Caro Vercingetorix,di Vercingetorix
Ecco quello che in gergo si chiama un reportage, un lunghissimo post dedicato allo stato dell'asse interurbano. Non siamo né Cristoforo Colombo, né Vasco de Gama, ma nel nostro piccolo abbiamo compiuto un'esplorazione epocale: siamo stati i primi essere umani: a rompere l'isolamento stradale dell'Isola, i primi cioè a percorrere a piedi il pezzo mancante dell'asse interurbano cioè la congiunzione tra Bonate Sopra e Terno d'Isola. Pedibus calcantibus ci siamo fatti i circa tre chilometri di strada mancante e vi riferiamo per primi (ancora una volta bruciando sul tempo anche i quotidiani locali) come sarà la nuova strada e lo stato di fatto. I lavori ci sembrano veramente a buon punto ed è veramente possibile che entro l’estate possano essere completati. Speriamo che non intervengano ulteriori ritardi. Nella cartina è segnato in rosso il percorso della strada che si farà da Terno a Bonate (in giallo ocra il tratto di asse interurbano già realizzato). In viola il percorso dell'asse interurbano che proseguirà verso Mapello - Ambivere. Il racconto del percorso è fatto da Terno andando verso Bonate.
Foto1
Il tratto iniziale che dopo Terno d'Isola si diparte verso sinistra (verso nord) dall'attuale strada provinciale 166. Tratto praticamente finito e già asfaltato. Manca la segnaletica orizzontale
Foto 2
Dopo circa mezzo chilometro la strada fa una ampia curva verso destra dopo avere scavalcato il torrente e una strada di servizio.
Foto 3
La strada passa sotto il cavalcavia (in completamento) che sarà la nuova strada che dalle quattro strade andrà verso Mapello –Ambivere. Lo stesso cavalcavia servirà a scavalcare la ferrovia. In questo modo verrà eliminata la vecchia strada ed eliminato anche il passaggio a livello sulla ferrovia.
Foto 4
Dopo avere passato la strada per Ambivere, la strada nuova passa sopra la galleria che sarà il vero e proprio asse interurbano ovvero il proseguimento per Ambivere fino alla Briantea. Tutto questo tratto da qui fino a Bonate correrà in trincea e in galleria.
Foto 5
La strada con un ampia curva scende fino ad incanalarsi verso l’asse interurbano. Come si vede la strada è già perfettamente asfaltata e ci sono già le reti di juta a protezione delle scarpate.
Foto 6
La prima galleria che passa sotto l’attuale strada provinciale 166 nel tratto tra le quattro strade di Bonate e Presezzo
Foto 7
Come si vede la galleria è praticamente terminata. C’è già anche l’illuminazione
Foto 8
All’uscita della galleria la strada fa una curva verso sinistra. Da qui in poi per circa un chilometro la strada è ancora da asfaltare e finire.
Foto 9
Dopo trecento metri si passa sotto un viadotto di una strada che congiunge Presezzo a Bonate
Foto 10
La strada procede in rettilineo in trincea, ma sulla sinistra (cioè sulla destra per chi verrà da Bergamo) c’è uno slargo per la sosta di emergenza. Qui non solo manca l’asfalto, ma è da fare il livello per le due carreggiate
Foto11
Altro cavalcavia di una strada che da Presezzo va a Bonate. Strada ancora da fare e su due livelli.
Foto 12
Accesso alla galleria in località Capersegno
Foto 13
Galleria di Capersegno. Come si vede praticamente finita, con pannelli e illuminazione.
Foto 14
Uscita della galleria di Capersegno appena dopo si vede l’altra galleria che è quella che passa sotto la strada che da Bonate va a Ponte San Pietro, sulla quale si esce oggi venendo dall’asse interurbano di Bergamo. La strada riprende ad essere asfaltata
Foto 15
La galleria sotto la strada Bonate – Ponte San Pietro. Poco più di cento metri. Asfaltata e finita.
Foto 16
Dopo la galleria si arriva all’uscita della galleria San Roberto delle Ghiaie di Bonate dove attualmente termina l’asse interurbano.
Avete presente la Madonna delle Caneve? Uno dei luoghi più belli di Sotto il Monte ai piedi del Monte Canto, proprio all’inizio della strada sterrata che sale sul monte. Molti storpiano il nome in Madonna delle Canne, e qualcuno tra i più giovani ha preso alla lettera la denominazione, tanto da pensare che sia un santuario dedicato alle canne, ma un certo tipo di canne e infatti nottetempo si ritrovano colà per farsi qualche spinello ovverosia canna. In realtà Caneve, come Canva, significa cantina, quindi Madonna delle Cantine perché qui vi erano una serie di cantine interrate dove si conservava il vino. Il santuario era uno dei luoghi preferiti di Giovanni Roncalli, Papa Giovanni XXIII, che qui si ritirava spesso in preghiera.
Domanda al Presidente del PLIS:
Questo dimostra che il progetto filiera-legno è fallito ancora prima di comunicare perché un progetto destinato agli agricoltori non ha trovato nessuno che vi aderisse. Ma questo non lo si sapeva già prima? Come abbiamo detto più volte prima di partire con un’iniziativa del genere (il PLIS) non sarebbe stato utile verificare se ci fosse stato un numero sufficiente di agricoltori? E poi se tutti gli interventi li fa ERSAF che senso ha il PLIS che paghiamo da quattro anni e ha combinato niente? Perché il progetto filiera legno non lo ha gestito direttamente l'ERSAF (che ha questi lavori tra i suoi compiti istituzionali) senza attaccarci anche un inutile PLIS?
Come previsto dagli avvisi affissi e distribuiti dall'impresa costruttrice, stamattina alle ore 8 avrebbe dovuto essere chiusa Via Messo di Villa d'Adda alta per l'inizio dei lavori di scavo ed interro dei servizi.
In un precedente post (vedi qui) avevamo evidenziato come a Villa d’Adda (ma non sono esenti anche i comuni confinanti) non si facesse particolare attenzione all’estetica, di come si stesse “italcementizzando” il paesaggio (non tanto per le molte, troppe costruzioni – di cui tratteremo in seguito, ma per l’uso indiscriminato del cemento armato a vista) come nel caso citato di Cornalida - Cadernoldo.
Nel 1866, a chi gli domandava se fosse davvero lui l'autore di un sonetto firmato Manzoni Alessandro, l'ottantunenne autore dei Promessi Sposi rispose seccato: «Sarebbe per me nota sufficiente di falsità il vedere che il cognome ci si trova anteposto al nome di battesimo, cosa non mai usata da me nel sottoscrivermi».
Come detto dall’assessore ai grandi lavori della Provincia di Bergamo, Felice Sonzogni (vedi post precedente qui), verrà realizzata anche la variante di Carvico - Terno d’Isola con un costo preventivato di 58 milioni di euro. Prendendo le immagini dal sito grandi opere della Provincia di Bergamo siamo in grado di mostrarvi nell’immagine il primo tratto della variante in progetto segnato in giallo. Come si vede la nuova variante partirà dalla rotonda della Valtulina (Jolly Confezioni) dove arriva la nuova strada della Galleria di Villa d’Adda, passerà a sud dell’abitato di Carvico e andrà a congiungersi con la rotonda in costruzione vicino alla Imec – Albergo da Giovanni. A metà di questo raccordo verrà realizzata un’altra rotonda dalla quale partirà la nuova strada che, dopo avere attraversato la ferrovia, aggirerà a sud l’abitato di Terno di’Isola e andrà a congiungersi con la rotonda attualmente in costruzione sulla provinciale all’inizio di Terno d’Isola (vedi qui) che a sua volta sarà raccordata con l’uscita dell’asse interurbano attualmente in costruzione. La linea rossa che si vede nell’immagine è invece la pista ciclabile che è in fase di completamento.
“La variante Villa d'Adda-Carvico assume inoltre una valenza strategica all'interno della direttrice Bergamo-Lecco, andandosi ad aggiungere alle varianti di Cisano Bergamasco e Calusco-Terno d'Isola. Queste tre opere permetteranno di creare un percorso che attraversi tutta l'Isola per arrivare a Lecco. Da Terno d'Isola sarà quindi possibile entrare nell'Asse interurbano, bypassando i paesi. La variante di Cisano (25 milioni di euro) e
Così parlò l’assessore alle grandi opere della Provincia di Bergamo, Felice Sonzogni, presente alla caduta della prima parte del diaframma della galleria Carvico – Villa d’Adda. Siamo in grado di mostrarvi (nell’immagine) il tracciato in progetto della nuova variante di Cisano. In verde sono segnate le strade esistenti che confluiscono al ponte di Brivio da Villa d’Adda e da Cisano. I bolli gialli: quello in alto la rotonda in progetto nell’intersezione vicino al ponte (di cui abbiamo parlato qui), il secondo più in basso è un intevento alla vecchia chiesetta. In rosso la variante appena aperta che dalla Sosta va verso Calolziocorte Lecco, tagliando fuori Cisano a sud. In azzurro il progetto della variante di Cisano. Sulla variante azzurra è indicata una rotonda dove andrà a inserirsi la nuova Briantea che scende da Pontida passando sotto il Monte Canto e sarà la prosecuzione dell’asse interurbano che prima o poi sbucherà ad Ambivere Mapello. Si noti che la variante azzurra passa sopra la strada che scende da Cisano e non vi è nessuna rotonda. Non siamo dei tecnici, ma ci vengono alcune osservazioni da fare. Dal momento che c’è già la strada (rossa) che taglia Cisano a sud, non ci si poteva inserire direttamente su quella (vedi linea tratteggiata gialla) e mettere sulla congiunzione una rotonda? Sarebbero alcuni chilometri di asfalto in meno e si userebbe una strada già esistente e di calibro adeguato. Ma soprattutto se si vuole realizzare la strada in azzurro come da progetto perché non mettere una rotatoria con l’intersezione per la vecchia Briantea? E poi va ricordato che su questa mappa non è indicato l’intevento più importante ed urgente che è l’allargamento del ponticello sul torrente Sonna che è pericoloso e intralcia il traffico.
Vercingetorix, sono qui ancora a scriverti per ulteriori dubbi e problemi in via Messo. Oggi al ritorno dal lavoro e noto la mia via è tappezzata di fogliettini bianchi...ho sentito un crampo allo stomaco sperando che non annunciassero altri lavori, invece le mie intuizioni erano giuste. Ebbene, da settimana prossima dal 23 gennaio al 5 di febbraio, la mia via sarà interessata da lavori per sistemazione dell'allacciamento dell'acqua, gas, luce, e udite udite, per la posa di un impianto semaforico! Vada per l'acqua, vada per il gas, la fogna l'hanno già sistemata (che era solo un' allacciamento per le nuove case che tra un po' costruiranno), metteranno l'illuminazione alla via, che sono circa 10 anni che facciamo la richiesta al comune e ci hanno sempre dato picche, e ora che si costruiscono le case nuove ecco spuntare l'illuminazione. Ma e' l'impianto semaforico quello che mi crea maggiori sconquassi allo stomaco. Ho chiamato in comune per avere delucidazioni, la risposta del geometra e' stato che non sapeva nulla. E’ normale che un geometra di un comune non sappia nulla sui lavori di un paese per cui lavori? E perché prima di fare questi lavori il Comune non ha almeno chiesto agli abitanti della via interessata se fossero d'accordo o no? E per due settimane, se qualcuno sta male, serve un ambulanza ma questa non può salire in via Messo, il malato deve scendere a piedi per la strada fino ad arrivare in fondo? L'unica cosa che mi hanno detto in Comune è che quella strada necessita di semaforo, perché è pericolosa...difatti tutti ricordano i gravissimi incidenti capitati su questa via. Io mi chiedo, perché la Regione ha vietato la costruzione di una strada che scenda da San Bernardino perché si rovina un bosco di quattro castagni, ma ha dato il permesso alla costruzione di villette sopra questo bosco pur non essendoci una strada adeguata al passaggio di ulteriori automobili? All'estero, che sono molto più civili di noi riguardo le costruzioni, prima fanno le strade, i servizi, gli allacciamenti, e in secondo luogo costruiscono le case. A Villa d'Adda funziona tutto al contrario. Sempre più indignata di vivere in un paese governato governato così.
Questo il testo della mail che abbiamo ricevuto e pubblichiamo depurata di alcune affermazioni eccessive. Intanto diciamo due cose. Prima che qualcuno pensi che Vercingetorix si inventi le lettere, vi diciamo che ciò che pubblichiamo sono mail che ci pervengono da cittadini dell’Isola, soprattutto Villa d’Adda, Calusco e Carvico, che trovano in Terradadda un veicolo per far conoscere il loro disagio (che certo non troverebbero spazio sui giornali locali troppo ecumenici e buonisti). Mail che conserviamo per ogni eventualità. Siamo disponibili a pubblicare le mail e affrontare gli argomenti segnalati (per i commenti c'è lo spazio del blog), ma vi preghiamo nel raccontare le vicende di evitare riferimenti a persone, toni esasperati o parole fuori posto.