TERRADADDA

Cronache (e opinioni) della terra intorno all'Adda a cura di Vercingetorix
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mercoledì, 31 gennaio 2007

Villa d'Adda: via Messo, altri problemi

lavori-viamessoCaro Vercingetorix,
sono qui ancora una volta a raccontarti le ultime novità sulla oramai famosa e disastrata via Messo di Villa d'Adda Alta.
Forse non lo sai, ma per più di un giorno ben 15 famiglie della via sono rimaste completamente prive di collegamenti telefonici e telematici.
Roba da poco, dirai; può succedere quando si va a grattare con le ruspe nelle viscere di quella specie di strettoia che è questa via!
Succede che prima o poi si aggancia il cavo della Telecom e zack...la frittata è fatta!
Ma per chi non usa cellulari o deve solitamente svolgere la sua attività tramite internet sono dolori!
Il guaio è che dopo che il cavo è stato tranciato (per carità, può succedere!) a nessuno dei responsabili,sia a livello di ufficio tecnico comunale,che dell'impresa che sta effettuando i lavori di scavo,è balenata per la testa l'idea di fare un piccolo sforzo per avvertire gli utenti interessati.
Tanto che fino a tardi tutti erano attaccati ai cellulari (naturalmente chi li ha) per chiamare il 187 e tentare di sapere come mai i telefoni fossero completamente muti e le connessioni internet inesorabilmente sconnesse.
E pensa che al 187 cascavano dalle nuvole; non sapevano come giustificare questo improvviso black-out!
Finalmente,verso tarda sera è circolata ,tramite tam-tam di vicinato, la notizia del guasto....tecnico.
Naturalmente nessuno dei responsabili si è fatto vivo!
Dalla Telecom intanto facevano sapere che stavano cercando di individuare il guasto e che avrebbero fatto il possibile per ripararlo in tempi brevissimi.
Per tutta la mattinata ed il primo pomeriggio di oggi,nonostante le promesse,quella sparuta quindicina di utenti è rimasta isolata,con telefoni desolatamente muti ed internet sistematicamente non accessibile!
Verso le quindici (evvai!!!) il tam-tam del vicinato ha diffuso la notizia del ripristinato collegamento!
Ma tu credi, caro Vercigentorix, che qualcuno dei responsabili si sia fatto vivo presso questi "miseri" utenti anche solo per una piccolissima scusa?
Che so,anche solo per dire "Sappiamo che da giorni vi stiamo tenendo chiusa l'unica via di collegamento col mondo esterno ,perchè stiamo lavorando, non per voi (ma per noi!) ed ora pure vi abbiamo aggiunto(involontariamente,certo!) anche il disagio dell'isolamento telefonico e telematico. Portate pazienza e scusateci"!
Troppo faticoso,magari!
Forse questi signori sono convinti che una quindicina di famiglie sono ben poca cosa di fronte ai loro mega-progetti!
Grazie per l'attenzione.
V.A.
 Riceviamo e pubblichiamo le lamentele di V.A. che temiamo non siano le ultime nella telenovela di via Messo.
Vogliamo aggiungere solo un commento. Gli incidenti (per carità,appunto) possono accadere. Ma non per negligenza. E certo ci si può scusare. E’ vero che i lavori li fa l’impresa privata connessa ai lavori della lottizzazione, però la strada è pubblica e quindi vi è anche una responsabilità oggettiva dell’amministrazione comunale, che dovrebbe vigilare che tutto si svolga senza problemi (il telefono si sapeva che c’era e forse c’è stato qualche difetto di comunicazione). Quando si causa un danno è normale scusarsi per il anno provocato, ed eventualmente risarcirlo.
Detto questo dalle mail ricevute a proposito di via Messo emerge un certo astio nei confronti del costruttore che sta costruendo nel piano di lottizzazione. E’ comprensibile da parte di chiunque una intolleranza verso chi costruisce vicino a casa nostra (tutti noi vorremmo un prato accanto a casa nostra), ma – sia detto chiaramente senza schieraci con il costruttore – il costruttore fa il suo mestiere, se ha un’area fabbricabile costruisce. L’importante è che costruisca rispettando la legge e le norme. Se si voleva fare una battaglia sulla edificabilità o meno del lotto in questione bisognava farla quando si è approvato al piano regolatore, partecipando ai consigli comunali, obiettando con le osservazioni, ed altre iniziative del genere compreso dare il voto alle persone che condividono le proprie idee in materia. Tutte cose che certo costano tempo e fatica.
E poi è assolutamente sacrosanto che il cittadino che paga le tasse pretenda di non avere disagi. Terradadda, può dare spazio a questo malessere, ma la via maestra è quella di scrivere direttamente all’amministrazione comunale, firmandosi con nome e cognome (come ha fatto il lettore autore della missiva) e manifestando le proprie rimostranze.
A meno che ci si faccia degli scrupoli per scrivere all’amministrazione del proprio Comune. E se è così diteci perché.
PS Riguardo a Internet anche l’alias dello scrivente vive lavorando attraverso internet ed è indispettito perché in questo comune non riescono ad arrivare linee ADSL con una velocità superiore a un mega (quando altrove – anche nelle alte valli bergamasche- sono da un minimo di 4 mega a un massimo di 20 mega). Perché l’amministrazione comunale non si adopera perché Telecom (che gestisce la rete) metta un’altra centrale ADSL che sia più vicina di quella di Carvico in modo da assicurare una velocità maggiore per gli utenti internet di questo comune? Terradadda è disponibile per raccogliere una petizione. Coraggio, scrivete.
postato da: terradadda alle ore 31/01/2007 17:43 | link | commenti (10)
categorie: villa d adda
lunedì, 29 gennaio 2007

Asse interurbano: il pezzo che manca per liberare l'Isola

di Vercingetorix

asse-interurbanoEcco quello che in gergo si chiama un reportage, un lunghissimo post dedicato allo stato dell'asse interurbano. Non siamo né Cristoforo Colombo, né Vasco de Gama, ma nel nostro piccolo abbiamo compiuto un'esplorazione epocale: siamo stati i primi essere umani: a rompere l'isolamento stradale dell'Isola, i primi cioè a percorrere a piedi il pezzo mancante dell'asse interurbano cioè la congiunzione tra Bonate Sopra e Terno d'Isola. Pedibus calcantibus ci siamo fatti i circa tre chilometri di strada mancante e vi riferiamo per primi (ancora una volta bruciando sul tempo anche i quotidiani locali) come sarà la nuova strada e lo stato di fatto. I lavori ci sembrano veramente a buon punto ed è veramente possibile che entro l’estate possano essere completati. Speriamo che non intervengano ulteriori ritardi. Nella cartina è segnato in rosso il percorso della strada che si farà da Terno a Bonate (in giallo ocra il tratto di asse interurbano già realizzato). In viola il percorso dell'asse interurbano che proseguirà verso Mapello - Ambivere. Il racconto del percorso è fatto da Terno andando verso Bonate.

asse1Foto1

Il tratto iniziale che dopo Terno d'Isola si diparte verso sinistra (verso nord) dall'attuale strada provinciale 166. Tratto praticamente finito e già asfaltato. Manca la segnaletica orizzontale

asse2Foto 2

Dopo circa mezzo chilometro la strada fa una ampia curva verso destra dopo avere scavalcato il torrente e una strada di servizio.

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La strada passa sotto il cavalcavia (in completamento) che sarà la nuova strada che dalle quattro strade andrà verso Mapello –Ambivere. Lo stesso cavalcavia servirà a scavalcare la ferrovia. In questo modo verrà eliminata la vecchia strada ed eliminato anche il passaggio a livello sulla ferrovia.

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Dopo avere passato la strada per Ambivere, la strada nuova passa sopra la galleria che sarà il vero e proprio asse interurbano ovvero il proseguimento per Ambivere fino alla Briantea. Tutto questo tratto da qui fino a Bonate correrà in trincea e in galleria.

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La strada con un ampia curva scende fino ad incanalarsi verso l’asse interurbano. Come si vede la strada è già perfettamente asfaltata e ci sono già le reti di juta a protezione delle scarpate.

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La prima galleria che passa sotto l’attuale strada provinciale 166 nel tratto tra le quattro strade di Bonate e Presezzo

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Come si vede la galleria è praticamente terminata. C’è già anche l’illuminazione

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All’uscita della galleria la strada fa una curva verso sinistra. Da qui in poi per circa un chilometro la strada è ancora da asfaltare e finire.

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Dopo trecento metri si passa sotto un viadotto di una strada che congiunge Presezzo a Bonate

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La strada procede in rettilineo in trincea, ma sulla sinistra (cioè sulla destra per chi verrà da Bergamo) c’è uno slargo per la sosta di emergenza. Qui non solo manca l’asfalto, ma è da fare il livello per le due carreggiate

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Altro cavalcavia di una strada che da Presezzo va a Bonate. Strada ancora da fare e su due livelli.

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Accesso alla galleria in località Capersegno

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Galleria di Capersegno. Come si vede praticamente finita, con pannelli e illuminazione.

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Uscita della galleria di Capersegno appena dopo si vede l’altra galleria che è quella che passa sotto la strada che da Bonate va a Ponte San Pietro, sulla quale si esce oggi venendo dall’asse interurbano di Bergamo. La strada riprende ad essere asfaltata

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La galleria sotto la strada Bonate – Ponte San Pietro. Poco più di cento metri. Asfaltata e finita.

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Dopo la galleria si arriva all’uscita della galleria San Roberto  delle Ghiaie di Bonate dove attualmente termina l’asse interurbano.

postato da: terradadda alle ore 29/01/2007 09:59 | link | commenti (1)
categorie: on the road, isola
sabato, 27 gennaio 2007

Sotto il Monte: il sottopasso delle Caneve

di Vercingetorix
sottopasso-caneveAvete presente la Madonna delle Caneve? Uno dei luoghi più belli di Sotto il Monte ai piedi del Monte Canto, proprio all’inizio della strada sterrata che sale sul monte. Molti storpiano il nome in Madonna delle Canne, e qualcuno tra i più giovani ha preso alla lettera la denominazione, tanto da pensare che sia un santuario dedicato alle canne, ma un certo tipo di canne e infatti nottetempo si ritrovano colà per farsi qualche spinello ovverosia canna. In realtà Caneve, come Canva, significa cantina, quindi Madonna delle Cantine perché qui vi erano una serie di cantine interrate dove si conservava il vino. Il santuario era uno dei luoghi preferiti di Giovanni Roncalli, Papa Giovanni XXIII, che qui si ritirava spesso in preghiera.
Per raggiungere il santuario nella parte terminale della strada si deve passare sotto all’ardito sottopasso ritratto in fotografia. Un manufatto in cemento armato, in stile italcementizio, che perfettamente si adatta all’ambiente con la grazia di un pugno in un occhio e deturpa uno degli angoli più belli e visitati della cittadina natale del Beato Giovanni. Probabilmente molti anni fa serviva come protezione per la teleferica dell’Italcementi che passava lì sopra,  ma la teleferica da lì stata spostata da moltissimi anni e quindi il sottopasso non serve più? Perchè non abbatterlo allora? Perché costa, ovviamente e probabilmente il comune di Sotto il Monte non ha né la voglia né i soldi per farlo (ma per esempio non si potrebbero utilizzare una parte dei fondi per la legge speciale sui Sotto il Monte per demolire questo obbrobrio?). Ma la demolizione non avrebbe potuta farla Italcementi? Probabilmente sì, ma intanto quel viadotto è li da decine di anni.
Si era detto che Italcementi una volta messa a regime la galleria per il trasporto materiale di cava avrebbe smantellato la teleferica e i viadotti (vedi qui). Ma se i viadotti della vecchissima teleferica, quella che precedeva l’esistente, sono ancora lì come questo delle Caneve, mettetevi il cuore in pace perché anche quelli dell’attuale teleferica resteranno lì, per i secoli nei secoli, amen.
postato da: terradadda alle ore 27/01/2007 08:06 | link | commenti
categorie: memorabilia, sotto il monte, monte canto
venerdì, 26 gennaio 2007

PLIS Monte Canto: filiera legno, ma per chi?

neve-montecantoDomanda al Presidente del PLIS:
al sottoscritto è giunta notizia che in comune di Carvico si stanno tagliando dei boschi di proprietà del comune di Carvico, la cui legna sarà destinata alla filiera bosco-energia per alimentare la centrale termica di teleriscaldamento costruita a Calusco d’Adda.
Il sottoscritto chiede di sapere se tale notizia corrisponde a verità
E nel caso di risposta affermativa di sapere:
- quali sono gli ettari di bosco di proprietà del comune di Carvico
- chi (società, ente, altro) sta provvedendo alle operazioni di taglio e trasporto
- come sono regolati i rapporti economici, vale a dire a quale titolo il comune cede la legna e a fronte di quale corrispettivo
- come viene pagato (l’ente o società) che provvede alle operazioni di taglio e da chi vengono erogati i soldi per il pagamento.
Risposta
OGGETTO: RICHIESTA INFORMAZIONI.
In riferimento alla Sua pervenuta il 15/1/2007, Prot, 380, si comunica che le attività di taglio all'interno del PLIS vengono svolte direttamente dall’ERSAF sulla base del protocollo d'intesa tra la Provincia di Bergamo l'ERSAF e il PLIS del Monte Canto e del Bedesco per l'attuazione dell’iniziativa regionale “Progetto integrato di Valorizzazione del territorio del PLIS del Monte Canto e del Bedesco: Filiera del legno
Per l'attuazione di detto progetto e relativamente ai primi interventi selvicolturali il Comune di Carvico ha messo a disposizione sue proprietà per circa 15 ettari (precisamente mq, 151.667,00); per avere informazioni sulle altre sue richieste dovrà rivolgersi direttamente all'ERSAF che è l'Ente attuatore dell'intervento.
Dalla riposta si evince che il presidente del PLIS non è a conoscenza degli interventi che si svolgono sul territorio del parco, nè tanto meno dei meccanismi economici che ne sono alla base. Si evince anche che in qualità di Sindaco ignora il modo in cui la legna della comunità di Carvico viene ceduta e a chi. I cittadini di Carvico saranno certamente rassicurati da ciò.
Abbiamo quindi chiesto informazioni a uno dei funzionari ERSAF che segue il progetto dal quale abbiamo potuto apprendere quanto segue. Il progetto filiera legno era nato per incentivare le aziende agricole sul territorio a intraprendere questa strada. Siccome nessuna azienda ha aderito all’iniziativa, per non perdere il contributo stanziato dalla Regione (100mila dei 300mila euro stanziati) è stato dirottato sull’intervento che verrà fatto nel Comune di Carvico. Quindi con un progetto che doveva riguardare tutto il comprensorio alla fine ne beneficia solo un comune (quando ricordiamolo, al PLIS concorrono alla spesa anche altri comuni).
taglio-legna-cantoQuesto dimostra che il progetto filiera-legno è fallito ancora prima di comunicare perché un progetto destinato agli agricoltori non ha trovato nessuno che vi aderisse. Ma questo non lo si sapeva già prima? Come abbiamo detto più volte prima di partire con un’iniziativa del genere (il PLIS) non sarebbe stato utile verificare se ci fosse stato un numero sufficiente di agricoltori? E poi se tutti gli interventi li fa ERSAF che senso ha il PLIS che paghiamo da quattro anni e ha combinato niente? Perché il progetto filiera legno non lo ha gestito direttamente l'ERSAF (che ha questi lavori tra i suoi compiti istituzionali) senza attaccarci anche un inutile PLIS?
Per l’intervento ERSAF ha fatto un bando di gara, che è stata vinta dal Consorzio Agro Silvo Pastorale Val San Martino (guarda caso ciò che noi avevamo già anticipato in un post precedente vedi qui), Il Consorzio farà un intervento di pulizia del bosco e non si limiterà al solo taglio, ma anche alla pulizia dei rovi. Non c’è un piano preciso né una stima: quel tanto di legname che uscirà verrà destinato alla filiera legno per alimentare la centrale di Calusco. Quindi il legname sarà acquistato da Linea Servizi che lo utilizzerà per la centrale di Calusco d’Adda. Ma quando? Non si sa.
Intanto è scoppiato l’inverno sul Monte Canto e la centrale che doveva iniziare a funzionare a novembre (come dettato ai quotidiani locali e pubblicato) è ferma, sul Monte Canto il Consorzio non ha cominciato a lavorare. L’unico che sta tagliando la legna è un privato che ha il bosco in loc. Rasteli a Sotto il Monte sopra la Madonna delle Caneve, ma se la sta tagliando per i fatti suoi senza nessun legame col progetto del PLIS.
postato da: terradadda alle ore 26/01/2007 07:15 | link | commenti
categorie: istruzioni per luso, monte canto
martedì, 23 gennaio 2007

Villa d’Adda: lavori via Messo ci si mette anche il brutto tempo

pioggiaCome previsto dagli avvisi affissi e distribuiti dall'impresa costruttrice, stamattina alle ore 8 avrebbe dovuto essere chiusa Via Messo di Villa d'Adda alta per l'inizio dei lavori di scavo ed interro dei servizi.
Ebbene, stamattina prima delle ore 8 si è verificato il "corri-corri" generale degli abitanti della via a portare a valle le auto,prima di rimanere bloccati. Ma il bello doveva ancora arrivare!
Alle 9,30,visto che tutto ancora era immutato,chiedo ad un operaio che bighellona in zona:"Ma, non chiudete la strada?".
Risposta:"No. Causa brutto tempo,non si lavora" Alla faccia!!!!
Non potevano avvertirci che in caso di maltempo avremmo potuto goderci mezz'ora di letto in più????
Ed ora,questo giorno di fermo-lavoro ce lo aggiungeranno alla già lunga lista di giorni di chiusura della via?
Insomma,chi abita qui non conta proprio nulla,secondo loro!!!!
Grazie per l'attenzione.
V.A.
 
Il sonno è un bene prezioso ed è normale che il lettore  V.A. si irriti per la levataccia. Però non si può nemmeno chiedere agli operai di lavorare sotto la pioggia battente. Se prima il lettore non sapeva che il maltempo ostacola i lavori stradali, adesso lo sa e sicuramente la sera consulterà le previsioni meteo. Per domani si metta comodo che si preannuncia ancora brutto tempo. Certo però bisogna dire che la sfiga si aggiunge ad altra sfiga. Per intere settimane non una goccia d’acqua e clima mite, poi iniziano i lavori in via Messo e si aprono le cateratte del cielo. Ma potrebbe essere peggio. Potrebbe nevicare.
PS Gli avvisi li ha distribuiti l’amministrazione comunale, non l’impresa.
postato da: terradadda alle ore 23/01/2007 15:17 | link | commenti (1)
categorie: villa d adda
lunedì, 22 gennaio 2007

Villa d’Adda: se si vuole l’estetica migliora

di Vercingetorix
muro-viacornellaIn un precedente post (vedi qui) avevamo evidenziato come a Villa d’Adda (ma non sono esenti anche i comuni confinanti) non si facesse particolare attenzione all’estetica, di come si stesse “italcementizzando” il paesaggio (non tanto per le molte, troppe costruzioni – di cui tratteremo in seguito, ma per l’uso indiscriminato del cemento armato a vista) come nel caso citato di Cornalida - Cadernoldo.
Eppure con poco si  può fare meglio in modo che i manufatti dell’uomo si inseriscano in maniera armonica nell’ambiente e nel paesaggio. Magari non si può pretendere che tutti i muri nuovi di cemento siano ricoperti da muri di pietra fatti a mano perché in effetti costano, ma si potrebbe chiedere (anzi obbligare) anche ai privati di rivestire i nuovi muri con prefabbricati che sono comunque una citazione del muro a pietra.
Lo ha fatto l’amministrazione comunale nel rifacimento di via Cornella (vedi fotografia), franata a seguito dello scavo della galleria Carvico – Villa d’Adda, dove è stato fatto un muro in cemento armato ma è stato opportunamente ricoperto con pannelli prefabbricati che riproducono le trame di un muro a pietra.
Il risultato non è bellissimo come il vero muro a pietra, ma comunque molto gradevole e come si dice in bergamasco “paga l’occ” – “paga l’occhio”.
Perché non fare in modo che ciò si faccia per tutti i muri in cemento armato a vista di nuova costruzione? Perché non intervenire anche presso le reverendissime suore di Villa Peschiera per fare questo intervento (che ha un costo assolutamente accettabile) anche per i nuovi muri perimetrali delle scuole (vedi qui), che adesso con quel cemento bianco e quelle inferriate zincate hanno l’aspetto di una Casa Circondariale?
Errata corrige
Ci informa un lettore (vedi commenti) che il muro in oggetto non è stato fatto dal Comune di Villa d'Adda, ma dalla Provincia di Bergamo. E ti pareva. E noi che avevamo sperato in un segnale positivo. Ci illudevamo.
postato da: terradadda alle ore 22/01/2007 17:39 | link | commenti (1)
categorie: villa d adda
domenica, 21 gennaio 2007

Dimmi come firmi e ti dirò chi sei

Beppe Severgnini, scrive un bell'articolo sul modo di firmare sul Magazine del Corriere della Sera.
signatureNel 1866, a chi gli domandava se fosse davvero lui l'auto­re di un sonetto firmato Man­zoni Alessandro, l'ottantunenne autore dei Promessi Sposi rispose seccato: «Sarebbe per me nota sufficiente di falsità il vedere che il cognome ci si trova anteposto al no­me di battesimo, cosa non mai usata da me nel sottoscrivermi».
Bravo, Don Lisander. Così si fa: du­ro, puro e chiaro. Il cognome prima del no­me si può usare solo sugli elenchi (per facili­tare la ricerca); o in alcuni moduli prestampati. Ma quando esiste la libera scelta, non sia mai. Il cognome prima del nome è una genufles­sione inconscia. «Sono Pinco Pallino!» è, in fon­do, una forma di orgoglio pinchesco. «Sono Pallino Pinco...» vuol dire presentarsi come un suddito, un numero, uno dei tanti pallini.
Il cognome prima del nome è un gran­de indicatore psicosociale, come l'assenza di congiuntivi, la presenza di tatuaggi e l'a­vambraccio sinistro sul tavolo mentre si mangia. Queste cose le avrebbe potute fare Eugenio Montale, se avesse voluto; voi e io, no. Una lettera firmata "Piselli Luigino" indi­ca che il poveretto, oltre a un cognome complicato, ha anche un atteggiamento sbagliato. C'è servilismo, in quell'inversione. Inevitabile per una recluta il primo giorno di caserma, mezzo secolo fa; non per Luigino Pi­selli, cittadino italiano del XXI secolo.
Ricordate il "Cerutti Gino" di Giorgio Gaber («Il suo nome era Cerutti Gino/ ma lo chiamavan Drago /Gli amici al bar del Giambellino/dicevan ch'era un mago»). Il cognome anteposto al nome era un modo efficace d'indicare l'ambiente milanese in cui si muoveva il personaggio. Ma ciò che era stilisticamente possibile in un bar del Giambellino nel 1962 è improponibile in un caffè di corso Como nel 2007. Cerutti Gino ha lasciato il posto a Gino Cerutti: un nome con cui - Gaber sarebbe sorpreso - puoi anche lanciare una linea di abbigliamento per giovani. Insomma: se anteporre il cogno­me al nome è una dichiarazione ideo­logica, un vezzo o una provocazione, fate pure. Altrimenti, lasciate perde­re. L'unica lingua europea in cui esi­ste questa regola è l'ungherese (cep­po ugro-finnico). Ecco: se vi chia­mate Miklos di nome e Vasarhely di  cognome, presentatevi pure come "Vasarhely Miklos". In tutti gli altri casi, date retta a Sandrino Manzoni e al sottoscritto.
Volete fare un test sulla firma di alcuni amministratori dell'Isola? Date un'occhiata alle firme apposte alla convenzione istitutiva del PLIS Monte Canto (vedi qui).
PS La firma riprodotta nell'immagine è quella di Johannes Brahms, non Brahms Johannes.
postato da: terradadda alle ore 21/01/2007 12:42 | link | commenti (1)
categorie: fondamentali, isola, istruzioni per luso
sabato, 20 gennaio 2007

Carvico: la variante per Terno d’Isola

di Vercingetorix
variante-carvicoCome detto dall’assessore ai grandi lavori della Provincia di Bergamo, Felice Sonzogni (vedi post precedente qui), verrà realizzata anche la variante di Carvico - Terno d’Isola con un costo preventivato di 58 milioni di euro. Prendendo le immagini dal sito grandi opere della Provincia di Bergamo siamo in grado di mostrarvi nell’immagine il  primo tratto della variante in progetto segnato in giallo. Come si vede la nuova variante partirà dalla rotonda della Valtulina (Jolly Confezioni) dove arriva la nuova strada della Galleria di Villa d’Adda, passerà a sud dell’abitato di Carvico e andrà a congiungersi con la rotonda in costruzione vicino alla Imec – Albergo da Giovanni. A metà di questo raccordo verrà realizzata un’altra rotonda dalla quale partirà la nuova strada che, dopo avere attraversato la ferrovia, aggirerà a sud l’abitato di Terno di’Isola e andrà a congiungersi con la rotonda attualmente in costruzione sulla provinciale all’inizio di Terno d’Isola (vedi qui) che a sua volta sarà raccordata con l’uscita dell’asse interurbano attualmente in costruzione. La linea rossa che si vede nell’immagine è invece la pista ciclabile che è in fase di completamento.
Siamo ancora alla fase di progetto, occorrerà il finanziamento dei lavori da parte del Cipe. Difficile sapere quando cominceranno i lavori, ma certamente non tanto presto, mettiamoci comodi. Per il momento sarebbe di grande sollievo al traffico l’approntamento delle due rotonde di Carvico, che ci auguriamo vengano terminate entro i tempi previsti (cioè questa primavera).
postato da: terradadda alle ore 20/01/2007 07:59 | link | commenti
categorie: on the road, isola, terno d isola, villa d adda
venerdì, 19 gennaio 2007

Cisano Bergamasco: il progetto della variante

variante-cisano“La variante Villa d'Adda-Carvico assume inoltre una valenza strategica all'interno della direttrice Bergamo-Lecco, andandosi ad aggiungere alle varianti di Cisano Bergamasco e Calusco-Terno d'Isola. Queste tre opere permetteranno di creare un percorso che attraversi tutta l'Isola per arrivare a Lecco. Da Terno d'Isola sarà quindi possibile entrare nell'Asse interurbano, bypassando i paesi. La variante di Cisano (25 milioni di euro) e la Calusco-Terno d'Isola (58 milioni di euro) hanno avuto l'approvazione del Cipe, auspichiamo che il Governo consideri queste opere prioritarie per arrivare finalmente ad avere i finanziamenti".

Così parlò l’assessore alle grandi opere della Provincia di Bergamo, Felice Sonzogni, presente alla caduta della prima parte del diaframma della galleria Carvico – Villa d’Adda. Siamo in grado di mostrarvi (nell’immagine) il tracciato in progetto della nuova variante di Cisano. In verde sono segnate le strade esistenti che confluiscono al ponte di Brivio da Villa d’Adda e da Cisano. I bolli gialli: quello in alto la rotonda in progetto nell’intersezione vicino al ponte (di cui abbiamo parlato qui), il secondo più in basso è un intevento alla vecchia chiesetta. In rosso la variante appena aperta che dalla Sosta va verso Calolziocorte Lecco, tagliando fuori Cisano a sud. In azzurro il progetto della variante di Cisano. Sulla variante azzurra è indicata una rotonda dove andrà a inserirsi la nuova Briantea che scende da Pontida passando sotto il Monte Canto e sarà la prosecuzione dell’asse interurbano che prima o poi sbucherà ad Ambivere Mapello. Si noti che la variante azzurra passa sopra la strada che scende da Cisano e non vi è nessuna rotonda.  Non siamo dei tecnici, ma ci vengono alcune osservazioni da fare. Dal momento che c’è già la strada (rossa) che taglia Cisano a sud, non ci si poteva inserire direttamente su quella (vedi linea tratteggiata gialla) e mettere sulla congiunzione una rotonda? Sarebbero alcuni chilometri di asfalto in meno e si userebbe una strada già esistente e di calibro adeguato. Ma soprattutto se si vuole realizzare la strada in azzurro come da progetto perché non mettere una rotatoria con l’intersezione per la vecchia Briantea? E poi va ricordato che su questa mappa non è indicato l’intevento più importante ed urgente che è l’allargamento del ponticello sul torrente Sonna che è pericoloso e intralcia il traffico.

postato da: terradadda alle ore 19/01/2007 07:35 | link | commenti
categorie: on the road, villa d adda, cisano bergamasco
mercoledì, 17 gennaio 2007

Villa d'Adda: i problemi di via Messo

riceviamo e pubblichiamo
lavori-viamessoVercingetorix, sono qui ancora a scriverti per ulteriori dubbi e problemi in via Messo. Oggi al ritorno dal lavoro e noto la mia via è tappezzata di fogliettini bianchi...ho sentito un crampo allo stomaco sperando che non annunciassero altri lavori, invece le mie intuizioni erano giuste. Ebbene, da settimana prossima dal 23 gennaio al 5 di febbraio, la mia via sarà interessata da lavori per sistemazione dell'allacciamento dell'acqua, gas, luce, e udite udite, per la posa di un  impianto semaforico! Vada per l'acqua, vada per il gas, la fogna l'hanno già sistemata (che era solo un' allacciamento per le nuove case che tra un po' costruiranno), metteranno l'illuminazione alla via, che sono circa 10 anni che facciamo la richiesta al comune e ci hanno sempre dato picche, e ora che si  costruiscono le case nuove ecco spuntare l'illuminazione. Ma e' l'impianto semaforico quello che mi crea maggiori sconquassi allo stomaco. Ho chiamato in comune per avere delucidazioni, la risposta del geometra e' stato che non sapeva nulla. E’ normale che un geometra di un comune non sappia nulla sui lavori di un paese per cui lavori? E perché prima di fare questi lavori il Comune non ha almeno chiesto agli abitanti della via interessata se fossero d'accordo o no? E per due settimane, se qualcuno sta male, serve un ambulanza ma questa non può salire in via Messo, il malato deve scendere a piedi per la strada fino ad arrivare in fondo? L'unica cosa che mi hanno detto in Comune è che quella strada necessita di semaforo, perché è pericolosa...difatti tutti ricordano i gravissimi incidenti capitati su questa via. Io mi chiedo, perché la Regione ha vietato la costruzione di una strada che scenda da San Bernardino perché si rovina un bosco di quattro castagni, ma ha dato il permesso alla costruzione di villette sopra questo bosco pur non essendoci una strada adeguata al passaggio di ulteriori automobili? All'estero, che sono molto più civili di noi riguardo le costruzioni, prima fanno le strade, i servizi, gli allacciamenti, e in secondo luogo costruiscono le case. A Villa d'Adda funziona tutto al contrario. Sempre più indignata di vivere in un paese governato governato così.
MO
viamessoQuesto il testo della mail che abbiamo ricevuto e pubblichiamo depurata di alcune affermazioni eccessive. Intanto diciamo due cose. Prima che qualcuno pensi che Vercingetorix si inventi le lettere, vi diciamo che ciò che pubblichiamo sono mail che ci pervengono da cittadini dell’Isola, soprattutto Villa d’Adda, Calusco e Carvico, che trovano in Terradadda un veicolo per far conoscere il loro disagio (che certo non troverebbero spazio sui giornali locali troppo ecumenici e buonisti). Mail che conserviamo per ogni eventualità. Siamo disponibili a pubblicare le mail e affrontare gli argomenti segnalati (per i commenti c'è lo spazio del blog), ma vi preghiamo nel raccontare le vicende di evitare riferimenti a persone, toni esasperati o parole fuori posto.
Il divieto di transito fa riferimento all’ordinanza n. 03 del 11 gennaio 2007 del Comune di Villa d’Adda, che è stata resa pubblica solo con i volantini, e al solito, senza essere pubblicata sul sito. Il volantino precisa le date e le ore di chiusura e ha la bontà di precisare che comunque “sarà garantito il transito pedonale”.
Detto questo veniamo all’argomento strada (che approfondiremo con ulteriori post). C’è una nuova lottizzazione, il costruttore ha avuto i permessi e sta facendo i suoi lavori e si presume che faccia anche le opere di urbanizzazione. Altre volte gli abitanti di via Messo ci hanno raccontato come il tratto terminale della via sia privato e come più volte alle amministrazioni comunali si sia chiesto che quel tratto divenisse pubblico così appunto da mettere anche l’illuminazione. Ci sembra una richiesta logica e ragionevole che non dovrebbe trovare alcuna difficoltà ad essere accolta da un’amministrazione altrettanto ragionevole.
Riguardo alla strada il problema è sotto gli occhi di tutti. La strada è stretta e in salita , c’è una grossa pianta che restringe il calibro (vedi foto). E’ evidente che prima di fare una lottizzazione bisognava pensare alla strada. Una cosa sono gli edifici esistenti prima dell’entrata in vigore del PRG, un’altra sono le costruzioni che nascono dopo. Non ha senso chiedere che gli accessi carrali alle abitazioni siano larghi quattro metri e che la strada comunale invece sia di un calibro inferiore, per di più costringendo i costruttori a usare piccoli mezzi perché quelli grandi non possono passare (tutto questo anche con un aggravio di costi per chi costruisce, che evidentemente si sobbarca di buon grado).
Ma la cosa più incomprensibile è la posa di un semaforo che disciplinerebbe il traffico in via Messo. Prima di tutto sembra difficile credere che un’amministrazione comunale faccia un’opera del genere in una frazione senza consultare gli abitanti. E poi, tra pochi mesi con la nuova rotonda di Carvico e l’allacciamento all’asse interurbano si potrà andare da Villa d’Adda a Bergamo senza fare un semaforo, mentre in via Messo si dovrà aspettare il turno per la luce verde per uscire di casa? Incomprensibile. Sicuramente gli abitanti di via Messo hanno cento ragioni per protestare e immaginiamo lo faranno con l’amministrazione.
postato da: terradadda alle ore 17/01/2007 06:56 | link | commenti (2)
categorie: on the road, villa d adda