, villa d adda