TERRADADDA

Cronache (e opinioni) della terra intorno all'Adda a cura di Vercingetorix
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giovedì, 24 agosto 2006

Calusco: sono tornate le zebre

di Vercingetorix 
rotonda-carvico-strisceSarà una coincidenza, perché potrebbe darsi che l’intervento era programmato da tempo, ma pochi giorni dopo che abbiamo scritto della mancanza delle strisce pedonali nei pressi della rotatoria di Calusco d’Adda all’inizio della Rivierasca (vedi qui il post) ecco che zacchete le zebre sono tornate a popolare l’asfalto, in tutte e tre le strade che confluiscono sulla rotatoria. Bene adesso siamo tutti più tranquilli, specialmente i pedoni. Però avremmo da fare notare una cosa ancora. Avevamo detto che manca il cartello che avvisa dell’attraversamento pedonale, ma non era vero. Il cartello c’è e lo si vede nella seconda immagine, solo che è messo appena dopo le strisce pedonali. Però direte voi, sotto c’è la freccetta diretta verso il basso che dovrebbe significare che il cartello ha valore anche prima del posto in cui è collocato il cartello stesso. cartello-rotondaQuesta delle freccette in alto e in basso è una bizzarria della segnaletica (a livello nazionale, ma c’è qualche comune che si impegna più degli altri, e dobbiamo pensare che c’è una lobby delle aziende che producono cartelli e segnaletiche che si adopera per incentivare la richiesta) che proprio non riusciamo a capire. Se la freccetta è in su vuol dire che quanto è segnalato dal cartello vale da lì in poi. Ma questo è già evidente: quello segnalato dal cartello vale da lì in poi perché uno mica può sognarsi il cartello prima. La freccetta in giù come detto dice che vale da prima del cartello. Ed è bizzarro perché la freccetta in giù io la vedo quando sono già arrivato al cartello, come faccio a sapere che vale anche prima?  E poi quanto prima, un metro, cinque, dieci, un ettometro? Misteri. Come quei cartelli di divieto di sosta sotto i quali è posto un altro piccolo cartello dalle 0.00 alle 24.00. Ma non è già evidente che se il segnale di divieto non precisa un orario particolare quel divieto vale sempre per tutta la durata del giorno, della settimana, dell’anno? Evidentemente no.
Tornando alla freccetta del cartello dopo le strisce pedonali alla rotatoria di Calusco. Non sembra assurdo? Visto che c’e spazio il cartello che avvisa delle strisce pedonali non si può mettere qualche metro prima cosicché gli automobilisti che sono più attenti alla segnaletica verticale anziché a quella orizzontale lo vedano? Anche senza freccetta in su. Per il bene dei pedoni. Grazie.
postato da: terradadda alle ore 24/08/2006 17:40 | link | commenti
categorie: cartelli, calusco d adda
martedì, 22 agosto 2006

Ultimo minuto: incidente sulla rivierasca

di Vercingetorix 
incidente-rivierascaPochi minuti fa ennesimo grave incidente automobilistico sulla provinciale Rivierasca nel territorio del comune di Bottanuco. Una motocicletta di grossa cilindrata, bianca e rossa, si è scontrata contro una Peugeot 206 argentata  ed è rimasta incastrata, ancora in piedi,  tra le lamiere dell’auto. Il motociclista per l’impatto è stato sbalzato oltre l’auto. Quando è stata scattata la foto, pochi istanti dopo lo scontro, sul luogo non erano arrivati né autoambulanza né forze dell’ordine. Il motociclista giaceva disteso supino (lo si intravede dietro l’auto nella foto) , sembrava cosciente, aveva gli occhi aperti e muoveva un braccio e indossava ancora il casco integrale. Non sappiamo dire della gravità delle condizioni di salute del malcapitato. Riguardo alla dinamica dell’incidente possiamo solo dire, riguardando la fotografia, che non appaiono segni di frenata. Comunque un’ulteriore riprova della pericolosità di questo tratto di strada soprattutto per i motociclisti che gli automobilisti spesso non vedono. Un monito: in moto andate sempre piano, soprattutto sulla Rivierasca.
postato da: terradadda alle ore 22/08/2006 17:25 | link | commenti
categorie: on the road

Monte Canto: un libro indispensabile

di Vercingetorix 
libro-monte-cantoPer tutti coloro che amano il Monte Canto o soltanto vogliono conoscerlo meglio consigliamo caldamente di acquistare questo libro "Il monte canto tra pianura e montagna. Il bosco come guida". Pubblicato dalla Provincia di Bergamo (costa soltanto 12 euro), non è un libro appena uscito (è del 2002) ma è poco conosciuto perché si trova solo in pochissime librerie, oppure si può acquistare direttamente in uno dei dipartimenti della Provincia di Bergamo. E’ un libro di 95 pagine patinate, riccamente illustrato realizzato da una equipe di autori. Il volume è un efficace ritratto ambientale del Monte, uno dei pochi “monti orfani” della Lombardia, che viene esaminato sotto tutti gli aspetti : la geologia, la botanica (molto ricca la descrizione delle diverse specie arbustive: castagni, robinie, querce, ontani), la fauna, il clima. Il volume è corredato da carta della vegetazione abbastanza ben fatta, ma con alcune imprecisioni.
Interessanti anche le valutazioni e i consigli sull’uso dei boschi. Riportiamo quello relativo ai castagneti, nella speranza che li leggano (se non l'hanno già fatto) gli amministratori del PLIS Monte Canto.
I boschi mesofili (che prediligono ambienti di media umidità, ndr) meriterebbero un'attenzione particolare, sia per quanto concerne la loro tutela che per quanto riguarda il loro miglioramento. Occorre innanzitutto salvaguardarli dalle possibili invasioni di elementi estranei (in particolare la robinia) e, soprattutto, incrementare la componente più spiccatamente sciafila (che predilige ambienti ombreggiati, ndr) che trova le migliori possibilità di espressione sui versanti vaghi. La corretta gestione, in senso naturalistico, dei boschi mesofili prevederebbe la loro trasformazione in fustaie, possibilmente disetanee (bosco disetaneo: bosco con struttura stratificata, nel quale alberi di tutte le classi diametriche si sviluppano gli uni accanto agli altri e nel quale viene praticato sempre un solo tipo di intervento, vale a dire il taglio saltuario, ndr) o almeno la sospensione del turno dei taglio dei cedui troppo ravvicinato. La maturazione del soprassuolo favorirebbe in questo caso sia la progressiva estromissione della robinia, sia l'instaurarsi di una struttura forestale più articolata, competente alle cenosi (l’insieme delle specie vegetali e animali che vivono in uno stesso ambiente, ndr) naturali. Nel complesso si tratta di boschi che se ben assestati e gestiti correttamente, potrebbero garantire una discreta produttività senza tuttavia correre il rischio di andare incontro al degrado. E' ancora possibile un "ritorno al passato" con l'ampliamento delle aree a bosco mesofilo che possono essere ottenute dal recupero dei robinieti.
postato da: terradadda alle ore 22/08/2006 10:21 | link | commenti (1)
categorie: lbri, monte canto
venerdì, 18 agosto 2006

Villa d’Adda: la navigazione si complica

di Vercingetorix 
lavori-attraccoSulla riva del fiume Adda, in località porto del comune di Villa d’Adda, sono iniziati i lavori a cura del Parco Adda Nord per la realizzazione dell’attracco per il nuovo battello. Il nuovo battello finanziato dalla Regione Lombardia funzionerà ad energia solare e navigherà sul fiume Adda tra la diga di Paderno e quella di Olginate. Quattro gli attracchi previsti: Paderno, Imbersago, Villa d’Adda e Calolzio. L’unico sulla sponda bergamasca è appunto quello di Villa d’Adda. Senz’altro il battello porterà nuovi turisti e consentirà a molti di vedere un tratto dell’Adda poco conosciuto. Per quanto riguarda la navigazione a Villa d’Adda ci sembra però che non si siano valutate tutte le problematiche ambientali e funzionali. Vediamo quali sono i punti.
L’attracco del battello.
L’attracco è proprio sulla riva accanto alla strada. Non lo si poteva mettere un po’ più a monte in modo da lasciare dietro all’attracco una piazzola che non fosse proprio sulla strada? Vero che le auto su questa strada vanno piano, ma si rischia che qualche pedone che scende dal battello possa andare a finire sotto le gomme di qualcuno.
Le barche ormeggiate
ormeggio-barcheTra l’attracco del traghetto leonardesco e l’attracco del battello sono ormeggiate alcune piccole imbarcazioni. Per potere ormeggiare la barca in questa zona non si deve pagare nulla, basta fornire il proprio nominativo alla Polizia Municipale la quale dà un numero progressivo alla barca. In primo luogo perché la cosa deve essere gratuita, perché si deve occupare uno spazio pubblico senza esborso alcuno? Domani mattina potremmo avere decine di barche ormeggiate senza alcun ordine. Poi non c’è un pontile, ma le barche sono legate alla ringhiera che delimita la strada sicché i proprietari della barca devono scavalcarla. Così come sono messe le barche non offrono un bello spettacolo: ci sono canne che crescono tra una barca e l’altra e le barche appaiono per lo più abbandonate. Certo non è un bel biglietto da visita per Villa d’Adda, sembra piuttosto di stare sul lago Balaton cinquant’anni fa. Il Comune non può fare nulla per imporre un minimo decoro?
La navigazione
Fino ad ora l’unico natante di una certa dimensione in acqua nell’Adda è il traghetto, tra qualche mese ci sarà anche il battello, e bisognerà fare attenzione che i due mezzi si incrocino senza scontrarsi. Se anche il battello collega Villa d’Adda con Imbersago non rischia di essere un doppione che può danneggiare il traghetto? Le barche che sono tra l’attracco del traghetto e quelle del battello non possono costituire un pericolo oggettivo per le navi più grosse e per se stesse?
Abbiamo la sensazione che il progetto della navigabilità sulla riva bergamasca potesse essere fatto meglio.
postato da: terradadda alle ore 18/08/2006 14:05 | link | commenti
categorie: adda, villa d adda
martedì, 15 agosto 2006

Ferragosto, Adda mia ti conosco

di Vercingetorix 

adda-panorama-agostoFerragosto. Vercingetorix è rimasto a casa e ha fatto una bella passeggiata sulle rive del fiume Adda. Una di quelle giornate memorabili, cielo terso, visibilità perfetta (il Monte Canto, le Grigne), qualche nuvola appena, temperatura ideale (appena caldo, fresco all’ombra). E soprattutto – tolto un pescatore – fuori dai paesi nessuno in giro. Nessuno. Le folaghe, i cigni, i germani, e a parte i grilli, le cicale, un silenzio incredibile. Sembra di essere su un altro pianeta. Sono giornate come queste che ci fanno ricordare come – per quanti problemi ci siano nei centri urbani – viviamo in un angolo di Lombardia davvero bello. Sono giornate che certo non ci fanno rimpiangere i nostri concittadini allineati ad arrostirsi su una spiaggia a Rimini, ombrellone 27, fila 12, con bambini che strillano, creme solari, pallone, musica ad alto volume, oppure in montagna a fare la coda per prendere la seggiovia, o peggio nel centro di Cortina d'Ampezzo dove non ci si riesce più a muovere nemmeno fosse via Montenapoleone a Milano. Questo per dire che noi abitanti della Terradadda siamo fortunati, e non sappiamo di esserlo, ci bastano pochi minuti per lasciare i centri abitati e ritrovarci in un’oasi e in un’altra dimensione. Quando torneremo dalle ferie cerchiamo di non dimenticarlo, cerchiamo anche di ricordarlo a quegli amministratori che seguendo scellerate logiche di sviluppo,  che non portano nessun vantaggio - se non una cementificazione indiscriminata -  stanno attentando alla nostra amata terra.

postato da: terradadda alle ore 15/08/2006 19:10 | link | commenti
categorie: adda
lunedì, 14 agosto 2006

Brivio: gli squali dell’Adda

di Vercingetorix 
squalo-polizia-brivioPasseggiavamo distrattamente a Brivio in questa bellissima giornata agostana. Quando l’occhio ci è caduto su un adesivo incollato sulla fiancata di una vettura: uno squalo che inghiotte un’automobile. Abbiamo subito pensato a uno di quei giovanotti che per farsi notare appiccicano adesivi bizzarri, come quelli che gli adolescenti attaccano dappertutto nelle loro camere. Poi abbiamo guardato meglio e abbiamo visto che lo squalo era inserito in uno stemma che dice “Polizia locale, nucleo radiomobile”, quindi ci siamo accorti che l’automobile in questione era quella della Polizia Locale di Brivio. Primo pensiero: ma quanti vigili urbani ha il Comune di Brivio, tanto da istituire all’interno del corpo di polizia municipale un nucleo radiomobile? Il Comune di Brivio ha circa 4.200 abitati all’incirca quanti ne ha il comune di Villa d’Adda, dove ci sono due vigili urbani. Invece - consultando il sito internet del comune (che in verità è uno dei migliori siti comunali che abbiamo visto tra i comuni che si affacciano sull'Adda) - abbiamo appreso che a Brivio c'è un numero doppio di vigili la qual cosa giustifica l'istuzione di un nuclo radiomobile? E poi ci chiediamo c’era proprio bisogno di fare un adesivo del genere, che fa quantomeno sorridere? O forse qualcuno pensa di incutere maggiore timore reverenziale con quell’adesivo? auto-polizia-brivioCerto qualcun altro dirà se ci sono le Pantere della Polizia di Stato possono benissimo esistere gli Squali della Polizia di Brivio. Ma poi si sa come vanno queste cose, c’è sempre il rischio dell’emulazione, e non vorremmo che la cosa facesse tendenza presso le altre polizie municipali dell’Adda che potrebbero istituire nuclei radiomobili prendendo come simbolo le specie animali più disparate: la lontra, l’aquila, il falco, e chi più ne ha più ne metta. Speriamo di no. In ogni caso cittadini e automobilisti della Terradadda adesso siete avvisati, occhio agli squali dell’Adda.
postato da: terradadda alle ore 14/08/2006 10:45 | link | commenti
categorie: adda, brivio
sabato, 12 agosto 2006

Memorabilia: la pista ciclabile a Carvico

di Vercingetorix 
coda-incrocioTra le cose più mirabili dell’Isola Bergamasca certo non potevamo tralasciare la pista ciclabile di Carvico. Quest’opera destinata a passare alla storia è stata realizzata ala fine del 2003 grazie al finanziamento speciale erogato per le opere che dovevano migliore l’accesso a Sotto il Monte città natale di Angelo Roncalli, Papa Giovanni XXIII. La pista è stata realizzata a partire da circa duecento metri della rotonda della Voltolina di Calusco fino a duecento metri oltre la banca Popolare di Bergamo in via Pedrinelli, in direzione Terno d’Isola. La pista è stata realizzata con ogni cura un manto in resina rossastra che evidenzia perfettamente il percorso, un piccolo cordolo di granito, talvolta riempito di porfido altre volte adibito ad aiola piantumato con piante di rosa e siepina. In più è stata dotata di una serie di paletti con un illuminazione apposita in aggiunta a quella stradale già in essere. massima-largezzaLa pista fa parte di quel tracciato che una volta completato dovrebbe collegare la stazione ferroviaria di Calusco al centro di Sotto Il Monte, così che i pellegrini possano raggiungere il paese del Beato anche con il velocipede. Peccato che i treni che possono trasportare le biciclette che fermano a Calusco siano quasi inesistenti. Ma comunque la pista la dovrebbero usare tutti i ciclisti. Gli è però che la pista è poco agevole per i ciclisti, infatti la percorrono in pochissimi, ed è evitata accuratamente da tutti i ciclisti che fanno attività sportiva. Noi su quella strada ci passiamo abbastanza spesso, ma mai abbiamo vito un ciclista sulla pista. Come si può vedere dalle immagini la pista attraversa una serie di passaggi carrali e il ciclista che la percorre è tenuto a dare la precedenza, come ricordato dai segnali di precedenza dipinti a terra. Sicché il ciclista deve percorrere la pista con estrema prudenza, a passo d’uomo, controllando attentamente il sopraggiungere di veicoli che escono dai cancelli, per non finire stampato su qualche cofano di automobile, per di più marchiato come colpevole di non aver rispettato la precdenza (senza considerare che su alcuni passaggi carrali manca la segnaletica). pista-senza-precedenzaPer di più la pista ha larghezza varabile dai 90 centimetri, dove un ciclista passa appena, a oltre tre metri. Tre metri proprio in corrispondenza con la svolta a destra di via Pedrinelli per chi arriva da Calusco. Questo geniale allargamento fatto in curva ha impedito di ricavare una corsia carrale per dare la destra libera agli automobilisti, sicché quando il semaforo è rosso, dopo le prime tre auto ferme, non resta più spazio per girare e le altre auto si incolonnano. Nelle ore di punta la colonna arriva all’indietro sino al bivio per Baccanello, e quindi gli abitanti di Carvico e Calusco di godono due chilometri di automobili ferme con il motore acceso con sommo giovamento alla salute per via dello smog e del rumore. Contestualmente gli automobilisti si divertono immensamente mettendo a dura prova il sistema nervoso e cercano di sfogare il loro compiacimento indirizzando parole di lode al geniale progettista della pista.
precdenze-su-pistaCome se non bastasse accanto alla pista abbiamo detto ci sono le aiuole con le siepine e le rose, un verde che quindi ha bisogno di manutenzione, che costa qualcosa ai contribuenti a fronte di risultati estetici e pratici discutibili. Per di più le aiuole sono irrigate e anche in questo caso il cittadino si chiede come ha fatto il comune di Carvico ad avere l’allacciamento dalla Hidrogest che gestisce l’acquedotto, quando la Hidrogest dice che non può dare alcun allacciamento per usi irrigui (vedi qui quanto già scritto sullo stesso tema per il comune di Sotto il Monte). irrigazione-pistaciclabileSenza contare anche in questo caso c’è il costo dell’acqua, che il comune si presuppone paghi, che quindi ricade sui contribuenti cittadini, gli stessi che fanno la coda per mezz’ore. Infine la pista ciclabile è illuminata con speciali faretti ogni dieci metri. Non bastava l’illuminazione stradale già esistente che da una quantità di luce più che sufficiente, c’era proprio bisogno di creare uno spreco energetico? E poi dopo una certa ora non si potrebbero spegnere i faretti? Non risulta infatti che alle due – tre di notte i pellegrini si dirigano a Sotto il monte in bicicletta.
Ultimo aggiornamento
Con il prossimo settembre – da informazioni raccolte da un cittadino all'ufficio tecnico di Carvico - dovrebbero iniziare i lavori per la realizzazione della nuova rotatoria di Carvico (il condizionale è d’obbligo perché in precedenza si diceva dovessero iniziare a ottobre dello scorso anno). Chi sopravvivrà allo smog e allo stress vedrà.
postato da: terradadda alle ore 12/08/2006 16:25 | link | commenti (2)
categorie: on the road, memorabilia, carvico
venerdì, 11 agosto 2006

Indice dei post - ordine alfabetico

Aggiornato al 22 ottobre 2006

postato da: terradadda alle ore 11/08/2006 10:39 | link | commenti
categorie:
giovedì, 10 agosto 2006

Villa d’Adda: che fine ha fatto la Pro Loco?

di Vercingetorix 
oasi-alberoneCome molti sapranno a Villa d’Adda è stata costituita circa otto anni fa la Pro Loco, che ha la forma statutaria di un’associazione. La Pro Loco – è bene ricordarlo - è quell’ente che ha come finalità principale promuovere il turismo del comune nel quale si trova, o perlomeno questo dovrebbe fare. Inizialmente la Pro Loco aveva un presidente e il riconoscimento del Comune, dopo di che il presidente è divenuto Gianpietro Biffi ed è sorto un contrasto con il Comune il quale ha revocato il patrocinio, con conseguenti polemiche, e strascico giudiziario nel quale il Comune ha avuto ragione nel diritto a revocare il patrocinio. La Pro Loco da allora è sempre presieduta da Gianpietro Biffi, una delle personalità più in vista del paese, comproprietario delle più importanti realtà economiche locali. La Pro Loco ha allestito un sito fatto mica male (vedi qui), che però adesso risulta non molto aggiornato. La Pro Loco organizza ogni anno una festa che si chiama la “Frasca degli antichi sapori”, con spazi per produttori di vini e prodotti tipici, che di fatto è in competizione con l’altra festa che organizza il Comune e si chiama “Festa sul fiume” che si tiene a poca distanza (e non si capisce perché, lasciate da parte evenutali rivalità, comune e pro loco, non si mettano insieme, come avviene nella gran parte dei comuni, per organizzare una manifestazione più importante). Quest’anno ancora non sappiamo se e quando si terrà la “Frasca degli antichi sapori” mentre sappiamo che si terrà la Festa del fiume dal 18 agosto prossimo. La Pro Loco di Villa d’Adda, in collaborazione con i volontari, ha realizzato una cosa bellissima che è l’oasi dell’alberone, una struttura in legno nel padule in riva all’Adda che funge da osservatorio ornitologico che è una delle più belle attrattive per i turisti di questo comune (anche se, a nostro giudizio, potrebbe essere meglio segnalata e pubblicizzata). A parte ciò è parecchio che non si sente parlare di iniziative della Pro Loco villdaddese. E poi è complicato persino avere informazioni. Secondo il sito internet dell’associazione la Pro Loco ha sede in via Cadestore  al n.9 ma non vi è traccia in nessun campanello e buca delle lettere a quell’indirizzo. Al numero di telefono indicato risponde la Biffi impianti sportivi. Per iscriversi alla Pro Loco bisogna presentarsi negli uffici dell’azienda e chiedere del presidente, perché lui e solo lui può prendere le iscrizioni. Qualcuno, ci dicono è passato più volte e ha telefonato per poter avere la fortuna di trovare il presidente, ma senza risultati. E nessuno degli impiegati al ricevimento si è preso la briga di prendere un recapito in modo che il presidente contattasse la persona. E ci chiediamo: ma se qualcuno telefona alla Pro Loco per avere informazioni, un turista o un giornalista, che cosa fa? E se ne ha bisogno sabato e domenica (giorni nei quali – forse ad alcuni sembrerà strano -  normalmente i turisti si muovono) quando lo stabilimento è chiuso che fa? Che immagine dà di se una Pro Loco che ha il numero di telefono di uno stabilimento? E’ così difficile attivare un numero di telefono, magari un cellulare con una segreteria, per dare informazioni a coloro che le possono chiedere? Non saranno mica un ostacolo insormontabile le poche decine di euro che occorrono all’acquisto di un cellulare e una scheda prepagata?
postato da: terradadda alle ore 10/08/2006 15:36 | link | commenti (2)
categorie: adda, villa d adda
martedì, 08 agosto 2006

Consorzio Bonifica: come funziona la democrazia dell’acqua

di Vercingetorix 
avviso-consorzio-bonificaQualcuno avrà notato che nei nostri comuni sono apparsi manifesti affissi dal Consorzio Bonifica della Media Pianura Bergamasca (per il sito internet vedi qui), che avvisa del deposito delle liste elettorali per le prossime elezioni del consiglio di amministrazione del medesimo consorzio. La cosa sarà passata inosservata ai più. Ma invece ha un non secondario impatto sulle tasche dei cittadini dell’isola e non solo, che si accorgono di questo ente solo al momento in cui a casa arriva la richiesta di pagare una cartella di contributi, per non si sa bene quali servizi resi.
Cominciamo dalle date. E’ spontaneo chiedersi perché l’avviso, il quale informa che le liste elettorali si possono consultare durante tutto il mese di agosto (e dalle nostre parti tale avviso è appeso con scadenza 18 agosto, come informa il timbro delle affissioni pubbliche, sicché nessuno lo vedrà dopo). Perché proprio agosto, quando tutti sono in vacanza? Perché la legge regionale dice che tale avviso deve essere messo 90 giorni prima della data fissata per le elezioni del Consorzio, e pertanto tale periodo ricade proprio ad agosto. Il manifesto informa che le liste dei candidati vanno presentate entro il 30 settembre.
L’adesione al Consorzio non è una scelta, ma è obbligatoria ai sensi del regio decreto 215 del 1933 (sessant’anni di Repubblica Italiana, eppure ci rifacciamo ancora a regi decreti), il quale prevede che le spese per la bonifica non siano a totale carico dello Stato, della Provincia e delle Regioni ma anche a carico di tutti i proprietari di beni immobili siti nel perimetro del comprensorio che traggono beneficio.
Bollettino di informazioni
alluvione-ugovizzaIl Consorzio manda un bollettino d’informazioni periodico per spiegare il suo operato, in ognuno ribadisce quanto sia importante l’opera di bonifica per prevenire disastri. Nel penultimo mostra le immagini di canali ricolmi di rifiuti, e quale monito sulle possibili conseguenze mostra le immagini di una catastrofica alluvione avvenuta a Ugovizza in Friuli (che cosa c‘entrerà con noi, boh?), Nell’ultimo, viceversa, parla di siccità e come il Consorzio potrebbe contribuire concretamente a risolvere questo problema almeno per gli agricoltori per l’irrigazione, per esempio con il progetto per svasare il lago Bernigolo (Valle Brembana) che è stato riempito di detriti durante l’alluvione dell’87 in Valtellina (e come hanno fatto i detriti, hanno attraversato le Orobie, per passare dalla Valtellina alla valle Brembana?). Il tono delle informazioni ci sembra un tantino esagerato in un senso e nell’altro e sembra volerci dire a noi cittadini non troppo informati: caro cittadino contribuente che paghi una gabella per motivi che non ti sono molto chiari sappi che noi siamo qui a proteggere la tua incolumità da catastrofi legate all’acqua, dalla siccità come dalle alluvioni. Come scritto sulle auto della polizia americana: “to protect e to serve”.
Come funziona il Consorzio di Bonifica
Il consorzio di Bonifica il Consorzio di Bonifica ha una giurisdizione estesa su 118 comuni (legge Regionale n. 59/4, per sapere quele è il comprensorio e i comuni interessati vedi qui). Non sappiamo come e in quale modo siano calcolati i coefficienti per terreni e immobili, ma sappiamo che l’adesione al Consorzio, e conseguente obbligo di pagamento, è solo per tutti i cittadini proprietari di terreni e immobili il cui ammontare calcolato è pari o superiore a 12 euro. E non si capisce bene perché chi ne dovrebbe pagare 11,5 resta escluso. Sta il fatto che al Consorzio di Bonifica aderiscono 201.138 ditte “alias” contribuenti i quali versano 14,799 milioni di euro l’anno (il bilancio del Consorzio, comprese delle altre entrate è pari a 24,748 milioni di euro). Bisogna però precisare che i compiti del Consorzio sono due: uno riguarda la bonifica idraulica dei canali di scolo e alvei di raccolta (e nell’Isola, dove c’è solo la bonifica idraulica, vorremmo tanto sapere cosa è stato fatto per la bonifica del Grandone, dove se non ricordiamo male sono già intervenuti i comuni), e l’altra l’irrigazione. Quindi alcuni pagano solo perché hanno un terreno, altri pagano per il terreno, ma anche per l’acqua che utilizzano. In base a ciò le categorie, ovvero fasce di utenti/contribuenti del Consorzio di Bonifica sono tre: fascia uno, tutti coloro che pagano da 12 a 77,40 euro, fascia due tutti coloro che pagano da 77,41 a 460,02 euro e, fascia tre tutti coloro che pagano oltre 460,03 euro.
Le elezioni
Il prossimo dicembre si terranno elezioni per il rinnovo del consiglio di amministrazione del Consorzio di Bonifica (che in base alla nuova legge regionale sarà composto da 12 membri) e entro il 30 settembre si devono presentare le liste. Le liste possono essere presentate per ogni fascia di utenti (uno, due, tre), e possono prevedere: per la fascia uno liste con massimo tre componenti, per la fascia due liste con un componente, e per la fascia tre, liste con quattro componenti. Quasi sempre le liste vengono presentate dalle associazioni di categoria (agricoltura, edilizia, ecc.) le quali decidono poi i destini del consorzio. Per sapere cosa realmente accade, per sapere come vengono spesi i soldi di noi piccoli contribuenti sottoposti a questo che ci sembra un balzello, perché non si prova una volta costruire un lista che rappresenti le esigenze dei cittadini contribuenti (quelli della prima fascia)? Vogliamo provarci? Proviamo a vedere come si fa a costruire una lista indipendente dai partiti e dalle categorie che non ci rappresentano. Non è semplice, perché servono almeno cento firme, ma possiamo provarci. Vi faremo sapere.
postato da: terradadda alle ore 08/08/2006 14:17 | link | commenti
categorie: trasparenza, istruzioni per luso