Bergamo, ore 10,30 le firme di presentazione della Lista Isola e Acqua sono state depositate alla sede della Direzione del Consorziio di Bonifica della Media Pianura Bergamasca, in via Sant'Antonino n. 7. Il numero delle firme dovrebbe essere più che sufficiente per l'accettazione della lista, ma aspettamo il verdetto definitivo del Conorzio con l'accettazione formale prima di pronunciarci. Nel frattempo i candidati della lista ringraziano tutti i sostenitori che hanno speso tempo prezioso e incontrato mille difficoltà burocratiche per la sottoscrizione (specialmente chi si è recato negli uffici comunali di Bergamo e Seriate) e per questa prova di democrazia. Decine e decine di timbri. Timbri, timbri, timbri, il suono sordo della burocrazia, il timbro prima sul tampone e poi sul foglio: pum, pam. A questo siamo ridotti per affermare i nostri diritti, a collezionare timbri.. E adesso Vercingetorix torna ad occuparsi della Terradadda.
FIRMATE, FIRMATE, FIRMATE per la presentazione della lista al Consorzio di Bonifica della Media Pianura Bergamasca della lista ISOLA & ACQUA. Una prova importante di democrazia diretta nell'interesse di noi, noi cittadini consumatori. Mancano poche ore alla presentazione delle firme. Non pensate: "tanto a quest'ora avranno già raccolto abbastanza firme, la mia non serve". Non è vero. Affrettatevi, meglio sempre avere una firma in più che una in meno.
E anche oggi su l'Eco di Bergamo si parla delle difficoltà nel raccogliere le firme segnalate dalla Lista Isola & Acqua. Vedi il PDF allegato.
ISOLA & ADDA: FIRMATE SUBITO. Non perdete tempo, abbiamo ancora pochi giorni - fino a venerdì 29 - per raggiungere l'obiettivo delle 100 firme per la presentazione della Lista Isola e Acqua per le elezioni del consiglio di amministrazione del Consorzio di Bonifica. Chi non ha ancora firmato può trovare il modulo due post più sotto (vedi qui). Vi chiediamo solo pochi minuti per l'autentica della firma in comune. Affrettatevi non perdiamo un'importante occasione per difendere i nostri diritti di cittadini e utenti.
Per ogni informazione scrivete a vercingetorix@terradadda.it
Oggi su l'Eco di Bergamo:

Oggi sul giornale di Merate, Cronache dell'Isola, si parla della Lista Isola & Acqua per il consiglio di amministrazione del Consorzio di Bonifica della Media Pianura Bergamasca. Giusto titolo: dalla parte dei contribuenti. Volete tutelare i vostri interessi, fuori dalla politica? Sottoscrivete la presentazione della lista. Vedi il post precedente.
Allora ci siamo. Un gruppo di cittadini, cittadini come voi che paga malvolentieri il tributo per il Consorzio di Bonifica della Media Bergamasca, ha deciso di presentare una lista – che si chiama ISOLA & ACQUA per le elezioni del consiglio si amministrazione del Consorzio di Bonifica che si terranno il prossimo dicembre, ne avevamo parlato in precedenza (vedi qui il post). La lista non ha nessuna finalità politica, il suo unico scopo è quello di eleggere nel consiglio cittadini che possano fare da tramite agli altri cittadini che pagano il tributo, e vigilare sul corretto funzionamento del Consorzio e sulla applicazione dei tributi. Una lista di cittadini che non c’entra nulla con i partiti, con le associazioni di categoria e con i sindacati. E’ una prova di democrazia diretta importante che servirà, se funziona, a dare vita a un processo di trasparenza su uno dei tanti aspetti che riguardano la nostra vita di cittadini contribuenti. Per presentare la lista occorrono almeno cento firme, firme che devono essere autenticate da un pubblico ufficiale (basta andare in comune e farsela autenticare all’anagrafe) e devono essere presentate entro il 29 settembre. Abbiamo poco tempo impegniamoci.
Ricordate la canzoncina che poneva simpaticamente l’interrogativo: “Dimmi quando, quando…” Che potremo modificare così “Dimmi quando, dimmi quando finirà”? Oggetto dell’interrogativo l’ormai leggendario asse interurbano, l’opera che doveva collegare la circonvallazione di Bergamo con la statale Briantea per alleggerire il traffico sulla direttiva per Bergamo. Doveva essere pronta per i mondiali del 1990. Siamo andati avanti a rinvii, cause legali, mancanze di finanziamenti, ritardi, sospensioni. Lo scorso anno è stato finalmente completato il primo tratto che dalla statale Dalmine Villa d’Almé porta fino alle Ghiaie di Bonate passando il fiume Brembo. Un sollievo almeno per gli abitanti di Ponte San Pietro, qualche minuto guadagnato per chi arriva dall’Isola, ma certo bisogna fare ancora code per passare Presezzo e Bonate. I lavori continuano e non sono stati interrotti dalla mancanza di fondi Anas come si temeva. I tempi comunicati lo scorso anno prevedevano l’apertura del nuovo tratto per la fine di quest’anno. Abbiamo dato un’occhiata ai lavori (vedi foto scattata dal rondò di Bonate) e crediamo proprio – pur non essendo esperti - che ci vorrà molto tempo di più, almeno altri sei mesi. Apprendiamo proprio ora che domani ci sarà l’ennesimo sopralluogo con alcuni sindaci dell 'Isola e i tecnici dell’ANAS che comunicheranno qualche cosa di più preciso. Qualsiasi data verrà fuori mettetevi il cuore in pace perché tanto non sarà rispettata, perché non c’è nessuna penale e nessuna sanzione. Tanto loro gli amministratori che promettono e quelli dell’ANAS non sono cittadini come noi che se non rispettiamo anche solo di un giorno le scadenze delle tasse, delle imposte, delle multe, di qualsiasi adempimento dobbiamo pagare una penale e un sovrapprezzo. Loro no. Questa è la reciprocità.
Un altro capitolo della serie “cittadino, il pericolo è il tuo mestiere”. In questo caso parliamo di una categoria molto speciale di cittadini, i piccoli cittadini quelli che vanno a scuola. Nella fattispecie quelli che frequentano Villa Peschiera, Istituto delle Suore del Sacro Cuore di Villa d’Adda, ora affiliato al Collegio Sant’Alessandro di Bergamo. Il problema è l’accesso alla scuola che si fa attraverso la strada provinciale che da Carvico porta a Villa d’Adda e in quel tratto è in salita (e ovviamente discesa dall’altra parte). La maggioranza degli scolari viene portata a scuola in automobile e nell’ora di punta le tante autovetture ingolfano il cortile interno della scuola, dove non ci si gira più (e tra l’altro i clacson si sprecano così come le lodi al Signore pronunciate dal solito, che ha fretta e deve andare al lavoro, al quale hanno chiuso la macchina in un angolo) e la coda si ripercuote sulla strada, creando difficoltà, code e rallentamenti.
Ma si presuppone che a scuola ci si possa andare anche a piedi. E’ vero che negli orari canonici - qualche volta - c’è il vigile urbano che appunto vigila, ma forse si può fare di più. Come si vede nelle immagini ci sono i cartelli che segnalano l’attraversamento pedonale di scolari. Ma il problema è che mancano le strisce segnate per terra. In più per chi sale da Carvico, dopo l’istituto, c’è il cartello che vieta il transito dei mezzi pesanti nel centro abitato negli orari scolastici. Cosa è una discriminazione? Il cartello vale solo per le scuole pubbliche che sono dopo? Perché non spostare questo cartello prima di Villa Peschiera?
Sarà capitato anche a voi, vi viene una curiosità riguardo ad un certo argomento o avete bisogno di una certa informazione, prendete il telefono , chiamate il numero dell’ufficio desiderato in comune. Chiamate (quindi pagate voi la telefonata) e telefonate a un dipendente che è pagato anche con i soldi delle vostre tasse, un dipendente comunale, quindi in qualche maniera un dipendente del cittadino. A volte passano minuti e non risponde nessuno. Dovete richiamare e non succede niente. Provate a parlare con il centralino chiedendo del tale ufficio e vi ripassano l’interno dove il telefono suona a vuoto. Richiamate il centralino e chiedete, ma perché mi ha passato un interno dove non risponde nessuno? Risposta: io sono in un’altra stanza come faccio a sapere se c’è qualcuno? E allora perché mi passa la telefonata se non lo sa? Provi a richiamare? E quando? E che ne so io? E io che ne dovrei sapere allora io? O amenità del genere che certo non rallegrano il contribuente alias cittadino.
Ma è possibile che nessuno ci abbia fatto caso, che la notizia non sia sulla bocca di tutti nei bar dei paesi intorno al Monte Canto?. O siete così abituati a camminare e guidare a testa bassa che non vi accorgete di quello che accade sopra di voi? Ebbene è successo che sono spariti i carrelli della teleferica dell’Italcementi, quella che trasportava la pietra calcarea da Colle Pedrino sopra Palazzago fino a Monte Giglio e poi allo stabilimento di Calusco d’Adda. Sono rimaste solo le funi di acciaio e i piloni. Già prima delle ferie ci eravamo allertati perché la teleferica era incomprensibilmente ferma da molti giorni. L’altro giorno l’abbiamo vista muovere lentamente ed ecco che oggi i carrelli non ci sono più. Per molti di coloro che abitano nei pressi della teleferica sarà un vuoto incolmabile abituati come erano a scandire il tempo vedendo passare regolarmente i carrelli o rilassandosi sentendo il ronzio della corda di acciaio. Per tutti gli altri è una bella notizia. Perché se i carrelli sono stati davvero tolti, e non sono in manutenzione, significa che è stato avviato il primo passo per lo smantellamento della teleferica. Quando l’Italcementi ha costruito la galleria che collega Calusco a Colle Pedrino si è impegnata a smantellare tutta la vecchia teleferica. Adesso vogliamo proprio vedere se spariranno le decine di chilometri di cavo di acciaio , i ponti in ferro e le decine di piloni di cemento. Staremo a vedere.
Per la serie: "cittadino, il pericolo è il mio mestiere", esponiamo il caso del “marciapiede più piccolo dell’Isola”. Un caso che tutti i cittadini di Carvico e tutti coloro che si trovano a passare a piedi da questo comune ben conoscono. Si tratta di un oggettivo pericolo, pericolo esistente da tanti anni, la cui pericolosità aumenta ogni anno con l’aumentare del traffico. Probabilmente il Signore da lassù quarda giù proprio in qual punto, ma è anche probabile che i santuari della zona circostante siano pieni di ex voto per lo scampato pericolo. Ricapitoliamo. Nel centro di Carvico, proprio sull’ angolo che collega le due piazze, dove c’è il negozio di fotografo il marciapiede si stringe progressivamente, per di più proprio in corrispondenza dello spigolo c’è un tubo di scarico della grondaia, sicché in quel punto il marciapiedi è largo circa 20 centimetri. E’ quindi impossibile stare in piedi su quel
marciapiedi e bisogna necessariamente scendere. Chi lo fa venendo da sopra, vede la morte in faccia perché si trova proprio in faccia la macchina che arriva che lo schiva all’ultimo minuto. Forse perché tutti lo sanno e lì c’è la rotonda e quindi le macchine rallentano molto, fin’ora non è successo nulla. Anche perché nel frattempo gli abitanti di Carvico si sono evoluti, si sono adattati all’ambiente e hanno adottato una tecnica che consente loro di sopravvivere. Se guardate bene il tubo della grondaia in rame noterete che all’altezza d’uomo è perfettamente lucido. Questo perché, come si può vedere, i passanti si aggrappano con una mano alla grondaia, fanno perno con i piedi, facendo così una sorta di bandiera e si ritrovano dall’altra parte dello spigolo, sani e salvi. Abbiamo visto fare questo gesto atletico a ragazzi e ragazze , ma anche a signore di una certa età
con in mano il sacchetto della spesa, dimostrando una sorprendente agilità. Non vorremmo pensare che il comune mantenga appositamente il marciapiede così stretto per incentivare i cittadini a praticare una minima attività sportiva. Intanto ogni giorno trepidiamo nel timore che possa succedere qualcosa ad uno dei malcapitati passanti, magari a un forestiero che nulla sa degli usi e costumi locali. Nel frattempo ci auguriamo che gli amministratori locali pensino ad una soluzione che grarantisca la sicurezza dei pedoni, qualche cosa di concreto, che non sia accendere un cero alla Madonna come è stato fatto fin'ora.