TERRADADDA

Cronache (e opinioni) della terra intorno all'Adda a cura di Vercingetorix
- -
AVVISO: per commentare bisogna essere utenti Splinder registrati. Per divenire utenti Splinder è necessario registrarsi a www.splinder.com
In ogni caso il gestore del blog declina ogni responsabilità per i commenti inseriti da altri.

DISCLAIMER

Archivio

oggi
dicembre 2009
novembre 2009
ottobre 2009
settembre 2009
agosto 2009
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
--- 2008 ---
--- 2007 ---
--- 2006 ---

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
lunedì, 31 luglio 2006

Pontida: la trasformazione di Faida

di Vercingetorix 
cascina-faidaFaida, diciamolo, non è proprio un bel nome per una località. E in effetti anche la località Faida di Pontida, secondo la leggende, prende il nome da una faida vera e propria, da una contesa, quella che vedeva contrapposti i frati dell’Abbazia di San Giacomo a Pontida ai frati dell’Abbazia di Fontanella Sotto il Monte. I frati si contendevano il territorio per accaparrarsi le elemosine, dopo anni di divergenze sembra che più di una volta si siano ritrovati in questa località per suonarsele di santa ragione. Alla faccia della cristiana misericordia. Faida era una delle più belle cascine del Monte Canto situata su un contrafforte del monte, che forma una valle, in perfetta esposizione al sole, con vista sul Linzone e sul Canto Alto. Da qui si scorgono anche i colli di Bergamo. Per secoli fu una cascina con decine di coloni. entrata-faidaDi proprietà dei Perico di Villa d’Adda da qualche anno è divenuta di proprietà dell’azienda agricola Faida con sede in provincia di Udine,  peraltro registrata tra le aziende agricole biologiche della Regione Lombardia, anche se non si conosce quale sia la produzione di questa azienda. Anni addietro il territorio di Faida è stato ripulito e accuratamente disboscato,  con il metodo “Attila flagello di Dio” con successiva la messa a dimora di alcune piante da frutto, ciliegi soprattutto. Ora c’è una bella valle vede, anche se prevalentemente incolta, ma non boschiva. L’azienda agricola Faida, ha presentato un progetto al comune per la ristrutturazione della cascina, per trasformarla in una sorta di residence, albergo, con centro benessere. Il comune di Pontida, amministrazione leghista, ha generosamente concesso una volumetria molto importante, multipla di quella esistente. Come è noto da tempo è stato istituito il PLIS (Parco Locale di Interesse Sovracomunale) del Monte Canto e guarda caso l’intera zona di Faida (vedi mappa), è stata millimetricamente esclusa dalla perimetrazione del parco. faida-plis-mappaCerto si poteva fare un’eccezione per insediamenti industriali o urbani già esistenti, ma perché un complesso agricolo, di proprietà di un’azienda agricola è stato escluso dal perimetro del parco che ha finalità preminentemente agricole? Già Perché? E poi siamo sicuri che è stato accuratamente valutato l’impatto del complesso residenziale in termini di traffico e pressione antropica sul Monte Canto? Italia Nostra, sezione di Bergamo, si interroga. Noi speriamo vivamente che tutto sia stato pensato accuratamente nell’interesse della collettività e dell’ecosistema, e che la cosa non abbia ricadute sull’ambiente del Monte Canto, perché comunque i cittadini non possono farci niente, i giochi sono già stati fatti. Altrove.
 
postato da: terradadda alle ore 31/07/2006 21:19 | link | commenti
categorie: pontida, monte canto
sabato, 29 luglio 2006

Il traghetto fuori dall’Ecomuseo Leonardesco

di Vercingetorix 
traghetto-leonardoChiediamoci: sull’Adda c’è qualcosa di più leonardesco del Traghetto di Leonardo, che collega le sponde di Imbersago con Villa d’Adda? Certo che no. Eppure il traghetto che è l’icona della presenza di Leonardo da Vinci sull’Adda non è inserito nel progetto dell’Ecomuseo l'Adda di Leonardo, una sorta di museo all’aperto che illustra i luoghi di Leonardo da Paderno d'Adda  fino a Trezzo d’Adda. Il percorso diciamolo è molto bello e accattivante e sono segnalate tutte le installazioni, le vecchie chiuse del naviglio, le centrali, Tutto quanto si può consultare sul sito dell' Ecomuseo l'Adda di Leonardo (vedi qui) realizzato dalParco Adda Nord con numerosi finanziamenti pubblici. Ma perché il percorso leonardesco non comprende il Traghetto? Misteri. Da segnalare invece che i cartelli indicanti l’Ecomuseo sono presenti anche a Villa d’Adda e a Brivio. E allora tanto valeva inserire anche una tappa dedicata alla più celebre istallazione leonardesca.cop-ecomuseo Come se non bastasse sul sito dell’Ecomuseo è disponibile una pubblicazione in PDF che riassume le tappe del percorso e quale immagine ha in copertina questa pubblicazione? Guarda caso il traghetto di Leonardo.
In una logica leonardesca di promozione del territorio non sarebbe giusto rivedere la struttura dell’Ecomuseo e inserirvi come è giusto la perla più preziosa?
postato da: terradadda alle ore 29/07/2006 08:05 | link | commenti
categorie: adda, cartelli, villa d adda, imbersago
mercoledì, 26 luglio 2006

Siti internet comunali: si può fare di più, molto di più

di Vercingetorix 
Comunicare, informare, rendere partecipe la cittadinanza. Questo dovrebbero fare le amministrazioni comunali. La casa comunale, il municipio, dovrebbe essere una casa di vetro, dove i cittadini vedono tutto e sanno tutto di quello che vi accade. E adesso adempiere a questo compito, che in una parola si chiama trasparenza - un dovere morale degli amministratori che però tendono a ignorarlo - con l’avvento di internet risulta molto facile comunicare, perché sempre più cittadini si dotano dei moderni strumenti di comunicazione e possono accedere alla rete, e lì trovare le informazioni che vogliono. Per cui non ci vuole molto, basta che il comune apra un sito ìnternet, e i cittadini che desiderano avere delle informazioni sulla vita pubblica del proprio comune possono consultare il sito e avere le informazioni aggiornate. Il problema è che alcuni comuni mettono insieme il loro sito internet - giusto per dire “vedete lo abbiamo anche noi” -  ma poi lo aggiornano poco o niente, per cui il sito langue, e non assolve allo scopo per il quale è stato costruito e pagato (dai cittadini contribuenti). web-villaddaAbbiamo consultato più volte alcuni dei siti dei comuni dell’Isola: Carvico (vedi qui), Villa d’Adda (vedi qui) e Calusco d'Adda (vedi qui) che sono realizzati dalla stessa società la Comuni Online Associati (vedi qui), una srl alla quale partecipano i comuni sopra citati e altri (vedi in fondo all’articolo) con il supporto informatico della IT & T di Villa d’Almé. La stessa società realizza anche i siti dei comuni di Curno e Villa da’Almé e della Comunità Montana della Valle Brembana.
I tre siti come si può vedere hanno la stessa impostazione grafica e la stessa articolazione strutturale (associazioni, consiglio, sindaco, giunta, uffici, ecc.) e una parte centrale che dovrebbe essere dedicata alle notizie e alle informazioni di attualità ai cittadini.
web-caluscoNel comune di Villa d’Adda questa sezione è ferma all’inizio dell’anno.
Nel comune di Calusco d’Adda ci sono tutti  gli aggiornamenti con le principali manifestazioni.
Nel comune di Carvico ci sono alcuni aggiornamenti delle ultime manifestazioni.
E’ evidente che la responsabilità degli aggiornamenti non è della società che gestisce, ma delle amministrazioni che dovrebbero fornire le informazioni, ma in generale notiamo che nelle sezioni istituzionali come per esempio le delibere di giunta e di consiglio si è fermino allo scorso anno. E poi perché nessuno dei comuni informa online delle prossime riunioni del consiglio Comunale e dei relativi ordini del giorno?
Insomma i siti potrebbero essere fatti meglio e soprattutto più aggiornati per dare maggiori comunicazioni ai cittadini. Altrimenti non servono a gran che
 
La Comuni Online Associati
E’ una Srl costituita nel 2004 con sede a Dalmine con un capitale sociale di 12.500 euro. I soci fondatori sono il comune di Villa d’Almè (quota di 2.610 euro), il comune di Curno (1.930 euro), il comune di Valbrembo (980 euro), il comune di Calusco (2.200 euro), il comune di Carvico (1.130 euro), il comune di Villa d’Adda (1.150 euro) e la Comunità Montana della Valle Brembana (2.500 euro).
Gli amministratori sono Gianluigi D’Ambrosio, presidente (assessore al comune di Villa d’Adda), Livio Mazzola (ex sindaco di Carvico, ora consigliere comunale, consigliere provinciale e presidente del PLIS Monte Canto), Sergio Antonio Tasca di Calusco d’Adda, Walter Riccardo Bellezza (vice sindaco di Curno), Marco Augusto Sonzogni (consigliere comunale di Villa d’Almé) e Piero Busi (presidente della Comunità Montana Valle Brembana).
Recentemente la società Comuni Associati Online Srl , il 19 maggio di quest’anno, ha venduto quote societarie di cento euro ciascuna ai seguenti comuni: Suisio, Capriate San Gervasio, Bonate Sotto, Presezzo, Sotto il Monte, Chignolo d’Isola e Filago.
 
postato da: terradadda alle ore 26/07/2006 21:06 | link | commenti
categorie: trasparenza, carvico, villa d adda, calusco d adda
martedì, 25 luglio 2006

Cisano: alberi morti incombono sulla strada

di Vercingetorix 
alberimorti-cisanoVittime del caldo? Vittime di una strana malattia? Non lo sappiamo. Per cause in corso di accertamento – come scrivono i quotidiani locali – sono morti tre platani quasi centenari, situati sul bordo della strada provinciale che da Cisano Bergamasco conduce a Odiago, proprio in prossimità del viadotto ferroviario. Lo spettacolo non è bello a vedersi, questi giganteschi platani rinsecchiti sembrano essere dei simulacri della provvisorietà della nostra vita, sembrano quasi volerci ricordare “memento mori”. Ma al di là dello spettacolo un poco macabro, gli alberi secchi costituiscono un pericolo oggettivo per la circolazione, basterà un po’ di vento, un temporale e un po’ di neve perché i rami di questi alberi finiranno per cadere sulla carreggiata con conseguenze per cose e persone. Perché non vengono abbattuti prima che creino qualche problema?
postato da: terradadda alle ore 25/07/2006 16:49 | link | commenti
categorie: on the road, cisano bergamasco
lunedì, 24 luglio 2006

Sotto il monte: l’acqua non è uguale per tutti

di Vercingetorix 
rotonda-sottomonteDa qualche mese è stata realizza la nuova rotatoria che sostituisce l’incrocio tra la provinciale Carvico – Terno d’Isola e la strada che conduce a Sotto il Monte. Come già detto più volte siamo favorevoli a tutte quelle rotonde che servono ad agevolare il traffico e eliminare il rischio di incidenti. Purtroppo spesso gli amministratori non si limitano a fare una semplice rotonda funzionale, ma si lasciano prendere la mano costruendo qualcosa di monumentale. La rotonda in oggetto è realizzata in ciottoli (detti anche ovetti dai posatori), posati in due serie di anelli concentrici con canale di raccolta in mezzo, qualcosa che è una via di mezzo tra una vasca da bagno circolare e lo stampino da budino o dolce. Come se non bastasse in alcune parti della vasca sono state realizzate delle aiuole che contengono rose bianche e rosse. Tutte le aree che circondano la rotatoria sono a prato verde con qualche inserto di fiori. rose-rotonda-smonteLe aiuole con i fiori sono anche carini ma gli amministratori di Sotto il Monte dovrebbero sapere che necessitano di manutenzione costante (che è costosa e ricade sui contribuenti) e se non la si fa le aiuole di riempiono di erbacce e si ottiene soltanto di dare un’immagine di trascuratezza. C’è poi il punto più importante. Le aiuole sono tutte dotate di impianto di irrigazione. E ci chiediamo come è possibile? Si deve infatti sapere che non è possibile avere un allacciamento dell’acqua per la sola irrigazione come precisa la Hidrogest che gestisce l’acquedotto dell’Isola (citando leggi e regolamenti vedi PDF circolare-fornitura-acqua) dicendo che l’allacciamento dell’acqua può essere dato solo a coloro che sono in possesso di una concessione edilizia per abitazione, impianto industriale o allevamento. Per di più ogni qualche mese la Hidrogest manda ai singoli comuni l’elenco degli utenti che ha allacciato per prevenire l’abusivismo edilizio.rose2-rotonda-smonte A questo punto ci chiediamo: ma se per avere l’allacciamento è necessaria la concessione edilizia perché bisogna poi informare il comune degli utenti allacciati (con tempo impiegato da Hidrogest per compilare gli elenchi e tempo impiegato dai Comuni per verificarli, pratiche che significano maggiori costi per il contribuente)? Per fare questo doppio controllo significa forse che circolano licenze edilizie tarocche? Ma torniamo alla rotonda. Se le condizione indispensabile per avere l’allacciamento è quella di avere una concessione a uso abitativo, come ha fatto il comune di Sotto il Monte ad ottenere un allacciamento dell’acquedotto ad uso irrigazione? Il seguito alla prossima puntata.
postato da: terradadda alle ore 24/07/2006 13:59 | link | commenti
categorie: on the road, sotto il monte
mercoledì, 19 luglio 2006

Peschiera: armoniosi inserimenti nel paesaggio

di Vercingetorix 
lavorimuropeschieraE’ caduto il muro. Non il muro di Berlino ma il muro (una parte) che circonda Villa Peschiera, l’istituto delle Suore del Sacro Cuore. Come è noto sono in corso i lavori di ampliamento dell’istituto scolastico cattolico, che ora fa parte del Collegio Vescovile Sant’Alessandro di Bergamo, e verrà costruito un nuovo edificio scolastico e una palestra. L’abbattimento del vecchio muro consente adesso di vedere il vecchio edificio di Villa Peschiera prima completamente nascosto alla vista dalla strada. Non soltanto ma si è realizzato un nuovo accesso carrale al parcheggio dell’istituto ed è stato realizzato un marciapiede di alcune decine di metri che certo contribuisce alla sicurezza degli studenti, oltre a dare maggiore visibilità in curva proprio in prossimità del vecchio accesso carrale. Però. Il muro è stato ricostruito, arretrato, più basso, in cemento armato con recinzione in metallo zincato.peschieranuovarecinzione Il risultato estetico è assai deludente, stile casa circondariale o istituto correzionale di detenzione. Insomma brutto. Qualcuno lo ha già ribattezzato lo Spielberg (il carcere di Brno dove fu detenuto Silvio Pellico, che per il vero è molto più bello, almeno da fuori vedi su Wikipedia) dell’isola. Tenendo conto che lungo tutto il tratto di strada vi sino solo muri in pietra, il Comune di Villa d’Adda non poteva prescrivere che i muri fossero rivestiti in pietra locale, così da inserirsi armonicamente nel contesto? Così com’è il manufatto in cemento, che è il primo che vede chi entra in Villa d’Adda, non costituisce certo un bel biglietto da visita.
postato da: terradadda alle ore 19/07/2006 10:41 | link | commenti
categorie: on the road, villa d adda
martedì, 18 luglio 2006

Prima le strisce, poi la pista

di Vercingetorix 
rotonda-caluscoGli amministratori di Calusco d’Adda si lamentano sugli organi di stampa (illecodibergamo), che insomma non è colpa loro, ma di quei tre riottosi reazionari cittadini che hanno fatto ricorso al TAR, e perciò la pista ciclabile sulla provinciale rivierasca, è in ritardo di dieci anni. Certo, magari hanno ragione gli amministratori di Calusco, però dieci anni sono sempre dieci anni e abbiamo il sospetto che non sia tutta colpa dei cittadini che vogliono tutelare i loro diritti in sede giudiziale. E dopo tanto avere atteso i cittadini dell’Isola si aspettano che si faccia una pista ciclabile degna di tale nome, e che non imiti gli orrori compiuti nella costruzione della pista ciclabile di Carvico (che sarà oggetto di un prossimo memorabilia su questo blog). Ma già che ci siamo segnaliamo agli amministratori di Calusco alcune curiosità, per la serie cartellonistica creativa. Apprezziamo che sulla corsia di marcia opposta si siano messi ben due cartelli  uno di divieto di accesso e uno che segnala il km zero della provinciale. Giusto segnalare questo a quegli estrosi automobilisti che percorrono abitualmente la rivierasca contromano in direzione nord tenendo la sinistra credendo di essere in Inghilterra. Ma nel frattempo vorremmo segnalare agli amministratori di Calusco che in prossimità della rotonda, di fronte al supermercato, non ci sono le strisce pedonali, completamente cancellate. Per di più non c’è nemmeno il cartello che avvisa dell’attraversamento pedonale. Anche questa volta è per colpa di tre sediziosi cittadini malmostosi che mettono i bastoni tra le ruote? Dovremo attendere ancora dieci anni per tre spruzzate di vernice bianca sull’asfalto? Aspettiamo che mettano sotto il primo pedone che attraversa e seguiremo il caso in tribunale par sapere di chi è la colpa.
postato da: terradadda alle ore 18/07/2006 17:05 | link | commenti
categorie: on the road, cartelli, calusco d adda
mercoledì, 12 luglio 2006

La democrazia si vede dal parcheggio

Di Vercingetorix su segnalazione di un lettore
parcheggio-taglioalberiVilla d’Adda parcheggio del cortile del Municipio. Sempre affollato con automobili in seconda e terza fila “fuori dagli appositi spazi”. Automobili che sono quasi tutte dei dipendenti comunali e del primo cittadino di questo Comune, lasciate li per molte ore. Come se non bastasse alcune erano parcheggiate anche nel prato all’ombra di alberi secolari. Lo insegnano all’ora di educazione civica nelle scuole elementari: “Non calpestare le aiuole”. Siccome però non le calpestavano, con i piedi, ma ci entravano con l’auto, qualcuno pensava che il divieto non valesse. Anche qualcuno che guida gli automezzi della polizia municipale e probabilmente eleva contravvenzioni ai cittadini che calpestano le aiuole. autopolizia-ombra2Ma chi sei tu cittadino per dire qualcosa al dipendente comunale che vuole mettere la macchina al fresco? Nel cortile c’era anche un cartello (vedi immagine) che recitava: “E’ vietato parcheggiare fuori dagli appositi spazi”. Un cittadino fa notare che insomma i dipendenti pubblici dovrebbero dare il buon esempio e non parcheggiare nelle aiuole, e poi se c’è il cartello qualcuno le contravvenzioni dovrebbe pure elevarle. Risultato: hanno tolto il cartello. parcheggio.auto-villaddaE i dipendenti comunali continuavano a parcheggiare in doppia e tripla fila, sicché il cittadino che deve andare in Comune, entrava nel cortile non trovava posto e, dopo aver fatto un bel giro, doveva andare a parcheggiare nella piazza. Il parcheggio “creativo” ha ripercussioni sull’efficienza dei dipendenti pubblici perché quando sei negli uffici comunali mentre stai parlando con il dipendente del tal ufficio per una certa pratica questo viene interrotto dal dipendente dell’altro ufficio che gli dice: “Scusa ti dispiacerebbe spostare la macchina che devo uscire”. Così tu cittadino, alias contribuente, alias datore di lavoro del dipendente comunale, devi aspettare pazientemente che il dipendente scenda, faccia manovra, sposti l’auto, magari faccia due chiacchiere con il collega, un saluto, e poi torni da te a discutere della tua pratica dicendoti: “Dove eravamo rimasti?” A quanto risulta al comune di Villa d’Adda sono in forza lavoratori normotipi, ovvero persone normali, in buona salute, che sono perfettamente in grado di deambulare, che potrebbero mettere la loro auto nel parcheggio della piazza (a cinquanta metri di distanza), ma che non lo fanno perché evidentemente questo è troppo gravoso per loro. E che diamine. Cosa si pretende da un dipendete pubblico? Forse che sia costretto a lasciare libero il parcheggio per quei cittadini ultrasettantenni che usano come mezzo di locomozione l’automobile per raggiungere il Comune? Ma che si arrangino, in fondo anche alla loro età un po’ di moto non ha mai fatto male a nessuno. E se piove? Non verranno a lamentarsi, per due gocce d’acqua? E se uno è handicappato ed è su una sedia rotelle? Mica vorrà creare dei problemi a questo Comune, perché anche se trova parcheggio come cavolo fa a salire le scale dove non c’è nemmeno la rampa per gli handicappati. Su siamo realisti, non disturbi che qui abbiamo da lavorare. Se ne stia a casa.
Questo era lo statuts quo fino a pochi giorni fa.
Poi si è notato che le piante secolari che ombreggiavano il giardino sono state repentinamente tagliate – si suppone con tutti i permessi e le autorizzazioni del caso compreso quello del Parco Adda Nord –  per i futuri lavori di scavo dell’ampliamento della sede comunale, e uno almeno dice: “beh adesso voglio vederli i dipendenti pubblici parcheggiare all’ombra”. E poi il quattro luglio il primo cittadino di questo Comune ha messo un avviso (vedi foto) cartello-parcheggio-comuneall’ingresso del cortile del Municipio – che vogliamo ricordare è la casa comune di tutti i cittadini - in cui avvisa che a causa dei lavori per la realizzazione della nuova sede comunale “il parcheggio è consentito solo agli automezzi comunali e agli automezzi in uso ai dipendenti comunali”. E il cittadino si sente leggermente preso per i fondelli, e si chiede: perché specificare una regola che è sempre stata tacitamente osservata? E poi si chiede ma se ci sono i lavori, e quindi sarebbe bene non intralciarli (perché ogni intralcio comporta un aggravio di costi che si ripercuotono alla fine sul cittadino) il cartello avrebbe semmai dovuto dire “a causa dei lavori in corso è momentaneamente vietato parcheggiare qualsiasi mezzo in questo cortile”. Ma poi uno pensa che il primo cittadino ha fatto questa precisazione a fin di bene: non vorrai mica infastidire i dipendenti pubblici, non vorrai mica che si logorino per fare cinquanta metri a piedi due volte al giorno. E poi se devono spostare l’auto perché ci sono i lavori in corso con le ruspe che passano più volte, a te cittadino che ti cambia, non vorrai mica negargli una piccola pausa a questi indefessi lavoratori? Certo che no, siamo in democrazia, ci mancherebbe. Ci chiediamo soltanto se possiamo fare altro per i nostri dipendenti comunali, possiamo portare loro il caffè o cappuccino,  con brioche magari? A disposizione,
postato da: terradadda alle ore 12/07/2006 15:00 | link | commenti (4)
categorie: villa d adda
martedì, 11 luglio 2006

Credito sostituisce consumo, banca al posto del ristorante

di Vercingetorix
banca-excasenuoveMeno uno. Non era certo uno degli indirizzi più raccomandati dalle guide gastronomiche, e quindi non soffriremo troppo della sua scomparsa, ma sta il fatto che a Villa d’Adda un ristorante ha chiuso i battenti per lasciare il posto a una banca. Ha chiuso il ristorante Casenuove e riaprirà la Banca Popolare di Milano. I locali situati in prossimità di una curva sulla strada provinciale sono oggetto di lavori di ristrutturazione (che dovrebbero terminare il prossimo ottobre), fuori è stata cancellata l’unica cosa bella del posto cioè il vasto pergolato in glicine. Speriamo che ora spariscano anche i brutti serramenti anodizzati oro. Con l’apertura del nuovo istituto di credito raddoppia a Villa d’Adda il numero di sportelli bancari (l’altro esistente è quello della Banca Popolare di Bergamo – BPU). Ma ben presto triplicheranno perché è prevista l’apertura di una filiale della Banca Rurale Credito Cooperativo, nel centro commerciale che si costruirà nei pressi del cimitero. Segnali che sottolineano l’aumento della ricchezza prodotta (collegato alla crescita della popolazione) in questo comune alla periferia dell’Isola Bergamasca.
postato da: terradadda alle ore 11/07/2006 16:38 | link | commenti (2)
categorie: villa d adda

Pontida: la terra di nessuno

di Vercingetorix
pontda-terra-nessunoFacciamo un quiz geografico: con quale comune confina a nord Villa d’Adda? Cisano Bergamasco. Risposta sbagliata, perché in mezzo c’ una striscia di terra che appartiene a Pontida, il comune sacro ai padani. Chi percorre la strada provinciale 169 da Villa d’Adda verso la Sosta – Ponte di Brivio, appena dopo la discesa in località Boschetto trova il cartello che indica la fine del Comune di Villa d’Adda cartello-villaddae soltanto seicento metri dopo in corrispondenza con il ponte sul torrente Sonna (quella strettoia che ogni giorno mette a repentaglio la vita di chi percorre questa strada) trova il cartello di Cisano Bergamascocartello-cisano. Quei seicento metri appartengono a Pontida e comprendono a destra della strada la bella Cascina Broseta, e a sinistra in riva al fiume Adda i cascinali di Molini di Sotto e di Molini di Sopra. Sono oscuri i criteri con i quali furono stabiliti i confini, forse dovuti alla volontà di Pontida di rivendicare un accesso al fiume Adda e da lì al fiume Po, il fiume sacro ai Padani? Ma quando furono determinati i confini la Lega Nord non era ancora stata nemmeno immaginata. E allora perché non ci sono cartelli che rivendicano l’appartenenza di questo lembo di terra a Pontida, con tutto l’orgoglio che hanno gli amministratori di Pontida? La spiegazione sembrerebbe di carattere pratico perché chi trovasse il cartello Pontida e fine Pontida dopo poco, non riuscirebbe bene a capire dove si trova. Ma oggi ci sono i navigatori satellitari e l’inconveniente potrebbe essere risolto. Oppure ci sarebbe un’altra soluzione per risolvere questa anomalia della carta geografica: gli abitanti dei Molini potrebbero chiedere di passare al comune di Villa d’Adda molto più vicino e omogeneo, oppure i Villadaddesi potrebbero fare un “anschluss”, e annettersi queste preziosa striscia di terra, e fissare con più logica il confine lungo il corso naturale della Sonna.
postato da: terradadda alle ore 11/07/2006 09:46 | link | commenti
categorie: on the road, cartelli, pontida