TERRADADDA

Cronache (e opinioni) della terra intorno all'Adda a cura di Vercingetorix
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martedì, 31 ottobre 2006

PLIS Monte Canto: il problema del bilancio

di Vercingetorix
cartello-montecantoEsercizio di contabilità
Problema.
Sapendo che l’ente capofila del PLIS Monte Canto e del Bedesco, cioè il Comune di Carvico, dopo formale richiesta di un cittadino (vedi qui) si rifiuta di fornire dati di bilancio della convenzione del PLIS, nonostante il Decreto Legislativo n. 267 del 18 agosto 2000 dica chiaramente all’articolo 10 “Diritto di accesso e informazione: Tutti gli atti dell'amministrazione comunale e provinciale sono pubblici, ad eccezione di quelli riservati per espressa indicazione di legge o per effetto di una temporanea e motivata dichiarazione del Sindaco o del Presidente della Provincia che ne vieti l'esibizione, conformemente a quanto previsto dal regolamento, in quanto la loro diffusione possa pregiudicare il diritto alla riservatezza delle persone, dei gruppi o delle imprese”;
sapendo che gli ettari complessivi del PLIS sono 2673 e che gli abitanti dei dieci comuni del PLIS sono all’incirca 42.000 quanto è il bilancio annuale del PLIS riferito alla quota di contribuzione dei 10 comuni associati?
Per risolvere il problema il cittadino si basi sull’articolo 8 della convenzione istitutiva del PLIS (vedi qui) e contatti uno dei Comuni a cui fa riferimento il PLIS – che si presume non opponga rifiuto - e chieda quale è la quota del PLIS pagata nell’ultimo anno di bilancio di quel Comune.
Si allega l’articolo 8 della convezione Istitutiva del PLIS: “Tutte le spese inerenti al funzionamento del servizio convenzionato saranno ripartite tra i comuni convenzionati per il 30% sulla base interessata dalla superficie del Parco e per il restante 70% sulla base dei singoli comuni determinata al 31 dicembre dell’anno precedente a cui il riparto si riferisce”.
Soluzione:
Abbiamo richiesto il dato ad uno dei comuni aderenti al PLIS, Villa d’Adda, che non ha opposto alcun rifiuto.
Il Comune di Villa d’Adda nel 2005 ha versato al PLIS Monte Canto e del Bedesco una quota di 3209,91 euro di cui 747,44 per la superficie e 2562,47 per gli abitanti.
Il comune di Villa d’Adda ha 196 ettari inseriti nel PLIS e 4350 abitanti.
Il costo ad ettaro di quota del PLIS è quindi (747,44 diviso 196 ettari) di 3, 81 euro per ettaro
Il contributo per abitante è (2462,47 diviso 4350 abitanti) di 0,56 euro per abitante
Quota ettaro: 2673 ettari del PLIS  per 3,81 euro ettaro = 10.184,13 euro
Quota abitanti: 42.000 abitanti dei comuni del PLIS per 0,56 euro abitante = 23.520 euro.
Totale bilancio annuale PLIS per quote contributive comuni = 10.184,13 + 23520 = 33.704,13 euro.
postato da: terradadda alle ore 31/10/2006 07:18 | link | commenti
categorie: trasparenza, monte canto
lunedì, 30 ottobre 2006

Villa d’Adda: al Porto percorsi turistici a ostacoli/1

di Vercingetorix
girello-ostacola-portoIeri giornata bellissima, sole, caldo quasi estivo. Risultato migliaia di persone che si sono riversate sulle rive dell’Adda per la classica passeggiata pomeridiana, per digerire il pranzetto del giorno di festa. Particolarmente affollato il porto di Villa d‘Adda dove c’è il traghetto di Leonardo. Oltre al traghetto e ai due ristoranti, c’è la passeggiata piacevole in riva all’Adda, in direzione sud, che è perfettamente pianeggiante, ed è anche il primo tratto del famoso sentiero da Leonardo all’Unesco. Ma è un percorso ad ostacoli. spiazzo-pratoPrima di tutto davanti alla sbarra c’è parcheggiato il furgone di un ambulante con le sue bancarelle che intralcia il passaggio. Poi nel poco spazio lasciato libero per accedere alla strada lungo il fiume bisogna passare nel girello. Che è molto scomodo per tutti, ma soprattutto per gli anziani, per chi ha i bambini con il passeggino e per chi ha la bicicletta. E’ evidente che la cosa è fatta per impedire l’accesso alle motociclette (anche se poi i soliti furbi il motorino lo fanno passare sotto la sbarre) ma non dovrebbe ostacolare gli altri. E sentieri-rami-cadonomagari il girello e la sbarra avrebbero un senso nei giorni feriali, ma quando c’è questa marea di gente, la domenica la sbarra non potrebbe restare aperta? Con la ressa che c’è si può chiedere a un disabile di andare a cercare le chiavi della sbarra al ristorante o al nocchiero del traghetto per potere passare? E poi anche per motivi di sicurezza una ambulanza che dovesse soccorrere chi ha un malore cosa fa? Si prosegue la passeggiata si arriva allo spiazzo verde, con prato e tanto di gazebo, molto bello in sé, peccato che è in riva al Rio Rito che sentiero-impraticabileproprio in quel punto scarica i liquami fognari e la puzza è veramente stomachevole e molti turisti dopo poco prendono e se ne vengono via, e questo certo non è una bel biglietto da visita per Villa d’Adda. Poi il sentiero da Leonardo all’ Unesco prosegue in salita, tenendo la destra idrografica del Rio Rito. Peccato che il sentiero è abbandonato a sé stesso: piante pericolanti nel primo tratto e poi ortiche e erbacce che lo coprono nella parte superiore. Si arriva alla sbarra superiore, anche qui con girello, due ostacoli che però non sbarra-soprafermano i motociclisti che aggirano la sbarra dalla parte del campo di mais. E poi giunti li sopra non c’è più nessun cartello, chi deve seguire il percorso da Leonardo all’Unesco, si perde con facilità. Certo per risolvere i problemi del Rio Rito bisognerà aspettare la costruzione del collettore fognario, ma un minimo di manutenzione al percorso si può fare subito, qualche ostacolo in meno e un paio di cartelli in più: non ci vuole molto per dare un minimo di servizio ai molti turisti della domenica.
postato da: terradadda alle ore 30/10/2006 08:34 | link | commenti (1)
categorie: adda, cartelli, villa d adda
sabato, 28 ottobre 2006

Solza: rivive il medioevo di Colleoni

di Vercingetorix
convegno-solzaDopo aver subito l’esperienza di alcuni convegni dove i politici locali vengono a dire le loro fanfaronate, è un piacere parlare di una manifestazione ben organizzata e ben riuscita come quella di oggi al Castello Colleoni di Solza. Una vera e propria boccata di aria fresca e di idee di ampio respiro. L’occasione era la presentazione dell’Associazione Culturale Bartolomeo Colleoni dedicata al condottiero nato in questo castello nel 1395 ( o forse 1400) e della mostra dedicata alle armi del tempo del Colleoni. Bello il contesto del Castello riattato con cura, rispettoso dell’impianto originario e funzionale agli usi attuali (biblioteca, sala convegni, centro delle associazioni). Sobrio il convegno, al quale tra gli altri ha partecipato il presidente del Consiglio Regionale Albertoni, dove si sono auspicati molti buoni propositi (che ci auguriamo vivamente si concretizzino) e dette cose intelligenti: “Non ci sono cittadini dei comuni, ma cittadini di un territorio”. “Se non sappiamo da dove veniamo, non sappiamo nemmeno dove andiamo”. ricostruzione-medioevo-solzaMolto gradevole la ricostruzione di una piccola compagnia di soldati e cavalieri medioevali (a opera di figuranti veneti) che ha mostrato le armi dell’epoca Colleonesca e le tecniche di battaglia con grande suggestione,  un bello spettacolo per grandi e piccini. Insomma un convegno dove si sono calcati i temi dell’identità del Lombardo Veneto, dei rapporti con la Serenissima, ricordando come questo lembo di terra, l’Isola, fosse l’estrema frontiera occidentale della Repubblica Veneta. Un confronto di larghe vedute, che ci conforta e ci fa sperare che forse la cultura e il governo dell’Isola Bergamasca non è patrimonio esclusivo di persone di grande ego e scarse vedute, ma c’è qualcuno che sa volare più alto.
postato da: terradadda alle ore 28/10/2006 21:27 | link | commenti (1)
categorie: isola, solza
giovedì, 26 ottobre 2006

PLIS Monte Canto: la curiosa convenzione

di Vercingetorix
marchio-plisCon molta fatica abbiamo ricevuto copia della convenzione istitutiva del PLIS. Ed è stato un personalissimo favore che ha fatto un funzionario del comune di Carvico. Già perché un cittadino (vedi post precedente qui) ha chiesto lo statuto del PLIS (non sapendo che il PLIS non è un ente come immaginava, e come immaginano le migliaia di cittadini dei comuni interessati) e quindi lo zelante funzionario del Comune di Carvico ha comunicato che in linea di principio avrebbe dovuto dire che non esiste uno statuto del PLIS e stop, senz’altro aggiungere. Ma molto gentilmente, in via del tutto straordinaria, il funzionario del Comune di Carvico ha fornito al cittadino una copia della convenzione istitutiva del PLIS che se non avrebbe dovuto perché la richiesta non era conforme. E pensare che questi funzionari sono pagati con i soldi dei contribuenti. Ogni ulteriore commento è superfluo.
In ogni caso in allegato sempre nell’opera di informazione che Terradadda fornisce ai cittadini e in una politica di trasparenza, in formato PDF trovate la copia digitalizzata dell’originale.
convenzione-plis
Intanto vi diamo alcune indicazioni sulla forma giuridica del PLIS Monte Canto e del Bedesco. Innanzitutto non è un ente autonomo con personalità giuridica, ma una convenzione tra dieci comuni: Carvico, Sotto il Monte, Villa d’Adda, Pontida, Ambivere, Mapello, Chignolo d’Isola, Terno d’Isola, Calusco d’Adda e Solza. I dieci comuni hanno scelto di non istituire un ente ma solo la convenzione che fa capo al Comune di Carvico, Comune capofila, quindi ogni attività economica del PLIS fa riferimento al bilanci del Comune di Carvico. Il PLIS è istituito ai sensi dell’articolo 30 del Decreto Legislativo 267/2000. Il Comune di Carvico nell’ambito di questa convezione e per le finalità della medesima convenzione assume due persone: una a tempo pieno di categoria D, responsabile del servizio, e una di categoria C a tempo parziale.
La convenzione dura fino al 2013 ma ogni Comune che aderisce può recedere purché comunichi la sua decisione entro giugno e che si impegni a pagare gli oneri pluriennali della sua quota (una condizione capestro in effetti, perché il Comune può uscire, ma pagherà lo stesso, tanto vale che resti).
In comune di Carvico, per il PLIS è libero di decidere (anche solo con comunicazione informale) riguardo all’acquisto di materiale, liquidazioni per missioni e altre misure di legge. Le spese di gestione (telefono, ecc.) saranno forfetizzate il comune di Carvico le ripartirà pro quota.
Ogni comune aderente al PLIS paga una quota annuale, 30% della quale è in base alla superficie e il 70% in base alla popolazione del comune aderente.
Almeno una volta all’anno i sindaci dei comuni si riuniscono per discutere la gestione del PLIS.
Testualmente è scritto nella convenzione: “le decisioni saranno assunte con il voto favorevole di almeno quattro comuni interessati sia in prima che in seconda convocazione” E questa è veramente una notizia curiosa in ambito democratico, perché è il primo ente (pardon convenzione) che governa a minoranza, cioè bastano quattro su dieci per decidere. Ma le decisioni di un qualsiasi ente non si prendono a maggioranza? Non siamo più nella Repubblica Italiana?
postato da: terradadda alle ore 26/10/2006 18:24 | link | commenti
categorie: trasparenza, monte canto
mercoledì, 25 ottobre 2006

Calusco: cippatura del legno in corso

di Vercingetorix
cippatura-caluscoCi segnala un lettore: “Ehi Vercingetorix, lo sai che alla stazione ecologica di Calusco stanno cippando la legna, ma non è mica quella del Monte Canto?”
Ma come è possibile? Siccome controlliamo sempre le fonti di persona siamo andati  a vedere e in effetti (vedi le immagini) c’è una macchina della Doppstadt caricata dalla ruspa che sta triturando i rifiuti di legno che però sono mescolati a formica e altri materiali non legnosi. Non vorranno mica utilizzare questa roba per alimentare la centrale a biomasse in costruzione a Calusco?
Prima di elaborare qualsiasi teoria, come sempre cerchiamo qualcuno che ci possa dare una spiegazione. Contattiamo il gestore dell’impianto di cippatura Linea Servizi SRL nella persona del suo direttore il dott. Testa, che molto gentilmente e in maniera esaustiva ci spiega cosa sta accadendo. La macchina della Doppstadt è in prestito per una prova e verrà presto sostituita con quella che è stata acquistata per la cippatura della legna che proverrà dal taglio dei boschi del Monte Canto. Nel frattempo la macchina sta sminuzzando il legno raccolto come rifiuto urbano e ammassato sul piazzale per liberarlo. Questo materiale sminuzzato verrà smaltito come rifiuto e non sarà bruciato nella centrale a biomassa. A fine mese si inizierà invece a cippare, cioè a macinare, il legno che proviene dal Monte Canto.
cippatura-calusco2Il dott. Testa ci fornisce anche qualche informazione a proposito della centrale a biomassa di Calusco, sempre gestita da Linea Servizi, sulla quale qualcun altro aveva fornito informazioni assolutamente frammentarie e non chiare.
La centrale a biomassa verrà alimentata con cippato di legna verde perché è in grado di bruciare legna con un’umidità fino al 45 % senza bisogno dell’essicazione che richiederebbe grandi spazi per lo stoccaggio del legno.
La centrale inizialmente era stata progettata per una potenza di 250 Kw che serviva a scaldare un paio di edifici a Calusco, poi si è considerato che la centrale era ubicata nei pressi di altri edifici pubblici (tra i quali il Comune) riscaldabili con il teleriscaldamento e quindi, in corso d’opera si è pensato di aumentare la potenza dell’impianto fino a 1000 Kw, poi però ci si è accorti che l’impianto di tale potenza richiedeva istallazioni di sicurezza e procedure molto costose, e quindi si è riveduto ancora tutto il progetto per una centrale termica da 800 Kw.
Finalmente una spiegazione esauriente data da un funzionario che non ci ha chiesto “lei perché me lo chiede” e - come è normale che sia - non si è trincerato nemmeno dietro un fantomatico segreto d’ufficio, così i cittadini dell’Isola sono informati su quello che sta succedendo.
postato da: terradadda alle ore 25/10/2006 17:17 | link | commenti
categorie: trasparenza, calusco d adda, monte canto
martedì, 24 ottobre 2006

Sotto il Monte: una giungla nella rotonda

di Vercingetorix
giungla-rotonda.sottomonteAvevamo già trattato della rotonda di Sotto il Monte (vedi qui) e avevamo già formulato le nostre perplessità riguardo all’estetica del progetto che sembra un vasca da bagno e alla presenza delle aiuole. La rotonda - contravvenendo alle disposizioni vigenti – ha un impianto di irrigazione per le rose che vi sono state piantate per dare un minimo di decoro alla struttura che dovrebbe essere il biglietto da visita per chi viene nei luoghi natali di Papa Giovanni XXIII. Peccato però che con l’irrigazione, insieme alle rose, screscono anche le erbacce. Così che dopo pochi mesi la rotonda con le sue aiuole è ridotta da una giungla lussureggiante e inestricabile con le piante che stanno soffocando le rose e le robinie che crescono rigogliose (sono alte quasi due metri ormai). Insomma un ambiente trasandato e degradato che certo non dà una bella immagine a Sotto il Monte e all’Isola. Perché alla cosa non si pone rimedio? Non ci sono i soldi per la manutenzione? Tanto valeva fare allora un manufatto in materiale inerte che non richiedeva manutenzione. La cosa – che è sotto gli occhi di tutti – dovrebbe insegnare qualcosa a progettisti e amministratori, ma così non è perché tra non molto vedremo sorgere l’ennesima rotonda con piante e sistema di irrigazione (ne parleremo prossimamente).
postato da: terradadda alle ore 24/10/2006 13:28 | link | commenti
categorie: on the road, sotto il monte
lunedì, 23 ottobre 2006

PLIS Monte Canto: il manifesto di Carvico

poster-plis-carvicoMolti lettori ci hanno contattato per il cartello affisso dal PLIS Monte Canto per poche ore fuori dal Comune di Carvico (vedi i post a riguardo qui e qui), per sapere che cosa ci era scritto. Abbiamo speso un po’ del nostro tempo per fare la fedele trascrizione del poster (totale 17120 caratteri) che è la prima comunicazione pubblica in forma scritta del PLIS in tre anni di attività. Qui sotto riproduciamo il testo del poster in un’ottica di trasparenza e pubblico servizio. Faremo i nostri commenti sul poster in un altro momento. Per maggiore comodità dei nostri lettori mettiamo in rete anche il documento in formato PDF così che si possa comodamente stampare e leggere.
testo.poster.carvico
TESTO DEL POSTER DEL PLIS Affisso a Carvico il 17 ottobre 2006
Il PLIS del Monte Canto e del Bedesco viene istituito tramite Deliberazione della Giunta Provinciale di Bergamo n. 473 dell’11 settembre 2003. Il PLIS interessa un territorio di 2.675 ha, di cui 1.200 boscati, distribuito su 10 comuni: Ambivere, Calusco d’Adda, Carvico, Chignolo d’Isola, Mapello, Pontida, Terno d’Isola, Solza, Villa d’Adda e Sotto il Monte. Il territorio del PLIS vede le amministrazioni e i residenti sensibili alla valorizzazione delle peculiarità presenti, oltre a condividere le proposte in atto. Con lo sforzo delle amministrazioni e del volontariato sono state sviluppate iniziative con percorsi ciclo-pedonali, didattica ambientale coinvolgendo oltre 100 classi/anno, manifestazioni di promozione del territorio per prodotti tipici e attività artigianali, progetti promossi da Agenda 21 “Isola Bergamasca e Zingonia” e per ultimo con la Regione Lombardia, otto Comuni (Calusco d’Adda, Carvico, Chignolo d’Isola, Mapello, Terno d’Isola, Solza, Villa d’Adda, Sotto il Monte) e la provincia di Bergamo, l’acquisizione del borgo del Monte Canto.
Sulla base di questo interesse comune, sia regionale che locale, viene sviluppato il “primo progetto regionale di valorizzazione di un ambito collinare”, in sintonia con quanto indicato dalle linee regionali di programmazione per il sostegno e la valorizzazione dell’agricoltura collinare (DGR 31.05.2002 n. 9182 – Piano per la Ricerca e lo Sviluppo 2002 Progetto n. 444).
 
DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI
L’obiettivo degli interventi di seguito proposti è quello di valorizzare le potenzialità del territorio del PLIS del Monte Canto e del Bedesco, le produzioni agro-alimentari e forestali legate al territorio.
Si vuole avviare una filiera foresta – legno – energia in grado, una volta avviata, di autosostenersi garantendo da un lato la manutenzione del territorio e dei boschi in particolare e dall’altro di garantire l’approvvigionamento di biomassa ad una o più caldaie a cippato per il riscaldamento dei complessi comunali pubblici.
Si vuole dare rilievo alle attività legate al territorio per garantire l’indispensabile presenza dell’uomo e una gestione ambientale sostenibile. A tale scopo verranno supportate quelle attività compatibili con gli aspetti ambientali, che valorizzano il territorio e ne consentono il presidio e la gestione.
Di tutte queste opere ed iniziative, si ritiene che quelle riguardanti direttamente la realizzazione del progetto debbano essere in grado di soddisfare obiettivi e rispondere ad esigenze di seguito poste in evidenza:
essere condivise in quanto a finalità e modalità esecutive;
risultare, entro certi limiti, di facile comprensione ed attuazione per i proprietari; pubblici e privati, coinvolti;
possano fornire un effetto tangibile, immediatamente percepibile per l’utenza ed i cittadini;
non costituire un vincolo permanente, né di tipo formale giuridico, né di tipo sostanziale;
dare ai proprietari dei fondi un corrispettivo che possa essere reputato interessante, magari anche non solo in termini monetari, ma di chiara e diretta disponibilità senza eccessive burocrazie;
possano valorizzare una serie di professionalità legate al territorio ad al paesaggio.
 
I PROGETTI
Piano di gestione energetico forestale
E’ lo strumento pianificatorio indispensabile per la programmazione degli interventi a sostegno della filiera bosco – legno – energia e per la quantificazione economica degli investimenti su scala temporale di breve periodo. La pianificazione degli interventi selvicolturali consente di garantire l’approvvigionamento di biomassa nel corso degli anni di attuazione del piano; inoltre è indispensabile programmare la manutenzione ordinaria e straordinaria a carico della viabilità forestale nonché l’apertura di nuove piste per consentire di effettuare gli interventi di miglioramento forestale in sicurezza e con costi economici sostenibili.
La programmazione degli interventi consente di pianificare il prelievo della biomassa senza intaccare il capitale legnoso intervenendo direttamente su struttura e composizione del popolamento per avviarlo verso forme ecologicamente più stabili e vicine alle potenzialità vegetazionali della stazione. Si procederà alla stesura del documento di programmazione della gestione energetico forestale su scala quindicinale avvalendosi anche del supporto di figure professionali specialistiche legate al territorio.
Lo sfruttamento della biomassa forestale proveniente da interventi di miglioramento forestale consente di effettuare quegli interventi selvicolturali indispensabili ai fini della gestione del bosco ma a macchiatico negativo e quindi altrimenti non sostenibili da un punto di vista economico; del resto l’impiego della biomassa a fini energetici significa impiegare fonti di energia rinnovabili a basso impatto ambientale.
L’esistenza poi di una filiera produttiva significa reddito, presenza dell’uomo e gestione del territorio.
Il piano di gestione energetico forestale comporterà la catalogazione della proprietà forestale appartenente al PLIS e il reperimento delle superfici disponibili al taglio per garantire il necessario approvvigionamento di cippato alla centrale a biomassa. Questo tipo di programmazione comporterà sia un’analisi tecnico forestale dei popolamenti da assoggettare al taglio e relativi rilievi di carattere dendrometrico, ma anche un’indagine sulla disponibilità dei proprietari ad aderire agli interventi.
Inoltre il piano dovrà prendere in attenta considerazione la rete di viabilità principale e forestale del PLIS prevedendo gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria da effettuare nell’arco temporale di applicazione del piano per garantire l’accessibilità alle aree di taglio ed un esbosco sicuro ed efficiente del materiale legnoso
Dovranno inoltre essere previste la localizzazione dei piazzali di carico e le tecniche di esbosco da applicare. Dovrà essere redatto un apposito elenco dei proprietari dei boschi aderenti all’iniziativa e raccolte le relative adesioni e messa a disposizione delle superfici.
Poiché le finalità istitutive del PLIS sono di gestione del patrimonio forestale per migliorare gli aspetti ecologico ambientali del territorio, dovranno essere previsti anche interventi di miglioramento forestale atti ad avvicinare la composizione specifica dei popolamenti alla tipologia forestale potenziale di riferimento da attivarsi anche attraverso intervento di sottopiantagione e arricchimento forestale.
 
PROGETTO DI FATTIBILITA’
Il piano di gestione energetico forestale sarà integrato da un Progetto di fattibilità a carattere generale dove sarà implementata e approfondito quanto già previsto all’interno del Piano Pluriennale degli Interventi del PLIS, in particolare dovranno essere sviluppati gli aspetti legati.
- Emergenze e criticità del PLIS di carattere geologico, flogistico – vegetazionali e faunistiche, attraverso la raccolta del materiale bibliografico esistente e studi originali;
- Studio della rete idrografica del PLIS e programmazione degli interventi di manutenzione dei corsi d’acqua secondo una scala di priorità;
- Individuazione delle aree per la localizzazione dei punti sosta attrezzati;
- Realizzazione di impianti pubblici a biomassa;
- Sviluppo della rete viabilistica di servizio;
- Recupero aree ex produttive per impianti forestali o biologici con valenza ambientale – paesaggistica e di filiera bosco – legno
- Sviluppo della rete ecologica di unione tra le aree protette
- Recupero dei castagneti e terrazzamenti a vigneto
- Recupero e potenziamento della rete viabilistica minore e sentieristica
- Messa in opera di impianto a biomassa
- Cantieri dimostrativi sull’edilizia sostenibile
- Promozione territoriale da attuarsi in collaborazione con l’universita di Bergamo e le organizzazioni locali
- Recupero di volumetria nel Borgo per destinare a sede del PLIS e del Centro di formazione permanente
Creazione nel PLIS di un polo di alta formazione regionale permanente per corsi tematici con il coinvolgimento di Università, Regione Lombardia, ERSAF, OOPPAA
- Consolidamento rete operatori e predisposizione di sistemi di comunicazione finalizzata al progetto: internet, newsletter, brochure, opuscoli
- Certificazione territoriale
 
Cartografia essenziale del piano:
A sovrapposizione del catastale alla CTR scala 1:10.000;
B carta delle tipologie forestali;
C particellare del PLIS;
D carta degli interventi di utilizzazione;
E carta della viabilità;
F carta dei miglioramenti.
PRIMI INTERVENTI SELVICOLTURALI
Si tratta di interventi selvicolturali atti a migliorare la stabilità ecologica dei popolamenti forestali intervenendo sulla composizione e sul grado di copertura per favorire la rinnovazione naturale.
Tali interventi verranno preceduti dalla redazione di un progetto di taglio comprensivo di piedilista di martellata.
Il materiale proveniente da questi interventi verrà conferito alla centrale a biomassa per la produzione di energia previa trasformazione in cippato
 
INTERVENTI DI RIQUALIFICAZIONE AMBIENTALE A CARICO DEI CORSI D’ACQUA
Obiettivo dell’intervento è di riqualificare da un punto di vista naturalistico e ambientale un tratto del torrente Grandone.
Si vuole in questo modo aumentare l’efficienza ecologica di questo importante corridoio e rendere al contempo l’area più facilmente fruibile da parte della cittadinanza evitando l’innescarsi di quelle situazioni di degrado tipiche di questi ambienti marginali.
Il tratto di intervento si sviluppa per circa un chilometro in prossimità del centro abitato. Gli interventi consisteranno in primis nel ripristino dell’efficienza idraulica del torrente attraverso l’eliminazione della vegetazione arborea sviluppatasi all’interno del letto torrentizio e che risulta di ostacolo al regolare deflusso delle acque. Si provvederà inoltre all’eliminazione anche di quelle piante morte o deperienti che possono rappresentare un pericolo potenziale per i fruitori dell’area.
In accordo poi con le indicazioni fornite dal “Programma di riqualificazione naturale e ambientale del torrente Grandone e delle aree adiacenti” redatto dall’Amministrazione Provinciale di Bergamo e dal Consorzio di Bonifica della Media Pianura Bergamasca, si provvederà all’introduzione di specie arboree e arbustive forestali autoctone tipiche degli ambienti di ripa con lo scopo di rinaturalizzare il corso d’acqua.
Si provvederà inoltre, in accordo con le proprietà e sulla base di una apposita convenzione, alla messa in opera di strutture atte a garantire la fruizione da parte della cittadinanza: staccionate, panchine, tavoli, ecc….
 
INTERVENTI A CARICO DELLA VIABILITA’ FORESTALE
Si provvederà alla manutenzione ordinaria e straordinaria di alcuni tratti della viabilità forestale ed i servizio, in particolare di quei tratti di piste funzionali agli interventi selvicolturali citati nel paragrafo precedente e delle principali linee di penetrazione del PLIS.
Gli interventi comporteranno la regolarizzazione del fondo, la messa in opera di regolazione delle acque meteoriche lungo i tratti a maggiore erosione, la regolarizzazione delle pendenze ed eventualmente il ricarico con misto naturale di cava.
Eventuali interventi di consolidamento delle scarpate stradali saranno effettuati con tecniche di ingegneria naturalistica.
Se gli interventi effettuati prioritariamente a carico della viabilità forestale a funzionale agli interventi selvicolturali consentirà ancora disponibilità di fondi, si provvederà alla sistemazione dei punti critici della strada che da Pontida va a Sotto il Monte.
Infine emerge la richiesta di una fruizione differenziata delle aree protette, che sappia soddisfare le esigenze legate alle diverse tipologie di pubblico: dai percorsi che attraversano zone di importanza storica e culturale, da quelli più lunghi e faticosi per appassionati di trekking e mountain bike, sino a sentieri semplici e pianeggianti studiati appositamente per bambini piccoli (2-6 anni) e persone con difficoltà motorie, come disabili fisici ed anziani.
Accanto a questi bisogni primari e complessivi, nell’ultimo periodo si sono manifestate in modo crescente alcune esigenze specifiche particolarmente significative:
elaborazione di specifici progetti di educazione ambientale per bambini e studenti in genere, grazie ai quali trasmettere criteri adeguati di percezione del mondo naturale e sollecitare una responsabile gestione dell’ambiente;
la creazione di itinerari a lungo raggio per appassionati e sportivi della zona.
Lo sviluppo di una rete sentieristica adeguata costituisce la premessa per una corretta integrazione dell’uomo negli ecosistemi naturali, nel rispetto dell’ambiente e delle sue risorse.
Inoltre, l’iniziativa di segnalare dei percorsi invita il visitatore, parte essenziale dell’ecosistema, a muoversi nell’ampio sistema econaturalistico, attraverso specifici itinerari guidati, senza violare le aree più fragili e vulnerabili non segnalate al fine di preservare la biodiversità tipica del luogo attraverso un confronto delle specie alloctone. L’apertura di specifici sentieri permette un monitoraggio più attento e garantisce la possibilità dio intervenire in modo più efficace per la salvaguardia della biodiversità locale.
 
ATTIVITA’ DI PROMOZIONE DEL PLIS
Verranno svolte attività di promozione del progetto di valorizzazione del PLIS e della politica regionale rivolta agli ambiti collinari. Per meglio significare l’attività si svilupperanno le azioni di promozione in collegamento con l’iniziativa regionale “Foreste da Vivere” organizzate da ERSAF in collaborazione con la Regione Lombardia e con gli enti territoriali e le realtà locali. L’iniziativa consisterà nell’organizzare un periodo di promozione sul territorio con eventi di coinvolgimento della popolazione nell’ambito ambientale, rurale e fruitivi.
 
REALIZZAZIONE CENTRALE TERMICA A BIOMASSA
Realizzazione di un impianto con caldaia a cippato a griglia mobile da 250 kw termici unita ad un cogeneratore statico funzionante con il fluido della caldaia stessa. Tale impianto servirà il complesso scolastico in Calusco d’Adda.
 
PROMOZIONE DELLE PRODUZIONI TIPICHE
Oltre alle attività ricomprese nei progetti sopradescritti volti alla valorizzazione dell’ambiente e degli spetti rurali dell’area, che ricoprono anche l’importanza delle aziende agricole locali e dell’attività rurale nel suo complesso, si procederà alla ricerca di aziende agricole disponibili ad una collaborazione finalizzata all’attivazione di laboratori didattici in azienda e nelle scuole, alla identificazione di zone di sosta per visite guidate nelle aziende del territorio interessato, oltre la disponibilità per la promozione dell’attività agrituristica e di valorizzazione dei prodotti locali. Il progetto consiste in un censimento delle unità agricole disponibili allo sviluppo del progetto ed una relazione tecnico descrittiva sulla fattibilità dello stesso.
Si vuole inoltre individuare e promuovere le produzioni agroalimentari e forestali tipiche legate al territorio del PLIS attraverso interventi promozionali e divulgativi.
Si provvederà ad effettuare un censimento delle produzioni agro-alimentari e forestali esplicitamente legate al PLIS al fine di realizzare un opuscolo di promozione di queste attività che consentono di presidiare e gestire il territorio , oltre a mantenere attiva un’economia rurale e locale. Si potranno anche prevedere alcune particelle dimostrativa riguardanti alcune produzioni locali.
Si potrebbe pensare di svolgere un’indagine sulla situazione agricola e agrituristica e sulle potenzialità dell’area. Scopo della presente indagine è quello di delineare un profilo dell’attività agricola e agrituristica dell’area del PLIS, al fine di individuare la situazione esistente e le potenzialità di sviluppo in ambito turistico.
Perché l’indagine sia significativa, si ritiene opportuno approfondire ed estendere l’argomento a tutti quei fattori di contorno che costituiscono elementi di interesse e di valutazione, quali il tipo di conduzione di organizzazione delle aziende le loro eventuali esperienze in ambito turistico su vari fronti (ristorazione, rivendita al pubblico, visite guidate, alloggio).
 
L’INDAGINE
1 Nella sua prima fase, l’indagine deve portare alla costruzione di un elenco il più possibile completo di aziende agricole ed agrituristiche alle quali sottoporre un questionario. Le fonti di tale elenco sono costituite dagli elenchi pubblici (Pagine Gialle e Pagine Bianche), che sono stati successivamente integrati con maggiori informazioni mediante il contatto con enti locali e di categoria e con pubblicazioni.
2 Le aziende in elenco verranno contattate per la somministrazione di un questionario
 
Il questionario
Il questionario consiste di n. 7 domande, che consentirà di conoscere l’attuale posizione delle aziende nei confronti del turismo e le loro aspirazioni e potenzialità per il futuro.
Risultati attesi
Tipologia dell’azienda e della produzione
Ampiezza dell’azienda, organizzazione e tipi di produzione
Presenza o meno di rivendita diretta dei prodotti al consumatore diretto
Effettuazione di visite concesse a gruppi o scolaresche
Presenza di attività di ristorazione
Presenza di posti letto
Intenzioni future di sviluppare un progetto turistico
 
postato da: terradadda alle ore 23/10/2006 10:31 | link | commenti
categorie: trasparenza, carvico, monte canto
sabato, 21 ottobre 2006

PLIS Monte Canto: altro articolo, altri numeri

di Vercingetorix
montecanto-tassodineAppare oggi su l’Eco di Bergamo un altro articolo riguardante il PLIS del Monte Canto e la filiera legno energia e la centrale di teleriscaldamento di Calusco d’Adda. Un articolo – che 22 giorni dopo – fa riferimento al convegno del 29 settembre scorso di Calusco (senza citare la data). Noi abbiamo partecipato a quell’incontro e in un precedente post  (qui) abbiamo riferito di quanto era stato detto dagli intervenuti. I numeri pubblicati oggi da l’Eco differiscono notevolmente da quanto detto in sala al convegno, ma abbiamo avuto modo di contattare l’autore dell’articolo che ci ha informati che quei numeri pubblicati oggi gli sono stati forniti a seguito di una sua precisa richiesta di chiarimenti al termine del convegno.
A seguito di ciò il responsabile del PLIS Monte Canto e del Bedesco Livio Mazzola, nell’articolo dell’Eco, dice che gli ettari a disposizione per il taglio (si immagina sempre gratuitamente come detto a quel convegno) non sono trenta ma sessanta (si sono magicamente raddoppiati), e che questa superficie servirà ad alimentare la costruenda centrale a biomasse di Calusco d’Adda, la cui potenza non è di mille Kw/h come detto in sala al convegno, ma di 800 Kw/h. Durante il convegno Mazzola aveva detto che trenta ettari erano in grado di fornire 4500 tonnellate di legna (cifra che abbiamo già confutato nella nostra indagine di cui sopra), ma poniamo che Mazzola nella foga dell’esposizione verbale si sia confuso e prendiamo per buono quello che è stato riportato per iscritto dal corrispondente de l’Eco di Bergamo oggi cioè che gli ettari sono sessanta (ma dobbiamo sempre sapere chi sono i proprietari di questa superficie che offrono gratuitamente la legna al PLIS) e che serviranno per alimentare per cinque anni una centrale di 800 Kw/h. Sempre basandosi sulle cifre fornite verbalmente da Mazzola che crede di poter ricavare 150 tonnellate di legna per ettaro significa che adesso ogni anno occorrono 1800 tonnellate di legna, un quantitativo esattamente doppio, per alimentare una centrale di una potenza inferiore (800 e non 1000 Kw/h) infatti 150 tonnellate per 60 ettari diviso cinque anni fanno 1800 tonnellate ettari annui per ogni centrale di 800 Kw/h (che ci pare un consumo un po’esagerato pari a un camion da cinquanta quintali di legna per ogni giorno dell’anno) . Però se – come abbiamo sostenuto nei nostri calcoli indicativi nel post citato (dove diamo il dato reale di 60 tonnellate ettaro di produzione di legno per il bosco) – la produzione di legna del bosco fosse la metà di quanto detto da Mazzola al convegno (cioè 75 tonnellate ettaro – che è pur sempre generoso – invece che delle favolose 150 tonnellate ettaro) i conti comincerebbero ad essere meno fantascientifici ed avvicinarsi seppure lontanamente alla realtà con un consumo ipotetico di 900 tonnellate annue per ogni centrale di 800 kw/h (che sono pur sempre un camion da 50 quintali di legna ogni due giorni), ma ciò significherebbe che le ipotetiche 14 centrali preventivate potrebbero funzionare per soli 7 anni ciascuna. Dopo di che bisognerebbe andare ad acquistare il legno in Romania, o nei paesi dell’Est, per alimentarle. Ma non è finita perché tutto questo non torna con altri dati che il PLIS – dopo il convegno di Calusco – ha voluto finalmente mettere per iscritto, e di cui vi riferiremo in un prossimo intervento.
Ancora nell’articolo Mazzola dice che dal taglio dei 1200 ettari di bosco del Monte Canto – presupponendo cioè che tutti, ma proprio tutti i proprietari, conferiscano la loro legna – si potrebbero ricavare 8000 tonnellate anno e cioè significherebbe che ogni ettaro di bosco è in grado di produrre 6, 6 tonnellate annue e che il ciclo di taglio sia ogni 11,3 anni per ottenere nuovamente 75 tonnellate annue tagliabili oppure 22,6 per ottenere 150 tonnellate annue. Cifre esageratamente ottimistiche se confrontate con quanto già affermato da Mazzola che dice che i boschi del Monte Canto hanno la potenzialità di legno stimata in quanto non sono stati tagliati da 60 anni.
Inoltre nell’articolo si dice che la centrale di biomasse di Calusco comincerà a funzionare a novembre e ci piacerebbe sapere con quale legna verrà alimentata dal momento che non ci risulta che ne sia stata tagliata e che ci risulta difficile si possa utilizzare l’ipotetica legna verde che si potrebbe tagliare da ora in poi. Staremo a vedere.
postato da: terradadda alle ore 21/10/2006 16:55 | link | commenti
categorie: trasparenza, monte canto
giovedì, 19 ottobre 2006

Villa d’Adda: la vecchia strada si ferma a Sant’Andrea

Di Vercingetorix
santSant’Andrea è forse la più antica chiesa di Villa d’Adda è stata sconsacrata ed acquistata da un privato cittadino, che con il permesso della Soprintendenza dei Beni Culturali sta trasformando il complesso in privata abitazione. Accanto alla vecchia chiesa di Sant’Andrea passava una delle più antiche strade del paese quella che collega il Porto sul Fiume Adda dove c’è il traghetto leonardesco con la parte superiore del paese passando appunto per Sant’Andrea e poi sopra Catello fino a prendere la strada del Rito. Questo era uno dei più bei percorsi pedonali del paese che costituiva un tratto importante di quel percorso che dovrebbe unire il Traghetto fino a Mapello passando per il monte Canto (su quella direttrice di percorso che dovrebbe unire Canonica a Mapello). Ma adesso il percorso è interrotto perché la nuova strada che porta alla galleria (Carvico – Villa d’Adda) in costruzione ha tagliato di netto questa stradina (come si vede nell’immagine, scattata appena sotto la ex chiesa di Sant’Andrea). Adesso chi dal porto vuole andare a Catello a piedi deve fare un lungo giro attorno a Sant’ Andrea. passando sotto l’enorme sottopasso stradale (un angolo certo funzionale, ma particolarmente brutto) e poi riprendere la strada per Catello. Il proprietario di Sant’Andrea dal momento che adesso quel tratto di strada risulta a fondo chiuso ha chiesto al Comune di rilevare quel tratto di strada per tenere l’accesso per sé.
vecchia-starda-catelloL’amministrazione comunale di Villa d’Adda ha fatto sapere che essendo il complesso di Sant’Andrea monumentale, ancorché privato, vuole mantenere la stradina pubblica.
Da notare che invece il tratto di strada che sale dal fiume (via Leonardo da Vinci) e adesso finisce contro la massicciata della nuova strada è stato tutto rifinito per benino – proprio per finalità turistiche ed estetiche – con pavimentazione in porfido.
Ma a questo punto, non è più logico mantenere il vecchio percorso, anche solo per pedoni e cicli (in un’ottica di fruizione turistica) e quindi realizzare sotto la costruenda strada un sottopasso pedonale? Ora che la strada è solo abbozzata ed è solo un massicciata di terra, e il traffico non è ancora iniziato, scavare una trincea, realizzare il sottopasso, dovrebbe essere una spesa abbastanza contenuta e coerente con il mantenere la stradina di Sant’Andrea pubblica. Una spesa che nell’interesse del turismo a Villa d’Adda e nel rispetto dello storico percorso ci pare più utile di altre opere assai più costose e meno utili.
postato da: terradadda alle ore 19/10/2006 08:27 | link | commenti
categorie: on the road, adda, villa d adda
mercoledì, 18 ottobre 2006

Terno: occhio alla pista ciclabile

pista-ciclabile-terno
egr. sig. Vercingetorix,
restando in tema di piste ciclabili (urgentissime et indispensabili da fare a quanto pare), volevo sottoporre alla vostra attenzione il tratto che da Carvico porta a Terno d'Isola, in particolare il tratto in discesa dopo il distributore della Erg, dove la strada si tuffa fra due ali di verde. In quel punto la pista ciclabile diventa pericolosa piu' che mai; infatti e' sopraelevata rispetto alla sede stradale e non c'e' nessuna protezione per chiunque la utilizzi. Mi spiego meglio: se malauguratamente un ciclista per qualsivoglia motivo dovesse perdere il controllo della bicicletta, finendo contro il bordo della pista stessa, si potrebbe trovare catapultato direttamente nella sede stradale con grave pericolo per se' e per le auto che circolano di solito a velocita' sostenuta. Non so se l'opera cosi' come e' ora sia terminata: TENIAMOLA D'OCCHIO.
Paolo
Abbiamo visto la pista, ci sembra che sul bordo ci siano dei buchi dove è probabile si potranno mettere i pali di una staccionata che potrà fare da barriera. Vediamo invece quando la completeranno e come risolveranno tutti gli attraversamenti di strade tra Terno e Sotto il Monte. V.
postato da: terradadda alle ore 18/10/2006 16:50 | link | commenti
categorie: on the road, terno d isola